PROPOSTA DI RISOLUZIONE
10.3.2006
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Pasqualina Napoletano, María Elena Valenciano Martínez-Orozco, Panagiotis Beglitis, Ana Maria Gomes e Józef Pinior
a nome del gruppo PSE
sull'esito dei negoziati sul Consiglio dei diritti umani e sulla 62ª sessione dell'UNCHR
B6‑0187/2006
Risoluzione del Parlamento europeo sull'esito dei negoziati sul Consiglio dei diritti umani e sulla 62ª sessione dell'UNCHR
Il Parlamento europeo,
– viste le sue precedenti risoluzioni sulla Commissione ONU dei diritti dell'uomo dal 1996, nonché quelle del 29 gennaio 2004 sulle relazioni UE/ONU[1], del 9 giugno 2005 sulla riforma delle Nazioni Unite[2] e del 29 settembre 2005[3] sui risultati del Vertice mondiale delle Nazioni Unite del 14-16 settembre 2005,
– vista la 62ª sessione della Commissione ONU dei diritti dell'uomo (UNCHR), programmata dal 13 marzo al 21 aprile 2006,
– visto la relazione del 1° dicembre 2004 "Un mondo più sicuro: la nostra responsabilità collettiva" del Gruppo di esperti ad alto livello su minacce, sfide e cambiamenti,
– vista la relazione del 21 marzo 2005 "In una più ampia libertà: verso lo sviluppo, la sicurezza e i diritti umani per tutti" del Segretario generale delle Nazioni Unite,
– visto il documento finale del Vertice mondiale 2005 dell'ONU, adottato a New York il 16 settembre 2005, in cui si è deciso di istituire un Consiglio dei diritti umani a sostituzione della Commissione dei diritti dell'uomo e di incaricare il Presidente dell'AGNU di condurre negoziati, da completare quanto prima possibile durante la 60ª sessione, al fine di definire il suo mandato e composizione,
– vista la proposta di risoluzione del Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sul Consiglio dei diritti umani, presentata il 23 febbraio 2006,
– visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che il rispetto, la promozione e la salvaguardia dell'universalità dei diritti umani costituiscono parte fondamentale del patrimonio giuridico dell'Unione europea e una delle pietre miliari dell'unità e dell'integrità europee,
B. considerando che le Nazioni Unite costituiscono l'organizzazione più idonea ad occuparsi in modo esaustivo delle questioni dei diritti umani e delle sfide cui si trova confrontato oggi il genere umano,
C. considerando che la risoluzione sul Consiglio dei diritti umani (HCR) è stata il risultato di lunghi e intensi negoziati,
D. considerando che, pur non affrontando talune delle maggiori preoccupazioni che sono state espresse, il Consiglio dei diritti umani fornirà una piattaforma efficace per potenziare la protezione e la promozione dei diritti umani nel quadro ONU,
E. considerando che la 62ª sessione della Commissione ONU dei diritti dell'uomo (UNCHR) sarà l'ultima prima dell'istituzione del Consiglio dei diritti umani,
F. considerando che una delegazione ad hoc del PE è stata istituita per la sessione annuale dell'UNCHR, come è avvenuto negli ultimi sette anni,
Consiglio dei diritti umani
1. esprime compiacimento per l'adozione della risoluzione che istituisce il Consiglio dei diritti umani; rileva, a tale riguardo, il contributo dell'Unione europea per la conclusione dei negoziati;
2. esprime compiacimento per l'istituzione di un organismo ONU ridotto e permanente, direttamente eletto dall'Assemblea generale, come primo passo verso il rispetto dell'impegno assunto in occasione del Vertice mondiale 2005 di potenziare gli strumenti delle Nazioni Unite in materia di diritti umani,
3. esprime compiacimento, in particolare, per la disposizione che prevede che il Consiglio si riunirà regolarmente non meno di tre volte all'anno e che sarà possibile convocare sessioni speciali, oltre a quelle regolari, per affrontare crisi dei diritti umani in rapida evoluzione;
4. esprime compiacimento per il mantenimento del sistema UNCHR "procedure speciali" indipendenti le quali costituiscono progressi di grande rilevanza nella definizione e nella creazione di meccanismi di protezione dei diritti umani; rileva che tali procedure speciali saranno soggette a revisione entro un anno ed invita l'Unione europea a restare vigilante per garantire che esse vengano mantenute e potenziate;
5. accoglie con favore il mantenimento della prassi che prevede la partecipazione delle ONG dei diritti umani alle discussioni; ribadisce la sua richiesta di una riforma del Comitato delle ONG dell'ONU, al fine di garantire una effettiva partecipazione delle ONG indipendenti;
6. accoglie con favore l'istituzione di un meccanismo universale di revisione periodica ("peer review") come strumento per potenziare l'universalità dell'azione e il pari trattamento degli Stati membri per quanto riguarda il controllo dei diritti umani nel mondo; prende atto dell'indicazione che tale meccanismo non dovrebbe duplicare l'attività degli organi convenzionali delle Nazioni Unite; invita il Consiglio dei diritti umani a garantire, nello sviluppo delle modalità di tale revisione, che la sessione ad essa dedicata si aggiunga alle tre sessioni di minima e alle dieci settimane previste dalla risoluzione;
7. deplora che la proposta relativa all'elezione dei membri del Consiglio dei diritti umani mediante una maggioranza potenziata di due terzi non sia stata accolta; si dichiara favorevole, tuttavia, alla procedura secondo la quale i membri del Consiglio dei diritti umani vengono eletti direttamente ed individualmente a ballottaggio segreto dalla maggioranza dell'Assemblea generale ed accoglie positivamente la definizione di un meccanismo di sospensione, con una votazione a maggioranza di due terzi dell'Assemblea generale, del diritto di partecipazione al Consiglio di ogni membro che commetta palesi e sistematiche violazioni dei diritti umani;
8. invita tutti gli Stati membri dell'ONU ad adoperarsi affinché siano eletti i paesi candidati che presentano i più elevati standard in materia di diritti umani, che abbiano ratificato i principali trattati relativi ai diritti umani, che abbiano ottemperato ai loro obblighi per quanto riguarda la presentazione di relazioni, che abbiano emesso avvisi di gara per l'applicazione delle procedure speciali dell'ONU e abbiano cercato di applicare le loro raccomandazioni; invita l'Unione europea ad insistere affinché le nomine vengano presentate almeno trenta giorni prima delle elezioni, per consentire il controllo pubblico dei bilanci e degli impegni dei candidati in materia di diritti umani;
9. ribadisce la propria opinione che la capacità dell'HCR di proteggere i diritti umani dipenderà dalla volontà di tutte le parti politiche di renderlo un organismo forte ed efficiente;
10. invita, pertanto, tutti gli Stati membri dell'ONU a rispettare il mandato definito e ad attuare i meccanismi sviluppati per garantire la capacità del Consiglio di proteggere e promuovere in modo efficace i diritti dell'uomo;
11. invita l'Unione europea a svolgere un ruolo di avanguardia nel Consiglio e a fungere da esempio nell'attività volta a creare, nel settore dei diritti umani, un organismo ONU potenziato, in grado di affrontare e reagire alle situazioni dei diritti umani in tutto il mondo;
12. ribadisce la necessità di una consultazione, una cooperazione e un coordinamento potenziati tra l'UE e l'ONU, in particolare nel quadro del nuovo HRC;
13. ribadisce la necessità di un approccio coordinato, concertato e ben preparato da parte dell'Unione europea prima, durante e dopo le sessioni dell'HCR, per garantire un contributo efficiente ed efficace alle sue procedure;
14. ritiene sia opportuno, sulla base della prassi che prevede la partecipazione del PE alle sessioni annuali dell'UNCHR, continuare ad inviare una delegazione per partecipare alle sessioni dell'HCR;
62ª sessione dell'UNCHR
15. prende atto della decisione di rendere la 62ª sessione del UNCHR una sessione di transizione, procedurale e ridotta;
16. ritiene, tuttavia, che tali modalità non dovrebbero impedire all'UNCHR di svolgere il suo mandato di protezione ed è convinto che tutte le attività della Commissione, per quanto riguarda la definizione di norme, dovrebbero essere debitamente approvate o che ad esse dovrebbe essere dato altrimenti seguito;
17. invita, pertanto, i membri della Commissione a garantire che i risultati delle procedure speciali decise nell'ultima sessione, come la relazione del Segretario generale sulla cooperazione con i rappresentanti degli organismi delle Nazioni Unite in materia di diritti umani, vengano presentate, riconosciute e pienamente discusse, e che i mandati che giungono a termine, come il mandato del Rappresentante speciale del Segretario generale dell'ONU sui difensori dei diritti umani, vengano rinnovati; sottolinea che deve essere mantenuta la capacità dei difensori dei diritti umani di rivolgersi alla Commissione e di partecipare alle discussioni;
18. incarica la delegazione ad hoc del PE alla 62ª sessione dell'UNCHR di far proprie e di trasmettere le opinioni espresse in tale risoluzione;
***
19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'Unione europea, al Segretario generale dell'ONU, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Presidente della 60ª Assemblea generale e all'Alto commissario per i diritti umani.