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Ciclo del documento : B7-0364/2010

Testi presentati :

B7-0364/2010

Discussioni :

PV 16/06/2010 - 14
CRE 16/06/2010 - 14

Votazioni :

PV 17/06/2010 - 7.13
CRE 17/06/2010 - 7.13

Testi approvati :


PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 111kWORD 60k
14.6.2010
PE441.946v01-00
 
B7-0364/2010

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione nella penisola nordcoreana


Willy Meyer, Nikolaos Chountis, Helmut Scholz a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione nella penisola nordcoreana  
B7‑0364/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla penisola coreana,

–   viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Repubblica di Corea (RC) e sulla Repubblica democratica popolare di Corea (RDPC),

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il 26 marzo 2010 la corvetta sudcoreana Cheonan è affondata, causando la tragica perdita di 46 vite umane,

B.  considerando che dopo tale incidente le tensioni nella penisola coreana sono drammaticamente aumentate,

C. considerando che è stata condotta un'inchiesta cui ha preso parte personale militare sudcoreano, statunitense, australiano, svedese e britannico e che la Corea del Sud non ha consentito agli esperti della RDPC di parteciparvi,

D. considerando che questa inchiesta unilaterale ha concluso che la nave sudcoreana è affondata a causa di un'esplosione provocata da un siluro nordcoreano e che la RDPC ha negato di essere in alcun modo coinvolta nell'affondamento,

1.  deplora profondamente la tragica perdita di 46 vite umane a bordo della corvetta sudcoreana Cheonan ed esprime la sua vicinanza alle famiglie delle vittime e al popolo coreano;

2.  è favorevole all'idea di condurre un'inchiesta indipendente con la partecipazione di entrambe le parti, al fine di chiarire le responsabilità dell'incidente; si compiace quindi della volontà del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di reagire all'incidente;

3.  è seriamente preoccupato per la crescita delle tensioni nella penisola coreana a seguito del triste incidente e per le pericolose conseguenze di tali tensioni sulla stabilità della regione;

4.  chiede pertanto alle parti coinvolte e ai loro alleati di evitare qualunque azione che potrebbe aggravare le tensioni;

5.  esprime il suo impegno a favore di una soluzione pacifica, diplomatica e politica alla situazione e si compiace degli sforzi volti a facilitare una soluzione pacifica e globale del conflitto nella penisola coreana;

6.  è dell'opinione che l'apertura al dialogo tra la Repubblica di Corea e la Corea del Nord sia di cruciale importanza per la pace e la stabilità nella penisola coreana e nella regione;

7.  sottolinea la necessità di rilanciare i colloqui a sei; osserva che la RDPC ha segnalato la sua disponibilità a riprendere i colloqui in determinate circostanze; esorta la comunità internazionale, e in particolare gli Stati Uniti, a considerare la possibilità di sospendere le sanzioni imposte e, come misura intesa a promuovere la fiducia, a onorare le promesse fatte alla Corea del Nord in relazione alle forniture di petrolio e ad altri aspetti; sottolinea che i colloqui sulla denuclearizzazione sarebbero notevolmente facilitati se fossero accompagnati da colloqui finalizzati alla sostituzione dell'armistizio coreano del 1953 con accordi di pace permanenti, soluzione proposta dalla RDPC ma respinta dagli Stati Uniti;

8.  invita la Commissione europea a mantenere gli attuali programmi di aiuto umanitario e i canali di comunicazione con la RDPC;

9.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite e ai governi e parlamenti della Repubblica democratica popolare di Corea e della Repubblica di Corea.

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