Proposta di risoluzione - B7-0591/2011Proposta di risoluzione
B7-0591/2011

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla messa al bando delle munizioni a grappolo

14.11.2011

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Geoffrey Van Orden a nome del gruppo ECR

Procedura : 2011/2913(RSP)
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B7-0591/2011
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B7-0591/2011
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B7‑0591/2011

Risoluzione del Parlamento europeo sulla messa al bando delle munizioni a grappolo

Il Parlamento europeo,

–   vista la Convenzione sulle munizioni a grappolo (CCM), entrata in vigore il 1° agosto 2010,

–   visti la Convenzione sulla proibizione o la limitazione dell'uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati (CCW), entrata in vigore il 2 dicembre 1983, e le sue modifiche e protocolli aggiuntivi (I‑V),

–   visto il progetto di protocollo (VI) sulle munizioni a grappolo del 26 agosto 2011,

–   viste le sue numerose risoluzioni sulle munizioni a grappolo,

–   vista la sua risoluzione, del 7 luglio 2011, sui progressi nella lotta contro le mine,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che le forze armate dei paesi democratici si adoperano per ridurre il rischio di uccidere o ferire i civili nel quadro delle operazioni militari;

B. considerando che i paesi europei hanno svolto un ruolo di primo piano negli sforzi volti a rimuovere dagli arsenali militari le armi che possono causare sofferenze inutili o rappresentare, una volta concluso il conflitto, una minaccia per i civili e per la ricostruzione postbellica;

C. considerando che le categorie di munizioni a grappolo messe al bando pongono gravissime minacce per gli ignari civili, compresi i bambini, per molto tempo dopo la conclusione dei conflitti, e che la loro presenza può ostacolare la fornitura di aiuti umanitari, impedire la coltivazione e rallentare gli sforzi di ricostruzione e di riabilitazione nelle aree postbelliche;

D. considerando che il sostegno fornito dalla maggioranza degli Stati membri dell'UE, dalle iniziative parlamentari e dalle organizzazioni della società civile è stato fondamentale per l'esito positivo del "processo di Ottawa" e del "processo di Oslo", che hanno portato a due dei più importanti trattati sul disarmo degli ultimi anni, ossia la Convenzione di Ottawa sul divieto di impiego, di stoccaggio, di produzione e di trasferimento delle mine antipersona e sulla loro distruzione e la Convenzione sulle munizioni a grappolo (CCM);

E. considerando che finora venti Stati membri dell'UE hanno firmato la CCM e diciassette di essi hanno ratificato la Convenzione;

1. incoraggia tutti gli Stati membri dell'Unione europea a firmare e a ratificare quanto prima la CCM; chiede all'Alto rappresentante, al Consiglio e alla Commissione di cogliere tutte le occasioni di incoraggiare i paesi vicini dell'UE ad aderire alla CCM;

2. invita gli Stati membri dell'UE che hanno ancora difficoltà a conciliare la gestione efficace delle loro capacità di difesa territoriale con la firma e la ratifica della CCM a migliorare i loro sistemi affinché siano in linea con il trattato;

3. incoraggia i governi degli Stati membri dell'UE a concordare una strategia coerente in vista della Conferenza di revisione della CCW, che continui a sottolineare l'importanza del regime CCM per limitare le minacce contro i civili, tenendo altresì conto di considerazioni pratiche in materia di sicurezza nazionale;

 

4.  invita il Consiglio e la Commissione a tenere debitamente conto della presente risoluzione del Parlamento europeo e delle sue precedenti risoluzioni sulle mine terrestri antipersona e sulle munizioni a grappolo, nonché a fornire un'assistenza più efficace ai paesi terzi in cui la presenza di residuati bellici esplosivi ha gravi ripercussioni sulla ricostruzione, la riabilitazione e lo sviluppo postbellici;

5.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione all'Alto rappresentante, al Consiglio e alla Commissione, nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE, al Segretario generale delle Nazioni Unite e alla Coalizione contro le munizioni a grappolo.