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Ciclo del documento : B6-0213/2008

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B6-0213/2008

Discussioni :

PV 07/05/2008 - 13
CRE 07/05/2008 - 13

Votazioni :

PV 08/05/2008 - 5.6
CRE 08/05/2008 - 5.6

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 91kWORD 44k
29.4.2008
PE401.523v01-00
 
B6‑0213/2008
presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione
a norma dell'articolo 103, paragrafo 2, del regolamento
da Umberto Guidoni e Marco Rizzo
a nome del gruppo GUE/NGL
sul Consiglio economico transatlantico

Risoluzione del Parlamento europeo sul Consiglio economico transatlantico  
B6‑0213/2008

Il Parlamento europeo,

–  viste in particolare la sua risoluzione del 25 aprile 2007 sulle relazioni transatlantiche e le sue due risoluzioni del 1° giugno 2006 sulle relazioni economiche UE-USA e sull'Accordo di partenariato transatlantico,

–  vista la risoluzione del 25 settembre 2007 sulla sicurezza dei prodotti e in particolare dei giocattoli,

–  visto l'esito del Vertice UE-USA tenutosi il 30 aprile 2007 a Washington, DC e, in particolare, l'accordo-quadro per promuovere l'integrazione economica transatlantica tra l'Unione europea e gli USA,

–  vista la dichiarazione congiunta e la relazione sullo stato di avanzamento adottate in occasione della prima riunione del Consiglio economico transatlantico (CET) il 9 novembre 2007,

–  visto l'articolo 103, paragrafo 2, del suo regolamento,

1.  esprime forti critiche su tutti gli aspetti del progetto relativo alla creazione di un mercato transatlantico largamente orientato contro gli altri mercati mondiali e evidentemente protezionista;

2.  rileva che gli scambi commerciali tra l'UE e gli USA sono già pari al 50% di tutto il commercio internazionale; è del parere che l'Unione europea debba diversificare le sue relazioni economiche, per mantenere le sue politiche in settori come la sanità pubblica e l'ambiente e potenziare le proprie relazioni economiche con altre regioni del mondo;

3.  invita l'UE e gli Stati Uniti ad unire gli sforzi per creare un sistema commerciale internazionale più equo, privilegiando lo sviluppo, la riduzione della povertà, l'ambiente e la diversità culturale, piuttosto che imponendo la deregolamentazione e dando la priorità ai profitti delle multinazionali;

4.  esprime la propria preoccupazione per la crisi del settore sub-prime negli USA e deplora che questo sia stato regolamentato in modo superficiale (mediatori di prestiti ipotecari) o non regolamentato affatto; per questi motivi, chiede una urgente revisione delle disposizioni Basilea 2, segnatamente nel settore della trasparenza;

5.  invita la Commissione ad adoperarsi per garantire che il CET contribuisca a raggiungere una conclusione positiva per quanto riguarda l'Agenda di Doha sullo Sviluppo, segnatamente riducendo i sussidi all'esportazione in agricoltura, sussidi che stanno distruggendo l'agricoltura e la sovranità alimentare dei paesi in via di sviluppo,

6.  invita la Commissione a fare in modo che i prezzi delle materie prime, segnatamente dei prodotti alimentari, costituiscano un punto essenziale dell'ordine del giorno e a definire un meccanismo di stabilizzazione dei loro prezzi;

7.  raccomanda alla Commissione di inserire la questione delle controversie commerciali come argomento principale del CET; ritiene, inoltre, che l'UE dovrebbe insistere sulla necessità di ritirare le disposizioni giuridiche extraterritoriali, come la legge Helms-Burton;

8.  raccomanda alla Commissione di discutere, nel quadro del CET, le modalità con cui trovare una maggiore coerenza tra gli accordi commerciali bilaterali e le norme multilaterali dell'OMC, al fine di garantire un sistema commerciale internazionale più semplice e armonioso per tutti; invita la Commissione ad inserire all'ordine del giorno la questione relativa alle modalità con cui avanzare in modo efficace nell'applicazione di norme ambientali e sociali nell'ambito del sistema commerciale internazionale;

9.  chiede alla Commissione di esigere che il CET pubblichi una relazione sullo stato di avanzamento delle attività di cooperazione in materia di rispetto dei DPI; sottolinea, al contempo, la necessità di avanzare nel trasferimento di tecnologie ai paesi in via di sviluppo; invita il CET a sostenere i risultati dell'accordo TRIPs per quei paesi che non hanno una capacità di produzione di prodotti farmaceutici e di garantire che gli Stati Uniti e l'Unione europea si astengano dall'esercitare pressioni sui paesi in via di sviluppo al fine di impedire l'applicazione della dichiarazione di Doha sull'accesso ai medicinali, o di inserire negli accordi commerciali bilaterali articoli che impediscano tale applicazione;

10.  chiede al Consiglio e alla Commissione di discutere con i loro partner transatlantici le modalità con cui effettuare progressi sulla questione dell'accesso dei paesi in via di sviluppo ai medicinali e di opporsi vigorosamente all'approccio, utilizzato dagli Stati Uniti, di inserire in tutti gli accordi bilaterali, negoziati con i paesi in via di sviluppo, clausole che obbligano tali paesi a rinunciare all'uso della disposizione della dichiarazione di Doha sui TRIPs che consente loro di produrre e di importare medicinali generici necessari a combattere contro importanti problemi di salute pubblica (AIDS, tubercolosi, ecc.);

11.  ritiene che il diritto a garantire cibo ed un ambiente sicuro sia all'origine di numerose controversie commerciali tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, come quelle relative alla carne agli ormoni e agli OGM e chiede al Consiglio e alla Commissione di agire in conformità e in difesa della legislazione comunitaria in vigore;

12.  ritiene che l'Unione europea e gli Stati Uniti, essendo grandi consumatori di energia e rappresentando il 38% del consumo energetico mondiale, debbano assumere un ruolo guida ed effettuare sforzi congiunti in materia di sviluppo di mezzi alternativi di produzione energetica; sottolinea la necessità di sviluppare soluzioni alternative ecologicamente sostenibili, di garantire la protezione delle foreste a livello mondiale e di dare prova di grande cautela nella questione dei biocarburanti;

13.  ribadisce che le leggi extraterritoriali "Helms-Burton" e l'embargo commerciale su Cuba sono illegali e devono essere soppressi; invita il Consiglio e la Commissione a sollevare la questione durante il vertice tra l'Unione europea e gli Stati Uniti e ad adoperarsi per il ritiro di tali disposizioni, se necessario opponendosi agli Stati Uniti in sede di OMC;

14.  esprime la sua profonda preoccupazione dinanzi agli squilibri che caratterizzano il dialogo legislativo con gli Stati Uniti e al loro impatto sulla legislazione europea;

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti degli Stati membri e al Presidente e al Congresso degli Stati Uniti d'America.

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