Proposta di risoluzione - B6-0189/2007Proposta di risoluzione
B6-0189/2007

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE

    2.5.2007

    presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione
    a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
    da Jan Jerzy Kułakowski e Bernard Lehideux
    a nome del gruppo ALDE
    sul rafforzamento della legislazione europea nel settore dell’informazione e della consultazione dei lavoratori

    Procedura : 2007/2546(RSP)
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    Ciclo del documento :  
    B6-0189/2007
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    B6-0189/2007
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    B6‑0189/2007

    Risoluzione del Parlamento europeo sul rafforzamento della legislazione europea nel settore dell’informazione e della consultazione dei lavoratori

    Il Parlamento europeo,

    –  visti la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, in particolare le sue disposizioni relative ai diritti sociali, e l’articolo 136 del trattato CE, secondo i quali tra gli obiettivi degli Stati membri vi sono la promozione dell'occupazione, il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, una protezione sociale adeguata, il dialogo sociale, lo sviluppo delle risorse umane atto a consentire il più alto livello occupazionale possibile e la lotta contro l'emarginazione,

    –  viste la direttiva 2002/14/CE dell’11 marzo 2002[1], relativa all'informazione e alla consultazione dei lavoratori, la direttiva 98/59/CE del 20 luglio 1998, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamenti collettivi, e la direttiva 94/45/CE del 22 settembre 1994, riguardante l'istituzione di un comitato aziendale europeo; considerando che queste due ultime direttive vertono entrambe sull’armonizzazione della legislazione degli Stati membri in materia di strumenti di dialogo tra le parti sociali,

    –  visti la comunicazione della Commissione “Ristrutturazioni e occupazione - Anticipare e accompagnare le ristrutturazioni per ampliare l'occupazione: il ruolo dell'Unione europea” (COM(2005)0120) e il parere del Comitato economico e sociale europeo del 14 dicembre 2005 (CESE 1495/2005),

    –  vista la risoluzione sulle ristrutturazioni e l'occupazione (2005/2188 (INI)), che ha approvato il 16 marzo 2005,

    –  vista la dichiarazione pronunciata dalla Commissione durante la seduta plenaria del 25 aprile 2007 riguardo al rafforzamento della legislazione europea nel settore dell'informazione e della consultazione dei lavoratori,

    –  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

    A.  considerando che la strategia di Lisbona mira a trasformare l'Unione europea nell'economia della conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, capace di crescita economica sostenuta, accompagnata dalla creazione di nuovi e migliori posti di lavoro e da una più forte coesione sociale,

    B.  considerando che l’Europa richiede politiche coerenti ed efficaci per costruire ponti tra la società post-industriale e una società della conoscenza generalizzata, conservando al contempo i nostri valori e le nostre identità,

    C.  considerando che un dialogo sociale forte, una politica industriale orientata verso l’innovazione e politiche occupazionali attive costituiscono le chiavi per raggiungere gli obiettivi di una crescita intelligente ed ecologica, come illustrato nella strategia di Lisbona, e rappresentano le condizioni che consentono di mantenere e sviluppare le attività industriali che danno lavoro a un grande segmento della popolazione attiva dell’Europa,

    D.  considerando l’intensificarsi dei processi di ristrutturazione, di fusione, di rilocalizzazione, ecc., che riguardano tutti i settori di attività e provocano cambiamenti nella struttura delle società così come nella produzione e nell’occupazione,

    1.  invita la Commissione, come ha già fatto in ripetute occasioni e recentemente nella sua risoluzione del 16 marzo 2006 (2005/2188(INI)), ad esaminare e modernizzare la legislazione europea concernente la consultazione e l'informazione dei lavoratori al fine di assicurare un quadro giuridico coerente ed efficace, ad evitare l’incertezza giuridica e a migliorare l’articolazione del dialogo sociale tra i livelli nazionali ed europei;

    2.  invita la Commissione ad adottare prontamente misure atte ad assicurare l'applicazione adeguata da parte degli Stati membri di tutta la legislazione concernente l'informazione e la consultazione dei lavoratori e a prendere rapidamente provvedimenti contro gli Stati membri in cui non vengono applicate le direttive in materia di informazione e consultazione dei lavoratori;

    3.  rileva che la direttiva 94/45/CE, del 22 settembre 1994, riguardante l'istituzione di comitati aziendali europei, o non è applicata pienamente o lo è ma con notevoli divergenze a seconda delle scelte applicative operate dagli Stati membri; chiede alla Commissione di fare rapidamente il punto della situazione e, se necessario, di prendere provvedimenti adeguati nei confronti degli Stati membri;

    4.  invita la Commissione a migliorare il coordinamento interno delle sue politiche nel settore dell’occupazione e degli affari sociali, delle questioni economiche e monetarie, dell'industria, della ricerca e dello sviluppo e a incoraggiare le parti sociali a prendere parte attiva nello sviluppo di un insieme coerente di politiche per mantenere un’industria europea competitiva e innovativa;

    5.  invita le commissioni competenti del Parlamento europeo a includere nel proprio programma di lavoro le relazioni che servano da base alla Commissione per sviluppare politiche più vigorose riguardo alla globalizzazione attraverso un dialogo sociale migliorato, aumentare gli investimenti privati e pubblici in ricerca e sviluppo e assicurare una formazione continua migliore e politiche dell’occupazione attive;

    6.  invita la Commissione ad adottare una strategia più determinata per prevedere la ristrutturazione industriale e tenere conto del suo impatto sociale, contribuendo ugualmente ad attenuare le preoccupazioni dei cittadini europei riguardo alla globalizzazione;

    7.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi, ai parlamenti e alle parti sociali degli Stati membri.