Proposta di risoluzione - B7-0053/2011Proposta di risoluzione
B7-0053/2011

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla situazione in Bielorussia

    17.1.2011

    presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
    a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

    Charles Tannock, Marek Henryk Migalski, Konrad Szymański, Edvard Kožušník, Ryszard Antoni Legutko, Michał Tomasz Kamiński, Adam Bielan, Tomasz Piotr Poręba, Ryszard Czarnecki, Janusz Wojciechowski, Mirosław Piotrowski, Jacek Olgierd Kurski, Tadeusz Cymański a nome del gruppo ECR

    Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0044/2011

    Procedura : 2011/2514(RSP)
    Ciclo di vita in Aula
    Ciclo del documento :  
    B7-0053/2011
    Testi presentati :
    B7-0053/2011
    Testi approvati :

    B7‑0053/2011

    Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Bielorussia

    Il Parlamento europeo,

    –   viste le sue precedenti risoluzioni sulla situazione politica in Bielorussia,

    –   vista la comunicazione della Commissione del 3 dicembre 2008 sul partenariato orientale (COM(2008)0823),

    –   viste la dichiarazione sul partenariato orientale resa dal Consiglio europeo nella riunione del 19 e 20 marzo 2009 e la dichiarazione congiunta rilasciata in occasione del Vertice di Praga per il partenariato orientale svoltosi il 7 maggio 2009,

    –   vista la dichiarazione sul partenariato orientale resa dal Consiglio europeo nella riunione del 10 e 11 dicembre 2009,

    –   viste le conclusioni della riunione del 13 dicembre 2010 dei ministri degli Affari esteri per il partenariato orientale,

    –   viste le conclusioni sulla Bielorussia della 2 897a riunione del Consiglio GAERC del 13 ottobre 2008, della 2 974a riunione del Consiglio GAERC del 17 novembre 2009 e della 3 041a riunione del Consiglio AFET del 25 ottobre 2010,

    –   visto il dialogo sui diritti umani tra UE e Bielorussia,

    –   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

    A. considerando che la mancanza di legittimità democratica del regime di Lukashenko, ultima dittatura rimasta in Europa, è stata ampiamente riconosciuta a causa della sua costante opposizione allo svolgimento di elezioni parlamentari e presidenziali libere e giuste,

    B.  considerando che le ultime elezioni presidenziali in Bielorussia si sono svolte il 19 dicembre 2010,

    C. considerando che, secondo vari sondaggi indipendenti, tra cui quello realizzato da TV Belsat, Lukashenko avrebbe ottenuto il 30-45% dei voti mentre i risultati ufficiali dichiarano che ha ricevuto un sostegno pari a circa l'80%,

    D. considerando che, secondo gli osservatori ufficiali dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), le procedure elettorali non si sono svolte con trasparenza e responsabilità nello spoglio dei voti, sebbene siano stati osservati alcuni miglioramenti positivi durante il periodo di campagna elettorale, in particolare un maggiore accesso ai mezzi di comunicazione per i candidati dell'opposizione,

    E.  considerando che dai risultati preliminari della missione di osservazione dell'OSCE si evince che le elezioni in Bielorussia non hanno soddisfatto gli standard democratici riconosciuti a livello internazionale,

    F.  considerando che le azioni delle autorità bielorusse in seguito alle elezioni presidenziali sono state denunciate sia da alcuni Stati membri dell'UE, in particolare Polonia, Germania e Svezia, che dalla baronessa Ashton, Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, di concerto con Hillary Clinton, Segretario di Stato degli USA, in una dichiarazione congiunta rilasciata il 23 dicembre 2010,

    G. considerando che la polizia è intervenuta per disperdere una manifestazione pacifica di protesta contro i risultati delle recenti elezioni presidenziali in Bielorussia,

    H. considerando che Vladimir Neklyaev, uno degli avversari del Presidente Lukashenko nelle recenti elezioni presidenziali, è stato picchiato più volte dalla polizia e rinchiuso in prigione dove è tutt'ora detenuto senza avere accesso all'assistenza medica, con altri tre candidati alla presidenza,

    I.   considerando che sette candidati alla presidenza e più di venti leader dell'opposizione sono accusati di aver organizzato manifestazioni contro il governo e di aver causato disordini di massa,

    J.   considerando che le autorità bielorusse stanno perquisendo le abitazioni dei leader dell'opposizione e dei giornalisti, compresi i membri dell'organizzazione Charter 97, il cui fondatore è stato trovato privo di vita il 3 settembre 2010,

    K. considerando che la situazione generale dei diritti umani civili e democratici in Bielorussia continua a non essere soddisfacente nonostante alcuni miglioramenti in passato, quali la liberazione di tutti i prigionieri politici nel 2008,

    L.  considerando che il 2 novembre 2009 il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha affermato che "le relazioni con l'Unione europea in quanto forte partner consolidato costituiscono uno degli elementi fondamentali a garanzia dell'indipendenza e della sovranità della Bielorussia, così come del suo sviluppo economico, scientifico e tecnologico",

    1.  condanna le recenti violazioni dei diritti umani verificatesi nella Repubblica bielorussa contro membri della società civile, mezzi di comunicazione indipendenti e leader dell'opposizione, in particolare gli avversari del presidente Lukashenko nelle recenti elezioni presidenziali;

    2.  invita il governo bielorusso a liberare immediatamente tutti i prigionieri politici che sono stati arrestati in relazione alle elezioni presidenziali, inclusi i quattro candidati alla presidenza, Andrei Sannikov, Ales Mikhalevich, Mikola Statkevich e Vladimir Neklyaev, e molte altre persone che sono state detenute per aver esercitato il loro diritto a manifestare le proprie opinioni politiche;

    3.  invita il governo bielorusso a sospendere immediatamente gli arresti domiciliari effettivi di molti altri prigionieri politici, tra cui Vital Rhymasheuski, candidato del partito della Democrazia cristiana bielorussa alla presidenza;

    4.  invita le autorità bielorusse a ritirare tutte le accuse rivolte ai candidati alla presidenza e ai leader dell'opposizione relativamente alle recenti elezioni presidenziali;

    5.  sostiene la creazione di una missione di osservazione dell'UE e il suo invio in Bielorussia al fine di esaminare la situazione politica attuale e di riferire in merito al Parlamento europeo;

    6.  invita il governo bielorusso a confermare la sua volontà di creare condizioni favorevoli per rendere più fruttuosa la cooperazione tra UE e Bielorussia;

    7.  invita il governo bielorusso a cessare immediatamente le retate e gli interrogatori degli oppositori politici, presunti o reali, e a migliorare profondamente le condizioni della società civile, dei mezzi di comunicazione indipendenti e dell'opposizione politica operanti in Bielorussia;

    8.  auspica che la Corte costituzionale bielorussa dichiari invalidi i risultati delle elezioni per motivi di irregolarità e che il governo bielorusso autorizzi pertanto che si ripetano le elezioni presidenziali del 2010 conformemente alle norme approvate dall'ODIHR/OSCE e con la presenza in loco di una missione di osservazione elettorale dell'UE a lungo termine e su vasta scala; auspica altresì che il risultato delle nuove elezioni possa pertanto contare sul riconoscimento internazionale e restaurare la legittimità democratica della carica di presidente della Bielorussia, come richiesto il 10 gennaio 2011 anche da sette partiti all'opposizione;

    9.  chiede che siano rinnovate e prorogate le sanzioni dell'UE contro i rappresentanti delle autorità bielorusse che erano state sospese nel 2008;

    10. ritiene che l'UE dovrebbe delineare, sulla base di una rigida condizionalità, una tabella di marcia riguardante l'applicazione graduale di sanzioni, partendo dal ripristino del divieto di rilascio del visto fino a quando tutti coloro che sono stati detenuti e arrestati non siano rilasciati e assolti dalle accuse; osserva che la mancanza di azioni tempestive al riguardo da parte delle autorità bielorusse comporterà l'imposizione di nuovi provvedimenti più rigorosi, quali, ad esempio, sanzioni diplomatiche ed economiche;

    11. invita il Consiglio, la Commissione e la comunità democratica internazionale nel suo complesso ad estendere il loro sostegno alla società civile e all'opposizione politica in Bielorussia, in particolare tramite la semplificazione dell'ottenimento del visto per coloro che hanno perduto il posto di lavoro e le opportunità d'istruzione a causa delle loro azioni in qualità di leader dell'opposizione;

    12. chiede una semplificazione dei fondi dell'UE e una loro maggiore accessibilità sia per le organizzazioni bielorusse registrate che per quelle vietate dalle autorità del paese;

    13. invita la Commissione europea e gli Stati membri a sostenere finanziariamente i mezzi di comunicazione indipendenti, ad esempio Belsat TV, Radio Racja o la radio europea per la Bielorussia; condanna contemporaneamente il finanziamento di programmi trasmessi dalla televisione nazionale bielorussa a titolo delle risorse della Commissione europea;

    14. esorta gli Stati membri dell'Unione europea e altri paesi dalla ideologia simile a rivedere le relazioni economiche con la Bielorussia; raccomanda, in detto contesto, che la comunità imprenditoriale dell'UE riesamini le condizioni su cui si basa la cooperazione con le imprese e le società bielorusse;

    15. attribuisce una grande importanza alla liberalizzazione dei diritti politici, civili e umani e al rafforzamento dello Stato di diritto in Bielorussia, sottolineando che una loro ulteriore violazione condurrà al deterioramento delle relazioni tra l'UE e la Bielorussia, compresa l'imposizione di sanzioni politiche ed economiche mirate;

    16. invita il governo bielorusso ad autorizzare i leader dell'opposizione a partecipare ai lavori di Euronest;

    17. invita le autorità bielorusse ed internazionali a portare avanti le opportune indagini sulla morte di Oleg Bebenin, fondatore di Charter 97, e del consigliere del candidato alla presidenza Andrei Sannikov, il cui corpo è stato ritrovato il 3 settembre 2010;

    18. ribadisce che l'Unione europea è pronta a promuovere nuovamente le relazioni con la Bielorussia nel quadro della politica europea di vicinato a condizione che il governo bielorusso dimostri un sostegno incondizionato per i valori democratici e i diritti umani di adducendo come prova il conseguimento di chiari parametri di riferimento;

    19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, all'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, alle Assemblee parlamentari dell'OSCE e del Consiglio d'Europa, al Segretariato della Comunità di Stati indipendenti nonché al parlamento e al governo della Bielorussia.