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Ciclo del documento : B7-0099/2009

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B7-0099/2009

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PV 21/10/2009 - 9
CRE 21/10/2009 - 9

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PV 22/10/2009 - 8.9

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 186kWORD 111k
19.10.2009
PE428.707v01-00
 
B7-0099/2009

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sul vertice UE-USA


Pascal Canfin, Reinhard Bütikofer, Yannick Jadot, Nicole Kiil-Nielsen e Barbara Lochbihler a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sul vertice UE-USA  
B7‑0099/2009

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulle relazioni transatlantiche, in particolare le due risoluzioni del 1° giugno 2006 sul miglioramento delle relazioni UE-USA nel quadro dell’Accordo di partenariato transatlantico e sulle relazioni economiche transatlantiche UE-USA, quella del 25 aprile 2007 sulle relazioni transatlantiche e la più recente, del 5 giugno 2008, sul vertice UE-USA, nonché la sua risoluzione del 26 marzo 2009 sullo stato delle relazioni transatlantiche all’indomani delle elezioni negli Stati Uniti d'America,

–   vista la Dichiarazione transatlantica sulle relazioni UE-USA del 1990 e la Nuova agenda transatlantica (NAT) del 1995,

–   viste le conclusioni del vertice di Praga, del 5 aprile 2009, tra il Presidente Obama e i 27 capi di Stato e di governo dell'Unione europea, sulla definizione di un programma comune,

–   viste la dichiarazione comune e la relazione intermedia approvate nella terza riunione del Consiglio economico transatlantico (CET) il 16 ottobre 2008,

–   visto il prossimo vertice tra l'Unione europea e gli Stati Uniti, previsto per il 2 e 3 novembre 2009 a Washington,

–   visto il 67° dialogo legislativo transatlantico (DLT), previsto per il 4 e 6 dicembre 2009 a New York,

–   vista la sua risoluzione del 17 settembre 2009 sul previsto accordo internazionale inteso a mettere a disposizione del ministero del Tesoro statunitense dati di messaggeria finanziaria in materia di pagamenti allo scopo di prevenire e contrastare il terrorismo e il suo finanziamento,

–   vista la risoluzione dell'8 ottobre 2009 sul Vertice del G20 di Pittsburgh del 24 e 25 settembre 2009,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il partenariato transatlantico si fonda sulla condivisione di valori fondamentali quali democrazia, diritti umani, stato di diritto, composizione pacifica dei conflitti e multilateralismo, nonché su obiettivi comuni come l'apertura e l'integrazione delle economie e lo sviluppo sostenibile, ed è il pilastro della sicurezza e della stabilità nella regione euroatlantica,

B.  considerando che l'Unione europea si compiace del nuovo orientamento adottato dal governo statunitense, fondato sulla cooperazione in ambito internazionale e sul rafforzamento delle relazioni tra Unione europea e Stati Uniti,

C. considerando che l’Unione europea è un attore sempre più influente sulla scena internazionale e che, una volta entrato in vigore il trattato di Lisbona e i relativi strumenti di politica estera, il ruolo internazionale dell’Unione acquisirà maggiore spessore e coerenza,

D. considerando che da alcuni studi recenti, quali ad esempio le "Tendenze transatlantiche" del German Marshall Fund per il 2009, si rileva tra i cittadini comunitari un consenso popolare senza precedenti a favore del governo statunitense, quale base per una rivitalizzazione delle relazioni UE-USA,

E.  considerando che gli Stati Uniti e l'Unione europea svolgono un ruolo determinante a livello mondiale sul piano politico ed economico e condividono la responsabilità di raccogliere diverse sfide globali, quali ad esempio la crisi finanziaria, i cambiamenti climatici, la composizione di conflitti e il disarmo, il debellamento della povertà e il conseguimento di altri Obiettivi di sviluppo del Millennio, la difesa e la promozione dei diritti umani e dello stato di diritto, il terrorismo e la proliferazione nucleare,

F.  considerando che, in un mondo sempre più globale, complesso e mutevole, è nell'interesse di entrambi i partner, Unione europea e Stati Uniti, definire congiuntamente il contesto internazionale e affrontare all'unisono le minacce e le sfide comuni sulla base del diritto internazionale e delle istituzioni multilaterali, segnatamente il sistema delle Nazioni Unite, e invitare altri partner a cooperare in tal senso,

G. considerando che, nella lotta al terrorismo internazionale, occorre sottolineare l'importanza che riveste il pieno rispetto del diritto e dei trattati internazionali in materia di diritti umani e libertà fondamentali,

H. considerando la necessità che il partenariato transatlantico resti un pilastro dell’azione esterna dell’Unione,

I.   considerando la necessità che il CET continui a perseguire l'obiettivo di un migliore funzionamento del mercato transatlantico,

J.   considerando che l'Unione europea e gli Stati Uniti dovranno far fronte al crescente consumo energetico mondiale e all'obbligo di adempiere agli impegni internazionali, da concordare a Copenaghen, al fine di contrastare il cambiamento climatico e che detti impegni comporteranno considerevoli cambiamenti delle nostre economie,

Sfide globali

1.  ritiene che compito più urgente per l'Europa consista nel convincere il governo statunitense della necessità di raggiungere un accordo su un regime post-Kyoto di ampia portata, ambizioso e giuridicamente vincolante sulle emissioni di gas a effetto serra durante la riunione del COP-15 di Copenaghen, di definire un "New Deal" verde transatlantico sugli investimenti e lo scambio di tecnologia in materia di energia e dispositivi di produzione sicuri e non inquinanti, e di concordare un livello sufficiente di finanziamenti per l'attenuazione dei fenomeni climatici e l'adeguamento agli stessi nei paesi in via di sviluppo;

2.  esorta entrambi i partner a impegnarsi a favore di un effettivo multilateralismo, che coinvolga i soggetti emergenti in uno spirito di corresponsabilità in materia di ordine mondiale, rispetto del diritto internazionale e problemi comuni; insiste affinché Unione europea e Stati Uniti intensifichino gli sforzi mirati al raggiungimento degli obiettivi previsti dal programma di riforma dell’ONU, tra cui la riforma del Consiglio di Sicurezza e di altri forum multilaterali nell’ambito dell’architettura globale;

3.  invita entrambe le parti a promuovere il rispetto dei diritti umani a livello nazionale e internazionale in quanto elemento essenziale delle loro politiche; sottolinea la necessità di coordinare strettamente le iniziative diplomatiche a livello di prevenzione e gestione delle crisi; invita il governo statunitense a ratificare lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale e ad aderirvi; rinnova la richiesta di abolizione della pena capitale; invita il governo degli Stati Uniti a ritornare pienamente alla prassi delle norme internazionali dello stato di diritto e a smantellare tutti i siti segreti di detenzione, a interrompere qualsiasi misura extragiudiziaria e a porre fine all'impunità per le violazioni dei diritti umani;

Difesa, controllo degli armamenti, proliferazione nucleare e sicurezza

4.  sottolinea che l'aspetto relativo alla sicurezza nei rapporti tra l'Unione europea e la Russia e gli Stati Uniti e il ruolo della PESC e della PESD non possono essere disgiunti dal più ampio contesto europeo di sicurezza, in cui rientrano la NATO, l'OSCE e trattati internazionali come quelli sui missili anti-missile (ABM) e sulla riduzione delle forze convenzionali in Europa (CFE); ritiene che eventuali sviluppi rilevanti in tale assetto di sicurezza più ampio debbano essere affrontati nell'ambito di un dialogo con la Russia, gli Stati Uniti e i paesi terzi facenti parte dell'OCSE, al fine di rinnovare il consenso transatlantico sulla sicurezza, in base agli accordi di Helsinki o a una loro versione aggiornata da negoziare nel quadro di una nuova Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa;

5.  plaude in proposito alla decisione della Federazione russa e degli Stati Uniti di avviare trattative sulla conclusione di un nuovo accordo globale giuridicamente vincolante, inteso a sostituire il trattato sulla riduzione delle armi strategiche (start), che giunge a scadenza nel dicembre 2009, e alla firma della "Intesa comune su un accordo successivo allo start-1" da parte dei presidenti Barack Obama e Dmitri Medvedev, avvenuta il 6 luglio 2009 a Mosca;

6.  sostiene il documento di riflessione presentato al Consiglio dagli Stati Uniti il 16 settembre 2009, nell'ambito della strategia del governo statunitense sulla non proliferazione e il disarmo, e accoglie con favore l'annunciata organizzazione di una conferenza mondiale sulla non proliferazione nel mese di aprile 2010;

7.  si compiace della risoluzione 1887 del Consiglio di Sicurezza sulla non proliferazione, del 24 settembre 2009, in cui si manifesta l'intenzione di conseguire un mondo più sicuro per tutti e creare le condizioni per un mondo privo di armi nucleari, conformemente agli obiettivi del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), in modo tale da promuovere la stabilità internazionale e sulla base del principio di un livello invariato di sicurezza per tutti;

 

8.  ritiene che sussistano ampie possibilità di rinnovamento della cooperazione transatlantica in materia di non proliferazione nucleare e di riduzione degli arsenali nucleari, tra cui il ritiro delle testate statunitensi dal territorio europeo; invita pertanto l’Unione europea e gli Stati Uniti ad adottare una strategia comune in tutte le sedi internazionali, e in particolare in seno alle Nazioni Unite, in materia di disarmo per quanto riguarda le armi di distruzione di massa e gli armamenti convenzionali; si compiace dell'annuncio del Presidente degli Stati Uniti della propria intenzione di far avanzare il processo di ratifica del trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari (CTBT); invita il Consiglio a contribuire concretamente e proattivamente ai preparativi per la prossima conferenza di riesame del TNP nel 2010, in stretta cooperazione con gli Stati Uniti e la Russia;

 

9.  invita la Conferenza sul disarmo a negoziare con la massima urgenza un trattato sulla messa al bando del materiale fissile per le armi nucleari o per altri congegni esplosivi nucleari;

10. accoglie con favore la prima imminente dichiarazione comune UE-USA sulla non proliferazione, che dovrebbe seguire le orme della risoluzione 1887 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, indicando altresì gli ambiti di cooperazione;

11. sottolinea che le incertezze circa la natura del programma nucleare iraniano rappresentano un'ulteriore minaccia per il sistema di non proliferazione e per la stabilità regionale e mondiale; accoglie con favore il dialogo diretto instaurato dal Presidente Obama e appoggia l’obiettivo, perseguito congiuntamente da entrambi i partner, di individuare una soluzione negoziata con l’Iran, sulla base della duplice strategia del dialogo e delle sanzioni, in coordinamento con altri membri del Consiglio di Sicurezza e sotto l'egida dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica; esorta entrambi i partner a perseguire l'obiettivo di uno spazio denuclearizzato nel Medio Oriente;

12. deplora, a tale riguardo, gli sforzi del Presidente francese Sarkozy tesi a vendere tecnologia nucleare ai paesi del Medio Oriente in senso lato; sottolinea che si tratta di una politica del tutto irresponsabile, che rischia di destabilizzare ulteriormente la situazione e pregiudicare qualsiasi iniziativa volta a creare uno spazio denuclearizzato nella regione;

13. sostiene i colloqui di Ginevra del 1° ottobre 2009, nell'ambito dei quali l'Iran ha accettato di aprire alle ispezioni internazionali l'impianto di arricchimento dell'uranio, nei pressi Qum, recentemente rivelato;

14. disapprova l'accordo tra Stati Uniti e India sulla cooperazione nucleare, che ha permesso all'India di entrare nel sistema del commercio nucleare internazionale pur rifiutandosi di aderire al TNP e pur continuando a opporsi alle ispezioni di sicurezza dell'AIEA di molti dei propri impianti nucleari; esprime la convinzione che l'accordo in oggetto contribuisca all'impressione che sussistano "due pesi e due misure", il che rischia di compromettere la rilevanza del TNP;

15. esprime preoccupazione per i recenti esperimenti nucleari condotti dalla Repubblica popolare democratica di Corea e per il suo rifiuto della risoluzione 1887 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; sostiene tuttavia la strategia statunitense del dialogo bilaterale, nel quadro dei colloqui esapartiti, ai fini della denuclearizzazione della Penisola coreana;

16. accoglie con soddisfazione la decisione degli Stati Uniti di abbandonare il progetto di difesa missilistica in Europa e chiede un nuovo accordo di sicurezza globale che coinvolga l'Unione europea, gli Stati Uniti, la Russia e la Cina;

 

Questioni regionali

17. sottolinea l'assoluta necessità di una soluzione pacifica ed equa al conflitto mediorientale e apprezza il fatto che tale obiettivo rappresenti una delle priorità più urgenti del nuovo governo statunitense; chiede a quest'ultimo di coordinarsi strettamente con l'Unione europea e di proseguire il suo impegno in seno al Quartetto; sottolinea la necessità che entrambi i partner si adoperino per intensificare i negoziati in base alla Road Map e all'accordo precedente, allo scopo di approdare a una soluzione bistatuale, con uno Stato palestinese indipendente e autosufficiente; invita i partner transatlantici a sostenere gli sforzi a favore della riconciliazione interpalestinese e a porre fine alla disastrosa situazione umanitaria nella Striscia di Gaza; sottolinea l'importanza di migliorare le condizioni di vita dei palestinesi, sia in Cisgiordania che a Gaza, anche per quanto concerne la ricostruzione di quest'ultima;

18. ritiene che il primo incontro tra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il leader palestinese Mahmoud Abbas ospitato il 23 settembre 2009 dal Presidente Obama non abbia raggiunto gli obiettivi ambiziosi prefissati; si rammarica che non sia ancora stato raggiunto un accordo sulla questione della costruzione di insediamenti israeliani in Cisgiordania e a Gerusalemme est;

19. deplora la decisione del Consiglio per i diritti dell'uomo (HRC) di rinviare un progetto di risoluzione riguardante il rapporto della recente missione ONU di accertamento dei fatti sul conflitto a Gaza e le sue raccomandazioni; si attende che l'HRC se ne occupi a tempo debito;

 

20. sottolinea che in Afghanistan sono in gioco i valori, la sicurezza e la credibilità della comunità transatlantica; esorta l'Unione europea, gli Stati Uniti, la NATO e le Nazioni Unite a elaborare una nuova visione strategica comune fondata sulla piena integrazione di tutte le componenti dell'impegno internazionale profuso, che punti al miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali, rafforzi i diritti delle donne afghane e incoraggi lo sviluppo della democrazia, invitando altresì tutti i paesi limitrofi a partecipare a tale impegno ai fini della stabilizzazione della regione;

21. invita l’Unione europea e gli Stati Uniti a definire una strategia comune nei confronti del Pakistan, intesa a consolidarne le istituzioni democratiche e lo stato di diritto, nonché la capacità del paese di combattere la povertà, l'emarginazione sociale e il terrorismo, incoraggiando nel contempo il coinvolgimento attivo del Pakistan per garantire la stabilità della regione;

22. chiede ai partner di proseguire, attraverso interventi coordinati, la collaborazione con il governo iracheno e con le Nazioni Unite intesa a rafforzare la stabilità e la riconciliazione nazionale e a contribuire all’unità e all’indipendenza dell’Iraq;

 

Crisi finanziaria, stabilità e settore bancario

23. sottolinea che la stretta creditizia non è ancora terminata e che, a tale proposito, è indispensabile il coordinamento delle politiche macroeconomiche per conseguire una ripresa economica mondiale sostenibile, gettando le basi per un "New Deal" verde che garantisca uno sviluppo di qualità a lungo termine; chiede l'avvio dei lavori a strategia di uscita coordinate, opportunamente graduali ed efficaci, che possano essere celermente attuate non appena la ripresa lo consente;

24. accoglie con favore le conclusioni del G20 quale base di lavoro concreta per intensificare la cooperazione tra Unione europea e Stati Uniti e auspica un approccio coordinato per affrontare il problema della stabilità finanziaria e della riforma del sistema finanziario internazionale;

25. chiede un coordinamento tra il pacchetto statunitense di riforme per il settore finanziario (quale proposto il 17 giugno 2009) e l'attuale riforma comunitaria della struttura di vigilanza finanziaria, onde evitare il ripetersi in futuro di simili disfunzioni del mercato finanziario mondiale e garantire la regolamentazione di tutti i soggetti sistemici; sostiene al riguardo il coinvolgimento della principali economie emergenti ai lavori di istituzione del Consiglio per la stabilità finanziaria;

26. è del parere che il coordinamento tra gli Stati Uniti e l'Unione europea debba condurre a un progressivo miglioramento delle norme prudenziali a livello mondiale onde evitare l'arbitraggio normativo; sottolinea che i progressi conseguiti nel contesto più ampio del G-20 consistono in una strategia "di armonizzazione minima" che non deve impedire all'Unione europea di applicare norme più rigorose;

27. ritiene al riguardo che il rafforzamento della cooperazione tra le autorità legislative, di regolamentazione e di vigilanza di Stati Uniti e Unione europea sia di fondamentale importanza, viste in particolare le carenze evidenziate dalla crisi finanziaria;  

 

28. invita gli Stati Uniti a tener conto delle modifiche – sia recenti sia previste – alle direttive comunitarie sui requisiti patrimoniali per gli enti creditizi e le imprese di investimento in sede di attuazione del quadro di Basilea II;

 

29. ritiene a questo proposito che l'attuazione di Basilea II negli Stati Uniti sia di cruciale rilevanza per mantenere condizioni di parità a livello internazionale;

 

30. si associa all'invito del G20 ad accelerare la convergenza dei principi contabili; esorta l'Organismo di normalizzazione contabile e finanziaria (FASB) e l'Organismo internazionale di normalizzazione contabile (IASB) a definire un unico insieme di principi contabili internazionali di elevata qualità nel quadro del loro processo indipendente di normazione e a completare il loro progetto di convergenza entro il giugno 2011; chiede che sia prevista un'informativa per ciascun paese, che fornisca un quadro completo di ogni società madre di un determinato gruppo per gli investitori, i soggetti interessati e le autorità fiscali, offrendo in tal modo una panoramica internazionale più veritiera e trasparente delle decisioni di natura fiscale;

 

31. esorta gli Stati Uniti ad attenersi alla propria tabella di marcia per imporre agli operatori nazionali l'applicazione dei principi internazionali di informativa finanziaria (IFRS); rammenta la propria richiesta che la SEC riconosca l'equivalenza tra gli IFRS adottati dall'Unione europea e i GAAP statunitensi, fintanto che non sarà adottata una decisione volta a imporre agli operatori americani l'applicazione degli IFRS;

 

32. sottolinea la necessità che lo IASB prosegua la riforma della governance onde garantire un'equa rappresentanza dei soggetti che richiedono alle società quotate di applicare gli IFRS e che concorrono alla definizione dei principi contabili internazionali nonché alla vigilanza dell'IASB in qualità di amministratori;

 

33. sottolinea la necessità di un sistema globale di cooperazione e di scambio di informazioni in materia fiscale, sotto forma di un quadro multilaterale, come il Global Forum ampliato sulla trasparenza e lo scambio di informazioni (GFTEI); ritiene che il GFTEI debba essere notevolmente potenziato ai fini di una lotta incisiva all'evasione e all'elusione fiscali; sottolinea, in particolare, la necessità di uno scambio automatico di informazioni in qualsiasi circostanza;

34. plaude all'accordo raggiunto dai leader del G-20 sull'elaborazione di un quadro internazionale per l'applicazione di un'imposta sulle transazioni finanziarie e invita gli Stati Uniti e l'Unione europea ad assicurarne un rapido avanzamento, onde garantire che il settore finanziario contribuisca equamente alla ripresa economica e allo sviluppo, considerato che i costi della crisi sono a tutt'oggi a carico dei contribuenti, dei servizi pubblici e dei cittadini in generale;

 

35. esprime l'auspicio che l'Unione europea possa riconoscere che il regime statunitense di vigilanza delle assicurazioni è equivalente alle condizioni previste dalla direttiva Solvibilità II; ritiene che l'iniziativa riguardante l'istituzione di un Ufficio di assicurazione nazionale migliorerebbe la cooperazione e lo scambio d'informazioni tra Unione europea e Stati Uniti nel comparto assicurativo;

36. ritiene che la cooperazione in ambito normativo debba tenere conto del rafforzamento del quadro normativo dell'Unione europea per quanto riguarda la direttiva sui requisiti patrimoniali, in particolare le politiche di remunerazione nel settore dei servizi finanziari;

Consiglio economico transatlantico (CET)

37. sottolinea la necessità di mantenere, sviluppare e rafforzare il Consiglio economico transatlantico (CET); ritiene che occorra elaborare una tabella di marcia che indichi come possa essere realizzato l'impegno a lungo termine nei confronti di un mercato transatlantico trasparente e orientato sul valore, tenendo debitamente conto degli interessi di tutti i soggetti interessati;

 

38. invita la Commissione a provvedere affinché l'esito degli studi sulla realizzazione del mercato transatlantico sia discusso con le commissioni parlamentari competenti prima di trarre conclusioni specifiche per il futuro;

 

39.      ritiene che la società dell'informazione sia un pilastro fondamentale dello spazio economico transatlantico basato sull'accesso alla conoscenza e su un nuovo modello di protezione e condivisione dei contenuti digitali nel rispetto della proporzionalità;

 

40. ritiene, in particolare, che i risultati del miglioramento della cooperazione in settori quali gli investimenti, i principi contabili, gli aspetti normativi, la sicurezza dei prodotti importati e l'applicazione dei diritti di proprietà intellettuale (DPI), debbano essere discussi dai legislatori di entrambe le sponde dell'Atlantico prima di essere applicati;

 

41. invita la Commissione a proseguire i suoi sforzi per garantire che la normativa statunitense che prevede di sottoporre a scansione tutti i container diretti negli USA sia modificata o applicata dall'amministrazione USA in modo da garantire che non si creino nuovi ostacoli commerciali, che imporranno cospicui costi agli operatori economici senza portare alcun beneficio in termini di sicurezza della catena logistica; ritiene che il CET potrebbe organizzare utili seminari a Bruxelles e a Washington sulla questione del controllo della totalità delle merci, per favorire una migliore comprensione tra i legislatori dell'UE e statunitensi e promuovere una rapida soluzione al problema che sia reciprocamente accettabile;

42. ribadisce il suo invito alla leadership dell'Unione europea e degli Stati Uniti nonché ai copresidenti del CET a tener conto del ruolo cruciale dei legislatori per il successo duraturo del processo e li esorta a coinvolgere pienamente e direttamente nei lavori del CET i rappresentanti del Dialogo legislativo transatlantico;

 

43. ritiene che, data la natura altamente tecnica dei temi trattati dal CET, sia essenziale garantire che siano coinvolti nella discussione i membri più idonei del Congresso e del Parlamento europeo; ricorda che molte delle barriere non tariffarie al commercio e agli investimenti che il CET è chiamato ad eliminare sono radicate nei deliberati sforzi degli organi legislativi per promuovere obiettivi sociali, sanitari, culturali o ambientali, e quindi non devono essere rimosse senza un atto legislativo corrispondente;

 

44. saluta con favore il fatto che il CET benefici dei contributi di varie parti interessate, fra cui i rappresentanti dell'imprenditoria, e chiede che un ruolo analogo sia riconosciuto ai rappresentanti sindacali di entrambe le sponde dell'Atlantico, in modo da tener pienamente conto della dimensione sociale; chiede che gli esponenti del Dialogo transatlantico sul lavoro, del futuro Dialogo transatlantico sull'energia e di un rinnovato Dialogo ambientale siano inclusi nel gruppo di esperti; ritiene necessario differenziare il loro ruolo consultivo dal ruolo legislativo del Congresso statunitense e del Parlamento;

 

45. reputa nel contempo necessario rendere più responsabile, trasparente e prevedibile la cooperazione economica transatlantica; ritiene opportuno che i calendari delle riunioni, gli ordini del giorno, le tabelle di marcia e le relazioni di avanzamento siano pubblicati su un sito Internet;

 

Questioni inerenti ai trasporti

46. invita il Senato e il governo USA a consentire la piena ed efficace attuazione dell'accordo UE-USA di prima fase sui trasporti aerei e dell'accordo UE-USA sulla sicurezza aerea e a lavorare per un accordo di seconda fase in materia di trasporti aerei, al fine di sviluppare ulteriormente la cooperazione nell'ambito delle relazioni UE-USA sui trasporti aerei;

 

47. invita il Senato e il governo degli Stati Uniti ad evitare misure che si oppongano a questi obiettivi, come quelle sui centri di riparazione all'estero, le esenzioni anti-trust e la nazionalità dei vettori aerei di cui alla risoluzione della Camera USA n. 915;

 

48. invita le autorità statunitensi e la Commissione europea ad intensificare ulteriormente i loro negoziati per trovare soluzioni equilibrate tra l'altro per le esigenze in materia di sicurezza aerea e protezione dei dati nel settore del codice di prenotazione (PNR), le revisioni dei controlli di sicurezza negli aeroporti e una più efficace integrazione nei negoziati di Copenaghen e negli accordi ICAO delle misure volte a ridurre l'impatto sul cambiamento climatico dei trasporti aerei transatlantici e internazionali;

 

49. ricorda alla Commissione europea e alle autorità statunitensi che la mancata conclusione di un accordo di seconda fase potrebbe portare alla cancellazione dell'accordo di prima fase da parte di alcuni Stati membri, danneggiando gli interessi dei vettori aerei sia dell'UE che degli Stati Uniti;

 

Applicazione delle leggi a tutela dei consumatori, questioni doganali e sorveglianza dei mercati

50. invita la Commissione e il Consiglio a promuovere azioni congiunte con le autorità statunitensi, in particolare la Commissione USA sulla sicurezza dei prodotti di consumo, nonché altri partner a garantire che la Cina e altri paesi terzi rafforzino i loro standard di produzione per soddisfare i requisiti di sicurezza UE/USA, in particolare per quanto riguarda i giocattoli;

 

51. invita la Commissione a sviluppare più intensi e più efficaci meccanismi di cooperazione transfrontaliera per il rispetto delle leggi, con l'obiettivo di collegare il sistema di allerta UE "RAPEX" sui prodotti di consumo che presentano un grave rischio per i consumatori alla Commissione USA per la sicurezza dei prodotti di consumo, e di coordinare le attività della rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (CPC) con quelle delle autorità americane;

 

52. propone che il CET sancisca l'adozione di uno strumento di cooperazione vincolante in grado di strutturare e agevolare la condivisione di informazioni sulla sicurezza dei prodotti e la definizione di un programma comune di azioni di cooperazione;

 

53. appoggia l'iniziativa della Commissione volta a rafforzare la cooperazione internazionale ricorrendo alla base giuridica del regolamento CPC per concludere un accordo internazionale di cooperazione con le autorità di polizia USA e diffondere e condividere le migliori pratiche;

 

54. invita la Commissione ad accelerare la sua opera in merito ad un già assai ritardato accordo di cooperazione bilaterale per l'applicazione delle leggi che estenda agli Stati Uniti la sua attività di applicazione della legge (scambio di informazioni, indagini e adozione di misure) nel quadro del regolamento UE di cooperazione a tutela dei consumatori e della legge statunitense sulla sicurezza del web;

 

Reciproco riconoscimento e standardizzazione

 

55. chiede alla Commissione di perseguire l'approvazione formale delle procedure per il riconoscimento reciproco delle dichiarazioni di conformità per i prodotti soggetti a verifica obbligatoria di terza controparte, in particolare per le apparecchiature informatiche ed elettriche; invita la Commissione a insistere sul riconoscimento reciproco delle unità di misura legali, in particolare per l'accettazione della sola etichettatura metrica dei prodotti UE negli Stati Uniti;

 

56. invita la Commissione a esaminare la normalizzazione con le autorità statunitensi in vista del coordinamento delle politiche per influenzare il lavoro degli organismi internazionali di standardizzazione;

 

Standard sociali e ambientali/Responsabilità sociale delle imprese

57. sostiene l'iniziativa del Congresso degli Stati Uniti di rivedere i propri accordi bilaterali di commercio internazionale per esplorare le possibilità di integrarvi le norme internazionali fondamentali in materia sociale e ambientale; è convinto che gli squilibri globali vadano affrontati anche sul piano della istituzione di relazioni commerciali eque e sostenibili;

58. ritiene che la responsabilità sociale delle imprese debba essere favorita a livello di auto-regolamentazione, nonché a livello di norme vincolanti per dirigere l'impatto delle attività commerciali quando si tratta di integrare le questioni sociali, dei diritti umani e ambientali nelle proprie attività e delle interazioni con i soggetti interessati; ritiene che lo scambio delle migliori pratiche in materia di responsabilità sociale delle imprese tra gli Stati Uniti e l'Unione europea avrà un impatto significativo sul comportamento delle imprese al riguardo e sul loro positivo impegno per le questioni sociali e ambientali;

 

Questioni agricole e Doha

 

59. sottolinea l'importanza di raggiungere un accordo equilibrato nell'ambito dei negoziati di Doha sul commercio mondiale in materia agricola, incluse le misure per evitare un'ulteriore volatilità dei prezzi agricoli e la carenza di cibo; si impegna a tenere pienamente conto delle esigenze di una positiva conclusione dei negoziati commerciali; sottolinea la necessità di tenere pienamente conto delle modifiche già introdotte nelle recenti riforme della PAC, e auspica che analoghi adeguamenti siano introdotti nella legge americana sull'agricoltura;

 

60. rimane legato al suo obiettivo di garantire i massimi standard in materia di sicurezza dei prodotti per i propri cittadini; appoggia le decisioni della Commissione europea per quanto riguarda le tracce individuate di prodotti geneticamente modificati non autorizzati, soprattutto in tipi di mais e soia, finché non avrà valutato la sicurezza dei rispettivi prodotti per la salute e l'ambiente;

 

61. richiama l'attenzione sui recenti sviluppi questioni precedentemente controverse, come gli ormoni contenuti nelle carni bovine e l'autorizzazione di alcuni prodotti geneticamente modificati; è rassicurato dal fatto che, grazie a un dialogo costante e tempestivo, le questioni che interessano gli scambi di prodotti agricoli possono essere efficacemente affrontate prima di raggiungere gli organi di soluzione delle controversie in seno all'OMC;

 

Questioni ambientali e cambiamenti climatici

62. sostiene gli sforzi degli Stati Uniti illustrati in occasione del Vertice ONU sui cambiamenti climatici del 22 settembre 2009 e le prospettive di eliminare gradualmente le sovvenzioni ai combustibili fossili ed è lieto che lo sviluppo della legislazione degli Stati Uniti andrà al di là della limitazione delle emissioni di gas a effetto serra; è preoccupato però per il fatto che il Senato potrebbe non adottare la legislazione prima del prossimo anno; chiede quindi all'UE e agli USA di cooperare strettamente per portare al successo la Conferenza di Copenaghen coinvolgendo tutti i paesi produttori di gas serra e ottenendo da loro l’impegno a raggiungere obiettivi vincolanti a medio e lungo termine;

63. evidenzia che l'accordo internazionale dovrebbe garantire riduzioni collettive delle emissioni di gas serra nei paesi industrializzati miranti a raggiungere i valori più alti della scala compresa tra il 25 e il 40% entro il 2020 rispetto al 1990, come raccomandato dalla quarta relazione di valutazione del Gruppo internazionale sui cambiamenti climatici (IPCC 4AR) e chiede che tali riduzioni siano effettuate sul piano interno;

 

64. ricorda che a lungo termine dovrebbe essere fissato per l'UE e gli altri paesi industrializzati un obiettivo di riduzione di almeno l'80% entro il 2050 rispetto al 1990;

 

65. accoglie con favore gli sforzi compiuti da Stati Uniti e Cina attraverso il loro dialogo economico strategico per impegnarsi a favore di un'energia pulita e della riduzione delle emissioni;

66. sostiene in linea di principio l'idea di creare un Consiglio transatlantico per l'energia, sul modello del CET che affronti la cooperazione transatlantica in materia di regolamentazione, efficienza energetica e sicurezza energetica; auspica comunque che il Consiglio transatlantico per l'energia abbia più successo del Dialogo transatlantico per l'ambiente del 2000;

 

67. sottolinea l'importanza di un dialogo attivo e costante tra l'UE e gli Stati Uniti, alla luce della revisione dell'attuale legislazione UE in materia di nuovi prodotti alimentari e dell'uso delle nuove tecnologie nella produzione alimentare;

 

68. sottolinea il potenziale impatto che le nuove tecnologie quali i nanomateriali possono avere sulla nostra salute e l'ambiente, essendo le loro proprietà scientifiche finora ignote; sottolinea quindi l'importanza di riconoscere le preoccupazioni che il pubblico e i consumatori potrebbero nutrire sull'uso delle nuove tecnologie, di cui l'utilizzo delle tecniche di clonazione degli animali di allevamento e le preoccupazioni sul benessere degli animali che esso implica costituiscono un ulteriore esempio;

 

69. si compiace del fatto che il governo degli Stati Uniti abbia riconosciuto la necessità di riformare la legge sul controllo delle sostanze tossiche nel prossimo futuro al fine di garantire un'efficace protezione della salute umana e dell'ambiente contro i prodotti chimici;

70. invita gli organi competenti nell'UE e negli Stati Uniti a collaborare al fine di istituire negli Stati Uniti un sistema di regolamentazione che comporti un livello di protezione compatibile con REACH;

 

 

Cooperazione di polizia e in materia giudiziaria e visti

71. si attende che la riunione ministeriale UE-USA in programma per il 28 ottobre 2009 a Washington adotti una dichiarazione congiunta sulla cooperazione di polizia e in materia giudiziaria, che contempli in particolare la sicurezza informatica;

 

72. evidenzia la sua determinazione a combattere il terrorismo e la sua ferma convinzione della necessità che le misure di sicurezza non devono essere adottate a scapito della tutela delle libertà civili e dei diritti fondamentali, assicurando al contempo il massimo rispetto della privacy e la protezione dei dati; ribadisce che la necessità e la proporzionalità sono principi fondamentali senza i quali la lotta contro il terrorismo non sarà mai efficace;

 

73. ritiene che un solido quadro giuridico e politico sia necessario per una forte cooperazione tra l'UE e gli Stati Uniti su questioni connesse a giustizia, libertà e sicurezza, e che un partenariato rafforzato che abbracci la dimensione parlamentare e democratica sia essenziale per affrontare efficacemente le sfide comuni, come la lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata in modo compatibile con i diritti fondamentali e lo Stato di diritto, la cooperazione giudiziaria in materia penale e di polizia, la gestione della migrazione e la tutela del diritto di chiedere asilo, la promozione della libera circolazione senza visti per tutti i cittadini in buona fede tra le due aree;

 

74. ricorda a tale proposito che l'Unione europea è fondata sullo Stato di diritto e che tutti i trasferimenti di dati personali europei verso paesi terzi a fini di sicurezza devono avvenire nel rispetto delle garanzie procedurali e dei diritti della difesa ed essere conformi alla legislazione sulla protezione dei dati a livello nazionale ed europeo;

 

75. ricorda che, nel quadro transatlantico dell'accordo UE-USA in materia di assistenza giuridica, che entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2010, l'articolo 4 prevede la concessione su richiesta dell'accesso a dati finanziari mirati, tramite le autorità nazionali statali, e che questo potrebbe costituire una base giuridica per il trasferimento di dati SWIFT più solida rispetto alla proposta di accordo interinale;

 

76. osserva che un accordo provvisorio per il trasferimento di tali dati è in fase di negoziato tra l'UE e gli Stati Uniti e istituito per un periodo intermedio attraverso una clausola di temporaneità non superiore a 12 mesi e che un nuovo accordo, negoziato fatta salva la procedura da seguire in base al Trattato di Lisbona, dovrà coinvolgere pienamente il Parlamento europeo e i parlamenti nazionali e garantire le condizioni di cui al paragrafo 3 della sua risoluzione del 17 settembre 2009;

77. accoglie con favore la recente estensione del programma di esenzione dai visti ad altri sette Stati membri dell’UE; esorta tuttavia gli Stati Uniti ad abolire l’obbligo di visto per gli altri Stati Membri e a trattare allo stesso modo tutti i cittadini dell’UE, sulla base della piena reciprocità; è preoccupato per la prevista introduzione di spese amministrative per il rilascio dell'autorizzazione ESTA ai cittadini UE e invita la Commissione a considerarlo un problema prioritario con l'amministrazione degli Stati Uniti;

 

Sviluppo e OSM

 

78. accoglie con favore l'impegno reiterato a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e gli impegni APS; sollecita i due partner ad onorare l'impegno di versare lo 0,7% del loro PIL per la cooperazione allo sviluppo;

79. sottolinea che i paesi in via di sviluppo, pur non avendo provocato la crisi economica e finanziaria mondiale, ne stanno subendo le conseguenze in maniera sproporzionata, con un drastico calo della crescita e dell'occupazione, un impatto negativo sulla bilancia commerciale e su quella dei pagamenti, una sensibile riduzione dei flussi netti di capitale privato in entrata e degli investimenti stranieri diretti, ridotto accesso al credito e ai finanziamenti al commercio, diminuzione delle rimesse, tassi di cambio caratterizzati da ampie oscillazioni e volatilità, crollo delle riserve, prezzi più volatili e in ribasso per i prodotti di base, minori entrate derivanti dal turismo; sollecita i partner transatlantici a riconoscere le proprie responsabilità per questa situazione;

 

80. plaude all'impegno di giungere a una conclusione equilibrata del ciclo di sviluppo di Doha e al termine chiaramente fissato al 2010 dal vertice del G20; invita pertanto i leader a non dimenticare l'obiettivo ultimo di sviluppo di tale ciclo in occasione della conferenza ministeriale dell'OMC che si svolgerà a Ginevra a fine novembre;

Quadro istituzionale

81. sottolinea l'opportunità di capitalizzare l’attuale slancio anche per migliorare e rinnovare il quadro delle relazioni transatlantiche; insiste sulla necessità di sostituire l'attuale NAT, adottata nel 1995, con un nuovo accordo di partenariato transatlantico; ritiene opportuno che i negoziati sul nuovo accordo abbiano inizio contestualmente all’entrata in vigore del trattato di Lisbona, affinché possano essere ultimati prima del 2012;

82. è del parere che il Dialogo transatlantico tra i legislatori (TLD), tra Parlamento europeo e Congresso USA, abbia già contribuito in modo significativo a una maggiore comprensione reciproca su molti aspetti di interesse comune, compresi quelli legati alle relazioni economiche e al commercio internazionale; suggerisce di intensificare la cooperazione reciproca a livello di Nazioni Unite e di creare particolari strutture di lavoro a tal fine;

83. ritiene che quelli qui trattati siano temi di una certa rilevanza sui cui sviluppi i parlamentari nazionali dovrebbero essere informati su base regolare; invita il suo Presidente a provvedere affinché sia istituito un meccanismo a tal fine;

84. ribadisce che il nuovo accordo potrebbe aggiornare e trasformare l'attuale DLT in un'assemblea interparlamentare transatlantica, sulla scorta delle raccomandazioni formulate dal Parlamento europeo nella sua risoluzione del 26 marzo 2009;

85. auspica che il Dialogo transatlantico sul lavoro svolga un ruolo maggiore nel prossimo futuro nelle discussioni sul modo in cui i migliori responsabili politici potrebbero rispondere alle sfide della disoccupazione in rapido aumento e al cambiamento strutturale causato dalla crisi finanziaria;

86. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al Presidente e al Congresso degli Stati Uniti d’America.

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