Procedura : 2010/2660(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0247/2010

Testi presentati :

B7-0247/2010

Discussioni :

PV 06/05/2010 - 4
CRE 06/05/2010 - 4

Votazioni :

PV 06/05/2010 - 7.11
CRE 06/05/2010 - 7.11

Testi approvati :

P7_TA(2010)0157

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0247/2010
28.4.2010
PE439.768v01-00
 
B7-0247/2010

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulle atrocità di massa a Jos, in Nigeria


Bart Staes, Nicole Kiil-Nielsen, Raül Romeva i Rueda, Barbara Lochbihler, Jean Lambert, Malika Benarab-Attou a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sulle atrocità di massa a Jos, in Nigeria  
B7‑0247/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulle violazioni dei diritti umani in Nigeria,

–   visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966, ratificato dalla Nigeria il 29 ottobre 1993,

–   vista la Carta africana dei diritti dell'uomo e dei popoli del 1981, ratificata dalla Nigeria il 22 giugno 1983,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. preoccupato per i recenti avvenimenti in cui svariate centinaia di persone sono state uccise nei violenti scontri etnici verificatisi a Jos (Nigeria),

B.  considerando che, nel corso degli ultimi dieci anni, nella Nigeria centrale sono morte migliaia di persone a seguito delle violenze etniche e religiose che scoppiano di frequente in tale paese,

C. considerando che le violenze interreligiose o interetniche provocano di norma un'intensificazione emozionale dei conflitti e la perdita di vite umane innocenti, senza affrontare alle radici le cause del conflitto,

D. considerando che i problemi nella zona di Jos derivano da una mancanza di sviluppo economico e che la tensione è radicata in decenni di risentimento tra i gruppi indigeni, per lo più cristiani o animisti, in lotta per il controllo dei fertili terreni agricoli con i migranti e i coloni provenienti dal nord musulmano di lingua Hausa,

E.  considerando che una risoluzione pacifica dei conflitti implica anche l'accesso equo alle risorse e la ridistribuzione delle entrate in un paese ricco di petrolio come la Nigeria,

F.  considerando che l'instabilità mette in evidenza la fragilità della nazione più popolosa dell'Africa, che si appresta ad affrontare la campagna elettorale per le elezioni del 2011 all'insegna dell'incertezza sulla leadership politica,

1.  condanna fermamente la violenza nella Nigeria centrale ed esprime la propria preoccupazione per le continue tensioni etniche di cui le comunità Haus Fulani e Berom sono state sia autrici che vittime;

2.  sollecita le autorità a elaborare una soluzione pacifica atta a sradicare la causa del conflitto, il che implica un accesso equo alle risorse, assicurando uno sviluppo sostenibile della regione, e il rispetto dei diritti umani fondamentali;

3.  invita il governo nigeriano a proteggere la sua popolazione e a scongiurare ad ogni costo ulteriori attacchi o rappresaglie;

4.  invita il governo nigeriano ad indagare con urgenza in merito ai massacri e sottolinea che nessuno dei responsabili della crisi di Jos dovrà restare impunito;

5.  esprime la propria disponibilità a proseguire il dialogo che si sta svolgendo nel quadro del proprio partenariato con la Nigeria, al fine di rafforzare i processi in corso nel paese verso un consolidamento della democrazia, del rispetto dei diritti umani e dei diritti delle minoranze;

6.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al governo della Nigeria, all'Unione africana, al segretario generale delle Nazioni Unite, ai copresidenti dell'Assemblea parlamentare congiunta ACP-UE nonché al Parlamento panafricano (PAP).

 

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