Procedura : 2011/2645(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0254/2011

Testi presentati :

B7-0254/2011

Discussioni :

PV 06/04/2011 - 13
CRE 06/04/2011 - 13

Votazioni :

PV 07/04/2011 - 6.3

Testi approvati :

P7_TA(2011)0148

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0249/2011
4.4.2011
PE459.791v01-00
 
B7-0254/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Siria, Bahrein e Yemen


Anneli Jäätteenmäki, Marielle De Sarnez, Edward McMillan-Scott, Ramon Tremosa i Balcells, Kristiina Ojuland, Sonia Alfano, Marietje Schaake a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Siria, Bahrein e Yemen  
B7‑0254/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Siria e lo Yemen,

–   vista la sua relazione del 24 marzo 2010 sulle relazioni dell'Unione europea con il Consiglio di cooperazione del Golfo,

–   vista la dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948,

–   vista la relazione recante la raccomandazione del Parlamento europeo al Consiglio sulla conclusione di un accordo di associazione euro-mediterraneo tra la Comunità europea e i suoi Stati membri, da una parte, e la Repubblica araba siriana, dall’altra, approvata il 10 ottobre 2006,

–   visto il patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) del 1966, del quale la Siria è firmataria,

–   vista la convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti del 1975, che è stata ratificata dalla Siria il 18 settembre 2004,

–   viste le dichiarazioni della vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sul Bahrein del 10, 15 e 17 marzo 2011,

–   viste le dichiarazioni della vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sullo Yemen del 10 e 17 marzo 2011,

–   viste le dichiarazioni della vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza sulla Siria del 18, 22 e 26 marzo 2011,

–   viste le conclusioni della riunione del Consiglio "Affari esteri" che si è tenuta a Bruxelles il 21 marzo 2011,

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo del 24 e 25 marzo 2011,

–   vista la comunicazione congiunta dell'8 marzo 2011 su un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il mediterraneo meridionale, volta a promuovere la trasformazione democratica e la società civile a seguito degli attuali sviluppi storici nella regione,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che le recenti manifestazioni in vari paesi arabi del Nordafrica e del Medio Oriente hanno chiesto la fine dei regimi autoritari e la realizzazione di riforme politiche, economiche e sociali nonché libertà, democrazia e condizioni di vita migliori per i cittadini; che le massicce proteste in numerosi paesi arabi hanno dimostrato che i regimi antidemocratici e autoritari non possono garantire una stabilità credibile e che i valori democratici costituiscono elementi centrali dei partenariati economici e politici,

B.  considerando che nel Bahrein, in Siria e nello Yemen, come pure in altri paesi arabi quali la Tunisia, l'Egitto, la Libia, l'Algeria, il Marocco e la Giordania, la scorsa settimana sono scesi in piazza manifestanti per chiedere riforme che garantiscano una migliore distribuzione della ricchezza, la protezione dei diritti sociali e civili e un sistema politico più democratico,

C. considerando che in Bahrein, Yemen e Siria l'uso spropositato della forza contro i manifestanti da parte delle forze di sicurezza ha provocato un pesante bilancio di morti e feriti,

D. considerando che nel mese di marzo alcuni siti di networking sociale hanno esortato a manifestare pacificamente a sostegno delle riforme democratiche e chiesto il rilascio dei prigionieri di coscienza e la fine dello stato di emergenza (in vigore dal 1963), e che a seguito di ciò vi sono stati numerosi assembramenti pacifici in Siria; che la legge di emergenza, che di fatto limita i cittadini nell'esercizio dei loro diritti civili e politici mentre assicura alle autorità siriane un costante controllo del sistema giudiziario, viola il patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR), del quale la Siria è firmataria,

E.  considerando che le manifestazioni sono iniziate nella città di Dar'a, nella Siria meridionale, per poi estendersi rapidamente ad altre città e villaggi nel paese; che le autorità siriane hanno represso le manifestazioni utilizzando proiettili veri per disperdere le riunioni pacifiche e hanno arrestato centinaia di civili;

F.  considerando che mercoledì 23 marzo l'esercito siriano ha fatto irruzione nella moschea Omari a Dar'a e ha iniziato a sparare contro civili disarmati; che l'energia elettrica e le comunicazioni sono state tagliate in parti della città,

G. considerando che in Bahrein e nello Yemen è stato proclamato lo stato di emergenza,

H. considerando che, in base a talune notizie, in Bahrein si trovano in stato di arresto personale medico, difensori dei diritti umani e attivisti politici e le forze di sicurezza hanno assunto il controllo degli ospedali, mentre nello Yemen le ambulanze che trasportavano verso gli ospedali manifestanti antigovernativi feriti sono state bloccate dalle forze di sicurezza,

I.   considerando che la situazione rimane tesa in Bahrein, dove tra 50 e 100 persone risultano disperse nel corso della settimana passata; che tra gli arrestati figurerebbero attivisti politici, difensori dei diritti umani, medici e infermieri dell'ospedale Salmaniya,

J.   considerando che centinaia di civili sono stati uccisi in operazioni militari contro insorgenti Houthi a Saada, nel nord dello Yemen, dove l'Arabia Saudita si è schierata al fianco dell'esercito yemenita; che le autorità dello Yemen hanno preso la lotta contro il terrorismo a pretesto per lanciare campagne militari contro le province meridionali, i cui abitanti sono coinvolti nell'ampia protesta contro le politiche di emarginazione e di esclusione e la continua repressione delle popolazioni locali,

K. considerando che nel Bahrein, su richiesta del governo del paese, sono state stanziate forze di sicurezza di paesi aderenti al Consiglio di cooperazione del Golfo, quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Kuwait,

1.  accoglie favorevolmente la primavera araba e l'ondata di rivoluzioni e proteste popolari contro i regimi autoritari, che vede come un segno di coraggio, determinazione e desiderio di un cambiamento democratico nell'intera regione; esprime il proprio cordoglio alle famiglie delle vittime innocenti di questi movimenti e loda il coraggio e la determinazione dei popoli arabi a favore del cambiamento democratico;

2.  esprime la sua profonda preoccupazione per quanto riguarda il livello di violenza contro i manifestanti che ha caratterizzato le proteste in tutti e tre i paesi; condanna pertanto con fermezza il ricorso alla forza e sollecita le forze di sicurezza ad astenersi dall'uso della violenza; sottolinea la necessità di rispondere alle legittime aspirazioni democratiche attraverso un dialogo politico inclusivo e genuine riforme anziché attraverso la repressione;

3.  esorta tutte le parti a impegnarsi in un dialogo costruttivo ed inclusivo; ribadisce l'importanza delle riforme politiche ed economiche per la futura stabilità dello Yemen, della Siria e del Bahrein, a proposito delle quali l'Unione europea è disposta a sostenere la popolazione;

4.  invita le autorità della Siria, dello Yemen e del Bahrein a rispettare i loro impegni internazionali in materia di diritti umani e libertà fondamentali;

5.  esorta le autorità di questi paesi a:

–  revocare immediatamente lo stato di emergenza;

–  liberare senza indugio tutti i prigionieri politici;

–             riconoscere la libertà di espressione e di associazione nella legislazione e nella prassi;

–  rafforzare le misure di lotta contro la corruzione;

–  garantire pari diritti alle minoranze;

–  assicurare l'accesso a mezzi di comunicazione quali internet e la telefonia mobile;

–  garantire l'accesso a media indipendenti;

6.  condanna il fatto che le autorità in Bahrein e Yemen abbiano ostacolato la prestazione di assistenza sanitaria e l'accesso a strutture sanitarie;

7.  esorta l'Unione europea e gli Stati membri a condannare l'uccisione e l'arresto di centinaia di manifestanti, tra cui bambini, e a chiedere profonde riforme politiche, la fine dello stato di polizia e la liberazione di tutti i prigionieri politici;

8.  osserva che la decisione adottata in Yemen di avviare un processo di riforma è un passo importante, che l'Unione europea e i suoi Stati membri devono sostenere; invita il Presidente Saleh ad adottare misure concrete per dare attuazione al suo impegno a trasferire democraticamente il potere attraverso le istituzioni costituzionali;

9.  invita il governo del Bahrein e le altre parti a impegnarsi in un dialogo serio e costruttivo, senza ritardi o precondizioni, per realizzare le riforme; plaude al fatto che il Segretario generale delle Nazioni Unite ha annunciato che l'ONU è pronta a sostenere sforzi a guida nazionale, qualora glielo venga chiesto;

10. prende atto delle dimissioni del governo del 29 marzo, ma ritiene che tale atto non sarà sufficiente a soddisfare la crescente frustrazione del popolo siriano;

11. esorta il Presidente Bashar Al-Assad a porre fine alla brutale repressione contro i manifestanti ed evitare il ricorso alla violenza; chiede l'immediato rilascio dei manifestanti, giornalisti e difensori dei diritti umani arrestati, così come la liberazione dei prigionieri politici e la fine del monopolio del partito Ba'th sullo stato e la società siriani;

12. esorta le autorità siriane ad avviare un dialogo serio e costruttivo con gli altri partiti per dar seguito alle richieste e alle aspirazioni legittime dei dimostranti;

13. chiede che l'Unione europea assista i processi democratici nella regione mediterranea per assicurare la piena partecipazione alla vita politica di tutti i cittadini, in particolare delle donne, che hanno svolto un ruolo cruciale nel chiedere un cambiamento democratico;

14.  invita l'Unione europea a prendere immediatamente l'iniziativa di convocare una sessione speciale della Commissione delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo per affrontare gli abusi commessi in Siria, Yemen e Bahrain durante la repressione delle manifestazioni e per soffocare il dissenso;

15. esorta l'Unione europea a vietare immediatamente ogni tipo di assistenza alla sicurezza in Bahrain, compresa la vendita di materiali antisommossa e militari, fino a quando le autorità del Bahrein non avranno messo fine agli abusi e portato i responsabili dinanzi alla giustizia;

16. sottolinea l'impegno dell'alto rappresentante/vicepresidente e della Commissione nel contesto della comunicazione congiunta su un partenariato per la democrazia e la prosperità condivisa con il mediterraneo meridionale, volta a promuovere la trasformazione democratica e la società civile a seguito degli attuali sviluppi storici nella regione; invita pertanto l'alto rappresentante/vicepresidente, il Consiglio e la Commissione a sostenere le legittime aspettative e le aspirazioni politiche della popolazione siriana e a smettere di premere per la conclusione dell'accordo di associazione UE-Siria a seguito della violenta repressione; ritiene che la conclusione di tale accordo dovrebbe essere subordinata alla capacità delle autorità siriane di mettere in atto le attese riforme democratiche;

17. invita la Commissione a ricorrere integralmente e in modo efficace al sostegno esistente fornito dallo strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI), dall'iniziativa europea per la democrazia e i diritti dell'uomo (EIDHR) e dallo strumento finanziario di stabilità IfS, e ad elaborare con urgenza proposte concrete su come l'assistenza finanziaria dell'UE potrà in futuro meglio aiutare i paesi e le società civili in Medio Oriente e nella regione del Golfo nella loro transizione verso la democrazia e i diritti umani;

18. esorta il Consiglio e gli Stati membri a riesaminare le loro politiche nei confronti del Bahrein, della Siria e dello Yemen e ad assumere una forte posizione comune dell'Unione europea contro le violazioni dei diritti dell'uomo in tali paesi; sottolinea che, se le violazioni dei diritti umani nei confronti della popolazione civile continueranno, saranno imposte sanzioni;

19. incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Re, al governo e al parlamento del Regno del Bahrein, al Presidente, al governo e al parlamento della Repubblica dello Yemen, nonché al Presidente, al governo e al parlamento della Repubblica araba di Siria.

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