Procedura : 2009/2632(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0026/2009

Testi presentati :

B7-0026/2009

Discussioni :

PV 16/09/2009 - 15
CRE 16/09/2009 - 15

Votazioni :

PV 17/09/2009 - 4.6

Testi approvati :

P7_TA(2009)0019

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0026/2009
9.9.2009
PE423.210v01-00
 
B7-0026/2009

presentata a seguito delle interrogazioni con richiesta di risposta orale B7‑0201/2009 e B7‑0202/2009

a norma dell'articolo 115 e dell’articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla legge lituana in materia di tutela dei minori contro gli effetti dannosi della pubblica informazione


Sophia in ’t Veld, Jeanine Hennis-Plasschaert, Leonidas Donskis, Gianni Vattimo, Sarah Ludford a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla legge lituana in materia di tutela dei minori contro gli effetti dannosi della pubblica informazione  
B7‑0026/2009

Il Parlamento europeo,

–   visti gli obblighi internazionali ed europei in materia di diritti umani, compresi quelli contenuti nelle convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti umani e nella Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,

–   viste le disposizioni dell'Unione europea sui diritti umani, e in particolare la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, nonché gli articoli 6 e 7 del trattato sull'Unione europea,

–   visto l'articolo 13 del trattato che istituisce la Comunità europea, che conferisce all'Unione europea il potere di prendere provvedimenti per combattere le discriminazioni fondate, tra l'altro, sulle tendenze sessuali e promuovere il principio di uguaglianza,

–   – viste le direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE, che vietano la discriminazione diretta o indiretta basata sulla razza o l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali, nonchè la proposta di direttiva del Consiglio recante applicazione del principio di parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale (COM(2008) 426 def.),

–   – visto l'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, che vieta "qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali",

–   vista la direttiva 97/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 30 giugno 1997, che modifica la direttiva 89/552/CEE del Consiglio relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri concernenti l'esercizio delle attività televisive ( “Televisione senza frontiere”),

–   visti l'articolo 115 e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'Unione europea è una comunità di valori fondata sui diritti umani, le libertà fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto, l'uguaglianza e la non discriminazione,

B.  considerando che l'Unione europea e i suoi Stati membri sono tenuti a promuovere l'uguaglianza e combattere la discriminazione, in particolare sulla base dell'articolo 13 del trattato CE e delle direttive approvate e proposte per raggiungere questo obiettivo, che comprende la lotta contro le discriminazioni fondate sulle tendenze sessuali,

C. considerando che l'esclusione, la discriminazione e le molestie nei confronti di giovani lesbiche, gay, bisessuali e transessuali (LGBT) portano a grave stress psicologico e a un elevato tasso di suicidi e che è essenziale fornire informazione e educazione nelle scuole per proteggere tali giovani,

D. considerando che l'orientamento sessuale è una questione che rientra nella sfera del diritto individuale alla privacy, garantito dalla legislazione in materia di diritti umani a livello internazionale, europeo e nazionale, che l'uguaglianza e la non discriminazione dovrebbero essere promosse dalle autorità pubbliche mentre dovrebbe essere garantita la libertà di espressione dei media, delle ONG e degli individui,

E.  considerando che il 14 luglio 2009 il Parlamento lituano ha approvato emendamenti alla legge sulla tutela dei minori contro gli effetti dannosi della pubblica informazione, legge che entrerà in vigore il 1° marzo 2010, in cui si afferma che "la pubblica informazione […] che promuove relazioni omosessuali [o] bisessuali” o che "sfida i valori della famiglia” ha “un effetto deleterio sullo sviluppo dei minori",

F.  considerando che tali disposizioni pongono tutte le informazioni circa l'omosessualità alla stessa stregua di fenomeni come la rappresentazione della violenza fisica e l’esibizione di un corpo umano morto o brutalmente mutilato, nonché delle informazioni che suscitano paura o orrore o che incitano all’autolesionismo o al suicidio,

G. considerando che l'inserimento di tale vago riferimento all'omosessualità è in stridente contrasto con l'articolo 4, paragrafo 12 della legge, che mira a vietare le informazioni che contengono “dileggio o umiliazione per motivi di nazionalità, razza, sesso, origine, disabilità, orientamento sessuale, stato sociale, lingua, religione, credo o atteggiamenti”,

H. considerando che la legge non fornisce una definizione di "propaganda" o "promozione" a favore dell'omosessualità, dell'eterosessualità o di qualsiasi altro tipo di tendenza sessuale, il che contrasta con il principio della certezza del diritto, che prevede che una legge sia valida quando gli atti che vieta sono chiaramente definiti in termini giuridici,

I.   considerando che tali emendamenti comporteranno il divieto di qualsiasi informazione in materia di omosessualità cui possano accedere minori, limitando in tal modo l’opera degli attivisti impegnati su temi relativi ai diritti umani, all'orientamento sessuale e all’identità di genere, e potrebbero arrivare a comprendere informazioni fornite attraverso i mezzi di informazione pubblici o i libri - un fattore che ha destato preoccupazioni nei media e tra editori e giornalisti - così come informazioni fornite attraverso siti web o film, nonché discoteche, mostre, dimostrazioni e altre manifestazioni pubbliche legate all'omosessualità,

J.   considerando che il Regno Unito ha introdotto una legge simile nel 1988, legge che è stata successivamente abrogata non solo in quanto discriminatoria ma anche come grave ostacolo sia ad un atteggiamento pedagogico efficace e sensibile che all’educazione pastorale di allievi e studenti, mettendo in pericolo i bambini vulnerabili confrontati al bullismo e agli abusi omofobi,

K. considerando che l'articolo 22 della direttiva Televisione senza frontiere consente agli Stati membri di adottare misure atte a garantire che le trasmissioni televisive non contengano alcun programma che possa nuocere gravemente allo sviluppo fisico, mentale o morale dei minorenni a causa di “scene pornografiche o di violenza gratuita”, ma che tale articolo non può essere interpretato in modo tale da comprendere tutte le informazioni relative all'orientamento sessuale,

L.  considerando che il Presidente lituano aveva posto il veto alla legge del 26 giugno 2009 perché redatta in termini vaghi e poco chiari e aveva chiesto al Parlamento lituano di riesaminarla al fine di garantire che essa fosse conforme ai “principi costituzionali dello Stato di diritto, alla certezza e alla chiarezza giuridica” e non violasse “le garanzie di una società aperta e di una democrazia pluralista”,

M. considerando che le ONG nel settore dei diritti umani e della libertà di stampa, così come i deputati al PE, hanno ripetutamente invitato le istituzioni dell'Unione europea ad intervenire e il Parlamento lituano a rivedere la legge poiché essa non fa altro che istituzionalizzare l'omofobia e violare il diritto alla libertà di espressione e il diritto ad essere liberi dalla discriminazione,

N. considerando che la Presidenza svedese dell'UE ha discusso la legge con le autorità lituane, mentre la nuova Presidente lituana ha dichiarato che interverrà per assicurare che essa venga modificata in conformità dei requisiti dell'UE,

O. considerando che in autunno verranno esaminati nuovi emendamenti ai codici penale e amministrativo; considerando che, in virtù di tali emendamenti, gli atti di privati o di persone giuridiche che promuovano l'omosessualità o che ne finanzino la promozione nei luoghi pubblici divengono reato e che i colpevoli possono essere condannati ad un lavoro di pubblica utilità, ad una multa fino a 1.500 euro o all'arresto,

1.  chiede all'Agenzia per i diritti fondamentali di valutare questa legge e gli emendamenti ad essa apportati alla luce dei trattati e del diritto dell'UE, nonché dei principi e dei valori europei;

2.  invita la Commissione e il Consiglio ad agire ai sensi dell'articolo 232 del trattato CE ed a valutare la possibilità di avviare la procedura di cui all'articolo 7 del trattato sull'Unione europea;

3.  accoglie con favore le dichiarazioni della nuova Presidente della Repubblica di Lituania e la invita a chiedere alla Corte costituzionale lituana di esaminare la legge e gli emendamenti qualora siano approvati, e invita le autorità lituane a modificare la legge, o ad abrogarla, e ad astenersi dall’adottare emendamenti ai codici penale e amministrativo, in modo da garantire che le leggi siano compatibili con i diritti umani e le libertà fondamentali sanciti dal diritto internazionale ed europeo;

4.  chiede per tutti il rispetto del diritto alla libertà di espressione, compreso il diritto di procurarsi, ricevere e diffondere informazioni, del diritto e delle politiche comunitari in materia di antidiscriminazione e della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, dell'articolo 6 del Trattato sull'Unione europea e dell'articolo 13 del trattato CE, in altre parole, dei valori fondamentali dell'Unione europea;

5.  invita gli altri Stati membri ad astenersi dall'adottare analoghe leggi o emendamenti, a condannare gli atti omofobi e a rafforzare l'attuazione delle direttive e delle leggi comunitarie in materia di antidiscriminazione e diritti umani;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e dei paesi candidati, alla Presidente della Repubblica di Lituania, all'Agenzia per i diritti fondamentali e al Consiglio d'Europa.

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