Proposta di risoluzione - B6-0136/2006Proposta di risoluzione
B6-0136/2006

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

14.2.2006

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Elmar Brok, Gunnar Hökmark, Gitte Seeberg, José Ignacio Salafranca, João de Deus Pinheiro,
a nome del gruppo PPE-DE
sul diritto alla libertà di espressione e sul rispetto delle fedi religiose

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0136/2006

Procedura : 2006/2525(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
B6-0136/2006
Testi presentati :
B6-0136/2006
Testi approvati :

B6‑0136/2006

Risoluzione del Parlamento europeo sul diritto alla libertà di espressione e sul rispetto delle fedi religiose

Il Parlamento europeo,

–  visto l'articolo 6 del trattato sull'Unione europea,

–  visti gli articoli 9 e 10 della Convenzione europea dei diritti umani,

–  visti gli articoli 10 e 11 della Carta dei diritti fondamentali,

–  visto l'articolo 22 della Convenzione di Vienna sulle Relazioni diplomatiche,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che in varie parti del mondo violente proteste sono dirette contro singoli Stati membri dell'Unione europea e il cosiddetto Mondo Occidentale nel suo complesso, e che le proteste sono state scatenate dalla pubblicazione da parte di privati di caricature che non veicolano alcun messaggio da parte di nessuno Stato;

B.  considerando che la stragrande maggioranza delle popolazioni dell'Unione europea, nonché dei paesi interessati da questi spiacevoli eventi, desidera il dialogo e relazioni pacifiche basate su mutuo rispetto e comprensione e che soltanto gruppi opposti a tale dialogo traggono vantaggio dai recenti sviluppi;

C.  considerando che le caricature che hanno generato le proteste non permettono lo sviluppo del dialogo che l'Unione europea ha iniziato al fine di costituire legami interculturali e interreligiosi e che l'Unione europea resta interamente impegnata a sviluppare ulteriormente e a rafforzare i legami con i paesi interessati in uno spirito di cooperazione reciproca e in una visione comune di relazioni rafforzate;

D.  considerando che il 7 febbraio 2006 l'Unione europea, le Nazioni Unite e l'Organizzazione della Conferenza islamica (OCI) hanno pubblicato una dichiarazione multilaterale che chiede di porre termine a tutti gli atti violenti e un dialogo sulla questione;

1.  condanna con forza tutti gli atti di violenza, il rogo delle bandiere e l'incendio delle missioni diplomatiche e sottolinea che tali atti non possono in alcun modo trovare giustificazione;

2.  sottolinea che la libertà di parola è un diritto fondamentale nell'Unione europea, consacrato nella Carta dei diritti fondamentali, nonché nella Convenzione europea dei diritti umani;

3.  ricorda che la libertà di pensiero, di coscienza e di religione sono sanciti nella Carta dei diritti fondamentali, nonché nella Convenzione europea dei diritti umani;

4.  ritiene che la libertà di espressione debba sempre essere esercitata con responsabilità e con rispetto per i sentimenti e le credenze religiose, che riguardino sia la religione islamica, che la cristiana, la giudaica o qualsiasi altra religione;

5.  deplora che la pubblicazione di tali caricature abbia urtato sentimenti religiosi e condanna qualsiasi dissacrazione di simboli religiosi;

6.  nota che la libertà di parola è di importanza fondamentale per i gruppi religiosi, affinché possano professare liberamente la loro religione;

7.  esprime profondo rammarico che – a quanto sembra – esistono gruppi estremisti organizzati che hanno un interesse nell'inasprimento delle tensioni attuali e che usano le caricature come pretesto per incitare alla violenza; sottolinea che la popolazione comune nei paesi interessati ha un'opinione diversa e cerca la pace, la stabilità e gli scambi economici e culturali invece che il caos e la violenza;

8.  esprime pieno sostegno e solidarietà alla Danimarca e ad altri Stati membri danneggiati dalle difficili circostanze attuali;

9.  deplora il fatto che alcuni governi non abbiano mantenuto gli impegni assunti in base alla Convenzione di Vienna di proteggere l'inviolabilità delle missioni diplomatiche, fattore fondamentale per il funzionamento delle relazioni diplomatiche internazionali e il ristabilimento del dialogo; invita i paesi dove tali incidenti sono avvenuti a mostrare chiaramente e nella pratica che essi non sono tollerabili;

10.  condanna l'uso del boicottaggio illegale come strumento politico e sollecita il rapido ripristino di tutte le relazioni commerciali in base alle norme dell'OMC; sottolinea che il boicottaggio contro uno Stato membro contraddice il fatto che gli accordi commerciali sono sempre stipulati con tutta l'UE;

11.  accoglie con favore gli sforzi dell'Alto rappresentante del Consiglio – Segretario generale Javier Solana di ristabilire la fiducia e il dialogo e chiede agli Stati membri, alla Commissione e al Consiglio di affrontare uniti la questione e di utilizzare ogni possibile mezzo per sciogliere le tensioni e impegnarsi in un dialogo rinnovato e avanzato con i paesi e le comunità islamiche; considera la creazione di un dialogo rafforzato una delle sfide più importanti al fine di garantire la pace e la stabilità nel mondo;

12.  sollecita tutti i leader politici e religiosi a intraprendere tutti gli sforzi possibili per ristabilire la calma nei paesi interessati, con il fine di facilitare il dialogo in uno spirito di mutua comprensione;

13.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alle Nazioni Unite, all'Organizzazione della Conferenza islamica e ai governi e ai parlamenti dei paesi interessati da tale risoluzione.