Proposta di risoluzione - B6-0367/2007Proposta di risoluzione
B6-0367/2007

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

21.9.2007

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Karl von Wogau, Stefano Zappalà, José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Bogdan Klich e Hubert Pirker
a nome del gruppo PPE-DE
sull’operazione PESD in Ciad e nella Repubblica Centrafricana (RCA)

Procedura : 2007/2627(RSP)
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B6-0367/2007
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B6-0367/2007
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B6‑0367/2007

Risoluzione del Parlamento europeo sull’operazione PESD in Ciad e nella Repubblica Centrafricana (RCA)

Il Parlamento europeo,

–  visto il conflitto nel Darfur e il suo più ampio impatto a livello regionale, in particolare sulla parte orientale del Ciad e in quella settentrionale della Repubblica Centrafricana (RCA),

–  viste le conclusioni del Consiglio “Affari generali e relazioni esterne” del 23 e 24 luglio 2007, in cui il Consiglio chiede ai suoi organi competenti di proseguire la loro pianificazione ai fini di un'eventuale decisione su un'operazione "ponte", svolta nel quadro della politica europea in materia di sicurezza e di difesa, a sostegno della presenza pluridimensionale dell'ONU nel Ciad orientale e nel nordest della Repubblica Centrafricana, allo scopo di migliorare la sicurezza in queste aree,

–  vista la risoluzione n. 1769(2007) del Consiglio di sicurezza dell'ONU del 31 luglio 2007, che istituisce per un periodo iniziale di 12 mesi un’operazione ibrida UA/ONU nel Darfur (UNAMID),

–  vista la riunione di Arusha sulla pace nel Darfur, tenutasi dal 3 al 6 agosto 2007,

–  visto che il 13 agosto 2007 a N'Djamena, alla presenza della comunità internazionale e del capo di Stato ciadiano, Presidente Idriss Deby Itno, tutti i partiti politici ciadiani della maggioranza e dell'opposizione hanno firmato un accordo politico volto a rafforzare il processo democratico nel Ciad,

–  vista la dichiarazione presidenziale del 27 agosto 2007, in cui il Consiglio di sicurezza dell’ONU conferma la sua pronta disponibilità a istituire una missione ONU in Ciad e accoglie con favore l’intenzione dell’UE di fornire sostegno sotto forma di una missione militare PESD,

–  vista la sua risoluzione del 12 luglio 2007 sulla situazione nel Darfur,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.  considerando estremamente preoccupante l’inasprimento della situazione umanitaria nel Ciad, il cui territorio, lungo la frontiera orientale col Sudan, a causa del conflitto nel Darfur e delle sue conseguenze transfrontaliere, ospita 12 campi con circa 238.000 rifugiati dal Sudan, 44.600 rifugiati dalla Repubblica Centrafricana e 170.000 sfollati interni,

B.  considerando con preoccupazione che la situazione relativa alla sicurezza nella parte orientale del Ciad dal 2006 ad oggi si è deteriorata a causa di scontri tra forze di sicurezza del Ciad e ribelli ciadiani e a causa di incursioni delle milizie Janjaweed e di gruppi armati provenienti dal Sudan, a cui vanno aggiunti atti di banditismo e attacchi alle organizzazioni umanitarie,

C.  accogliendo con favore la risoluzione 1769(2007) dell’ONU, la quale autorizza il dispiegamento di una forza UA/ONU di 26.000 soldati nel Darfur, che contribuirà a pacificare l’intera regione in combinazione con il dispiegamento di una forza di polizia ONU e della prevista operazione PESD nella parte orientale del Ciad e nella parte settentrionale della RCA,

D.  sostenendo gli sforzi del Segretario generale dell’ONU Ban Ki-Moon volti a trovare una soluzione negoziata al conflitto nel Darfur promuovendo contatti tra le autorità sudanesi e i vari gruppi ribelli,

E.  accogliendo il fatto che il 13 agosto 2007 tutti i partiti politici ciadiani hanno firmato a N'Djamena un accordo volto a rafforzare il processo democratico nel Ciad,

F.  prendendo atto degli sforzi esplicati dalla dirigenza libica al fine di trovare una soluzione al conflitto interno al Ciad con i gruppi che non hanno firmato l'accordo precedente,

1.  invita il Consiglio, la Commissione e l’ONU a coordinare i propri sforzi al fine di creare condizioni che consentano alle diverse parti in conflitto nella più ampia regione del Darfur/Ciad orientale/RCA settentrionale di trovare una soluzione politica che ponga fine all’insicurezza e alla conseguente catastrofe umanitaria, facilitando in tal modo il ritorno dei rifugiati e dei profughi interni ai rispettivi villaggi di origine;

2.  dà la sua approvazione al lancio di un'operazione PESD della durata di un anno nella parte orientale del CIAD e in quella settentrionale della RCA, ma subordina il proprio consenso al rispetto delle condizioni seguenti:

  • a)la missione della forza europea (EUFOR) deve essere quella di sostenere le attività umanitarie e di creare le condizioni ai fini di un ambiente sicuro per il lavoro della forza di polizia dell’ONU, per il ritorno dei profughi interni e per la continuazione del dialogo tra le forze politiche nella regione,
  • b)mentre è già previsto che il contingente dell'UE sarà composto per la gran parte da forze francesi, è estremamente importante che l'EUFOR venga percepita come imparziale e non come un’estensione delle capacità militari francesi nella regione,
  • c)allo stesso tempo, e per evitare di divenire esso stesso un bersaglio, l’EUFOR deve rimanere neutrale riguardo alla complessa situazione politica nella regione, rifiutando di venire coinvolta in lotte tra le autorità governative e i gruppi ribelli,
  • d)l’EUFOR deve fungere da deterrente, il che significa che deve disporre di un mandato robusto ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite e di chiare regole di ingaggio che autorizzino l’uso della forza quando necessario, specialmente in caso di attacchi contro civili, campi, villaggi, operatori umanitari e agenti di polizia dell'ONU e per legittima difesa,
  • e)per dissuadere qualsiasi aggressore potenziale, l’EUFOR deve essere dotata del numero di truppe necessario e di equipaggiamento adeguato; deve essere in grado di assicurare la protezione delle proprie linee di approvvigionamento e di pattugliare a lungo raggio con veicoli corazzati, elicotteri (inclusi elicotteri da trasporto e attacco) e velivoli da ricognizione,
  • f)l’EUFOR deve essere considerata una “forza ponte” avente mandato temporaneo. Occorre pertanto che prima dell’inizio del suo dispiegamento venga definita una chiara strategia di uscita tale da prevedere la sostituzione dell’EUFOR mediante un’operazione subentrante (UA, ONU o una forza ibrida), onde consentire che il suo mandato si concluda con un bilancio positivo e che le truppe assegnate alla missione rientrino tempestivamente;

3.  sottolinea che darà la sua approvazione definitiva all’operazione soltanto se riceverà regolarmente informazioni complete circa le varie fasi preparatorie dell’operazione (concetto di gestione della crisi, azione congiunta, concetto operativo, piano operativo e processo di costituzione della forza);

4.  deplora che l’operazione PESD non possa essere condotta, per molteplici ragioni, dal nuovo centro operativo dell’Unione europea a Bruxelles istituito di recente; spera che questa situazione cambi con il nuovo trattato di riforma che dovrebbe rendere la PESD più efficace;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite e ai Presidenti, ai Governi e ai Parlamenti del Ciad, della Repubblica Centrafricana e del Sudan.