Proposta di risoluzione - B6-0575/2006Proposta di risoluzione
B6-0575/2006

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE

    24.10.2006

    presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
    a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
    da Miguel Angel Martínez Martínez Margrietus van den Berg e Dorette Corbey
    a nome del gruppo PSE
    sull'esportazione di rifiuti tossici in Africa

    Procedura : 2006/2642(RSP)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    B6-0575/2006
    Testi presentati :
    B6-0575/2006
    Testi approvati :

    B6‑0575/2006

    Risoluzione del Parlamento europeo sull'esportazione di rifiuti tossici in Africa

    Il Parlamento europeo,

    –  vista la legislazione UE sulle spedizioni, in particolare il regolamento del Consiglio n. 259/93 relativo alla sorveglianza e al controllo delle spedizioni di rifiuti all'interno della Comunità europea, nonché in entrata e in uscita dal suo territorio,

    –  vista la Convenzione sul controllo dei movimenti transfrontalieri di rifiuti pericolosi e il loro smaltimento, conclusa a nome della Comunità con decisione del Consiglio 93/98/CEE,

    –  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

    A.  considerando che in varie zone vicino ad Abidjan, città in cui vivono 5 milioni di persone, sono state scaricate circa 500 tonnellate di rifiuti chimici,

    B.  considerando che finora 8 persone sono morte e circa 85.000 sono state ricoverate per epistassi, diarrea, nausea, irritazioni oculari e difficoltà respiratorie; considerando che le conseguenze di tale scarico di rifiuti tossici possono essere particolarmente gravi a causa dell'inquinamento del suolo, delle acque di superficie e delle falde freatiche,

    C.  considerando che i rifiuti tossici sono stati scaricati da una nave di proprietà greca battente bandiera panamense noleggiata dalla Trafigura Beheer B.V., una società con sede nei Paesi Bassi; considerando che l'attribuzione comune delle responsabilità crea un problema sistematico e inaccettabile per quanto riguarda l'applicazione della legislazione UE,

    D.  considerando che le regolamentazioni ambientali nell'emisfero settentrionale Nord hanno reso costoso lo smaltimento di rifiuti pericolosi,

    E.  considerando che le autorità portuali di Amsterdam avevano accertato la natura pericolosa dei rifiuti al momento dello scarico ma poi hanno proceduto a ricaricarli sulla nave; considerando che le autorità dei Paesi Bassi hanno permesso alla nave di partire dal loro territorio nonostante il fatto che avrebbero dovuto essere a conoscenza della natura pericolosa dei rifiuti e del fatto che il capitano non intendeva sostenere le spese di uno smaltimento corretto dal punto di vista ambientale nei Paesi Bassi,

    F.  considerando che la società aveva l'occasione di smaltire i rifiuti in modo legale e sicuro in Europa, ma ha scelto un'alternativa meno costosa in Costa d'Avorio,

    G.  considerando che l'Africa è un luogo di scarico per tutti i tipi di rifiuti pericolosi; considerando che Greenpeace ha identificato 80 siti in cui sono stati scaricati rifiuti pericolosi dei paesi industrializzati: computer usati in Nigeria, serbatoi radioattivi in Somalia, cloro in Camerun, ecc.,

    H.  considerando che la maggior parte dei paesi africani non hanno norme rigorose per proteggere l'ambiente e la vita delle popolazioni dai rifiuti pericolosi,

    I.  considerando che l'esportazione di rifiuti pericolosi dall'UE ai paesi extra OCSE è vietata a partire dal gennaio 1997, a norma del regolamento (CE) n. 259/1993,

    J.  considerando che lo scarico di rifiuti pericolosi in Costa d'Avorio è soltanto la punta dell'iceberg rispetto al totale delle spedizioni di rifiuti pericolosi dall'UE a paesi extra OCSE; considerando che grossi quantitativi di rifiuti elettrici ed elettronici vengono scaricati nei paesi extra OCSE con il pretesto della "riutilizzazione"; considerando che numerose navi costruite con sostanze e materiali tossici sono in corso di disarmo in Asia in condizioni estremamente pericolose per i lavoratori e per l'ambiente,

    K.  considerando che nella seduta del 9 aprile 2002 il Parlamento europeo ha adottato in prima lettura la relazione sul progetto di direttiva intitolata "Protezione ambientale: lotta contro la criminalità, reati penali e sanzioni"; considerando che il Consiglio non ha mai adottato un accordo politico su questa proposta di direttiva e ha preferito invece una decisione quadro nel contesto del terzo pilastro sullo stesso argomento; considerando che la Corte di giustizia europea ha annullato la decisione quadro il 13 settembre 2005,

    1.  invita la Commissione, i Paesi Bassi e la Costa d'Avorio a effettuare indagini complete su questo caso, ad accertare le responsabilità a tutti i livelli, a processare i responsabili di questo reato ambientale, a porre rimedio in modo completo ai danni causati dall'inquinamento ambientale, nonché a indennizzare le vittime;

    2.  invita la Commissione e gli Stati membri ad adottare tutte le misure necessarie per assicurare il pieno rispetto dell'attuale regolamento sulle spedizioni di rifiuti;

    3.  ritiene che questi drammatici avvenimenti dimostrino la necessità di una forte legislazione per lottare contro la criminalità ambientale; sottolinea che gli strumenti giudiziari rafforzano l'applicazione delle norme di protezione ambientale; sottolinea la necessità di armonizzazione nel settore della protezione dell'ambiente mediante il diritto penale;

    4.  invita sia il Consiglio che la Commissione a prendere le misure necessarie per adottare finalmente la direttiva su "Protezione ambientale: lotta contro la criminalità, reati penali e sanzioni" e rispondere alla posizione adottata dal Parlamento in prima lettura già nel 2002;

    5.  invita il Consiglio e la Commissione a chiudere le scappatoie nella Convenzione di Basilea introducendo l'obbligo per le navi che partono dall'UE di consegnare i loro rifiuti alle autorità responsabili nell'ultimo porto UE da cui partono;

    6.  invita il Consiglio e la Commissione a prendere le misure necessarie per assistere i paesi in via di sviluppo a identificare le sostanze pericolose nei rifiuti prodotti in mare e garantirne lo smaltimento sicuro;

    7.  invita la Commissione a presentare proposte legislative per chiudere le scappatoie previste dall'attuale regime, in modo da porre fine alle spedizioni ai paesi extra OCSE di rifiuti elettrici ed elettronici, di autovetture e di navi e imbarcazioni obsolete; ritiene che le esportazioni di attrezzature elettriche ed elettroniche e di autovetture dovrebbero essere sempre accompagnate da un certificato che attesti le spese di smaltimento pagate dal primo proprietario nel contesto della responsabilità dei produttori sancita nella direttiva WEEE (2002/96/CE) e nella direttiva relativa ai veicoli fuori uso (2000/53/CE);

    8.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, agli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite e al governo della Costa d'Avorio.