Procedura : 2011/2599(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0228/2011

Testi presentati :

B7-0228/2011

Discussioni :

PV 06/04/2011 - 14
CRE 06/04/2011 - 14

Votazioni :

PV 07/04/2011 - 6.4
CRE 07/04/2011 - 6.4

Testi approvati :

P7_TA(2011)0149

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0228/2011
30.3.2011
PE459.761v01-00
 
B7-0228/2011

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati


Nirj Deva, Jan Zahradil a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulla quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati  
B7‑0228/2011

Il Parlamento europeo,

–   visto che nel 1971 le Nazioni Unite hanno definito i paesi meno sviluppati come il segmento più povero e vulnerabile della comunità internazionale,

–   visti i criteri definiti dal comitato delle Nazioni Unite per la politica di sviluppo per identificare i paesi meno sviluppati,

–   visti i risultati della riunione di alto livello delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo del Millennio del settembre 2010,

–   visto il programma d'azione di Bruxelles a favore dei paesi meno sviluppati, adottato nel corso della terza conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati a Bruxelles nel maggio 2001,

–   visto che l'obiettivo generale del programma decennale è quello di ridurre la povertà estrema e la fame mediante interventi mirati su settori interconnessi,

–   vista la decisione presa nel 2008 dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite di tenere la sua quarta conferenza sui paesi meno sviluppati,

–   visto che la quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati valuterà i risultati del programma d'azione di Bruxelles che giunge al termine e proporrà nuove azioni per fronteggiare le nuove sfide di sviluppo dei paesi meno sviluppati, quali il cambiamento climatico, l'alimentazione, l'energia e la crisi economica e finanziaria,

–   visto che la quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati condividerà prassi eccellenti e insegnamenti tratti dall'esperienza, individuerà gli ostacoli, le limitazioni e le azioni necessarie, identificherà le nuove sfide che saranno chiamati ad affrontare i paesi meno sviluppati nonché gli interventi richiesti; ribadisce l'impegno globale a rispondere alle esigenze speciali dei paesi meno sviluppati, mobilitare misure di sostegno internazionale supplementari e formulare e adottare partenariati rinnovati,

–   visto il processo preparatorio in corso per la quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati a livello nazionale, regionale e internazionale,

–   viste le risoluzioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite A/RES/63/227, A/RES/64/213 e A/C.2/65/L.55 sui paesi meno sviluppati,

–   vista la risoluzione del Comitato economico e sociale sull'attuazione del programma d'azione a favore dei paesi meno sviluppati per il decennio 2001-2010 (E/2009/31),

–   visto il rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite sull'attuazione del programma d'azione a favore dei paesi meno sviluppati per il decennio 2001-2010 (A/65/80),

–   visti i lavori svolti dall'Ufficio delle Nazioni Unite dell'Alto rappresentante per i paesi meno sviluppati (UN-OHRLLS) dal 2002,

–   visto il programma di Almaty per i paesi in via di sviluppo senza sbocco sul mare, il programma di Barbados e la strategia di Mauritius per i piccoli stati insulari in via di sviluppo,

–   viste le relazioni del gruppo ad alto livello delle Nazioni Unite in vista della quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati,

–   vista l'iniziativa dell'Unione europea "Tutto fuorché le armi",

–   visto il nuovo regime sulle norme di origine nell'ambito del sistema delle preferenze generalizzate dell'Unione europea, entrato in vigore il 1° gennaio 2011,

–   vista l'iniziativa per la trasparenza delle industrie estrattive,

–   visto il piano d'azione per l'applicazione delle normative, la governance e il commercio nel settore forestale,

–   visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione del 16 febbraio 2011 sulla posizione dell'Unione europea in vista della quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati del 9-13 maggio 2011,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che quarantotto paesi meno sviluppati sono i paesi più poveri e vulnerabili della comunità internazionale,

B.  considerando che la comunità internazionale ha pubblicato, dal 1981, tre programmi d'azione intesi a mobilitare il sostegno internazionale per lo sviluppo socioeconomico dei paesi meno sviluppati,

C. considerando che la quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati che si terrà a Istanbul (Turchia) dal 9 al 13 maggio 2011 svolgerà una valutazione estensiva dell'attuazione del programma d'azione di Bruxelles e adotterà un nuovo programma d'azione che darà risultati tra il 2011 e il 2020,

D. considerando che la quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati identificherà le politiche e le sfide che i paesi meno sviluppati affronteranno nel prossimo decennio e ribadirà l'impegno internazionale a rispondere alle esigenze di tali paesi,

E.  considerando la necessità di mobilitare misure supplementari a favore dei paesi meno sviluppati ed elaborare nuovi partenariati tra tali paesi e i loro partner di sviluppo,

F.  considerando che la media dell'indice di sviluppo umano è aumentata solamente dallo 0,34 allo 0,39 tra il 2000 e il 2010 e che in media i paesi meno sviluppati sono sulla buona strada per solo due dei sette indicatori degli obiettivi di sviluppo del Millennio (povertà, alimentazione, istruzione, mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni, mortalità neonatale, acqua potabile e igienizzazione),

G. considerando che, nonostante la crescita degli aiuti pubblici allo sviluppo, tali aiuti si mantengono ben al di sotto dell'obiettivo fissato dal programma d'azione di Bruxelles e che molti paesi meno sviluppati versano tutt'oggi in condizioni di estrema povertà, mancanza di capacità produttiva e crescente disoccupazione,

H. considerando che la crisi finanziaria ed economica, come pure le crisi della sicurezza alimentare, dei mercati dei prodotti di base e dell'energia, hanno messo a nudo l'estrema vulnerabilità dei paesi meno sviluppati agli shock esogeni e la fragilità delle misure di sostegno internazionali,

I.   considerando che, nel corso dell'ultimo decennio, soltanto tre paesi – Botswana, Capo Verde e Maldive – sono usciti dalla categoria di paesi meno sviluppati,

J.   considerando che il processo di preparazione in atto della quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati coinvolge un'ampia gamma di soggetti interessati e di meccanismi consultivi, tra i quali consultazioni a livello nazionale e regionale, parlamentare, della società civile e del settore privato,

K. considerando che l'iter parlamentare verso la quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati culminerà nel forum parlamentare che si terrà l'8 maggio 2011 a Istanbul,

L.  considerando che l'Unione europea, che è il donatore principale, ha aumentato gli aiuti pubblici allo sviluppo del 78%, passando dagli 8,3 miliardi di euro del 2000 ai 14,7 miliardi del 2009,

M. considerando che l'Unione europea deve mobilitare risorse e assistere la messa in atto del nuovo programma d'azione,

N. considerando che l'Unione europea deve seguire una posizione comune efficace per la quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati,

O. considerando che l'Unione europea non deve permettere che l'attuale crisi economica e finanziaria comprometta i partenariati di sviluppo con i paesi meno sviluppati,

1.  sottolinea che gli aiuti dell'Unione europea ai paesi meno sviluppati dovrebbero essere orientati principalmente alla creazione di ricchezza e allo sviluppo di un'economia di mercato, che sono i requisiti di base per l'eliminazione della povertà;

2.  sollecita l'Unione europea a continuare a guidare il sostegno ai paesi meno sviluppati, adempiendo i suoi impegni in termini di accesso al mercato e liberalizzazione del commercio così come di riduzione del debito, ribadendo l'importanza di raggiungere l'obiettivo di una quota di aiuti pubblici allo sviluppo tra lo 0,15 e lo 0,20% del RNL per i paesi meno sviluppati e mobilitando a tal fine risorse interne, aumentando in modo significativo l'efficienza e la trasparenza di questi fondi;

3.  sottolinea la posizione del Parlamento europeo e il suo ruolo decisivo per quanto riguarda l'approvazione del bilancio di sviluppo dell'Unione europea; è pertanto convinto che il Parlamento europeo dovrebbe essere maggiormente associato all'elaborazione della strategia europea in materia di sviluppo; considera inoltre essenziale che sia introdotto un meccanismo di rendicontazione e informazione;

4.  sottolinea la necessità di dare priorità alla crescita economica quale elemento chiave per lo sviluppo e di ridurre la povertà generalizzata nei paesi meno sviluppati;

5.  chiede che siano ridotte le barriere commerciali e le sovvenzioni che distorcono il commercio, al fine di aumentare la quota di commercio mondiale per i paesi meno sviluppati; ritiene che debba essere messa in atto al più presto possibile l'abolizione delle sovvenzioni alle esportazioni agricole, promessa durante il ciclo di negoziati di Doha per lo sviluppo,

6.  ritiene che la quarta conferenza delle Nazioni Unite sui paesi meno sviluppati debba essere orientata ai risultati e dotata di chiari obiettivi e indicatori, sulla base di meccanismi di monitoraggio e di controllo efficienti e trasparenti;

7.  richiama la necessità di porre l'accento sull'uscita dalla categoria dei paesi meno sviluppati, e di utilizzare i risultati del vertice sugli obiettivi di sviluppo del millennio del settembre 2010 come una struttura volta ad accelerare l'eliminazione della povertà, generare una crescita economica sostenibile e inclusiva e garantire buon governo e sviluppo di capacità;

8.  esorta l'Unione europea a seguire un approccio più coordinato al fine di affrontare e prevenire le cause profonde dei conflitti nei paesi meno sviluppati e a sostenere gli sforzi volti ad acquisire capacità per costruire stati pacifici e democratici;

9.  esorta il G20 a continuare ad affrontare in linea prioritaria la volatilità dei prezzi alimentari e la politica di sicurezza alimentare e a contribuire ad aprire ulteriormente i mercati per i paesi meno sviluppati;

10. ricorda la necessità di rafforzare la capacità dei paesi meno sviluppati di far fronte ai cambiamenti climatici, incoraggiando il trasferimento di tecnologie, potenziando l'azione in linea con il quadro di adattamento di Cancun e mettendo in atto politiche ambientali sostenibili in linea con l'accordo di Copenaghen;

11. esorta l'Unione europea e i paesi partner meno sviluppati a migliorare i meccanismi di cooperazione in materia di buon governo, democrazia, diritti umani e parità di genere;

12. ricorda la necessità di assistere i paesi in via di sviluppo con sistemi fiscali più efficienti e buona governance in materia fiscale; ritiene che l'assistenza dell'Unione europea a favore delle riforme fiscali debba mirare a studiare i modi in cui i paesi in via di sviluppo possano ampliare la loro base imponibile e il loro flusso di entrate tributarie;

13. sottolinea la necessità di migliorare l'efficacia degli aiuti allo sviluppo, in linea con la dichiarazione di Parigi e con l'agenda di Accra;

14. ricorda che le disposizioni del trattato di Lisbona, unitamente alla decisione approvata dal Consiglio nel maggio 2005, richiedono una politica coerente che abbracci i settori del commercio e della cooperazione allo sviluppo, del cambiamento climatico, dei trasporti, dell'energia, della sicurezza alimentare, delle migrazioni nonché delle politiche agricola e della pesca comuni,

15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

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