Proposta di risoluzione - B7-0379/2011Proposta di risoluzione
B7-0379/2011

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla Costituzione ungherese rivista

29.6.2011

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7‑0316
a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento

Renate Weber, Sophia in 't Veld, Sarah Ludford, Sonia Alfano, Cecilia Wikström, Alexander Alvaro, Norica Nicolai, Nathalie Griesbeck, Gianni Vattimo a nome del gruppo ALDE

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0379/2011

Procedura : 2011/2655(RSP)
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B7-0379/2011
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B7‑0379/2011

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Costituzione ungherese rivista

Il Parlamento europeo,

–      visti gli articoli 2, 3, 4, 6 e 7 del trattato sull'Unione europea (TUE), gli articoli 49, 56, 114, 167 e 258 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea (TFUE), la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e la Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), in relazione al rispetto, alla tutela e alla promozione dei diritti fondamentali,

–      vista la nuova costituzione dell'Ungheria, adottata il 18 aprile 2011 dall'Assemblea Nazionale della Repubblica ungherese e firmata dal presidente dell'Ungheria il 25 aprile 2011, che entrerà in vigore il 1 ° gennaio 2012 (in appresso "la Costituzione"),

–      visti i pareri n. CDL (2011)001 e CDL (2011)016 della commissione di Venezia per la democrazia attraverso il diritto del Consiglio d'Europa, rispettivamente sulle tre questioni giuridiche emerse durante la stesura della nuova costituzione ungherese e sulla nuova costituzione ungherese,

–      vista la proposta di risoluzione n.. 12490, presentata il 25 gennaio 2011 in seno all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, su "Gravi regressi nei settori dello Stato di diritto e dei diritti umani in Ungheria",

–      vista la sentenza n. 30141/04 della Corte europea dei diritti dell'uomo (Schalk e Kopf contro l'Austria), e in particolare i suoi obiter dicta,

–      viste le interrogazioni orali presentate al Parlamento europeo sulla nuova Costituzione ungherese e le dichiarazioni del Consiglio e della Commissione sulla costituzione ungherese rivista e il successivo dibattito svoltosi l'8 giugno,

–      visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che l'Unione europea si fonda sui valori della democrazia e dello Stato di diritto, come stabilito dall'articolo 2 del TUE, sul rispetto inequivocabile dei diritti e delle libertà fondamentali, sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e dalla Convenzione europea sui diritti dell'uomo, sul riconoscimento del valore giuridico di tali diritti, libertà e principi, come ulteriormente ribadito dall'imminente adesione dell'Unione europea alla CEDU,

B.     considerando che, mentre l'elaborazione e l'adozione di una nuova costituzione rientra tra le competenze degli Stati membri, gli Stati membri, attuali e in fase di adesione, e l'UE hanno il dovere di assicurare che i contenuti e le procedure ottemperino ai valori dell'UE, alla Carta dei diritti fondamentali, alla CEDU, e che lo spirito e la lettera delle costituzioni adottate non siano in contrasto con questi valori e strumenti; che questo è chiaramente dimostrato dal fatto che diversi degli attuali Stati membri dell'Unione europea hanno rivisto e modificato loro costituzioni per aderire all'UE o per adattare le proprie costituzioni alle successive prescrizioni dei trattati UE,

C.     considerando che, come deplorato dalla commissione di Venezia, il processo costituente, compresa l'elaborazione e l'adozione definitiva della nuova Costituzione, è stato caratterizzato da una mancanza di trasparenza, da carenze nel dialogo tra la maggioranza e l'opposizione, dalle insufficienti opportunità di un adeguato dibattito pubblico e da un calendario molto limitato[1] e, inoltre, la costituzione costituisce un quadro comunemente accettata per quanto riguarda gli ordinari processi democratici, condizione necessaria per un processo costituzionale pienamente riuscito e legittimo[2] che dovrebbe essere basato su un consenso quanto più ampio possibile all'interno della società ungherese[3],

D.     considerando che la Costituzione è stata ampiamente criticata da ONG e organizzazioni nazionali, europee e internazionali, compresi i rappresentanti dei governi degli Stati membri, è stata adottata esclusivamente con i voti dei deputati dei partiti di governo ed è venuto meno il consenso politico e sociale di cui sopra,

E.      considerando che il Parlamento europeo condivide le preoccupazioni espresse dalla commissione di Venezia circa l'indebolimento del sistema di controlli ed equilibri, in particolare per quanto riguarda le disposizioni in materia di competenze della maggioranza parlamentare e l'indebolimento della Corte costituzionale nonché dei tribunali e dei giudici come garanti indipendenti dell'ordinamento giuridico, che possono mettere a rischio l'indipendenza della magistratura ungherese,

F.      considerando che la Costituzione omette di dichiarare esplicitamente una serie di diritti e doveri che l'Ungheria, sulla scorta dei suoi obblighi internazionali, è tenuta a rispettare e a promuovere, come il divieto della pena di morte, della discriminazione fondata sull'orientamento sessuale e della reclusione a vita senza condizionale nonché la sospensione o la restrizione dei diritti fondamentali in un ordinamento giuridico speciale,

G.     considerando che la Costituzione, attraverso i valori da essa sanciti e una formulazione ambigua in merito alla definizione di nozioni di base come "famiglia" e diritto alla vita dal momento del concepimento, comporta il rischio di discriminazione contro determinati gruppi della società, segnatamente minoranze etniche, religiose e sessuali, famiglie monoparentali, persone che vivono in un'unione civile e donne,

H.     considerando che la Costituzione non garantisce esplicitamente che l'Ungheria rispetti l'integrità territoriale degli altri paesi e che la mancanza di tale disposizione, unitamente all'ambigua formulazione del preambolo, in particolare le parti relative agli obblighi dello Stato ungherese nei confronti dei membri dell'etnia ungherese che vivono all'estero, possono creare una base giuridica per azioni che i paesi vicini potrebbero considerare come ingerenze nelle loro questioni interne, determinando tensioni nella regione,

I.       considerando che la Costituzione attribuisce al suo preambolo una rilevanza giuridica, per cui può comportare conseguenze giuridiche e politiche e portare a incertezza giuridica e considerando altresì che l'inserimento della Carta europea dei diritti fondamentali può causare sovrapposizione di competenze tra tribunali ungheresi ed internazionali, come sottolineato nel parere espresso dalla commissione di Venezia,

J.      considerando che la Costituzione richiede l'adozione di oltre 30 cosiddette leggi cardinali, soggette anche alla maggioranza costituzionale di 2/3, che disciplineranno una vasta gamma di questioni riguardanti il ​​sistema istituzionale ungherese, l'applicazione dei diritti fondamentali, nonché le politiche culturali, religiose, socio-economiche e finanziarie, rendendo in pratica la loro adozione una parte del processo costituzionale e considerando che la Costituzione, conferisce rilevanza giuridica al suo preambolo, comportando eventuali implicazioni giuridiche e politiche, nonché incertezza giuridica,

K.     considerando che, secondo la Costituzione, una serie di questioni, come ad esempio le norme specifiche sulla legislazione riguardante la famiglia e le regole di base dei sistemi fiscali e pensionistici, che normalmente rientrano tra le competenze del governo e l'ordinaria decisione dell'organo legislativo, verrà disciplinata da leggi cardinali, limitando così l'azione di ogni futuro governo che non abbia una maggioranza di due terzi, riducendo il significato di future elezioni e prefigurando la futura possibilità che una maggioranza dei due terzi possa fissare le sue opzioni politiche e disciplinare con leggi cardinali norme specifiche e dettagliate, il che può porre a repentaglio il principio della democrazia,

 

L.     considerando che, come sottolineato dalla commissione di Venezia, le politiche culturali, religiose, socio-economiche e finanziarie non dovrebbero essere fissate definitivamente attraverso leggi cardinali,

 

M.    considerando che un organo non parlamentare, il Consiglio di bilancio, con limitata legittimità democratica, avrà il potere di veto sull'adozione del bilancio generale dell'Assemblea Nazionale, nel qual caso il Capo dello Stato potrà scioglierla, limitando fortemente l'azione del legislatore democraticamente eletto; considerando che l'efficace sistema di quattro commissari parlamentari sarà degradato a uno formato da un commissario generale e due sostituti, che potrebbero non fornire lo stesso livello di protezione dei diritti e i cui poteri non includeranno quelli del precedente commissario per i dati personali e la libertà d'informazione; che inoltre la sue competenze saranno devolute a un organo di cui non si precisa il funzionamento,

 

N.    considerando che, parallelamente all'adozione della nuova Costituzione, il governo ungherese e i partiti di governo hanno effettuato un elevato numero di sostituzioni in posizioni chiave, come il nuovo Procuratore generale, il Presidente della Corte dei conti dello Stato, il presidente del Consiglio di bilancio; che, secondo la nuova Costituzione, l'attuale mandato del presidente della Corte Suprema cesserà e il nuovo presidente della Corte di giustizia sarà eletto direttamente dal parlamento ungherese in cui i partiti di governo hanno una maggioranza di due terzi, e che cinque membri della Corte Costituzionale sono appena stati candidati ed eletti dai partiti al governo,

 

O.    considerando che l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha deciso di preparare una relazione sulla nuova Costituzione ungherese, anche sulla base del parere della commissione di Venezia,

 

P.     considerando che l'elaborazione e l'adozione di una nuova costituzione non figurava nel programma elettorale dei partiti di governo,

 

Q.     considerando che il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban-ki Moon ha dichiarato che il governo ungherese dovrebbe chiedere consigli e raccomandazioni all'interno del paese e al Consiglio d'Europa o alle Nazioni Unite e ritiene che l'Ungheria , come Stato membro dell'Unione europea, dovrebbe consultare le istituzioni europee per ottenere consigli e una revisione della Costituzione,

 

R.     considerando che il Primo Ministro ungherese Viktor Orban ha dichiarato la sua disponibilità a sottoporre la Costituzione a tale revisione,

 

1.      invita le autorità ungheresi a impegnarsi in merito alle numerose e serie questioni, preoccupazioni e raccomandazioni espresse dalla commissione di Venezia nei suoi pareri e ad attuarle tramite emendamenti alla Costituzione, alle leggi cardinali, alle leggi ordinarie e all'interpretazione costituzionale, come sostenuto dalla commissione, condivide pienamente le critiche della commissione di Venezia in relazione alla sua imprecisione in settori chiave come il sistema giudiziario e i diritti fondamentali dell'individuo e all'elevato numero di politiche culturali, religiose, morali, socio-economiche e finanziarie che saranno fissate rigidamente attraverso leggi cardinali mediante una maggioranza dei 2/3, mentre dovrebbero essere sancite da un voto della maggioranza dei legislatori eletti; concorda con le osservazioni della commissione per quanto riguarda il preambolo in relazione alla interpretazione della Costituzione;

2.      invita le autorità ungheresi a cercare attivamente un ampio consenso, a garantire una maggiore trasparenza, un'autentica inclusione politica e sociale e un ampio dibattito pubblico sulla prossima elaborazione e adozione delle leggi cardinali previste nella nuova Costituzione;

3.      invita la autorità ungheresi ad emendare la Costituzione affinché essa tuteli espressamente tutti i diritti fondamentali civili e sociali in linea con gli obblighi internazionali dell'Ungheria, proibisca la pena capitale, la detenzione a vita senza condizionale e le discriminazioni sulla base dell'orientamento sessuale e chiarisca che i cittadini ungheresi possano acquisire diritti fondamentali alla nascita, senza essere soggetti a obblighi;

4.      invita le autorità ungheresi a emendare la Costituzione, in particolare il preambolo, affinché essa garantisca pari protezione dei diritti di ogni cittadino a prescindere dalla connotazione religiosa, sessuale, etnica o societaria cui appartiene, nel rispetto dell'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali, e a includervi una dichiarazione più esplicita sulla separazione tra Stato e chiesa e sulla libertà di stampa in quanto diritto individuale e non solo obbligo dello Stato;

5.      invita le autorità ungheresi ad emendare la nuova Costituzione, compreso il preambolo, in modo da garantire specificamente che l'Ungheria rispetterà l'integrità territoriale degli altri paesi per quanto riguarda i cittadini di etnia ungherese che vivono all'estero;

6.      chiede alle autorità ungheresi di ribadire l'indipendenza del potere giudiziario, garantendo in modo esplicito l'indipendenza della gestione del sistema giudiziario, ripristinando il diritto della Corte costituzionale di riesaminare la normativa finanziaria senza eccezioni, come richiesto dal diritto e dalla giurisprudenza basati sulla CEDU, rivedendo la disposizione sull'abbassamento dell'età pensionabile obbligatoria dei giudici;

7.      chiede alle autorità ungheresi di assicurare che ogni legge cardinale prevista che potrebbe disciplinare questioni come l'aborto, la politica familiare, il sistema fiscale e pensionistico e, più in generale, le politiche culturali, religiose, morali, socio-economiche e finanziarie, debba permettere ai governi e ai legislatori eletti democraticamente di decidere su questi temi, senza che tali politiche vengano fissate rigidamente nella Costituzione o in leggi cardinali troppo dettagliate; invita il governo ungherese a rivedere l'attuale mandato del Consiglio del bilancio;

8.      invita le autorità ungheresi a garantire che l'inserimento della Carta dei diritti fondamentali nella nuova Costituzione non provochi problemi d'interpretazione e sovrapposizione di competenze tra i tribunali nazionali, la nuova Corte costituzionale ungherese e la Corte di giustizia europea;

9.      invita le autorità ungheresi a garantire che la riorganizzazione del sistema dei commissari parlamentari non serva per abbassare l'attuale livello delle garanzie esistenti per la protezione e la promozione dei diritti nei settori come la protezione delle minoranze nazionali, la protezione dei dati personali e la trasparenza dell'informazione con rilevanza pubblica nonché l'indipendenza degli organi competenti; invita le autorità ungheresi a trovare un corrispettivo per l'abolizione dell'azione popolare presso la Corte costituzionale, per esempio prevedendo l'azione indiretta tramite un intermediario, come il difensore civico o un altro organo pertinente;

10.    invita la Commissione europea ad effettuare un esame ed un'analisi completi e approfonditi della Costituzione ungherese e della prossima adozione delle leggi generiche sulla base della CEDU, della Carta dei diritti fondamentali, della lettera e dello spirito dei trattati e dell'acquis comunitario;

11.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Consiglio d'Europa, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'Agenzia per i diritti fondamentali, all'OSCE e all'Organizzazione delle Nazioni Unite.