PROPOSTA DI RISOLUZIONE
21.4.2009
a norma dell'articolo 115 del regolamento
da Angelika Beer e Cem Özdemir
a nome del gruppo Verts/ALE
sulla situazione umanitaria dei residenti di Camp Ashraf
B6‑0249/2009
Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione umanitaria dei residenti di Camp Ashraf
Il Parlamento europeo,
– visto l'accordo sullo statuto delle forze armate (accordo SOFA) firmato nel novembre 2008 da Stati Uniti e Iraq, che prevede il ritiro delle truppe statunitensi dalle città irachene entro il 30 luglio 2009 e dall'intero paese entro la fine del 2011,
– visti la Convenzione di Ginevra del 1951 relativa allo status dei rifugiati e il Protocollo aggiuntivo del 1967,
– vista la sentenza emessa il 4 dicembre 2008 dal Tribunale di primo grado delle Comunità europee, che impone di stralciare l'Organizzazione dei mujahidin del popolo iraniano (PMOI) dall'elenco delle organizzazioni terroristiche redatto dall'Unione europea,
– vista la relazione dell'organizzazione Human Rights Watch del 5 maggio 2005 intitolata "No Exit: Human Rights Abuses Inside the MKO Camps" (Nessuna via d'uscita: le violazioni dei diritti umani nei campi MKO),
– visto l'articolo 115, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che il governo dell'Iraq ha recentemente annunciato che intende chiudere Camp Ashraf, nel Nord dell'Iraq, un'enclave in cui vivono in una sorta di status extraterritoriale, concesso negli anni Ottanta da Saddam Hussein, circa 3400 membri del gruppo di opposizione iraniano PMOI o Mujahidin-e Khalq (conosciuto anche con gli acronimi MEK e MKO),
B. considerando che nell'Iran odierno il MEK non ha alcun ruolo in quanto forza di opposizione, dal momento che ha perso la propria credibilità per aver collaborato con il regime di Saddam Hussein, sostenendo le forze irachene nella guerra tra Iran e Iraq e nella repressione delle rivolte curde e sciite,
C. considerando che, dopo l'invasione dell'Iraq nel 2003, l'esercito statunitense ha disarmato il gruppo e concesso ai suoi membri lo status di "persone protette" ai sensi della quarta Convenzione di Ginevra relativa alla protezione dei civili in tempo di guerra,
D. considerando che, in base alle disposizioni dell'accordo SOFA concluso nel 2008 tra Iraq e Stati Unite e inteso a porre fine alla fase dell'occupazione da parte delle forze della coalizione, il 1° gennaio 2009 Camp Ashraf è ritornato sotto il controllo delle forze di sicurezza irachene,
E. considerando che il governo iracheno ha recentemente annunciato che quanti ancora si trovano a Camp Ashraf dovranno lasciare l'Iraq e che vi sono seri timori che i membri dell'organizzazione possano essere riportati in Iran contro la loro volontà,
F. considerando che il MEK accusa le autorità irachene di aver ripetutamente bloccato l'approvvigionamento di acqua e cibo e di aver impedito al personale di assistenza medica di entrare a Camp Ashraf, mentre in base ad alcune notizie i dirigenti MEK hanno negato alle forze di sicurezza irachene e al ministero iracheno per i diritti umani l'accesso a buona parte del campo,
G. considerando che, mentre negli USA, in Iran, in Australia e in Canada il MEK continua a figurare negli elenchi delle organizzazioni terroristiche, il 4 dicembre 2009 il Tribunale di primo grado dell'Unione europea ha statuito che tale gruppo deve essere stralciato dall'elenco delle organizzazioni terroristiche, in quanto il Consiglio europeo non ha fornito prove sufficienti del fatto che il MEK continua a rappresentare una minaccia terroristica,
H. considerando che, in base a quanto riferito da osservatori indipendenti, come giornalisti e organizzazioni impegnate a favore dei diritti umani, nonché sulla base delle numerose testimonianze di ex appartenenti al MEK, alcuni dei quali hanno reso le proprie dichiarazioni dinanzi alla delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con l'Iran, il MEK si è trasformato da gruppo militante iraniano di opposizione in una setta i cui membri, separati dal mondo esterno e mantenuti legati all'organizzazione da violenze mentali e fisiche, subiscono un lavaggio del cervello che li porta a una venerazione pseudo religiosa dei leader, Massoud e Maryam Rajavi,
I. considerando che l'organizzazione Human Rights Watch ha descritto in modo circostanziato, sulla base delle testimonianze dirette di una dozzina di ex appartenenti al MKO - cinque dei quali sono stati consegnati alle forze di sicurezza irachene e detenuti nel carcere di Abu Ghraib all'epoca di Saddam Hussein - come i membri dissidenti fossero sottoposti a tortura e a pestaggi e fossero mantenuti in isolamento per anni in campi militari in Iraq per aver criticato le politiche e le prassi non democratiche del gruppo o per aver manifestato l'intenzione di abbandonare l'organizzazione,
J. considerando che, sotto protezione USA, varie centinaia di dissidenti sono stati trasferiti in un campo profughi vicino e che negli ultimi anni l'UNHCR ha concesso loro lo status di rifugiati, sistemandoli in luoghi sicuri in Iraq o in paesi terzi, e che la struttura è stata chiusa nel 2008,
K. considerando che in questi ultimi anni il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha organizzato il rimpatrio in Iran, su base volontaria, di oltre 250 ex appartenenti al MEK,
1. plaude ai recenti accordi tra Stati Uniti e Iraq, volti a ripristinare la piena sovranità statuale del popolo iracheno e del governo eletto sul territorio, e ritiene normale che le leggi irachene si applichino all'intero paese;
2. prende atto del fatto che il governo iracheno ha annunciato che intende chiudere Camp Ashraf e a questo proposito esprime la sua preoccupazione per la situazione umanitaria dei residenti;
3. invita le autorità irachene a proteggere la vita e l'integrità fisica e mentale dei residenti di Camp Ashraf e a riservare loro un trattamento conforme agli obblighi che incombono all'Iraq a norma della Convenzione di Ginevra del 1951, e in particolare a non deportare, espellere o rimpatriare queste persone in violazione del principio di non refoulement;
4. esprime profonda preoccupazione per le notizie di manipolazioni mentali e fisiche e di gravi violazioni dei diritti umani all'interno della setta MEK sotto la guida dei coniugi Rajavi;
5. invita il governo iracheno e i dirigenti del MEK a concedere un accesso immediato e incondizionato a tutte le zone del campo alle organizzazioni umanitarie e alle organizzazioni impegnate a favore dei diritti umani, al ministero iracheno per i diritti umani e ai media, ai fini di una valutazione indipendente della situazione;
6. sottolinea che tutti i residenti di Camp Ashraf dovrebbero poter essere intervistati dalle autorità irachene, dal CICR e dall'UNHCR in una località neutrale al di fuori del campo, senza che siano presenti funzionari del MEK, al fine di accertare se desiderano continuare a far parte dell'organizzazione oppure uscirne;
7. invita il governo iracheno e i dirigenti del MEK ad autorizzare la partenza di quanti non desiderano più rimanere a Camp Ashraf e a permettere ai familiari di incontrarsi con i loro congiunti aderenti al MEK in una località neutrale, senza la presenza di rappresentanti ufficiali del MEK;
8. invita il Consiglio, la Commissione e gli Stati membri a inviare una missione di valutazione a Camp Ashraf e ad assistere il governo iracheno nel tentativo di trovare una soluzione umanitaria a questo problema di vecchia data, in particolare offrendo opzioni di insediamento nell'Unione europea per i membri del MEK che non desiderano rientrare in Iran;
9. invita il governo iracheno, quale misura d'emergenza, a ricostituire un rifugio sicuro per i membri dissidenti che continuano a fuggire da Camp Ashraf ma non hanno un posto dove andare dopo la chiusura del campo profughi di Ashraf da parte delle forze statunitensi;
10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto Rappresentante per la PESC, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE, all'UNHCR, al Comitato internazionale della Croce Rossa, al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, al MEK e al governo e al parlamento iracheni.