Proposta di risoluzione - B7-0689/2010Proposta di risoluzione
B7-0689/2010

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sul programma di lavoro della Commissione per il 2011

8.12.2010

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

József Szájer, Joseph Daul a nome del gruppo PPE

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0688/2010

Procedura : 2010/2639(RSP)
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B7-0689/2010
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B7‑0659/2010

Risoluzione del Parlamento europeo sul programma di lavoro della Commissione per il 2011

Il Parlamento europeo,

–   vista la comunicazione della Commissione sul suo programma di lavoro per il 2011 (COM(2010)0623),

–   visto l'accordo quadro sulle relazioni tra il Parlamento europeo e la Commissione europea, in particolare il suo allegato 4,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando la fondamentale importanza di svolgere per tempo il dialogo tra il Parlamento europeo e la Commissione affinché gli sforzi possano concentrarsi sulla definizione degli obiettivi strategici chiave dell'Unione europea per il prossimo anno e per quelli a venire,

B.  considerando la necessità di una rispondenza tra priorità politiche e risorse finanziarie disponibili,

C. considerando che la politica e l'azione dell'Unione condotta di concerto con gli Stati membri nel rispetto del principio di sussidiarietà può e deve avere un'incidenza effettiva nell'aiutare i cittadini ad anticipare i rapidi mutamenti della società e a reagire ad essi,

INTRODUZIONE

1.  rileva che si tratta del primo programma di lavoro ad essere adottato nell'ambito del nuovo ciclo di programmazione, sottolineando la necessità di approfondire il dialogo con la Commissione onde migliorare il nesso evidente tra priorità politiche e il bilancio per finanziarle a livello europeo;

2.  esorta la Commissione ad adoperarsi per una programmazione realistica e operativa, che dia prova di efficacia, che abbia ricadute pratiche migliori e che sia attuata meglio che in passato; chiede inoltre che sia presentato un calendario più chiaro in relazione alle proposte di rilievo;

3.  ritiene fermamente che l'attuazione del programma di lavoro della Commissione debba essere soggetto a una valutazione politica sistematica e continua da parte del Parlamento europeo;

4.  esorta la Commissione ad adeguare quanto prima l'acquis alle disposizioni degli articoli 290 e 291 del TFUE in base a un calendario più chiaro;

RITORNARE A UNA CRESCITA PER L'OCCUPAZIONE: ACCELERARE VERSO IL 2020

5.  ritiene che l'Unione debba affrontare senza indugio le riforme strutturali al fine di migliorare la propria competitività e ripristinare la crescita; tra i capisaldi di una tale strategia figurano l'ammodernamento delle infrastrutture (tra cui la banda larga), un maggiore impegno nei settori della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione, una politica atta ad assicurare un'adeguata disponibilità di energia conveniente e pulita, l'innovazione e lo sviluppo di nuove tecnologie, nonché la qualità dell'istruzione e della formazione; rileva la necessità di esaminare e quantificare l'incidenza sulla competitività della legislazione europea onde permettere al legislatore di contribuire al rafforzamento della competitività europea ed evitare di imporre inutili oneri agli operatori economici;

6.  esprime la propria convinzione che, essendo una delle maggiori conquiste dell'Unione nonché la forza trainante della ripresa, l'economia sociale di mercato europea debba essere rinvigorita e resa sostenibile, salvaguardando nel contempo i valori che rappresenta attraverso politiche incentrate sull'occupazione, garantendo una maggiore stabilità dei posti di lavoro ma anche flessibilità e mobilità, nonché un'economia dinamica in grado di sostenere i sistemi sociali;

7.  rileva che la politica di coesione rappresenta uno dei più importanti strumenti a disposizione dell'Unione per far fronte alla crisi, in quanto promuove gli investimenti nell'economia reale; plaude a tale proposito alla prima valutazione effettuata dalla Commissione sull'attuazione delle misure inerenti alla politica di coesione nell'ambito del Piano europeo di ripresa economica, che esalta il ruolo chiave svolto da tale politica nel contrastare gli effetti della crisi;

Potenziare la governance economica e avviare il semestre europeo

8.  si compiace delle proposte relative al pacchetto sulla governance economica; esorta a individuare quanto prima una possibile soluzione atta a perennare il meccanismo di risoluzione delle crisi ed è favorevole a una piccola modifica del trattato che fornisca la base giuridica per tale meccanismo piuttosto che ricorrere a una riforma approfondita del trattato;

Regolamentazione finanziaria: portare a termine la riforma

9.  plaude al carattere ambizioso del programma di lavoro della Commissione nel settore della disciplina dei servizi finanziari; condivide l'obiettivo della Commissione di fare in modo che l'intero programma di riforma sia approvato entro la fine del 2011; ricorda che l'obiettivo ultimo della riforma del quadro normativo dei servizi finanziari consiste nel conseguire un tasso soddisfacente di crescita economica che comporti la creazione di posti di lavoro;

Crescita intelligente

10. sottolinea che, in ragione dell'iniziativa faro dell'agenda digitale per il 2010, l'anno 2011 verrà concretizzarsi la fase di attuazione dell'agenda in questione ed esprime la convinzione che il sistema europeo di normazione, con il suo accento specifico sul settore delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC), sia indispensabile per ovviare all'attuale frammentazione del mercato interno e stimolare l'innovazione nell'Unione;

11. deplora il fatto che siano state annunciate soltanto poche misure non legislative intese a promuovere la conoscenza e l'innovazione, rammaricandosi altresì dell'assoluta assenza di iniziative per il PQ8 in seguito al riesame di metà percorso; rammenta l'importanza che annette alla possibilità di esprimere le proprie priorità in anticipo rispetto all'adozione del PQ8 nel 2012;

12. chiede di proseguire l'impegno in materia di diritti di proprietà intellettuale ed esprime la propria soddisfazione per il fatto che la Commissione abbia deciso di presentare una nuova proposta riguardo alle disposizioni penali finalizzate all'applicazione dei diritti di probità intellettuale (e alla gestione collettiva dei diritti d'autore);

13. accoglie con soddisfazione la relazione di valutazione sul roaming, ribadendo l'importanza di ottenere un giusto equilibrio tra la tutela dei consumatori e le imprese UE del settore;

14. sottolinea la necessità di una protezione adeguata dei diritti di proprietà intellettuale ed è favorevole all'iniziativa volta ad instaurare un sistema brevettuale europeo e un sistema europeo per la risoluzione delle controversie in materia brevettuale che sia abbordabile/economico, sicuro ed efficace e che incentivi gli sforzi d'investimento e di ricerca;

15. riconosce la debolezza e la mancanza di iniziative strategiche proposte dalla Commissione da adottare nel 2011 nei settori dell'istruzione, della cultura, della gioventù, degli audiovisivi e dello sport;

16. sottolinea l'importanza che occorre annettere ai nuovi programmi pluriennali per il periodo 2013-2020 nei settori dell'istruzione, della cultura, degli audiovisivi, della gioventù e della cittadinanza, che dovrebbero essere presentati nel 2011; ritiene che le azioni e le misure adottate nel quadro di tali programmi debbano rispondere alle esigenze dei cittadini europei e poggiare su un adeguato ed efficiente quadro di bilancio; ribadisce i propri timori circa la possibilità che iniziative come "Gioventù in movimento" mettano in ombra tali programmi ben noti e che risultino pertanto controproducenti;

17. sottolinea l'importanza di adottare misure a favore del riconoscimento del lavoro invisibile e informale, svolto nel quadro della solidarietà tra le generazioni da familiari (per lo più donne) di ogni età, che si prendono cura dei più anziani e dei più giovani, a livello giuridico, sociale e economico (in particolare in materia di sicurezza sociale, status professionale, reddito e pari opportunità tra donne e uomini), come evidenziato nella relazione approvata l'8 dicembre 2008 dalla commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere;

18. rileva che, riconoscendo l'identità e il contributo specifico delle chiese e delle associazioni o comunità religiose nonché delle organizzazioni filosofiche e non confessionali, la Commissione intende proseguire il dialogo aperto, trasparente e regolare con tali chiese, associazioni e organizzazioni,

Crescita sostenibile

19. ritiene che occorra dare precedenza a una corretta e funzionale attuazione dei vigenti strumenti legislativi, quali ad esempio il "terzo pacchetto sull'energia" e sostiene senza riserve la strategia 2050, le reti intelligenti e le iniziative intese a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento;

20. si compiace per la priorità attribuita all'efficienza energetica, in quanto rappresenta uno dei metodi più economici per ridurre le emissioni di CO2 e rafforzare la sicurezza dell'approvvigionamento; invita la Commissione e gli Stati membri a presentare misure efficaci volte a garantire il conseguimento dell'obiettivo di efficienza energetica dell'Unione del 20% fissato dai capi di Stato;

21. sottolinea il fatto che hanno un'elevata priorità anche le misure di attenuazione e di adattamento al cambiamento climatico necessarie a preservare la competitività dell'industria europea e delle piccole e medie imprese; ritiene che sia possibile utilizzare gli appalti pubblici quale strumento per rafforzare un'economia europea ecocompatibile;

22. si compiace del fatto che, in seguito all'adozione nel 2010 delle iniziative per l'industria, si attribuisca priorità a una maggiore apertura dei mercati, a vantaggio sia delle imprese sia dei consumatori dell'Unione europea, e ritiene che un miglioramento dell'iniziativa per le piccole medie imprese (Small Business Act) possa garantire a queste ultime, in particolare alle PMI innovative, la fiducia e l'accesso ai finanziamenti necessari ad assicurarne il successo nel mercato interno;

23. esorta nuovamente la Commissione ad adottare misure per quanto riguarda gli effetti sul cambiamento climatico non imputabili al CO2, in particolare gli NOx, nel settore dell'aviazione;

24. chiede alla Commissione di presentare una proposta intesa a integrare il problema dell'acqua nelle altre politiche, in particolare la politica agricola e la politica strutturale, visto che la politica idrica deve fondarsi su considerazioni regionali;

25. plaude alle principali priorità riguardo alla pubblicazione del Libro bianco ed esorta la Commissione ad accelerare i preparativi per la revisione degli orientamenti TEN-T e l'ammodernamento dei suoi meccanismi di finanziamento conformemente alla strategia Europa 2020, nonché per la revisione del bilancio dell'Unione;

26. invita la Commissione a potenziare le misure di tracciabilità ed etichettatura dei generi alimentari e a semplificarle per gli operatori dell'Unione; chiede inoltre una maggiore efficienza dei controlli sulle importazioni di generi alimentari;

27. si attende, in relazione alle proposte legislative intese a dare attuazione alla riforma della politica agricola comune per il periodo successivo al 2013, che si tenga pienamente conto della posizione del Parlamento quale enunciata originariamente nella relazione Lyon e che sarà definita più dettagliatamente nella relazione Dess; insiste fin dall'inizio sulla necessità che la riforma della PAC si traduca in una politica forte, equa, veramente comune e polivalente, che vada incontro alle aspettative dei consumatori e dei produttori, produca effettivamente "beni pubblici", segnatamente la sicurezza alimentare, e garantisca l'autosufficienza alimentare dell'Unione europea; rileva che si tratterà della prima riforma, nella storia della PAC, in cui il Parlamento partecipa al processo decisionale su un piede di parità con il Consiglio;

28. ricorda di aver insistito, nella propria risoluzione dell'8 luglio 2010 sul futuro della politica agricola comune nel periodo successivo al il 2013[1], sulla necessità che gli importi destinati alla PAC nell'esercizio finanziario 2013 siano quantomeno mantenuti nel corso del prossimo periodo di programmazione finanziaria;

29. esige che i prodotti agricoli provenienti da paesi terzi possano essere importati nell'Unione soltanto se sono stati prodotti nel rispetto delle norme europee in materia di tutela dei consumatori, di benessere degli animali e di protezione dell'ambiente, nonché delle norme sociali minime; insiste sulla necessità che la conclusione di accordi commerciali bilaterali o multilaterali non vada a scapito dei produttori agricoli dell'Unione;

30. esorta la Commissione, alla luce dei risultati della relazione della Corte dei conti sulla riforma del mercato dello zucchero, a riesaminare le proprie procedure di valutazione d'impatto onde garantire che siano utilizzate le informazioni migliori e più aggiornate in sede di preparazione di qualsiasi valutazione, il che sarà di fondamentale importanza all'atto di valutare l'impatto di futuri accordi commerciali bilaterali su settori chiave dell'economia dell'Unione europea;

31. accoglie con soddisfazione le prossime proposte della Commissione volte a dare attuazione alla politica marittima integrata, quali la proposta relativa a un quadro per la pianificazione dello spazio marittimo e la comunicazione sulla crescita nelle regioni costiere e nei settori marittimi, nonché la comunicazione sull'integrazione della sorveglianza marittima; ribadisce tuttavia la necessità che i finanziamenti per l'attuazione della politica marittima integrata siano garantiti a livello del bilancio comunitario mediante un contributo commisurato di tutti i settori interessati da tale politica;

Crescita inclusiva

32. sottolinea la necessità che l'HTA (High Technology Assessment) sia sviluppata a livello di Unione europea onde evitare duplicazione di lavoro in questo settore ai fini di un tangibile valore aggiunto europeo;

33. esorta nuovamente la Commissione ad intraprendere iniziative globali e integrate allo scopo di creare una società in cui la popolazione possa invecchiare in buona salute; reputa prioritario prestare maggiore attenzione all'interazione con altre politiche dell'Unione dal punto di vista della prevenzione sanitaria;

34. esprime il proprio rammarico per l'assenza di proposte in materia di riconoscimento delle malattie professionali (vedasi la risoluzione A5-0310/2002), di una direttiva sull'ergonomia del luogo di lavoro (vedasi la risoluzione A5-0310/2002) e di una proposta sui rischi psicosociali (mobbing, violenza e molestie sul luogo di lavoro) e sulle malattie mentali;

35. chiede un'efficace attuazione della direttiva 96/71/CE relativa al distacco dei lavoratori prima di procedere a un'eventuale revisione;

36. sottolinea che il Fondo sociale europeo, il Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione e il Fondo europeo di sviluppo regionale dovrebbero essere attuati in maniera efficiente e trasparente, onde continuare le misure di sostegno all'occupazione e alla creazione di posti di lavoro;

37. chiede l'integrazione di una proposta legislativa sullo statuto di una Mutua europea, in quanto le società mutualistiche europee svolgono un ruolo importante nell'economia, con oltre 180 miliardi di euro di premi, che rappresentano più del 20% del mercato assicurativo europeo e prestando a oltre 230 milioni di cittadini europei servizi sociosanitari; ritiene che una maggiore certezza del diritto al livello di UE sia essenziale per la cooperazione transfrontaliera tra le società mutualistiche e per il corretto funzionamento del mercato interno;

38. chiede altresì l'integrazione di una proposta della Commissione sulla partecipazione finanziaria dei lavoratori agli utili dell'impresa;

39. esprime la ferma convinzione che colmare il divario retributivo tra uomini e donne si confermi la vera sfida da raccogliere e ribadisce le richieste alla Commissione, formulate nella propria risoluzione del 2008, di sottoporgli una proposta legislativa sulla revisione della legislazione vigente in materia di applicazione del principio della parità di retribuzione per uomini e donne, tenendo conto delle raccomandazioni contenute nell'allegato alla suddetta risoluzione del 2008;

40. esorta gli Stati membri a intraprendere iniziative strutturali e a lungo termine a favore delle famiglie, compreso il diritto agli assegni supplementari per i genitori, in particolare, misure di sostegno supplementari a favore delle famiglie monoparentali, agevolazioni fiscali e sociali per asili nido e per organizzazioni di volontariato e cooperative senza scopo di lucro; incoraggia parimenti lo scambio di prassi corrette comprovate tramite l'Alleanza europea per le famiglie e altre piattaforme e organizzazioni; invita gli Stati membri ad attuare sistemi di incentivi che consentano ai lavoratori di ottenere il congedo a tempo pieno o a tempo parziale per occuparsi dei propri figli senza perdere i diritti acquisiti al momento del rientro in azienda;

41. sottolinea l'esistenza di un nesso inconfutabile tra la politica di coesione e le tre grandi priorità della strategia Europa 2020, contribuendo al conseguimento di una maggiore crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e promuovendo nel contempo uno sviluppo armonioso delle 271 regioni dell'Unione;

42. chiede, viste le proposte 2011 per il prossimo Quadro finanziario pluriennale e le successive proposte legislative sull'architettura della politica di coesione, che sia destinata a tale politica una dotazione equivalente all'attuale, onde garantirne l'efficacia nella realizzazione del suo ambizioso compito di investire nel futuro dell'Europa;

Sfruttare il potenziale di crescita del mercato interno

43. insiste sull'introduzione di un test di compatibilità con il mercato interno (proposto lo scorso anno nell'ambito del quadro di valutazione del mercato interno), esaminando l'incidenza sulle quattro libertà di eventuali diposizioni legislative di rilievo che dovessero essere poste in essere;

44. chiede l'ammodernamento del quadro legislativo dell'Unione in materia di appalti pubblici, mediante l'armonizzazione delle direttive e dell'accordo sugli appalti pubblici, e chiede altresì una maggiore chiarezza per il calendario del prossimo anno;

45. ribadisce l'importanza del progetto di diritto contrattuale europeo e dello sviluppo di uno strumento opzionale; è del parere che le iniziative di diritto civile siano essenziali per rivitalizzare il mercato interno e che quest'ultimo possa funzionare tanto più efficientemente, e dunque economicamente, quanto meglio funziona il diritto civile a livello transfrontaliero; sostiene gli interventi della Commissione in materia di giustizia civile finalizzati ad adattare meglio gli strumenti della giustizia civile alla giustizia elettronica;

46. plaude all'iniziativa della Commissione a favore di un meccanismo alternativo per la composizione delle controversie e ribadisce la necessità che eventuali iniziative riguardo al ricorso collettivo siano conformi alla risoluzione del Parlamento europeo del 26 marzo 2009 sul Libro bianco in materia di azioni di risarcimento del danno per violazione delle norme antitrust comunitarie;

47. deplora le scarse modifiche apportate al diritto societario intese a renderlo maggiormente conforme ai requisiti del mercato, in particolare per quanto riguarda la quattordicesima direttiva sul trasferimento della sede sociale e un'eventuale semplificazione delle norme sullo statuto della società europea;

48. ritiene che i casi sempre più frequenti di contraffazione di marchi on-line richiedono un intervento della Commissione inteso a rafforzare la fiducia dei consumatori e delle aziende che operano on-line e a combattere la contraffazione; è del parere che la tutela dei marchi debba applicarsi equamente sia alle operazioni on-line che a quelle off-line;

49. chiede l'urgente revisione della direttiva 90/314/CEE del Consiglio concernente i viaggi, le vacanze ed i circuiti «tutto compreso», revisione che avrebbe già dovuto essere effettuata, al fine di adeguare e aggiornare la legislazione vigente alle nuove metodologie di prenotazione delle vacanze e a qualsiasi altra formula di viaggio;

50. ritiene che il nuovo quadro legislativo in virtù del quale la Commissione propone di allineare dieci attuali direttive al pacchetto merci e al trattato di Lisbona debba anch'esso costituire una priorità ai fini della lotta alla burocrazia, la quale ostacola la crescita e la prosperità dell'Europa, impedendo alle imprese e ai cittadini di raggiungere il loro pieno potenziale nell'ambito del mercato interno;

51. rileva che la revisione della direttiva sulla sicurezza generale dei prodotti (DSGP) richiede un calendario più preciso da stabilirsi coerentemente con la revisione del nuovo quadro legislativo; ritiene che il mancato allineamento della DSGP al nuovo quadro legislativo in termini di sorveglianza del mercato comporti difficoltà e inefficienze sia per le amministrazioni nazionali sia per i partner commerciali terzi;

PORTARE AVANTI IL PROGRAMMA PER I CITTADINI: LIBERTÀ, SICUREZZA E GIUSTIZIA

52. sostiene senza riserve qualsiasi iniziativa inerente alla sicurezza delle frontiere e a una migliore gestione dei flussi immigratori;

53. deplora il fatto che la comunicazione sulla perequazione degli oneri sia stata integrata nell'allegato II (eventuali iniziative in esame) nonostante l'importanza che riveste e le ripetute richieste del Parlamento ad intervenire in maniera concreta sulla questione;

54. ritiene che il crescente numero di reati richieda una maggiore pianificazione comunitaria in materia di criminalità organizzata e cibersicurezza;

55. considera assolutamente prioritaria la futura direttiva sui diritti e sull'assistenza alle vittime della criminalità e invita la Commissione a fornire quanto prima un'indicazione del proprio punto di vista in merito a tale questione fondamentale;

56. è del parere che, con l'adozione del trattato di Lisbona, sia ormai imperativa la revisione del quadro giuridico di Europol e si rammarica che tale revisione sia proposta soltanto per il periodo 2012-2013;

57. sottolinea la necessità di una politica ambiziosa in materia di diritti fondamentali a seguito dell'entrata in vigore del trattato di Lisbona e la necessità di rendere più efficaci possibile i diritti fondamentali previsti dalla Carta; chiede alla Commissione di garantire la compatibilità di ogni iniziativa legale con i diritti fondamentali, nonché di assicurare che gli Stati membri rispettino la Carta in sede di attuazione della legislazione dell'Unione;

58. chiede alla Commissione di intensificare le sue attività informative sul ruolo e le competenze dell'Unione in materia di diritti fondamentali e sulle modalità di ricorso a disposizione dei cittadini;

59. ribadisce la propria ferma convinzione circa la necessità di preservare e ampliare la politica generale dei diritti dei passeggeri in Europa;

60. si compiace delle iniziative intese a combattere le frodi e la corruzione e sottolinea l'importanza di creare un meccanismo di monitoraggio e valutazione dell'impegno anticorruzione nell'Unione europea;

L'EUROPA NEL MONDO: FARE LA NOSTRA PARTE SULLA SCENA MONDIALE

61. sottolinea l'auspicabilità di nuove iniziative nei seguenti settori:

- ruolo dell'Unione europea nella lotta al terrorismo, al fine di limitare la proliferazione delle armi di distruzione di massa,

- sviluppo dell'industria europea della difesa e di ambizioni europee nel campo della politica di difesa in una prospettiva di lungo periodo (2020),

- disarmo e governance globale,

- strategia nei confronti dei paesi BRIC,

- revisione dell'Unione per il Mediterraneo, vista l'impasse in cui si trova attualmente,

- rivitalizzazione del Consiglio economico transatlantico ed eventualmente anche un riesame strategico comune della sicurezza, in seguito al riesame strategico della NATO;

Una politica commerciale globale

62. resta in attesa di ulteriori progressi nel superare lo stallo dei negoziati del ciclo di Doha sullo sviluppo, tra cui sui diritti di proprietà intellettuale, e intende continuare a esercitare pressione sulla Commissione affinché si impegni su tale aspetto, anche nel contesto della prossima Conferenza ministeriale di marzo;

63. si attende l'entrate in vigore di alcuni accordi di libero scambio, in primo luogo con la Corea del Sud, e la conclusione dei negoziati su ulteriori accordi di libero scambio con numerosi partner internazionali e ritiene che la conclusione di accordi equilibrati di portata generale possa effettivamente accrescere le opportunità di scambi commerciali per le imprese dell'Unione a livello mondiale;

64. ritiene che l'Unione europea debba rafforzare i suoi legami commerciali con i grandi attori mondiali, in particolare gli USA, la Cina e il Giappone, avvalendosi degli attuali mezzi e strumenti di cooperazione e ampliandoli ogni qualvolta possibile;

65. chiede alla Commissione di continuare ad adoperarsi per ridurre le barriere commerciali ai flussi di scambi e agli investimenti internazionali e di dare attuazione a iniziative volte a promuovere l'apertura degli scambi; attende, a questo proposito, per il terzo trimestre del 2011, l'iniziativa legislativa sull'accesso delle imprese e dei beni dei paesi terzi al mercato UE degli appalti pubblici (MASP - Market Access Scheme for Procurement – Regime di accesso al mercato degli appalti);

66. invita la Commissione a privilegiare la politica di accesso alle materie prime, unitamente alle politica ambientale e di sviluppo, nella prospettiva di garantire un approvvigionamento equo alle imprese dell'Unione europea;

67. sottolinea che le importazioni da paesi terzi debbono essere ammesse sul mercato dell'Unione soltanto se sono conformi alle norme europee sulla tutela dei consumatori; è del parere che, nell'ambito dei negoziati internazionali, la Commissione debba obbligare i partner commerciali dell'Unione ad attenersi alle norme ambientali e sociali europee;

Politiche di allargamento, di vicinato e di sviluppo e aiuti umanitari dell'Unione europea

68. è favorevole ai pacchetti "allargamento" e PEV per il 2011, come proposto nell'allegato 2 al programma di lavoro della Commissione (possibili iniziative in esame);

69. rileva che l'andamento dei negoziati dipenderà dai progressi dei paesi candidati, con particolare attenzione al rispetto dello stato di diritto; sottolinea tuttavia che la piena osservanza di tutti i criteri di Copenaghen rimane la premessa per l'adesione all'Unione europea al pari della capacità di integrazione dell'Unione, conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo del dicembre 2006,

70. sottolinea l'importanza di portare a termine i negoziati di adesione con la Croazia;

71. invita la Commissione a dare maggiore priorità alla sicurezza alimentare in tutta l'Africa; sottolinea la necessità di potenziare in maniera sostenibile il settore agricolo sul continente, in particolare per quanto riguarda i piccoli agricoltori; esorta la Commissione, in tale contesto, a garantire alle persone indigenti un migliore accesso al credito e ai servizi finanziari in Africa;

72. esorta la Commissione a promuovere misure intese a stimolare il commercio intracontinentale africano, anche attraverso il potenziamento delle misure di sostegno a favore delle comunità economiche regionali e del miglioramento delle infrastrutture nell'intero continente africano;

73. invita la Commissione a presentare annualmente, fino al 2015, una relazione sullo stato di avanzamento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio e a proporre misure concrete volte ad accelerare i progressi e mettere in comune risorse ai fini del conseguimento di tutti gli OSM entro la data prevista del 2015;

DAI CONTRIBUTI AI RISULTATI: IMPIEGARE AL MEGLIO LE POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA

Un bilancio moderno per il futuro dell'Europa

Quadro finanziario pluriennale – Risorse proprie

74. afferma che il quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2013 deve riflettere la maggiore portata delle politiche europee nel quadro del trattato di Lisbona e la necessità di un adeguato finanziamento della strategia Europa 2020; invita la Commissione a presentare una proposta ambiziosa per investire in un'Europa forte e competitiva, creando posti di lavoro, stimolando la crescita e garantendo la sicurezza dei cittadini europei;

75. rammenta che l'adozione del quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2013 è subordinata all'approvazione del Parlamento europeo; invita pertanto la Commissione ad agevolare senza indugio l'adozione di un chiaro accordo interistituzionale sulle modalità di coinvolgimento e di partecipazione del Parlamento europeo ai preparativi e ai negoziati sul prossimo QFP, come previsto all'articolo 312 del TFUE;

76. esorta vivamente la Commissione a presentare nel giugno 2011, a seguito dell'adozione della posizione del Parlamento sul nuovo quadro finanziario pluriennale, una proposta ambiziosa relativa a un progetto di decisione su una revisione sostanziale del sistema delle risorse proprie, nonché proposte di nuove risorse proprie, sulla base dell'articolo 311 del TFUE;

Controllo di bilancio

77. chiede alla Commissione di precisare il contenuto della relazione di valutazione introdotta dal trattato di Lisbona, allo scopo di:

- garantire che la valutazione dell'impiego delle finanze dell'Unione in base ai risultati ottenuti tenga conto delle osservazioni formulate dal Parlamento europeo nelle sue risoluzioni sul discarico;

- permettere una visione orizzontale più strategica dei risultati delle diverse valutazioni effettuate;

- permettere una visione strategica più politica delle prestazioni della Commissione rispetto ai suoi obiettivi politici di alto livello fissati nella strategia politica annuale.

78. rileva la necessità di sollecitare maggiormente la segnalazione di irregolarità da parte degli Stati membri e della Commissione nell'ambito della politica di coesione; invita la Commissione a impegnarsi fermamente a rafforzare la cooperazione sia con gli Stati membri nell'ambito della politica di coesione in materia di segnalazioni di irregolarità da parte degli Stati membri stessi, sia con le Direzioni generali addette al recupero di finanziamenti, allo scopo di mettere a punto un sistema uniforme di segnalazione delle irregolarità e del recupero degli importi versati;

Promozione della regolamentazione intelligente e attività in corso

79. esprime la profonda convinzione che la corretta e tempestiva trasposizione e attuazione delle direttive europee sia di fondamentale importanza per contrastare la sfiducia dei cittadini nell'azione dell'Unione europea; ritiene che ciò richieda un'efficace collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri, come pure il loro impegno a trovare accordi politici;

80. sollecita una maggiore semplificazione della legislazione dell'UE, sottolineando la necessità che, prima di legiferare, si effettui una valutazione d'impatto in maniera imparziale e più efficiente anche per quanto riguarda i futuri aspetti della sua attuazione; appoggia senza riserve i continui sforzi profusi dalla Commissione sul progetto "regolamentazione intelligente" inteso a ridurre gli oneri amministrativi; si compiace del fatto che la Commissione intenda prestare maggiore attenzione agli aspetti relativi alla competitività nelle valutazione d'impatto e sottolinea l'importanza di valutare gli effetti cumulativi, sulla competitività, della combinazione di diversi atti legislativi ("check-up");

CONCLUSIONE

81. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.