Procedura : 2010/2771(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0428/2010

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B7-0428/2010

Discussioni :

PV 07/07/2010 - 18
CRE 07/07/2010 - 18

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PV 08/07/2010 - 6.6
CRE 08/07/2010 - 6.6

Testi approvati :

P7_TA(2010)0284

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0412/2010
5.7.2010
PE442.026v01-00
 
B7-0428/2010

presentata a seguito di una dichiarazione della Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


su un approccio basato sui diritti nella risposta dell’UE all’HIV/AIDS


Gabriele Zimmer, Bairbre de Brún, Marisa Matias a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo su un approccio basato sui diritti nella risposta dell’UE all’HIV/AIDS  
B7‑0428/2010

Il Parlamento europeo,

 vista la prossima XVIII Conferenza internazionale sull'AIDS: "Right Here, Right Now", che si terrà a Vienna dal 18 al 23 luglio 2010,

 

 vista la dichiarazione d'impegno delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS intitolata "Crisi globale - azione globale" adottata il 27 giugno 2001 dalla 26esima sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite,

 

 vista la riunione di alto livello della sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGASS) sull'HIV/AIDS del 2 giugno 2006 e la dichiarazione politica adottata durante tale riunione,

 

 vista la dichiarazione di Abuja del 27 aprile 2001 sull'HIV/AIDS, la tubercolosi e altre malattie infettive correlate e la posizione comune dell'Africa alla riunione di alto livello dell'UNGASS 2006 e la richiesta di un'azione accelerata per l'accesso universale in Africa a servizi contro l'HIV e l'AIDS, la tubercolosi e la malaria, firmata ad Abuja il 4 maggio 2006 dall'Unione africana,

 

 viste le sue risoluzioni del 6 luglio 2006 sull'HIV/AIDS intitolata "HIV/AIDS: il tempo dei fatti", del 24 aprile 2007 sulla lotta contro l'HIV/AIDS nell'Unione europea e nei paesi vicini, 2006-2009, e del 20 novembre 2008 su HIV/AIDS: diagnosi precoce e cure tempestive,

 

 viste le conclusioni del Consiglio sui progressi del programma d'azione europeo per lottare contro l'HIV/AIDS, la malaria e la tubercolosi attraverso azioni esterne (2007-2011) del novembre 2009,

 

 vista la relazione 2009 dell'UNAIDS sull'epidemia globale di AIDS,

 

 visto il quadro dei risultati 2009-2011 dell'UNAIDS,

 

 vista la relazione delle Nazioni Unite sugli Obiettivi di sviluppo del Millennio per il 2010,

 

 vista la sua risoluzione del 15 giugno 2010 sui progressi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio: revisione intermedia in vista della riunione di alto livello delle Nazioni Unite del settembre 2010

 

 visto l'articolo 110, paragrafo 2, del proprio regolamento,

 

A. considerando che il numero di persone colpite dall'HIV/AIDS continua a crescere e che, secondo le stime, nel mondo 33,4 milioni di persone convivono con l'HIV/AIDS e, dato particolarmente preoccupante, 2,7 milioni di persone sono state contagiate nel 2008,

 

B. considerando che l’HIV/AIDS rimane una delle principali cause di morte a livello mondiale, con 2 milioni di decessi nel 2008, e si prevede che nei prossimi decenni essa continuerà ad essere un'importante causa di morte prematura a livello mondiale,

 

C. considerando che alla fine del 2009 circa cinque milioni di persone in paesi a basso e medio reddito erano curate con una terapia antiretrovirale e che tale cifra rappresenta un aumento di 10 volte, nell’arco di cinque anni, e un incremento senza precedenti nella storia della sanità pubblica,

 

D. considerando che il numero di nuovi contagi continua a superare la diffusione del trattamento e, nel 2009, i due terzi delle persone che necessitavano di cure non vi avevano accesso, il che vuol dire che 10 milioni di persone non hanno avuto accesso alle cure efficaci necessarie,

 

E. considerando che l'Africa subsahariana resta la regione più duramente colpita, con 22,4 milioni di persone affette dall'HIV/AIDS e il 71% di tutti i nuovi contagi da HIV/AIDS nel 2008,

 

F. considerando che vi sono prove evidenti che la prevenzione dell’HIV/AIDS è un mezzo efficace per ridurre i nuovi contagi,

 

G. considerando che esiste un importante divario programmatico quanto al coinvolgimento delle persone che vivono con l’HIV/AIDS negli sforzi di prevenzione,

 

H. considerando che le donne e le ragazze continuano ad essere colpite in modo sproporzionato dall' HIV/AIDS, dato che le donne rappresentano circa il 60% dei casi di contagio in Africa subsahariana e l’HIV/AIDS continua ad essere la principale causa di morte delle donne in età di procreare,

 

I. considerando che vi è un'evidenza sempre maggiore di elevati livelli di contagio e di rischio fra le persone con comportamenti sessuali ad alto rischio, in quasi tutte le regioni del mondo e anche in paesi con epidemie generalizzate, e che è comune l’errore di non attribuire la priorità ai programmi di prevenzione dell'HIV/AIDS destinati a tali popolazioni e di non finanziarli,

 

J. considerando che a causa della stigmatizzazione associata all’HIV/AIDS circa il 30% delle persone contagiate non sono consapevoli della loro sieropositività e che gli studi confermano che un’infezione non diagnosticata facilita la trasmissione del virus e aumenta le probabilità di morte precoce fra le persone colpite dall'HIV/AIDS,

 

K. considerando che l'omosessualità è ancora fortemente stigmatizzata, soprattutto nell’Africa subsahariana, dove 31 paesi criminalizzano i rapporti omosessuali fra adulti consenzienti, quattro li puniscono con la pena di morte e altri prevedono sanzioni penali superiori a 10 anni di reclusione, e che tale stigmatizzazione impedisce l’attività di prevenzione dell'HIV/AIDS,

 

L. considerando che in molti paesi la criminalizzazione dei consumatori di droghe illecite impedisce loro l'accesso alla prevenzione, al trattamento, alle cure e all'assistenza nel quadro dell'HIV/AIDS e che ciò alimenta la trasmissione dell’HIV/AIDS tramite il consumo di droghe iniettabili,

 

M. considerando che sono ancora 106 i paesi che sostengono di applicare leggi e politiche che impediscono di dare una risposta efficace al problema dell’HIV/AIDS,

 

N. considerando che nel 2008 circa 17,5 milioni di bambini, per lo più nell’Africa subsahariana, hanno perso uno o entrambi i genitori a causa dell’HIV/AIDS, e che sono spesso vittime di stigmatizzazione e discriminazione e possono vedersi negare l'accesso a servizi fondamentali quali l'istruzione e l'alloggio, fatti che aumentano la loro vulnerabilità nei confronti dell'HIV/AIDS,

 

O. considerando che non è stata attribuita la dovuta attenzione al nesso fra l’HIV/AIDS e la disabilità, nonostante in tutte le popolazioni chiave le persone con disabilità siano esposte a un rischio più elevato,

 

P. considerando che un approccio basato sui diritti nella risposta all’HIV/AIDS è essenziale per contribuire a porre fine all’epidemia,

 

1.  invita la Commissione e il Consiglio a rispettare gli impegni assunti e a intensificare gli sforzi per fare della lotta contro l'HIV/AIDS una priorità mondiale di salute pubblica, e dei diritti umani un elemento centrale della prevenzione, del trattamento, delle cure e dell'assistenza nel quadro dell'HIV/AIDS, anche nel settore della cooperazione allo sviluppo dell’UE;

 

2.  invita la Commissione e il Consiglio a promuovere, nelle attività di cooperazione allo sviluppo dell’UE, la depenalizzazione della trasmissione dell’HIV/AIDS e dell’esposizione alla malattia(1), anche incoraggiando il riconoscimento dell'HIV/AIDS come di una disabilità ai fini della legislazione in materia di antidiscriminazione vigente e futura;

 

3.  invita la Commissione e il Consiglio a promuovere le migliori politiche e prassi nel dialogo politico a livello globale e nazionale, relativamente alle risposte basate sui diritti da dare al problema all'HIV/AIDS:

 

–  assicurando la promozione, la tutela e il rispetto dei diritti delle persone colpite dall'HIV/AIDS e delle altre popolazioni vulnerabili,

 

 sostenendo la revisione e la modifica delle normative che intralciano l'efficacia di programmi e servizi per la lotta contro l’HIV/AIDS basati sui fatti, soprattutto per le popolazioni vulnerabili,

 

 attribuendo ai diritti umani una posizione centrale nelle decisioni sugli stanziamenti per finanziare azioni di risposta all’HIV/AIDS, all’interno e all’esterno dell’Unione europea,

 

 programmando azioni in materia di HIV/AIDS che siano destinate a persone colpite dalla malattia e ad altre popolazioni vulnerabili e siano volte a dotare i singoli e le comunità dei mezzi per reagire all’HIV/AIDS, a ridurre il rischio e l'esposizione alla malattia e ad attenuarne le conseguenze negative,

 

 facilitando e incoraggiando la partecipazione significativa delle popolazioni chiave all'elaborazione, all'attuazione, al monitoraggio e alla valutazione della programmazione relativamente alla prevenzione, al trattamento, alle cure e all'assistenza in materia di HIV/AIDS,

 

 agevolando un accesso universale alle cure sanitarie, sia per quanto riguarda la prevenzione, il trattamento, le cure e l'assistenza in materia di HIV/AIDS, che per quanto riguarda altre prestazioni mediche non attinenti all’HIV/AIDS,

 

 facilitando l’accesso all’istruzione e all'occupazione delle persone colpite dall’HIV/AIDS e di altre popolazioni chiave,

 

 assicurando che in futuro il monitoraggio dei progressi nella lotta contro l’HIV/AIDS comprenda indicatori che riguardano e misurano direttamente le questioni legate ai diritti umani nel contesto dell’HIV/AIDS,

 

 rispettando i principi delle 3 C (consenso informato, confidenzialità e consulenza) nell’ambito dei test HIV/AIDS e di altri servizi connessi,

 

 lottando contro la stigmatizzazione e la discriminazione delle persone affette dall'HIV/AIDS e di altre popolazioni vulnerabili e tutelando il loro diritto alla sicurezza e alla protezione da abusi e violenze,

 

 promuovendo e agevolando una maggiore partecipazione delle persone colpite dall'HIV/AIDS e delle popolazioni vulnerabili, alla lotta contro tale malattia,

 

 fornendo informazioni oggettive, e non soggettive, sulla malattia,

 

 fornendo ai cittadini le capacità, le competenze e le risorse necessarie per proteggerli dalla trasmissione dell'HIV/AIDS;

 

4.  invita la Commissione europea e gli Stati membri a prendere in esame le esigenze specifiche delle donne relativamente alla prevenzione, al trattamento e alle cure dell'HIV/AIDS, come misura essenziale per lottare contro l’epidemia, in particolare ampliando l’accesso ai programmi di salute sessuale riproduttiva, che comprendano test HIV/AIDS, servizi di consultazione e di prevenzione, invertendo i fattori socioeconomici sottostanti che contribuiscono al rischio di contrarre l’HIV/AIDS, come la disparità di genere, la povertà, la mancanza di opportunità economiche ed educative, la mancanza di tutela giuridica e in materia di diritti umani;

 

5.  chiede alla Commissione e agli Stati membri di sostenere la partecipazione delle persone con disabilità alla lotta contro l’HIV/AIDS e l’inserimento dei loro diritti nei piani strategici e politici nazionali in materia di HIV/AIDS, per garantire che possano accedere a servizi relativi all’HIV/AIDS che siano adeguati alle loro esigenze ed equivalenti ai servizi a disposizione delle altre comunità;

 

6.  invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere programmi di riduzione del danno destinati ai detenuti e ai consumatori di droghe iniettabili;

 

7.  chiede alla Commissione di sostenere i governi nazionali e di coinvolgere la società civile per affrontare la bassa copertura dei programmi volti a ridurre la stigmatizzazione e la discriminazione e ad aumentare l'accesso alla giustizia nelle risposte all’HIV/AIDS a livello nazionale;

 

8.  invita la Commissione e il Consiglio a collaborare con l’UNAIDS e con altri partner per migliorare gli indicatori che consentano di misurare i progressi realizzati a livello mondiale, nazionale e a livello di programmazione per ridurre la stigmatizzazione e la discriminazione legate all’HIV/AIDS, compresi indicatori specifici delle popolazioni chiave;

 

9.  invita la Commissione e il Consiglio a sostenere il lavoro della commissione mondiale per la lotta contro l’HIV, istituita di recente, e la legge per assicurare che la normativa consenta di dare una risposta efficace al problema dell’HIV/AIDS;

 

10.  invita la Commissione e il Consiglio ad avvalersi dell’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali per raccogliere ulteriori elementi sulla situazione dei diritti umani delle persone colpite dall'HIV/AIDS e delle altre popolazioni chiave in Europa, tenendo conto in particolare della loro vulnerabilità nei confronti di discriminazioni multiple e intersettoriali;

 

11.  invita tutti gli Stati membri e la Commissione a destinare almeno il 20% di tutte le spese per lo sviluppo alla sanità e all'istruzione di base, ad aumentare i propri contributi al Fondo globale di lotta contro l'AIDS, la tubercolosi e la malaria, nonché i finanziamenti destinati ad altri programmi volti a potenziare i sistemi sanitari e i sistemi comunitari;

 

12.  invita tutti gli Stati membri e la Commissione a contrastare la preoccupante riduzione dei finanziamenti destinati al rispetto dei diritti in materia di igiene sessuale e riproduttiva nei paesi in via di sviluppo e ad appoggiare le politiche per il trattamento delle malattie sessualmente trasmissibili e la fornitura, ai fini dell'igiene riproduttiva, di materiale sanitario costituito da medicinali salvavita e contraccettivi, inclusi i preservativi;

 

13.  invita l’UE a continuare ad agire mediante un insieme di strumenti finanziari, a livello mondiale e nazionale, in aggiunta al sostegno offerto dal bilancio, e tramite organizzazioni e meccanismi pertinenti che si sono dimostrati capaci di affrontare la dimensione dei diritti umani che la questione dell’HIV/AIDS riveste, in particolare organizzazioni della società civile e organizzazioni comunitarie;

 

14.  chiede al gruppo di lavoro del Consiglio sui diritti umani di adottare il Toolkit to Promote and Protect the Enjoyment of all Human Rights by Lesbian, Gay, Bisexual and Transgender People e invita il Consiglio e la Commissione ad attuarne le raccomandazioni;

 

15.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti degli Stati membri, al Segretario generale dell’ONU, al Programma delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS, all'Organizzazione mondiale della sanità e agli organizzatori della XVIII Conferenza internazionale sull’AIDS.

(1)

Conformemente al documento strategico dell’UNAIDS sulla penalizzazione della trasmissione dell’HIV/AIDS, i governi devono limitare la penalizzazione ai casi di trasmissione intenzionale, ovvero ai casi in cui una persona a conoscenza della propria sieropositività agisca con l’intenzione di trasmettere il virus dell'HIV/AIDS e lo trasmetta effettivamente.

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