Proposta di risoluzione - B7-0722/2010Proposta di risoluzione
B7-0722/2010

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla situazione in Costa d’Avorio

13.12.2010

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Elie Hoarau, Marie-Christine Vergiat, Marisa Matias a nome del gruppo GUE/NGL

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0707/2010

Procedura : 2010/3006(RSP)
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B7-0722/2010
Testi presentati :
B7-0722/2010
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B7‑0722/2010

Risuluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Costa d’Avorio

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando lo svolgimento delle elezioni presidenziali in Costa d’Avorio e la grave crisi politica e istituzionale in cui il paese versa all’indomani del secondo turno del 28 novembre 2010,

B.  considerando l’assistenza tecnica, logistica nonché in materia di sicurezza fornita dalle Nazioni Unite per l’organizzazione delle prime elezioni presidenziali libere e trasparenti in Costa d’Avorio, dopo il 2000, nel quadro dell’attuazione dell’accordo di Linas – Marcoussis e della missione UNOCI,

C. considerando che, stando ai risultati provvisori annunciati il 2 dicembre 2010 dal presidente della commissione elettorale indipendente (CEI), il candidato Alassane Ouattara ha ottenuto il 54,10% dei voti e il candidato e presidente uscente Laurent Gbagbo il 45,90% dei voti, con un tasso di partecipazione superiore all’81%,

D. considerando che lo stesso giorno il presidente del consiglio costituzionale aveva dichiarato "nulli e non avvenuti" questi risultati, a seguito della scadenza del termine legale di tre giorni dopo il secondo turno, per renderli pubblici,

E.  considerando che il 3 dicembre 2010 il presidente del consiglio costituzionale ha proclamato i risultati definitivi dell'elezione presidenziale, dopo aver annullato le elezioni nelle quattro regioni del nord del paese per frodi presunte, ossia circa 600.000 voti, denunciate da Laurent Gbagbo e che, stando alla proclamazione, quest'ultimo avrebbe vinto con il 51,45% dei voti, contro il 48,55% dei voti di Alassane Ouattara, con una partecipazione al voto pari al 71,28%,

F.  considerando che tutte le contestazioni elettorali presentate di Laurent Gbagbo sono state accettate dal consiglio costituzionale, senza che fossero state oggetto di una verifica imparziale, condotta con i rappresentanti della missione UNOCI e gli osservatori internazionali,

G. considerando che i rappresentanti dell’ONUCI affermano di "aver esaminato tutti i processi verbali nei dipartimenti interessati e eliminato tutti quelli privi della firma dei rappresentanti del campo del presidente Gbagbo", giungendo alla conclusione che, anche dopo tale iniziativa, "il risultato non cambiava in modo significativo",

H. considerando altresì che l’ONUCI ritiene di "avere esaminato la totalità dei 20.000 processi verbali trasmessi dalle autorità della Costa d’Avorio il 30 novembre" e di "avere eliminato tutti i processi verbali contenziosi o con tracce di frode o manipolazione, formale o sostanziale" confermando in tal modo i risultati annunciati dalla commissione elettorale indipendente,

I.   considerando che, in occasione del Vertice straordinario del 7 dicembre 2010, la Comunità economica degli Stati dell’Africa dell’Ovest (CEDEAO) ha chiesto a Laurent Gbagbo di "rinunciare immediatamente al potere" e ha proceduto alla sospensione della Costa d’Avorio "da tutte le sue attività fino a nuova data",

J.   considerando che nella dichiarazione ufficiale dell’8 dicembre 2010 il presidente dell'Unione africana (UA) Bingu Wa Mutharika ha sostenuto che "Laurent Gbagbo deve rispettare la volontà del popolo espressa dalle urne e rinunciare al potere pacificamente, onde evitare un altro bagno di sangue in Africa" e che l’UA "è al fianco della CEDEAO e degli osservatori internazionali che hanno certificato la vittoria di Alassane Ouattara",

K. considerando la dichiarazione della presidenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, dell’8 dicembre 2010, sostenuta dall'assemblea dei paesi membri – permanenti e non – del Consiglio stesso, con cui l’Organizzazione delle Nazioni Unite riconosce Alassane Ouattara come presidente legittimo della Costa d'Avorio e "condanna nei termini più forti possibili ogni tentativo di rovesciare la volontà del popolo ivoriano",

L.  considerando il rischio che qualsiasi slittamento del processo elettorale potrebbe comportare per l'equilibrio politico e sociale faticosamente raggiunto in Costa d'Avorio e per la stabilità in tutta la subregione,

1.  deplora le violenze scoppiate in varie parti del paese, durante l'attesa dell’annuncio dei risultati provvisori, violenze che hanno causato diversi morti;

2.  nota e sottolinea l'importanza del comunicato del presidente dell'Unione africana, della dichiarazione del Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana, del comunicato finale emesso al termine della seduta straordinaria della Conferenza dei capi di Stato e di governo della CEDEAO sulla Costa d’Avorio e della dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite dell’8 dicembre 2010; alla luce del riconoscimento, da parte della CEDEAO, di Alassane Ouattara come presidente eletto della Costa d’Avorio e come rappresentante della voce espressa liberamente del popolo ivoriano, quale proclamata dalla commissione elettorale indipendente, invita tutte le parti interessate a rispettare i risultati delle elezioni;

3.  sottolinea che la Costa d’Avorio è il primo paese africano ad aver chiesto all’ONU di svolgere il ruolo di certificatore delle elezioni, a seguito dell’accordo di Pretoria del 2005 sull’organizzazione di elezioni presidenziali, e ad aver accettato liberamente tale ruolo;

4.  sottolinea l’importanza della decisione dell’Unione africana di sospendere la Costa d’Avorio "da qualsiasi partecipazione alle attività dell’organizzazione fino all’esercizio effettivo del potere da parte del presidente democraticamente eletto Alassane Ouattara";

5.  condanna la decisione del consiglio costituzionale di invalidare i risultati provvisori pubblicati dalla commissione elettorale indipendente della Costa d’Avorio, senza aver preventivamente seguito la procedura prevista dal codice elettorale;

6.  rifiuta di riconoscere i risultati dichiarati dal consiglio costituzionale e li considera contrari alla volontà espressa dal popolo ivoriano mediante le elezioni;

7.  deplora la sospensione dei media non governativi in Costa d’Avorio; ricorda che è essenziale che tutti gli ivoriani godano del pieno accesso alle informazioni pluralistiche e diversificate dei media ed esorta le autorità del paese a ripristinare immediatamente un accesso equo a tutti i media statali;

8.  sostiene gli sforzi di mediazione politica intrapresi dall’ex presidente sudafricano Thabo Mbeki per una soluzione della crisi; sostiene altresì gli sforzi effettuati dall’Unione africana e dalla CEDEAO per promuovere il dialogo in Costa d’Avorio e invita tutte le parti ivoriane interessate a far prova della massima moderazione e a collaborare per ripristinare una pace duratura e favorire la riconciliazione politica nel paese;

9.  reputa che gli interessi, la sicurezza e l’avvenire immediato del popolo ivoriano debbano prevalere sui confronti politici e le strumentalizzazioni della legalità;

10. invita l’insieme degli attori del paese a impedire qualsiasi rischio di escalation della tensione e qualsiasi scontro e violenza; invita, di conseguenza, tutte le parti a valutare le proprie responsabilità e ad agire con il senso dello Stato per ripristinare il normale funzionamento delle istituzioni nel solo interesse del popolo ivoriano;

11. chiede al Consiglio, alla Commissione e agli Stati membri di agire in tale senso;

12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, alle Nazioni Unite, all’Unione africana, alla CEDEAO nonché alle autorità della Costa d’Avorio.