PROPOSTA DI RISOLUZIONE
16.6.2008
a norma dell'articolo 108, paragrafo 5, del regolamento
da Seán Ó Neachtain
a nome del gruppo UEN
sulla crisi del settore della pesca in seguito all'aumento del prezzo del gasolio
B6‑0312/2008
Risoluzione del Parlamento europeo sulla crisi del settore della pesca in seguito all'aumento del prezzo del gasolio
Il Parlamento europeo,
– visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,
A. considerando che la crisi che il settore della pesca sta attualmente affrontando nella Comunità è dovuta al costante aumento del prezzo del carburante che, negli ultimi cinque anni, ha subito un incremento di più del 300% e più del 40% dal gennaio 2008,
B. considerando che i prezzi dei prodotti della pesca sono simili a quelli di vent'anni fa e che per talune specie si è registrata una riduzione considerevole, che ha raggiunto anche il 25% dall'inizio dell'anno, a causa delle massicce importazioni provenienti dalla pesca illegale,
C. considerando che nel settore della pesca, diversamente da altri settori economici, il prezzo del carburante non può incidere sulla prima vendita dei suoi prodotti, dal momento che, nella situazione attuale, i pescatori non possono fissare i prezzi,
D. considerando che, nonostante i piani di ristrutturazione in vigore e gli adeguamenti successivi del settore, l'incessante aggravarsi della crisi ha reso molte imprese finanziariamente insostenibili, mentre altre aziende si trovano in situazioni ad alto rischio che sono all'origine delle molteplici manifestazioni di protesta in un gran numero di Stati membri,
E. considerando che il 28 maggio 2008 le tre organizzazioni europee che rappresentano il settore della pesca (Europêche, AEOP e Cogeca) hanno avuto un incontro con il Commissario responsabile della pesca e presentato le richieste del settore,
F. considerando che una soluzione al problema può essere individuata solo se si adottano misure impegnative a breve, medio e lungo termine,
G. considerando che quest'anno i redditi dei pescatori comunitari sono diminuiti, a fronte di un aumento dei costi da essi sostenuti,
1. invita la Commissione ad adottare con urgenza una normativa che consenta agli Stati membri di essere flessibili in merito ai costi delle imprese e dei lavoratori, prevedendo, tra le altre misure statali, riduzioni dei contributi sociali dei manager e dei lavoratori sui pescherecci nonché degli addetti a terra che sono direttamente coinvolti nelle attività di pesca;
2. per quanto riguarda le norme comunitarie sugli aiuti di Stato:
- a)invita gli Stati membri a procedere con urgenza al pagamento degli aiuti de minimis, fino ad un massimo di 30.000 euro per impresa, come stabilito dal pertinente regolamento comunitario, a tutte le imprese che li richiedono o li hanno già richiesti;
- b)invita la Commissione a rivedere tale regolamento e ad aumentare gli aiuti fino a 100.000 euro per peschereccio, anziché per impresa, di modo che il loro livello si avvicini a quello di altri settori;
- c)richiama l'attenzione degli Stati membri sulle nuove direttive comunitarie in materia di sovvenzioni statali al settore della pesca e dell'acquacoltura che prevedono agevolazioni fiscali e riduzioni a livello di costo del lavoro per i pescherecci che operano al di fuori delle acque comunitarie e chiede che tali misure siano applicate ai pescherecci che lo richiedono;
3. ricorda che, oltre all'aumento del prezzo del petrolio, una delle richieste più frequenti delle flotte, connesse al calo dei prezzi dei loro prodotti, riguarda le massicce importazioni di prodotti ittici provenienti dalla pesca illegale e quindi ribadisce che occorre:
- a)intensificare e migliorare i controlli sulle importazioni provenienti da attività di pesca illegali, non dichiarate e non disciplinate ed è quindi essenziale che entrino in vigore le future direttive contro queste pratiche, che sono attualmente all'esame del Consiglio e che il Parlamento europeo ha già approvato;
- b)intensificare e migliorare i controlli sull'igiene dei prodotti ittici provenienti da paesi terzi al fine di garantire che siano applicate le stesse misure ai prodotti importati e ai prodotti comunitari;
- c)modificare la direttiva sull'organizzazione comune di mercato dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura, di modo che i pescatori possano svolgere un ruolo più importante nella fissazione dei prezzi e nel valore aggiunto dei loro prodotti e che tutto o almeno parte dell'aumento dei prezzi del petrolio possa trovare riscontro nel prezzo del pesce di prima vendita;
- d)migliorare e potenziare le informazioni sull'origine dei prodotti ittici, ma soprattutto garantire e controllare in ogni caso l'impiego obbligatorio di un'etichetta informativa e perseguire le frodi in materia di etichettatura dei prodotti;
4. chiede che i piani di adeguamento delle flotte di pesca entrino in vigore in tutti gli Stati membri e che siano previsti i necessari mezzi finanziari per la ristrutturazione volontaria della flotta; a tal fine:
- a)invita la Commissione a predisporre criteri prioritari per i segmenti della flotta maggiormente colpiti dalla crisi;
- b)ritiene essenziale procedere alla revisione dei programmi operativi nazionali del fondo europeo per la pesca;
5. invita la Commissione e il Consiglio a indagare sulle ragioni del calo del reddito dei pescatori registrato quest'anno e ad intervenire di conseguenza;
6. sollecita la Commissione a formulare proposte specifiche per ovviare alla situazione nelle aree che maggiormente dipendono dalla pesca;
7. chiede che durante il prossimo Consiglio dei Ministri della Pesca, che avrà luogo il 23 giugno 2008, la questione sia discussa in via prioritaria e siano adottate le misure necessarie per risolvere questa crisi;
8. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri, nonché alle organizzazioni europee del settore della pesca.