Procedura : 2010/2979(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0706/2010

Testi presentati :

B7-0706/2010

Discussioni :

PV 16/12/2010 - 4
CRE 16/12/2010 - 4

Votazioni :

PV 16/12/2010 - 6.8

Testi approvati :

P7_TA(2010)0493

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0705/2010
13.12.2010
PE450.537v01-00
 
B7-0706/2010

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7‑0657/2010

a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento


sul settore delle galline ovaiole nell'UE: divieto di utilizzare gabbie di batteria a decorrere dal 2012


George Lyon, Chris Davies a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sul settore delle galline ovaiole nell'UE: divieto di utilizzare gabbie di batteria a decorrere dal 2012   
B7‑0706/2010

Il Parlamento europeo,

–   vista la direttiva 1999/74/CE del Consiglio, che è entrata in vigore il 3 agosto 1999 ed ha introdotto il divieto di utilizzare gabbie di batteria per le galline ovaiole, pur prevedendo un periodo transitorio superiore a dodici anni al fine di consentire ai produttori di cambiare i propri metodi di allevamento,

–   visto il regolamento della Commissione 589/2008/CE concernente le norme di commercializzazione applicabili alle uova,

–   visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM),

–   vista la comunicazione della Commissione del 2008 sui diversi sistemi di allevamento delle galline ovaiole ed in particolare quelli coperti dalla direttiva 1999/74/CE del Consiglio,

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che la direttiva sulla protezione delle galline ovaiole (1999/74/CE) vieta, dal 1° gennaio 2012, l'allevamento di galline ovaiole in gabbie non modificate e che gli Stati membri ed i produttori da allora hanno avuto a disposizione più di dodici anni per conformarsi ai termini della legislazione,

B.  considerando che nel 2008 la Commissione ha adottato una comunicazione sui diversi sistemi di allevamento delle galline ovaiole, in particolare quelli coperti dalla direttiva 1999/74/CE, confermando che la decisione relativa alla graduale eliminazione dell'allevamento in batteria al 1° gennaio 2012 è giustificata e che non sono necessarie modifiche alla direttiva; considerando che la Commissione ha ribadito la sua posizione il 22 febbraio 2010 in occasione del Consiglio "Agricoltura",

C. considerando che le uova che non sono prodotte in conformità della direttiva 1999/74/CE non sono legalmente commercializzabili nell'Unione europea,

D. considerando che tutti gli Stati membri hanno recepito nel proprio diritto nazionale la direttiva 1999/74/CE del Consiglio che stabilisce le norme minime per la protezione delle galline ovaiole, senza tuttavia garantire la piena attuazione dei requisiti previsti dalla direttiva, inclusa la graduale eliminazione entro il 1° gennaio 2012 dell'impiego di gabbie di batteria,

E.  considerando che gli Stati membri sono tenuti ad istituire sistemi sanzionatori adeguati, efficaci e dissuasivi al fine di garantire l'attuazione della direttiva, mentre la Commissione, in qualità di "guardiana dei trattati", sorveglia lo stato dell'attuazione nell'Unione europea ed adotta misure qualora necessario,

F.  considerando che, in base alle relazioni della DG AGRI sulla situazione attuale ed alle stime del settore per i prossimi anni, si prevede che un numero significativo di Stati membri e il 30% dei produttori di uova non rispetteranno il divieto sull'impiego di gabbie di batteria entro il 1° gennaio 2012,

G.  considerando che la direttiva 1999/74/CE non mette a disposizione degli Stati membri eventuali sanzioni che essi potrebbero adottare nei confronti di altri Stati membri che non abbiano dato piena attuazione alla direttiva 1999/74/CE entro il 2012,

H. considerando che il settore delle uova e del pollame non beneficia di pagamenti diretti della PAC, pur dovendo rispettare gli standard dell'Unione europea in materia di salute e benessere degli animali, che sono tra i più elevati del mondo,

I.   considerando che i costi di produzione per i produttori di uova che utilizzano gabbie modificate sono superiori dell'8% rispetto a quanti usano le gabbie tradizionali e che la differenza di reddito è stimata tra il 3 e il 4%,

1.  invita la Commissione a mantenere il divieto sull'uso di gabbie di batteria dal 1° gennaio 2012, come previsto dalla direttiva sulla protezione delle galline ovaiole (1999/74/CE) e ad opporsi con forza a qualsiasi tentativo da parte degli Stati membri di ottenere una proroga di tale termine;

2.  sottolinea che qualsiasi rinvio del termine o deroga allo stesso arrecherebbe un grave pregiudizio al benessere delle galline ovaiole, distorcerebbe il mercato e penalizzerebbe i produttori che hanno già investito in sistemi privi di gabbie o con gabbie modificate;

3.  esprime profonda preoccupazione per il numero significativo di Stati membri e produttori di uova che sono in ritardo per rispettare il termine del 2012;

4.  esprime profondo rammarico per l'assenza di un piano d'azione della Commissione europea concernente tale questione e per la mancanza di disponibilità dei servizi della Commissione a fornire informazioni adeguate ai membri della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale del Parlamento europeo nelle riunioni del 30 agosto 2010 e del 29 settembre 2010;

5.  accoglie con favore l'intenzione della Commissione di incontrare le principali parti interessate e le autorità competenti nel gennaio 2011 al fine di valutare la situazione concernente l'attuazione della direttiva, ma sottolinea che tali sforzi sono attesi da tempo;

6.  sollecita la Commissione a fare chiarezza con urgenza ed a rivelare entro il 1° marzo 2011 le misure che intende adottare al fine di garantire il rispetto della direttiva;

7.  sottolinea che tali misure dovrebbero innanzitutto garantire parità di condizioni e proteggere i produttori che si mettono a norma entro il 1° gennaio 2012 dalla concorrenza sleale dei produttori all'interno dell'UE che continuano ad utilizzare illegalmente gabbie di batteria dopo tale data;

8.  invita la Commissione ad adottare misure urgenti nei confronti degli Stati membri, al fine di garantire che i produttori di uova rispettino il divieto a decorrere dal 1° gennaio 2012 e li sollecita ad elaborare un piano d'azione, corredato di sanzioni dissuasive, inteso a garantire che l'uso di gabbie di batteria sia bandito dal loro territorio entro il 1° gennaio 2012;

9.  sottolinea che le uova che non sono prodotte in conformità della direttiva 1999/74/CE non possono essere commercializzate legalmente e fare parte del commercio intracomunitario nell'Unione europea; invita pertanto la Commissione ad adottare misure intese ad impedire distorsioni del commercio ed a vietare ai produttori non conformi di esportare al di fuori dell'Unione europea;

10. insiste sul fatto che la Commissione non dovrebbe adottare misure nei confronti di uno Stato membro che impedisca la commercializzazione e l'importazione di uova che non sono state prodotte in conformità del diritto dell'UE;

11. sottolinea che le imprese di trasformazione delle uova ed il settore al dettaglio hanno la responsabilità sociale di non utilizzare e commercializzare uova e ovoprodotti che non sono fabbricati in conformità della direttiva 1999/74/CE;

12. evidenzia la necessità di sensibilizzare i consumatori su tale questione e sugli effetti dell'esistenza di uova non conformi sul benessere delle galline ovaiole e sulla concorrenza sleale tra gli agricoltori;

13. nota che le uova dovrebbero essere considerate un alimento di base fondamentale e sottolinea che la mancata conformità alla direttiva 1999/74/CE potrebbe portare ad una produzione di uova "illegali", con il conseguente rischio di una carenza di uova e di un aumento significativo del prezzo delle uova per i consumatori;

14. invita la Commissione a rafforzare il suo controllo sull'attuazione della direttiva, aumentando le ispezioni eseguite dall'Ufficio alimentare e veterinario;

15. chiede alla Commissione di presentare un elenco dei produttori, delle imprese di trasformazione e dei commercianti al dettaglio di uova ed ovoprodotti che non rispettano le disposizioni della direttiva 1999/74/CE al 13 dicembre 2011;

16. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

 

 

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