Proposta di risoluzione - B6-0136/2009Proposta di risoluzione
B6-0136/2009

PROPOSTA DI RISOLUZIONE

10.3.2009

presentata a seguito dell'interrogazione orale B6‑0012/2009
a norma dell'articolo 108, paragrafo 5, del regolamento
da Charles Tannock, Thomas Mann e Georg Jarzembowski
a nome del gruppo PPE-DE
sul 50° anniversario della rivolta tibetana e il dialogo tra il Dalai Lama e il governo cinese

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B6-0135/2009

Procedura : 2009/2550(RSP)
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Ciclo del documento :  
B6-0136/2009
Testi presentati :
B6-0136/2009
Testi approvati :

B6‑0136/2009

Risoluzione del Parlamento europeo sul 50° anniversario della rivolta tibetana e il dialogo tra il Dalai Lama e il governo cinese

Il Parlamento europeo,

-   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Cina e sul Tibet,

-   visti gli otto cicli di colloqui tenutisi tra il governo cinese e gli inviati del Dalai Lama, avviati nel settembre 2002,

-   vista la dichiarazione sul Tibet resa dal governo statunitense e dall'Unione europea al vertice UE-Stati Uniti del 10 giugno 2008,

-   visto il discorso tenuto dal Dalai Lama al Parlamento europeo il 4 dicembre 2008,

-  visto l'articolo 108, paragrafo 5, del suo regolamento,

A.  considerando che nel marzo 2009 ricorre il 50° anniversario della fuga del Dalai Lama dal Tibet e dell'inizio del suo esilio in India,

B.  considerando che ogni anno in questa occasione i tibetani commemorano gli eventi che hanno determinato la loro separazione dal Dalai Lama, tra cui il conflitto armato tra l'Esercito popolare di liberazione cinese e la resistenza tibetana, che hanno causato la morte di decine di migliaia di tibetani e l'esilio di altre decine di migliaia,

C.   considerando che il governo cinese ha deciso che a partire dal 28 marzo 2009, 50° anniversario della dissoluzione del governo tibetano ad opera di Pechino, tale avvenimento sarà celebrato nella regione autonoma del Tibet come il "giorno dell'emancipazione degli schiavi",

D.   considerando che il 10 marzo 2008 un'ondata di proteste contro il malgoverno cinese ha iniziato a diffondersi nell'altopiano tibetano, determinando non solo decessi, sparizioni e la comminazione di lunghe pene detentive a danno dei tibetani, ma anche una repressione tuttora in atto e una dura rappresaglia del governo cinese nei confronti del popolo tibetano,

E.   considerando che il Dalai Lama ha promosso dall'esilio una soluzione per il Tibet sulla base della non violenza, dei mezzi pacifici e del dialogo con il governo cinese, e che il suo operato gli è valso il premio Nobel per la pace,

F.   considerando che otto cicli di colloqui tra gli inviati del Dalai Lama e i rappresentanti del governo cinese non hanno prodotto risultati concreti o degni di nota,

G.   considerando che il "Memorandum per un'effettiva autonomia del popolo tibetano" rispetta i principi della costituzione cinese e l'integrità territoriale della Repubblica popolare cinese, ma che il governo del paese lo ha respinto definendolo un tentativo di "semi-indipendenza" o di "indipendenza dissimulata",

1.   sollecita il governo cinese a considerare il "Memorandum per un'effettiva autonomia del popolo tibetano" quale punto di partenza di un'approfondita discussione finalizzata a un sostanziale cambiamento positivo della situazione in Tibet, fermi restando i principi della costituzione e della legislazione della Repubblica popolare cinese;

2.   esorta la Presidenza del Consiglio ad adottare una dichiarazione in occasione del 50° anniversario dell'esilio del Dalai Lama in India, in cui si chieda al governo cinese di assumere un impegno sostanziale e diretto nei confronti del Dalai Lama e dei suoi inviati e nella quale figuri un riferimento al "Memorandum per un'effettiva autonomia del popolo tibetano";

3.   sollecita la Presidenza del Consiglio a invitare il Dalai Lama a una riunione del Consiglio "Affari generali", al fine di discutere il contributo dell'Unione europea alla ricerca di una soluzione per il Tibet;

4.   invita il Consiglio a valutare nuovamente la nomina di un rappresentante speciale per le questioni tibetane;

5.   esorta il Parlamento europeo neoeletto a organizzare un'audizione speciale entro la fine del 2009 sulla situazione dei diritti umani in Tibet e sul processo di dialogo tra Cina e Tibet;

6.   invita il presidente cinese Hu Jintao a dimostrare il proprio impegno nei confronti della dichiarazione resa il 6 marzo, secondo cui "la stabilità in Tibet significa la stabilità nel paese e la sicurezza in Tibet significa la sicurezza nel paese"; ribadisce che i leader cinesi devono garantire il benessere del popolo tibetano e mantenere l'armonia e la stabilità sociali chiedendo al comitato permanente del Congresso regionale del popolo della regione autonoma del Tibet di annullare la decisione di celebrare il 28 marzo come il "giorno dell'emancipazione degli schiavi";

7.   incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Presidente, al governo e al parlamento della Repubblica popolare cinese e a Sua Santità il Dalai Lama.