Proposta di risoluzione - B7-0724/2010Proposta di risoluzione
B7-0724/2010

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla situazione in Costa d'Avorio

13.12.2010

presentata a seguito di una dichiarazione della Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Marielle De Sarnez, Charles Goerens, Louis Michel, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Niccolò Rinaldi, Marietje Schaake, Frédérique Ries, Johannes Cornelis van Baalen, Kristiina Ojuland, Ramon Tremosa i Balcells a nome del gruppo ALDE

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0707/2010

Procedura : 2010/3006(RSP)
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B7-0724/2010
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B7‑0724/2010

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Costa d'Avorio

Il Parlamento europeo,

–   vista la dichiarazione dell'Alto rappresentante dell'Unione europea, Catherine Ashton, sui risultati delle elezioni in Costa d'Avorio, fatta a Bruxelles il 3 dicembre 2010,

–   vista la dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Costa d'Avorio, dell'8 dicembre 2010,

–   visti il comunicato del presidente dell'Unione africana, la dichiarazione del Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana e il comunicato finale, del 7 dicembre 2010, in occasione della sessione straordinaria sulla Costa d'Avorio della Conferenza dei capi di Stato e di governo della commissione dell'ECOWAS, tenutasi ad Abuja, in Nigeria,

–   viste le disposizioni del codice elettorale della Costa d'Avorio, in particolare la legge 2001‑303 e il decreto 2008-133, segnatamente l'articolo 64,

–   vista la relazione ad interim della missione di osservazione elettorale dell'Unione europea,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Costa d'Avorio, e in particolare la risoluzione del 17 novembre 2004,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite ha certificato la qualità del processo elettorale della Costa d'Avorio e che i risultati resi noti dalla commissione elettorale indipendente sono rappresentativi della volontà dei cittadini della Costa d'Avorio e proclamano Alassane Ouattara vincitore delle elezioni ,

B.  considerando che due risoluzioni delle Nazioni Unite, adottate a seguito dell'accordo di pace del 2005, conferiscono alle Nazioni Unite il mandato di verificare i risultati, e considerando che è la prima volta che questo avviene in Africa,

C. considerando che, in base alle relazioni indipendenti di osservazione, in particolare dell'ONU e dell'Unione europea, le elezioni si sono svolte nel complesso in maniera soddisfacente,

D. considerando le inquietudini degli ambienti economici, che temono che la situazione attuale possa comportare un impoverimento del paese e dunque della popolazione, nonché di tutta l'Africa occidentale, dal momento che la Costa d'Avorio rappresenta il 40% del PIL dell'Unione economica e monetaria dell'Africa occidentale (UEMOA),

E. considerando che il presidente dell'Unione Africana ha chiesto al presidente uscente di ritirarsi per "rispettare la volontà del popolo" ed evitare "un bagno di sangue"; considerando gli sforzi dell'emissario dell'Unione africana, Thabo Mbeki, per evitare la logica del confronto, nonché la decisione dell'Unione africana di sospendere la Costa d'Avorio finché il presidente eletto assumerà le sue funzioni,

F.  considerando la decisione dell'ECOWAS di sospendere la Costa d'Avorio da tutte le sue attività,

G. considerando le misure previste dall'accordo di Cotonou, il cui articolo 96 sancisce la possibilità per le parti di prendere delle contromisure giustificate dal fatto che l’altra parte ha violato i suoi obblighi,

1.  esprime il suo pieno sostegno ad Alassane Ouattara come legittimo vincitore delle elezioni e ritiene inaccettabile che il governo della Costa d'Avorio rifiuti di riconoscere il risultato della volontà liberamente espressa del popolo ivoriano;

2.  insiste sul passaggio dei poteri ad Alassane Ouattara, così da rispettare il risultato delle elezioni, certificato dal rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite;

3.  condanna con vigore qualsiasi tentativo di inficiare l'intero processo elettorale;

4.  sostiene con fermezza gli sforzi dell'Unione africana e dell'ECOWAS per scongiurare la violenza e garantire il riconoscimento del governo legittimo;

5.  sostiene l'Alto rappresentante dell'Unione europea per la PESC nella sua volontà di prendere misure mirate nei confronti di coloro che non hanno alcuna legittimità democratica e di isolare il regime responsabile del mancato rispetto del risultato del processo democratico;

6.  sollecita tutte le parti in causa in Costa d’Avorio a promuovere la riconciliazione politica nel paese;

7.  stigmatizza la decisione del Consiglio costituzionale ivoriano, i cui membri sono nominati dal presidente uscente, di modificare i risultati della commissione elettorale, violando la legislazione che ha il compito di far rispettare;

8.  deplora le violenze compiute e ritiene prioritaria la protezione dei civili;

9.  chiede a tutte le autorità internazionali, in particolare a quelle finanziarie, di continuare a riconoscere solamente il presidente eletto democraticamente e i ministri da lui nominati;

10. auspica che l'Unione europea e tutti gli organismi internazionali possano continuare a contribuire allo sviluppo della Costa d'Avorio con l'aiuto del governo legittimo;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Vicepresidente della Commissione europea/Alto Rappresentante dell'Unione europea per la politica estera e di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri e dei paesi candidati all'adesione, alle istituzioni dell'Unione africana, incluso il Parlamento panafricano, al Segretario generale delle Nazioni Unite e al Segretario generale della Comunità per lo sviluppo dell'Africa australe (SADC).