Procedura : 2010/2968(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0626/2010

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B7-0626/2010

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PV 25/11/2010 - 8.7

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P7_TA(2010)0439

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0624/2010
22.11.2010
PE450.462v01-00
 
B7-0626/2010

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sul decimo anniversario della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza riguardante le donne, la pace e la sicurezza


Norica Nicolai, Marielle De Sarnez a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sul decimo anniversario della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza riguardante le donne, la pace e la sicurezza   
B7‑0626/2010

Il Parlamento europeo,

–   viste le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1325 (2000) e 1820 (2008), sulle donne, la pace e la sicurezza, e la risoluzione 1888 (2009) sulla violenza sessuale contro le donne e i bambini in situazioni di conflitto armato, che sottolinea la responsabilità di tutti gli Stati nel porre fine all’impunità e perseguire i responsabili di crimini contro l’umanità e di crimini di guerra, compresi quelli legati alla violenza sessuale e di altro tipo contro donne e ragazze,

–   visto il piano d'azione del Consiglio UE sulla parità di genere nella cooperazione allo sviluppo, che dovrebbe garantire l'integrazione della parità di genere in tutte le attività dell'UE con i paesi partner a tutti i livelli,

–   vista la nomina nel marzo 2010 di un rappresentante speciale presso il Segretario generale dell'ONU per la violenza sessuale nei conflitti armati,

–   visti il documento del Consiglio su un approccio globale in relazione all'attuazione da parte dell'UE delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 1325 e 1820 e il documento operativo sull'attuazione della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, quale rafforzata dalla risoluzione 1820 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nel quadro della PESD, entrambi adottati nel dicembre 2008, nonché il documento del Consiglio sull'integrazione dei diritti umani nella PESD del settembre 2006,

–   visti gli orientamenti UE sulla violenza contro le donne e le ragazze e gli orientamenti UE in materia di bambini e conflitti armati,

–   vista la sua risoluzione del 2009 sull'integrazione della dimensione di genere nelle relazioni esterne dell'UE e il consolidamento della pace/dello Stato,

–   vista la sua risoluzione del 2006 sulla situazione delle donne nei conflitti armati e il loro ruolo nella ricostruzione dopo i conflitti,

–   vista la sua risoluzione del 2006 sulle donne in politica,

–   visto il piano d'azione 2007 sull'integrazione della dimensione di genere della sottocommissione SEDE del PE,

–   vista la sua risoluzione del 7 ottobre 2010 sulle carenze nella tutela dei diritti umani e della giustizia nella Repubblica democratica del Congo,

–   vista la nuova entità delle Nazioni Unite per la parità di genere (UN Women),

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che nel 2010 si celebra il decimo anniversario della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che è la prima risoluzione ad affrontare l'impatto unico e sproporzionato dei conflitti armati sulle donne e a collegare le esperienze delle donne nei conflitti al mantenimento della pace e della sicurezza internazionali coprendo le aree tematiche intercorrelate della partecipazione, della protezione, della prevenzione, del soccorso e del recupero,

B.  considerando che il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro la violenza nei confronti delle donne,

C. considerando che le risoluzioni 1820, 1888 e 1889 del Consiglio di sicurezza rafforzano e completano la risoluzione 1325 e che queste quattro risoluzioni vanno considerate come una serie di impegni per quanto riguarda le donne, la pace e la sicurezza,

D. considerando che l'attuazione di tali impegni costituisce una preoccupazione comune ed una responsabilità di ogni Stato membro dell'ONU; sottolineando a tale proposito l'adozione, nel dicembre 2008, degli orientamenti UE sulla violenza contro le donne e le ragazze e degli orientamenti UE sui minori e i conflitti armati e sulla lotta contro ogni forma di discriminazione contro i minori, che rappresentano un forte segnale politico del fatto che si tratta di altrettante priorità per l'Unione;

E.  considerando che l'attuazione delle risoluzioni 1820 e 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU dovrebbe essere una priorità negli strumenti finanziari esterni dell'UE e fornire un adeguato supporto di organizzazioni della società civile che operano nei conflitti armati nonché nei paesi e nelle regioni colpiti da conflitti,

F.  considerando che il Parlamento europeo dovrebbe monitorare l'attuazione del piano d'azione sull'uguaglianza di genere e l'emancipazione femminile nell'azione esterna dell'UE nonché l'attuazione degli orientamenti sulla violenza contro le donne e i bambini,

G. considerando che una prospettiva di genere nelle missioni civili o militari rafforza notevolmente l'efficacia operativa, ambito in cui l'UE potrebbe fornire valore aggiunto in quanto attore positivo nella risposta al problema delle donne e dei conflitti armati,

H. considerando che l'Unione europea dovrebbe consentire l'equa partecipazione delle donne alla prevenzione dei conflitti, alla gestione delle crisi, ai colloqui di pace e alle fasi post-conflitto come la pianificazione della ricostruzione post-bellica,

I.   considerando che, se sono parte di una prassi diffusa e sistematica, la violenza sessuale e la riduzione in schiavitù a fini di sfruttamento sessuale sono riconosciute, ai sensi della Convenzione di Ginevra, quali crimini contro l'umanità e crimini di guerra; che inoltre la violenza sessuale è ormai riconosciuta anche quale elemento del crimine di genocidio se commessa nell'intento di distruggere, in tutto o in parte, un determinato gruppo; che l'UE dovrebbe sostenere gli sforzi intesi a porre fine all'impunità dei responsabili di atti di violenza sessuale nei confronti di donne e bambini,

J.   considerando che l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) dovrebbe migliorare sensibilmente l'attuazione delle risoluzioni 1325 e 1820 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sia attraverso la sua struttura interna sia mediante le sue politiche ed azioni esterne,

K. considerando che l'UE ha adottato una serie di importanti documenti su come attuare le risoluzioni 1820 e 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, ma ha mostrato solo un interesse assai limitato nel mettere in pratica questi orientamenti in modo sistematico e coerente,

L.  considerando che solo una minoranza di Stati membri dell'Unione europea ha stilato un piano d'azione nazionale inteso ad attuare la risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU, mentre Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito hanno adottato piani di azione nazionali,

1.  sottolinea che il decimo anniversario della risoluzione 1325 del Consiglio di Sicurezza dovrebbe segnare l'inizio di un'agenda più solida per la sua attuazione che non può essere portata avanti senza una guida politica al più alto livello e un aumento delle risorse; raccomanda vivamente che la questione venga debitamente affrontata nella revisione in corso della politica UE in materia di diritti dell'uomo quando si tratterà di elaborare una strategia nazionale globale per i diritti umani e di valutare gli orientamenti dell'Unione europea sulla violenza contro le donne e le ragazze, gli orientamenti UE in materia di bambini e conflitti armati e la lotta contro ogni forma di discriminazione nei loro confronti;

2.  chiede l'assegnazione di specifiche e significative risorse finanziarie, umane e organizzative per quanto riguarda la partecipazione delle donne e l'integrazione della dimensione di genere nel campo della politica estera e di sicurezza; chiede che gli obiettivi della completa parità di genere siano raggiunti nella polizia, nell'esercito, nella giustizia, nelle missioni sullo stato di diritto e nelle operazioni di mantenimento della pace; invita gli Stati membri UE a promuovere attivamente la partecipazione delle donne nelle relazioni bilaterali e multilaterali con gli Stati e le organizzazioni al di fuori dell'UE;

3.  incoraggia vivamente il VP/AR a rafforzare altresì la task force UE sulle donne, la pace e la sicurezza che dovrebbe sottoporre a revisione paritetica l'adozione e l'attuazione dei piani d'azione nazionali riguardanti le risoluzioni 1325 e 1820 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ad effettuare un'analisi sistematica di genere delle missioni della politica di sicurezza e difesa comune (PSDC) e a monitorare e assistere le delegazioni UE nei paesi e nelle regioni colpiti da conflitti;

4.  ritiene che l'istituzione del Servizio europeo per l'azione esterna (SEAE) costituisca un'occasione unica per rafforzare il ruolo dell'UE per quanto riguarda l'attuazione delle risoluzioni 1325 e 1820 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

5.  esorta quindi l'AR/VP ad andare oltre la pratica dell'integrazione della dimensione di genere e ad assumere impegni sostanziali e di grande visibilità per quanto riguarda le risorse umane, le risorse finanziarie e la gerarchia organizzativa;

6.  si compiace dei numerosi eventi come le giornate aperte, i ricevimenti e altre forme di manifestazioni pubbliche attuati perlomeno dalle tre missioni EUPM, EULEX e EUMM nel quadro della PSDC per celebrare il decimo anniversario della risoluzione 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU; accoglie con favore l'impulso al riguardo della capacità civile di pianificazione e condotta dell'Unione europea (CPCC); ricorda che le missioni PSDC sono uno degli strumenti più importanti da parte dell'UE per dimostrare il suo impegno nei confronti degli obiettivi delle risoluzioni 1820 e 1325 del Consiglio di sicurezza dell'ONU nei paesi e nelle regioni colpiti dalla crisi;

7.  sollecita l'AR/VP e gli Stati membri dell'UE ad includere riferimenti alle risoluzioni 1325 e 1820 del Consiglio di sicurezza dell'ONU nelle decisioni del Consiglio e nei mandati di missione concernenti la PSDC e ad assicurarsi che tutte le missioni PSDC dispongano almeno di un consulente di genere e di un piano d'azione sulle modalità di attuazione degli obiettivi delle risoluzioni 1325 e 1820; esorta l'AR/VP, gli Stati membri dell'UE e i capi missione a fare della cooperazione e della consultazione con le organizzazioni femminili locali un elemento standard di ogni missione;

8.  chiede l'istituzione di adeguate procedure pubbliche di denuncia che contribuiscano in particolare a denunciare violenze sessuali e di genere; invita l'AR/VP ad includere informazioni dettagliate su donne, pace e sicurezza nella valutazione semestrale delle missioni PSDC;

9.  ricorda che tra il 30 luglio e il 4 agosto scorso si sono verificati stupri di massa nel distretto minerario del Congo orientale, che l'anno scorso sono stati segnalati almeno 8300 stupri nel Congo orientale e che le donne che hanno denunciato di aver subito violenza sono state almeno 1244 nel primo trimestre del 2010, il che corrisponde a una media di 14 stupri al giorno; esorta le due missioni UE nella Repubblica del Congo, EUPOL RD Congo ed EUSEC RD Congo, a fare della lotta contro le violenze sessuali e della partecipazione delle donne una delle loro priorità nell'ambito degli sforzi di riforma del settore della sicurezza congolese;

10. sottolinea l'importanza che l'UE assegni in maggior misura forze di polizia e militari di sesso femminile alle missioni PSDC; osserva che si potrebbe prendere a modello il contingente di funzionarie di polizia delle forze ONU per il mantenimento della pace in Liberia;

11. richiama l'attenzione sulla necessità di stabilire un codice di condotta per il personale UE assegnato a missioni militari e civili che condanni lo sfruttamento sessuale come comportamento criminale;

12. chiede che si dia attuazione alle risoluzioni 1325 e 1820 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite nei documenti strategici per paese dell'UE e che si mobiliti un maggior sostegno finanziario per la partecipazione ai processi europei delle donne provenienti da paesi interessati da conflitti; invita l'AR/VP e i commissari responsabili per lo sviluppo, l'allargamento e l'aiuto umanitario a fare degli aspetti concernenti le donne, la pace e la sicurezza parte integrante della pianificazione e programmazione degli strumenti finanziari esterni quali lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani, lo strumento di cooperazione economica, lo strumento di assistenza preadesione e, in particolare, lo strumento per il finanziamento della cooperazione allo sviluppo e lo strumento per la stabilità;

13. sottolinea che la Commissione dovrebbe favorire l'accesso delle ONG più piccole ai finanziamenti a titolo dello strumento europeo per la democrazia e i diritti umani; ricorda che attualmente molte organizzazioni femminili minori hanno difficoltà a destreggiarsi con la complessa procedura di applicazione;

14. invita il commissario responsabile per lo sviluppo a sostenere prioritariamente il lavoro delle organizzazioni femminili nelle zone che sono teatro di conflitti; esorta l'AR/VP a utilizzare la componente a lungo termine dello strumento di stabilità per l'assegnazione di finanziamenti a sostegno della partecipazione delle donne nei processi di pace, sicurezza e riconciliazione e a destinare sistematicamente stanziamenti per le donne, la pace e la sicurezza in tutte le misure a breve termine finanziate a titolo dell'articolo 3 dello strumento di stabilità;

15. ritiene che le delegazioni dell'UE dovrebbero informare le organizzazioni della società civile, come lo organizzazioni femminili locali, in merito al proprio impegno nelle zone di conflitto e consultare le organizzazioni della società civile nell'ambito del processo di pianificazione delle politiche;

16. chiede un aumento della partecipazione delle donne alle iniziative volte a trovare soluzioni ai conflitti, anche in veste di mediatrici e negoziatrici, nonché all'attuazione delle misure di risoluzione dei conflitti;

17. invita l'AR/VP a farsi promotore di un evento annuale presso donne in posizioni di leadership che potrebbe integrare la giornata internazionale delle Nazioni Unite per le donne e la pace cui facciano seguito resoconti e aggiornamenti da parte della delegazione UE;

18. sottolinea l'esigenza di piani d'azione nazionali, che dovrebbero fornire dettagli sui tempi della strategia nazionale, marcare obiettivi realistici, sviluppare meccanismi di controllo, nonché incoraggiare la partecipazione delle donne ai meccanismi di controllo, valutazione e supervisione;

19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al rappresentante speciale delle Nazioni Unite per la violenza sessuale nei conflitti armati e al responsabile appena nominato dell'agenzia delle Nazioni Unite per la parità di genere (UN Women).

 

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