Proposta di risoluzione - B7-0293/2010Proposta di risoluzione
B7-0293/2010

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulle conclusioni del vertice UE-Russia a Rostov sul Don dal 31 maggio al 1° giugno 2010

9.6.2010

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per la politica estera e di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Heidi Hautala, Werner Schulz, Bart Staes a nome del gruppo Verts/ALE

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B7‑0293/2010

Risoluzione del Parlamento europeo sulle conclusioni del vertice UE-Russia a Rostov sul Don dal 31 maggio al 1° giugno 2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Federazione russa, in particolare quella del 17 settembre 2009[1],

–   vista la sua risoluzione del 17 settembre 2009 sugli aspetti esterni della sicurezza energetica[2],

–   vista la sua risoluzione sul vertice UE-Russia a Stoccolma nel novembre 2009[3],

–   visto l'accordo di partenariato e cooperazione UE-Russia, entrato in vigore nel 1997 e scaduto nel 2007,

–   viste le consultazioni UE-Russia in materia di diritti umani,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che le relazioni commerciali ed economiche fra l'UE e la Russia sono in fase di stagnazione, nonostante la crescente interdipendenza commerciale ed economica delle parti, dovuta ad incomprensioni e sfiducia sulle questioni politiche ed economiche fondamentali che hanno loro impedito di creare un autentico partenariato strategico,

B.  considerando che sono stati fatti pochi passi avanti sostanziali per quanto riguarda i negoziati del nuovo accordo che dovrà sostituire l'accordo di partenariato e di cooperazione (APC) scaduto nel 2007,

C. considerando che sono molte le difficoltà che provocano imprevisti ritardi per quanto riguarda la tabella di marcia per l'attuazione dei quattro spazi comuni,

D. considerando che l'energia continua a svolgere un ruolo strategico e centrale nelle relazioni UE-Russia e che la recente decisione della Russia di ritirare la sua firma dal trattato sulla Carta dell'energia (TCE) complica ulteriormente queste relazioni, rallenta i negoziati del nuovo APC e influenza negativamente l'attuale dialogo sull'energia e i suoi potenziali sviluppi futuri,

E.  considerando che il 1° giugno l'UE e la Russia hanno adottato, al termine del vertice, una dichiarazione congiunta sulle priorità del nuovo partenariato per la modernizzazione volto ad ammodernare le economie e le società di entrambe le parti; considerando che una grandissima parte di queste priorità sono di tipo economico, commerciale e regolamentare e considerando che ai coordinatori di entrambe le parti è stato affidato il compito di elaborare un piano d'azione in vista di attuare i primi progetti concreti,

F.  considerando che, nonostante un'impostazione più positiva da parte delle autorità russe, le libertà di espressione, di associazione e di riunione in Russia sono ancora minacciate e che le iniziative e le attività dei difensori dei diritti umani, delle organizzazioni indipendenti della società civile, degli oppositori politici, dei media indipendenti e dei semplici cittadini sono spesso oggetto di restrizioni o di ostacoli e suscitano particolare preoccupazione nel Caucaso settentrionale,

G. considerando che lo scorso 31 maggio alcune migliaia di dimostranti si sono riuniti in circa quaranta città della Russia a sostegno dell'articolo 31 della Costituzione che garantisce la libertà di riunione e che durante la manifestazione a Mosca, contraddistinta da un'insolita presenza di molte forze di polizia, circa centottanta dimostranti sono stati arrestati, alcuni picchiati e in seguito rilasciati,

H. considerando che Sergei Magnitsky, un trentasettenne avvocato russo anticorruzione che rappresentava il fondo Hermitage, ha testimoniato su una tangente di circa 230 milioni di dollari intascata da funzionari del ministero russo degli Interni e per ritorsione quei funzionari del ministero degli Interni lo hanno arrestato con false imputazioni un mese dopo e lo hanno detenuto senza un processo per dodici mesi e che dopo il suo rifiuto di ritirare la testimonianza, si è visto negare cure mediche salvavita, è stato privato del sonno, del cibo, dell'acqua e in seguito è morto in prigione il 16 novembre 2009,

I.   considerando che ad aprile 2010 il Moscow Helsinki Group ha chiesto l'apertura di indagini per omicidio nei confronti di cinque ufficiali del ministero degli Interni russo e la commissione Helsinki degli Stati Uniti ha pubblicato l'elenco di sessanta funzionari russi coinvolti nella corruzione denunciata da Sergei Magnitsky, il suo arresto illegale, le ritorsioni in termini di persecuzioni, tortura e morte in prigione e ha chiesto l'adozione di sanzioni consistenti nel rifiuto di visti permanenti statunitensi a questi funzionari, ai loro collaboratori e familiari,

J.   considerando che l'energia è uno strumento chiave della politica estera russa; che la forte dipendenza della UE dai combustibili fossili nuoce allo sviluppo di una impostazione europea nei confronti della Russia, equilibrata, coerente e fondata su valori e che è della massima importanza che l'Unione europea si esprima all'unisono e mostri una forte solidarietà interna,

K. considerando che la recente firma del nuovo trattato sulla riduzione delle armi strategiche (START) fra la Federazione russa e gli Stati Uniti e il ravvicinamento sulla non proliferazione e il capitolo iraniano aprono la strada ad un nuovo clima e a un dialogo rafforzato con la Russia su problemi di sicurezza in Europa e in Medioriente,

L.  considerando che la pace e la stabilità nei paesi di comune vicinato vanno a vantaggio sia della Russia che dell'UE; che un dialogo aperto e franco deve svilupparsi sulle crisi in questi paesi per quanto riguarda in particolare i "conflitti congelati" e la decisione della Russia di arrivare con la forza all'indipendenza di Abkhazia e Ossezia del sud e di concludere accordi di sicurezza con questi paesi,

M. considerando che la Federazione russa, come membro dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e del Consiglio d'Europa, si è impegnata a rispettare la libertà di espressione e di riunione;

1.  accoglie con favore l'atteggiamento aperto e costruttivo mostrato da entrambe le parti in occasione del vertice a Rostov sul Don che ha permesso l'avvio del partenariato per la modernizzazione e si augura che questa rinnovata collaborazione possa migliorare lo stato delle relazioni e trasformare l'attuale partenariato di carattere pragmatico in un vero e proprio valore che possa superare le attuali divergenti opinioni su alcune questioni fondamentali;

2.  ritiene che il concetto di modernizzazione non debba essere limitato alla cooperazione economica e all'innovazione tecnologica, ma debba invece andare avanti di pari passo con un ambizioso processo di riforme interne che comprendano il consolidamento delle istituzioni democratiche e un affidabile sistema giuridico, il rispetto dello Stato di diritto e lo sviluppo senza ostacoli di una autentica società civile;

3.  attende con interesse il piano d'azione per l'attuazione dei primi progetti che i coordinatori elaboreranno e sottolinea al proposito che la promozione di un'economia sostenibile, a bassa emissione di carbonio, il miglioramento dell'efficienza energetica e la lotta contro il cambiamento climatico devono essere elementi fondamentali di questo piano d'azione: invita la Commissione a tenere debitamente informato il Parlamento europeo sull'elaborazione di tale piano;

4.  si rammarica che i nove cicli di colloqui del nuovo APC non hanno prodotto i risultati attesi ed invita le parti a fare il possibile per facilitare i negoziati in vista di un nuovo accordo quadro di ampia portata e fondato su valori e interessi comuni effettivamente condivisi; invita le autorità russe a chiarire la posizione della Russia per quanto riguarda l'unione doganale con la Bielorussia e il Kazakhstan che potrebbe rappresentare un ostacolo all'approfondimento delle relazioni commerciali ed economiche con l'Unione europea;

5.  osserva che la tabella di marcia per l'attuazione dei quattro spazi comuni deve essere considerata un elemento chiave per i negoziati e, a questo proposito, chiede alla Commissione di presentare una valutazione dell'attuale APC allo scopo di verificare se il potenziale dell'accordo sia stato sfruttato pienamente e di determinare cosa sia necessario fare per evitare gli errori e le carenze del passato; chiede una revisione del gran numero di comitati misti, gruppi di lavoro e meccanismi di consultazione tra le due parti al fine di razionalizzarne il lavoro e renderlo più efficace;

6.  ribadisce che la democrazia e i diritti umani devono essere al centro di qualunque futuro accordo con la Federazione russa, in particolare per quanto riguarda la formulazione e l'inclusione di una clausola efficace e operativa sui diritti dell'uomo, e che la qualità e la profondità delle future relazioni dipendono dal rispetto e dalla promozione di tali valori;

7.  plaude alla ratifica da parte della Russia del protocollo aggiuntivo n. 14 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo e alla conferma della moratoria sulla pena capitale; chiede, in caso di condanna da parte della Corte europea dei diritti dell'uomo nei confronti della Federazione russa, che le autorità russe riprendano le indagini e si rivedano i sistemi giuridici al fine di evitare ulteriori violazioni del diritto internazionale;

8.  prende atto dell'avvio di valutazione del dialogo UE-Russia sui diritti umani che dovrebbe concludersi entro fine giugno e rinnova il suo appello al rafforzamento di questo dialogo in modo da renderlo più efficace e orientato sui risultati con la partecipazione dei ministeri russi della Giustizia e degli Interni, nonché il ministero degli Affari esteri a Bruxelles e a Mosca e con la piena partecipazione del Parlamento europeo a tutti i livelli;

9.  ritiene, a tale riguardo, che le riunioni informative organizzate dalla Commissione con protagonisti della società civile prima delle consultazioni ufficiali sui diritti umani costituiscano uno strumento importante che dovrebbe essere debitamente rafforzato, essere presente anche in Russia ed essere tenuto in considerazione dalle autorità russe, in prospettiva di trasformarlo in un vero e proprio seminario giuridico che veda la partecipazione di esponenti del mondo accademico, rappresentanti della società civile e funzionari di entrambe le parti;

10. esorta le autorità russe a por termine all'impunità generalizzata di cui godono attualmente molti dei responsabili di violenze nei confronti dei difensori dei diritti umani e, in particolare, a rendere prioritaria la necessità di porre fine al clima di terrore e di assenza del diritto nel Caucaso settentrionale e di proteggere e garantire l'integrità fisica dei difensori dei diritti umani in conformità dei pertinenti strumenti internazionali e regionali in materia di diritti umani; in particolare, invita le autorità russe ad adottare misure preventive per la tutela dei difensori dei diritti umani prevedendo, ad esempio l'apertura di un'inchiesta non appena una procura o un tribunale vengono a conoscenza di una minaccia nei loro confronti;

11. sostiene l'appello del commissario russo per i diritti umani, Vladimir Lukin, di avviare un'indagine sulle pesanti azioni di polizia connesse con le proteste del 31 maggio;

12. sollecita le autorità giudiziarie russe ad accelerare l'inchiesta sulla morte di Sergey Magnitsky; chiede un divieto d'ingresso nell'UE per i sessanta funzionari russi coinvolti in questo caso e invita le autorità di contrasto dell'UE a cooperare per congelare i conti bancari e altri beni di questi funzionari russi in tutti gli Stati membri dell'UE;

13. deplora la restrizione imposta all'esercizio di altri diritti fondamentali e costituzionali come la libertà di religione, per cui alcune minoranze religiose non sono autorizzate a professare liberamente la propria fede religiosa;

14. sottolinea che la lotta contro il terrorismo non deve portare a ulteriori restrizioni dei diritti civili fondamentali; al proposito è profondamente preoccupato per l'eventuale uso improprio di un progetto di modifica della legge sui servizi di sicurezza federali russi (FSB) che consentirebbe ai servizi di adottare "misure preventive" nei confronti di singoli sospettati di coinvolgimento in attività estremiste;

15. plaude alla decisione di passare alla fase operativa e concreta del dialogo sulla liberalizzazione dei visti, tuttavia sottolinea che passi in avanti in questo campo dipenderanno dai progressi concreti sul rispetto dello Stato di diritto e sull'attuazione degli standard di base in materia di diritti umani;

16. esorta al proposito le autorità russe a contrastare l'arbitrarietà e a non utilizzare il sistema giudiziario come strumento politico; auspica, in particolare, che migliorino le condizioni di detenzione di Michail Khodorkovskij e Platon Lebedev, che si garantisca un processo giusto ed equo e che si ponga fine alla persecuzione per motivi politici;

17. deplora l'assenza di un'autentica politica comune europea in materia di sicurezza energetica che impedisce un approccio coordinato dell'UE nei confronti della Russia; sottolinea che la firma di alcuni accordi bilaterali sull'energia da parte degli Stati membri può pregiudicare gli interessi e compromettere i progetti di priorità strategica dell'UE e di altri Stati membri; fa notare al proposito che la forte dipendenza energetica dell'UE dalla Federazione russa indebolisce seriamente la coerenza, l'autorevolezza e la sostenibilità della sua politica estera comune;

18. fa notare che il potenziamento delle relazioni tra i vicini paesi orientali e l'UE in nessun caso costituisce un'alternativa al mantenimento di relazioni sane e di buon vicinato tra quegli stessi paesi e Mosca; al proposito invita la Russia ad adottare un approccio positivo e costruttivo nei confronti del partenariato orientale;

19. deplora la mancanza di qualsiasi progetto per quanto riguarda i "conflitti congelati"; deplora a tale riguardo la decisione annunciata dalla direzione della polizia di frontiera dei FSB di costruire moderne infrastrutture frontaliere ed erigere una linea ininterrotta di punti di controllo fra l'Ossezia del sud e la Georgia volta a dividere ulteriormente e isolare la provincia georgiana di Tbilisi; invita le autorità russe a rispettare integralmente l'"accordo in sei punti" concluso il 12 agosto 2008 che consentiva alla missione di vigilanza dell'Unione europea (EUMM Georgia) di avere libero accesso ai due territori separatisti;

20. prende atto della proposta Merkel-Medvedev di istituire una commissione di sicurezza UE-Russia volta a realizzare maggiori passi avanti sulle questioni di sicurezza comune; è del parere che una tale iniziativa di alto livello potrebbe essere la piattaforma per chiarire le attuali proposte di sicurezza ed esaminare la cooperazione futura assieme all'Organizzazione del trattato nordatlantico;

21. plaude all'iniziativa di alcune imprese tedesche in Russia di astenersi dalla corruzione e invita le autorità russe a sostenere l'iniziativa rafforzando le misure contro la corruzione a livello nazionale in modo da garantire un ambiente migliore per gli investimenti esteri;

22. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri, al governo e al parlamento della Federazione russa nonché al Consiglio d'Europa.