Procedura : 2010/2504(RSP)
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B7-0078/2010

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PV 10/02/2010 - 9.6
CRE 10/02/2010 - 9.6
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P7_TA(2010)0016

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0078/2010
3.2.2010
PE432.931v01-00
 
B7-0078/2010

presentata a seguito di una dichiarazione dell'Alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Iran


Struan Stevenson, Charles Tannock, Geoffrey Van Orden, Ashley Fox, Michał Tomasz Kamiński, Konrad Szymański, Tomasz Piotr Poręba, Adam Bielan a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Iran  
B7‑0078/2010

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del proprio regolamento,

A. considerando che la situazione politica in Iran continua ad aggravarsi e che mancano indicazioni da parte del governo iraniano della sua volontà di affrontare le preoccupazioni mondiali concernenti la legittimità delle elezioni tenutesi nel 2009,

B.  considerando che le violazioni dei diritti umani sono diffuse e spaziano da molestie di minore entità contro le minoranze religiose ed etniche a processi farsa, torture ed esecuzioni dei dissidenti politici,

C. considerando che l'Iran continua a sostenere, fornire attrezzature e finanziare i movimenti estremisti e terroristici in tutto il Medio Oriente e a destabilizzare i tentativi di portare una pace duratura nella regione,

D. considerando che esistono prove concrete per supporre che l'Iran perseveri nel tentativo di costruire armi nucleari in palese noncuranza sia degli obblighi assunti a norma del trattato di non proliferazione nucleare che delle risoluzioni delle Nazioni Unite in cui si richiede al paese di cessare l'arricchimento dell'uranio,

E.  considerando che alcuni paesi europei hanno intrattenuto relazioni commerciali con l'Iran ammontanti a circa 65 miliardi di euro negli ultimi tre anni,

1.  condanna la soppressione della democrazia in Iran, in particolare la negazione della libertà di espressione e le persistenti violazioni dei diritti umani contro chi si oppone al regime;

2.  deplora il continuo rifiuto da parte del regime di riconoscere le preoccupazioni relative alla legittimità dei risultati elettorali dichiarati;

3.  condanna le persistenti violazioni dei diritti umani contro chi si oppone al regime in Iran; esorta il governo iraniano a commutare tutte le sentenze comminate ai dissidenti e a liberare quelli sotto processo o in custodia cautelare;

4.  è indignato per la recente esecuzione dei dissidenti politici e, in particolare, condanna fermamente l'esecuzione del 28 gennaio di due prigionieri politici per "aver organizzato manifestazioni di protesta" e per avere legami con "le recenti rivolte", sebbene fossero stati arrestati mesi prima dello scoppio delle sommosse nazionali innescate dalle elezioni farsa del giugno 2009;

5.  condanna le torture e i processi farsa dei dissidenti detenuti, l'estorsione di confessioni false e il fatto che siano stati costretti a lanciare false accuse in televisione contro i gruppi dell'opposizione;

6.  deplora le dichiarazioni ufficiali della magistratura iraniana in cui si afferma che ogni tipo di sostegno all'organizzazione dei Mujaheddin del popolo iraniano (PMOI), o di relazioni con quest'ultima, costituisca un atto di "Moharabeh" (guerra contro Dio) e sia perseguibile con la pena capitale secondo il diritto penale islamico; osserva che dette dichiarazioni aprono chiaramente la strada all'esecuzione di molti giovani dissidenti;

7.  condanna la scandalosa imposizione persistente della pena capitale ai minori, in tutti i casi, e, in particolare, agli adulti accusati di "crimini" che riguardano la condotta sessuale o l'orientamento sessuale, atto che viola gli obblighi giuridici internazionali dell'Iran;

8.  esprime profonda preoccupazione in merito all'arresto e alla detenzione a lungo termine dei parenti dei residenti nel campo Ashraf, il cui unico reato è stato quello di far visita alle rispettive famiglie in Iraq;

9.  condanna la dichiarazione del presidente iraniano in cui esorta alla distruzione di uno paese membro delle Nazioni Unite, ossia Israele, in violazione di tutte le norme che disciplinano le relazioni internazionali pacifiche, e, nell'interesse della pace in Medio Oriente, lo esorta a porgere le sue scuse e a ritirare tutte le dichiarazioni provocatorie di tal genere;

10. esorta il governo iraniano a sospendere immediatamente il proprio sostegno morale e materiale ai gruppi terroristici ed estremisti, fornito tramite intermediari a Gaza, in Libano, Iraq, Yemen e altri paesi, in particolare il sostegno a favore di Hamas e degli Hezbollah nei loro continui tentativi di attaccare la popolazione civile a Israele, così come il presunto sostegno ai gruppi radicali sciiti in Iraq, che non solo attaccano le truppe per il mantenimento della pace ma perpetrano altresì atrocità contro i civili iracheni organizzando ripetutamente bombardamenti suicidi;

11. esorta il governo iraniano a porre fine agli sforzi volti a produrre armi nucleari e ad aprire tutti i siti alle ispezioni, come richiesto dall'Agenzia internazionale dell'energia atomica (AIEA);

12. sostiene l'impegno internazionale mirante ad inasprire le sanzioni contro l'Iran, compreso un congelamento degli accordi con la banca centrale iraniana e con le imprese controllate dai Corpi della guardia rivoluzionaria, condizioni più restrittive del divieto di viaggio internazionale e il congelamento dei beni di individui e società identificate fino a quando non saranno chiariti i sospetti in merito alle attività di arricchimento dell'uranio, il pieno rispetto delle richieste dell'AIEA e un miglioramento immediato del rispetto dei diritti umani;

13. esorta il governo cinese a sostenere gli sforzi internazionali volti a ridurre il programma nucleare dell'Iran;

14. deplora che molti paesi europei e singole imprese continuino a mantenere rilevanti legami commerciali con l'Iran, il cui valore è stimato a miliardi di euro annui; a tal proposito, accoglie con favore la decisione della Siemens di terminare i rapporti commerciali con l'Iran entro la metà del 2010 e esorta altre società europee a fare altrettanto;

15. esorta gli Stati membri ad astenersi dall'inviare in Iran ogni dispositivo o arma che potrebbe essere usata in qualsiasi modo per sopprimere le proteste di strada;

16. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Direttore generale dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica nonché al governo e al parlamento dell'Iran.

 

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