Procedura : 2011/2650(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0237/2011

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B7-0237/2011

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PV 06/04/2011 - 12
CRE 06/04/2011 - 12

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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0236/2011
4.4.2011
PE459.773v01-00
 
B7-0237/2011

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla dichiarazione della Commissione – Lezioni da trarre in materia di sicurezza nucleare in Europa a seguito dell'incidente nucleare avvenuto in Giappone


Marita Ulvskog a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sulla dichiarazione della Commissione – Lezioni da trarre in materia di sicurezza nucleare in Europa a seguito dell'incidente nucleare avvenuto in Giappone  
B7‑0237/2011

Il Parlamento europeo,

–   vista la direttiva 2009/71/Euratom del Consiglio, del 25 giugno 2009, che istituisce un quadro comunitario per la sicurezza nucleare degli impianti nucleari,

–   vista la sua relazione sulla sicurezza nucleare,

–   vista la sua relazione sui livelli massimi consentiti per i prodotti alimentari e i mangimi del 16 febbraio 2011,

–   vista la sua risoluzione sul problema della sicurezza nucleare quindici anni dopo l'incidente di Cernobil e sulle sue ripercussioni sulla salute, del 3 maggio 2001,

–   viste le conclusioni del Consiglio Energia in data 28 febbraio e 21 marzo,

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo del 25 marzo,

–   visto il disastro nucleare avvenuto nella centrale nucleare di Fukushima I in Giappone,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'incidente nucleare della centrale di Fukushima I a seguito del terremoto e del successivo tsunami che hanno colpito il Giappone l'11 marzo ha avuto conseguenze vastissime, al di là degli aspetti materiali, che incidono sulla salute dell'uomo e sull'ambiente, la cui piena portata deve ancora essere determinata,

B.  considerando che la causa effettiva del guasto dei sistemi di raffreddamento che ha comportato le varie situazioni di rischio nella centrale nucleare di Fukushima I è stata l'interruzione dell'energia elettrica; che interruzioni di energia possono avvenire in tutti gli Stati membri per una serie di fattori,

C. considerando che, nonostante le serie preoccupazioni suscitate dall'incidente avvenuto in Giappone, l'energia nucleare continuerà probabilmente a far parte in futuro dell'attuale mix energetico anche in vari Stati membri dell'UE e che occorre quindi assicurare i massimi livelli di sicurezza disponibili in tutte le centrali nucleari, al fine di prepararsi nel modo migliore a situazioni impreviste di rischio,

D. considerando che le conclusioni del Consiglio Energia sottolineano l'importanza di una strategia energetica globale che garantisca ai cittadini, all'industria e all'economia UE un'energia sicura sotto tutti gli aspetti, sostenibile e a prezzi accessibili, contribuendo alla competitività dell'Europa, e riconoscono a tale riguardo l'importanza di un mercato e di un'infrastruttura dell'energia pienamente integrati,

E.  considerando che l'incidente nucleare ha confermato l'esigenza di una grande trasformazione del modello energetico dell'Europa che richiede la rapida introduzione di misure come l'aumento delle energie rinnovabili, un obiettivo vincolante in materia di risparmi energetici, oltre ad idonei incentivi fiscali e finanziari,

F.  considerando la necessità di analizzare il modo in cui questa grande trasformazione della politica energetica europea dovrà essere conseguita e di regimi coerenti e costanti di sostegno alle fonti energetiche rinnovabili, vale a dire le energie rinnovabili, nonché di affrontare efficacemente gli ostacoli a un loro più diffuso utilizzo,

G. considerando che la sicurezza degli approvvigionamenti non dovrebbe essere conseguita a scapito della sicurezza delle attività energetiche correlate alla produzione e che occorre dare priorità alle misure energetiche sul lato della domanda, garantendo che gli strumenti di produzione dell'elettricità siano diversificati,

H. considerando che, parallelamente a un ulteriore approfondimento della ricerca delle soluzioni per la gestione delle scorie nucleari, è necessario proseguire la ricerca sugli effetti delle radiazioni nonché la ricerca volta a migliorare la sicurezza delle centrali esistenti; sottolinea tuttavia che ciò non deve andare a scapito della ricerca sulle forme alternative di energia come le energie rinnovabili, e chiede un rapido incremento dei finanziamenti in materia di ricerca, sviluppo e investimenti in altre forme sostenibili di energia,

I.   considerando che le conseguenze di un incidente nucleare superano i confini nazionali e che quindi occorre perseguire una stretta cooperazione, coordinamento e informazione all'interno dell'Unione europea e con i paesi terzi confinanti, al fine di gestire meglio un eventuale incidente nucleare,

J.   considerando che i paesi confinanti prevedono la costruzione di centrali nucleari in zone ad elevato rischio sismico e alluvionale,

K. considerando che vi è la chiara esigenza di un dialogo pubblico trasparente sull'energia nucleare in ogni Stato membro, al fine di promuovere la sensibilizzazione del pubblico in merito agli effetti dell'energia nucleare prima dell'adozione di qualsiasi decisione politica,

L.  considerando che occorre garantire un rafforzamento delle procedure democratiche basate sulla trasparenza e su un elevato livello di informazione, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, fra cui i cittadini,

M. considerando che l'organizzazione del lavoro nel settore nucleare in Europa assume oggigiorno la forma di subappalti su vasta scala, con una formazione che non sempre è adeguata, livelli pericolosi di esposizione per gli addetti e probabilmente la perdita del controllo ultimo sull'affidabilità nelle fasi più critiche dei processi,

N. considerando che il trattato Euratom è stato firmato nel 1957 e che occorre riesaminare le aspettative per quanto riguarda l'energia nucleare alle quali il trattato Euratom ha dato concretezza cinque decenni or sono,

1.  esprime il suo pieno sostegno e cordoglio al popolo del Giappone colpito da questo incidente nucleare e agli addetti che sono in prima linea nella centrale nucleare di Fukushima I;

2.  riconosce che è importante trarre lezioni immediate dall'incidente della centrale di Fukushima I e mirare ai massimi livelli di sicurezza, in linea con i principi fondamentali della sicurezza nucleare;

3.  si compiace della proposta della Commissione di introdurre una valutazione completa dei rischi e della sicurezza ("stress test") di tutte le centrali nucleari dell'UE, ma deplora che essi debbano essere effettuati solo su base volontaria; invita inoltre la Commissione a presentare rapidamente una proposta concreta che delinei i requisiti e gli elementi specifici di tali "stress test" che dovranno essere effettuati da enti indipendenti; sottolinea l'esigenza di coinvolgere i paesi terzi confinanti in un'analoga valutazione dei rischi e della sicurezza per le attuali ed eventuali future centrali;

4.  sottolinea che i "stress test" dovrebbero tener conto del più ampio contesto di cause molteplici e complesse, visto che il terremoto in Giappone non è stato in sé la causa dell'incidente nucleare verificatosi; gli "stress test" dovrebbero inoltre abbracciare l'intera catena produttiva, compresi il trasporto nonché il trattamento e il deposito delle scorie;

5.  chiede che i risultati di questi "stress test" siano resi pubblici e che l'intero esercizio sia condotto in modo aperto e trasparente; insiste sulla necessità di essere analogamente informato sulle eventuali misure adottate dalla Commissione e dagli Stati membri in esito a tali test;

6.  critica la decisione adottata dal Consiglio europeo in occasione della riunione del 24-25 marzo 2011, secondo cui gli stress test dovrebbero avvenire sotto l'egida delle autorità nazionali e attraverso una revisione tra pari, anziché in base a un approccio comune europeo;

7.  invita la Commissione a proporre un modello d'avanguardia per le attuali centrali nucleari nell'ambito del quale ogni centrale dovrebbe essere modellata sulla base dei migliori standard di sicurezza e le migliori tecnologie disponibili; gli stress test dovrebbero identificare gli Stati membri all'avanguardia e contribuire a fornire una rassegna strutturata dell'eventuale smantellamento graduale delle centrali nucleari;

8.  invita gli Stati membri a mettere a punto eventuali strategie per un graduale abbandono a medio o a lungo termine dell'energia nucleare e a informare al più presto le autorità regionali e locali transfrontaliere in merito ai loro programmi nazionali, se l'attuazione è destinata ad avere conseguenze transfrontaliere;

9.  invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri ad adottare eventuali misure adeguate al fine di garantire che le centrali nucleari non siano costruite in zone ad elevato rischio sismico e alluvionale nell'UE e nei paesi confinanti; la costruzione delle centrali nucleari ai confini esterni dell'UE dovrà rispettare gli standard di sicurezza ambientale e nucleare internazionali;

10. esorta gli Stati membri e la Commissione ad assumere una responsabilità congiunta nel rafforzamento degli standard internazionali di sicurezza nucleare e nella loro idonea attuazione, in stretta cooperazione con l'AIEA, l'Espoo e altre organizzazioni internazionali competenti; invita la Commissione a presentare entro giugno 2011 un piano d'azione inclusivo che contenga passi concreti sul modo in cui questo obiettivo sarà conseguito;

11. sottolinea che occorre garantire un rafforzamento delle procedure democratiche basate sulla trasparenza e su un elevato livello di informazione, coinvolgendo tutti i soggetti interessati, compresi i sindacati e i cittadini;

12. chiede che le autorità pubbliche ottengano accesso diretto online ai dati operativi delle centrali nucleari, vale a dire i dati sul loro funzionamento; in caso di centrali nucleari situate presso i confini nazionali, lo stesso deve valere per le autorità delle regioni confinanti;

13. invita la Commissione ad avanzare proposte sul completamento del quadro regolamentare in materia di sicurezza nucleare e piani d'investimento per tutti gli impianti nucleari durante l'intero ciclo di vita e l'intera catena produttiva, come ad esempio la sicurezza delle centrali nucleari, i trasporti, il trattamento delle scorie e gli impianti di stoccaggio del combustibile esaurito, con l'obiettivo di introdurre i massimi standard vincolanti di sicurezza nell'intera UE;

14. chiede, per quanto riguarda la proposta di direttiva sulla gestione sicura del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi (COM(2004)0526 def.), l'introduzione del principio "chi inquina paga", tenendo debitamente conto della responsabilità dei produttori di scorie radioattive;

15. invita gli Stati membri a mantenere e favorire le competenze delle risorse umane e le condizioni di lavoro necessarie per l'intero ciclo economico degli impianti, per la fase di smantellamento e la gestione delle scorie nucleari;

16. invita la Commissione e gli Stati membri a riflettere sulla politica energetica dell'UE prendendo in considerazione l'opportunità di varare una nuova legislazione sul clima che integri obiettivi più elevati, standard vincolanti in materia di efficienza energetica, il rapido aumento del quantitativo di fonti di energie rinnovabili in Europa, investendo nelle idonee infrastrutture di rete e stoccaggio, incentivi in materia di ricerca e innovazione nonché l'introduzione a livello UE di una fiscalità energetica e sulla CO2; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri a incoraggiare cospicui investimenti in infrastrutture energetiche efficienti attraverso norme in materia di appalti pubblici che favoriscano soluzioni energetiche efficienti;

17. invita la Commissione e il Consiglio a incrementare l'obiettivo giuridicamente vincolante di energia rinnovabile fino a una quota del 30% di energie rinnovabili entro il 2020, a stabilire obiettivi a lungo termine per consentire un epocale passaggio verso il 45% di produzione di energie rinnovabili entro il 2030 e il 95% di produzione di energie rinnovabili entro il 2050;

18. invita la Commissione a esaminare e proporre vari scenari per un futuro mix energetico dell'Europa che non contenga l'energia nucleare, indicando nel contempo i conseguenti passi che occorre compiere per rispondere comunque agli obiettivi a medio e lungo termine in materia energetica e climatica;

19. invita il Consiglio, nella sua futura revisione del trattato di Lisbona, a includere le questioni connesse all'energia nucleare nell'ambito dell'articolo 194 del trattato;

20. chiede l'abolizione dell'articolo 1 del trattato Euratom e l'inclusione della radioprotezione e del capo 7 del trattato Euratom sui controlli di sicurezza, compresa la non proliferazione, nel trattato di Lisbona; chiede di trovare un sistema istituzionale unificato e comprensivo per la politica energetica dell'UE principalmente nel quadro del trattato di Lisbona;

21. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché all'Euratom e all'ENSREG.

 

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