Proposta di risoluzione - B6-0234/2007Proposta di risoluzione
B6-0234/2007

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

29.5.2007

presentata a seguito di una dichiarazione del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Raimon Obiols i Germà, a nome del gruppo PSE
Marios Matsakis e Marco Cappato, a nome del gruppo ALDE
Konrad Szymański, a nome del gruppo UEN
Hélène Flautre, Raül Romeva i Rueda, Milan Horáček e Jean Lambert, a nome del gruppo Verts/ALE
André Brie, Vittorio Agnoletto, Luisa Morgantini, a nome del gruppo GUE/NGL
Nils Lundgren, Hélène Goudin e Bastiaan Belder
sulla 5a sessione del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite

Procedura : 2007/2562(RSP)
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B6-0234/2007
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B6-0234/2007
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B6‑0234/2007

Risoluzione del Parlamento europeo sulla 5a sessione del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite (UNHRC)

Il Parlamento europeo,

–  viste le sue precedenti risoluzioni sulla commissione per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite a partire dal 1996, in particolare la sua risoluzione sulle conclusioni dei negoziati sul Consiglio per i diritti dell'uomo e sulla 62a sessione del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite del 16 marzo 2006[1] nonché quella del 29 gennaio 2004 sulle relazioni tra l'Unione europea e le Nazioni Unite[2], quella del 9 giugno 2005 sulla riforma delle Nazioni Unite[3], quella del 29 settembre 2005 sulle conclusioni del Vertice mondiale delle Nazioni Unite del 14-16 settembre 2005[4], e del 26 aprile 2007 sulla relazione annuale sui diritti dell'uomo nel mondo del 2006 e la politica dell'Unione europea nello stesso ambito,

–  viste le risoluzioni d'urgenza del Parlamento europeo sui diritti umani e la democrazia,

–  vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite 60/251 che crea il Consiglio per i diritti dell'uomo,

–  viste le precedenti sessioni del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite,

–  vista la sua prossima 5a sessione,

–  viste le conclusioni dei lavori dei gruppi di lavoro dell'HRC sulle procedure di ricorso, sul riesame periodico universale, sul futuro sistema di consulenza di esperti, sull'agenda, sul programma annuale di lavoro, sui metodi di lavoro e il regolamento e sul riesame delle procedure speciali,

–  visto il risultato delle elezioni al Consiglio per i diritti dell'uomo che si sono svolte il 17 maggio,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando che il rispetto e la promozione e la salvaguardia dell'universalità dei diritti umani è parte dell'acquis giuridico ed etico dell'Unione europea ed una delle pietre miliari dell'unità e integrità europea,

B.  considerando che potenzialmente le Nazioni Unite rappresentano, oggi come in passato, una delle organizzazioni più adeguate per affrontare in maniera globale la tematica dei diritti umani e le sfide che l'umanità sta affrontando oggi,

C.  considerando che il Consiglio per i diritti dell'uomo potrebbe rappresentare una piattaforma efficace per rafforzare la protezione e la promozione dei diritti umani nell'ambito delle Nazioni Unite,

D.  considerando che la 5a sessione del Consiglio per i diritti dell'uomo sarà d'importanza vitale da questo punto di vista, in quanto completerà il riesame dei meccanismi e dei mandati e svilupperà le modalità del riesame periodico universale,

E.  considerando che la credibilità del Consiglio per i diritti dell'uomo si fonda sull'approvazione di queste riforme e di questi meccanismi, in modo da rafforzare la sua capacità di affrontare le violazioni dei diritti umani nel mondo,

F.  considerando che una delegazione ad hoc del Parlamento europeo è stata creata per la 5a sessione dell'HRC come è già avvenuto l'anno scorso ed anche prima per il suo predecessore, e cioè la Commissione per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite,   

1.  prende nota dei risultati del primo anno dei lavori del Consiglio per i diritti dell'uomo; si compiace del programma ambizioso che il Consiglio per i diritti dell'uomo si è fissato, che include il riesame delle proprie procedure e metodi di lavoro, in particolare lo sviluppo e l'attuazione del riesame periodico universale e il riesame delle procedure speciali;

2.  si compiace dell'organizzazione delle sessioni speciali per reagire a crisi urgenti; tuttavia si preoccupa che il Consiglio per i diritti dell'uomo abbia omesso di agire per risolvere molte delle crisi dei diritti dell'uomo più urgenti a livello mondiale;

3.  si rammarica in particolare della debole risoluzione del Consiglio per i diritti dell'uomo sul Darfur nonché della decisione presa nel quadro della procedura confidenziale per por fine all'esame dei ricorsi sulle violazioni dei diritti dell'uomo da parte dell'Iran e dell'Uzbekistan nel quadro della procedura "1503"; nota che la confidenzialità nel quadro della procedura "1503" non ha portato ai risultati attesi in termini di una migliore cooperazione da parte delle autorità interessate; chiede che vengano introdotte procedure più trasparenti;

4.  si compiace della firma della Convenzione per la protezione di tutte le persone dalle scomparse forzate, appena un anno dopo la sua approvazione da parte dell'Assemblea generale NU; invita tutti gli Stati delle Nazioni Unite a ratificare la Convenzione in parola; ribadisce il proprio forte sostegno alla campagna per la firma e la ratifica;

5.  prende nota dei risultati della elezione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite svoltasi il 17 maggio che ha eletto 14 nuovi membri del Consiglio per i diritti dell'uomo;

6.  si compiace del fatto che, vista la condanna formulata quattro mesi prima dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite contro le violazioni dei diritti dell'uomo e la sua mancanza di cooperazione con le procedure speciali, la Bielorussia non sia stata eletta all'HRC;

7.  chiede elezioni competitive in tutte le regioni in modo da consentire una vera scelta tra gli Stati membri delle Nazioni Unite; si rammarica che taluni paesi con situazioni problematiche nel campo dei diritti umani siano stati eletti, sulla base di situazioni formalmente impeccabili;

8.  ribadisce la necessità che i membri del Consiglio per i diritti dell'uomo adempiano ai loro obblighi di cooperare pienamente con le procedure speciali in modo da sottolineare il ruolo che essi hanno per mantenere l'universalità dei diritti dell'uomo;

9.  incoraggia la UE a continuare a sostenere la necessità di criteri di appartenenza per essere eletti al Consiglio per i diritti dell'uomo nonché di controlli sull'effettiva attuazione degli impegni elettorali presi dagli Stati membri;

10.  sottolinea che la credibilità e l'efficacia dell'HRC nella protezione dei diritti umani si basa sulla cooperazione con le procedure speciali e con la loro piena attuazione nonché sull'adozione delle riforme e dei meccanismi in modo che ciò rafforzi la sua capacità di risolvere le violazioni dei diritti dell'uomo nel mondo;

Riesame delle procedure e dei meccanismi

11.  ritiene il meccanismo di riesame periodico universale (UPR), un mezzo potenziale per migliorare l'universalità del controllo delle prassi e degli impegni dei diritti dell'uomo in tutto il mondo sottoponendo tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a pari trattamento e scrutinio;

12.  sottolinea che tale obiettivo può essere raggiunto soltanto se il riesame coinvolge esperti indipendenti in tutte le fasi del processo di riesame e un efficace meccanismo di seguito basato sui risultati; si dichiara estremamente preoccupato per la tendenza attuale;

13.  invita pertanto tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a garantire che il riesame si basi su informazioni obiettive ed affidabili nonché su criteri comuni di riesame quali la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, ed altri obblighi e impegni, incluse le promesse elettorali;

14.  chiede che nel processo di riesame vengano incluse disposizioni per il seguito, per cui gli Stati sotto esame dovranno riferire all'HRC sull'attuazione delle sue raccomandazioni;

15.  sottolinea l'importanza della trasparenza del processo per tutti i partecipanti e le persone interessate nonché dell'effettiva partecipazione delle ONG nel corso di tutta la procedura;

16.  sottolinea che le procedure speciali rappresentano la base di tutta la struttura delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo, che svolge un ruolo critico per la protezione e la promozione dei diritti umani;

17.  sollecita pertanto tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite a mantenere il livello di indipendenza di queste procedure speciali sottraendole ad un'influenza politica dei governi e a garantire che la loro applicazione e le raccomandazioni conclusive vengano prese in considerazione quale elemento essenziale di qualità della consulenza;

18.  è vivamente preoccupato a tale proposito per il progetto di codice di condotta delle procedure speciali presentato a nome del gruppo africano, che indebolisce notevolmente i meccanismi e la loro capacità di tutela;

19.  sottolinea che nell'eventualità che sia adottato un codice di condotta, esso si deve limitare ai principi e all'etica professionali di chi detiene il mandato e deve specificare gli obblighi degli Stati a cooperare con le procedure speciali, in particolare rispettandone l'indipendenza e facilitandone il lavoro;

20.  chiede un sostegno continuo per le procedure speciali in termini di finanze e personale;

21.  sottolinea che il riesame dei mandati delle procedure speciali dovrebbe essere effettuato in consultazione con i vari detentori del mandato per evitare di indebolire la capacità di tutela del sistema delle procedure; in particolare sottolinea che l'UPR nonché le sezioni speciali dovrebbero rappresentare meccanismi addizionali per sanare violazioni dei diritti umani e non sostituire le procedure speciali con mandati per paese;

22.  nota che l'agenda dell'HRC dovrebbe unire la flessibilità e la prevedibilità per poter affrontare crisi emergenti nel campo dei diritti umani;

Coinvolgimento dell'Unione europea

23.  riconosce il coinvolgimento attivo della UE e dei suoi Stati membri nel primo anno dei lavori dell'HRC e prevede una brillante presidenza da parte della Romania;

24.  invita l'Unione europea a ribadire e consolidare la sua solida posizione in merito alle preoccupazioni summenzionate, soprattutto in merito all'UPR e al riesame delle procedure speciali, che hanno un'importanza cruciale per il futuro funzionamento efficace dell'HRC; invita l'Unione europea a respingere qualsiasi compromesso che metterebbe in pericolo la capacità del Consiglio per i diritti dell'uomo di svolgere pienamente il proprio ruolo di tutela e promozione dei diritti umani nel mondo;

25.  ribadisce l'invito all'Unione europea di utilizzare più efficacemente il suo aiuto e il suo appoggio politico nei confronti dei paesi terzi per incentivarli a cooperare con il Consiglio per i diritti dell'uomo;

26.  ritiene che gli Stati membri dell'Unione europea debbano agire con coerenza e coordinamento per contribuire al successo del Consiglio per i diritti dell'uomo;

27.  invita i paesi che hanno sottoscritto accordi con l'Unione europea che contengono clausole sui diritti umani a cooperare con l'Unione europea per aumentare il potenziale del Consiglio per la promozione dei diritti umani nel mondo; invita le sue delegazioni ed assemblee interparlamentari ad esaminare questa situazione nelle loro riunioni;

28.  dà mandato alla delegazione del Parlamento europeo alla 5a sessione del Consiglio per i diritti dell'uomo a esprimere le preoccupazioni formulate nella presente risoluzione; invita la delegazione a riferire in merito alla sua visita alla sottocommissione diritti umani; ritiene opportuno continuare ad inviare una delegazione del Parlamento europeo alle pertinenti sessioni del Consiglio per i diritti dell'uomo;

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29.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Presidente della 61a Assemblea generale delle Nazioni Unite, al Presidente del Consiglio per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite, all'Alto commissario per i diritti dell'uomo delle Nazioni Unite e al Gruppo di lavoro UE-NU costituito dalla commissione affari esteri.