Procedura : 2011/2948(RSP)
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B7-0693/2011

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PV 14/12/2011 - 7.10
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0693/2011
12.12.2011
PE479.392v01-00
 
B7-0693/2011

presentata a seguito di una dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sul vertice UE-Russia (2011/2948(RSP))


Rebecca Harms, Werner Schulz, Barbara Lochbihler, Bart Staes, Tarja Cronberg, Raül Romeva i Rueda, Indrek Tarand, Rui Tavares, Ulrike Lunacek a nome del gruppo Verts/ALE

Risoluzione del Parlamento europeo sul vertice UE-Russia (2011/2948(RSP))  
B7‑0693/2011

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Russia con riguardo, in particolare, alla risoluzione sulle conclusioni del vertice UE-Russia di Nizhny Novgorod del 9-10 giugno 2011, alla risoluzione sui preparativi per le elezioni alla Duma di Stato russa del dicembre 2011, approvata il 7 luglio 2011, e alla risoluzione sullo Stato di diritto in Russia del 17 febbraio 2011,

–   visto l'accordo di partenariato e cooperazione tra l'Unione europea e la Federazione russa, entrato in vigore nel 1997 e prorogato in attesa della sua sostituzione con un nuovo accordo,

–   visti i negoziati in corso, avviati nel 2008, per un nuovo accordo sulla creazione di un nuovo quadro globale per le relazioni tra l'Unione europea e la Russia, nonché il "partenariato per la modernizzazione" avviato nel 2010,

–   viste le consultazioni tra l'Unione europea e la Russia in materia di diritti umani e, in particolare, l'ultima riunione tenutasi a Bruxelles il 29 novembre 2011,

–   viste la risoluzione 1728 dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, del 29 aprile 2010, sulla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e l'identità di genere, e la raccomandazione del Comitato dei ministri CM/Rec(2010)5, del 31 marzo 2010, sulle misure per combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere,

–   viste la dichiarazione finale e le raccomandazioni formulate al termine della quattordicesima riunione della commissione di cooperazione parlamentare UE-Russia del 19 e 20 settembre 2011 a Varsavia,

–   visto la riunione del Forum della società civile UE-Russia tenutasi a Varsavia in data 1-2 dicembre 2011,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il recente accordo raggiunto dalla Georgia e dalla Federazione russa spiana la strada all'adesione della Russia all'Organizzazione mondiale del commercio e rimuove il principale ostacolo all'approfondimento delle relazioni economiche e commerciali tra l'UE e la Russia; considerando che nonostante la crescente interdipendenza commerciale ed economica le relazioni non avanzano a causa delle incomprensioni e della sfiducia in merito a questioni fondamentali, che hanno impedito alle parti di costruire un autentico partenariato strategico;

B.  considerando che una cooperazione rafforzata e relazioni di buon vicinato fra l'Unione europea e la Russia sono fondamentali per la stabilità, la sicurezza e la prosperità dell'Europa; che lo sviluppo di un partenariato strategico tra l'Unione europea e la Federazione russa non può che essere fondato sulla condivisione di valori comuni; che è della massima importanza intensificare la cooperazione a livello internazionale tra i due partner in tutte le istituzioni, organizzazioni e sedi al fine di migliorare la governance globale e affrontare le sfide comuni;

C. considerando che, il 27 novembre, il congresso del partito Russia Unita ha approvato formalmente la candidatura dell'ex presidente Putin per le elezioni presidenziali previste per il marzo 2012; che, durante il suo discorso, l'attuale Primo ministro Putin ha avvertito i paesi occidentali di non interferire nelle elezioni russe e di interrompere la fornitura di aiuti finanziari alle ONG e ai critici del Cremlino;

D. considerando che la correttezza delle elezioni del 4 dicembre è stata messa seriamente in discussione, visto che alcune delle condizioni di base per lo svolgimento delle elezioni, come il dibattito pubblico, una stampa libera e condizioni eque per tutte le forze politiche del paese non sono state rispettate e, inoltre, sono stati registrati gravi ostacoli per quanto riguarda la nomina dei delegati e la registrazione dei partiti, così come la mancanza di pari opportunità in materia di campagna elettorale;

E.  considerando che, il 1 dicembre 2011, la procura di Mosca ha aperto un caso amministrativo ed ha multato l'associazione Golos, il gruppo di monitoraggio elettorale con maggiore esperienza in Russia, accusandolo di aver violato le leggi elettorali creando un sito web per la registrazione di brogli e irregolarità elettorali;

F.  considerando che, per quanto riguarda il giorno delle elezioni, l'OSCE/ODIHR ha affermato che la qualità del processo si è considerevolmente deteriorata durante lo spoglio, che è stato caratterizzato da frequenti violazioni procedurali e da casi di apparente manipolazione, tra cui diversi gravi indizi relativi all'inserimento nelle urne elettorali di schede fasulle; che la polizia ha arrestato centinaia di attivisti dell'opposizione che avevano tentato di tenere comizi il 4 dicembre e nei giorni successivi a Mosca, San Pietroburgo e in altre città russe, per protestare contro lo svolgimento delle elezioni;

G. considerando che, il 10 dicembre, almeno 50 000 persone si sono radunate in piazza Bolotnaya a Mosca nella più grande protesta dalla caduta dell'Unione Sovietica chiedendo l'annullamento dei risultati elettorali del 4 dicembre, nuove elezioni, le dimissioni del capo della commissione elettorale Vladimir Churov, un'inchiesta sui presunti brogli e l'immediato rilascio dei manifestanti arrestati; che manifestazioni simili hanno avuto luogo in altre città russe;

H. considerando che, nel giugno 2010, l'UE e la Russia hanno adottato una dichiarazione congiunta sulle priorità del nuovo partenariato per la modernizzazione volto ad ammodernare le economie e le società di entrambe le parti; che, a questo proposito, le parti del piano di lavoro comprendenti proposte e progetti concreti di cooperazione e assistenza nel campo dei diritti umani e dello Stato di diritto hanno avuto poco seguito sostanziale;

I.   considerando che l'energia rappresenta uno strumento fondamentale della politica estera russa e continua a svolgere un ruolo centrale e strategico nelle relazioni UE-Russia; che la forte dipendenza dell'UE dai combustibili fossili nuoce allo sviluppo di un'impostazione europea nei confronti della Russia che sia equilibrata, coerente e fondata sui valori; che la concorrenza tra l'UE e la Russia in materia di energia è in aumento in settori di interesse comune, come il Caucaso meridionale e l'Asia centrale; considerando che è della massima importanza che l'UE si esprima con una voce sola e dia prova di solidarietà interna;

J.   considerando che numerose aree di cooperazione reciprocamente vantaggiose per l'UE e la Russia nel campo energetico sono attualmente trascurate, come ad esempio l'efficienza energetica o la ricerca in materia di tecnologie delle energie rinnovabili;

K. considerando che le libertà di espressione, di associazione e di riunione in Russia sono ancora minacciate e le iniziative e attività dei difensori dei diritti umani, delle organizzazioni indipendenti della società civile, degli oppositori politici, dei media indipendenti e dei semplici cittadini sono spesso oggetto di restrizioni o di ostacoli e suscitano particolare preoccupazione nel Caucaso settentrionale e in altre regioni della Federazione russa,

L.  considerando che la risoluzione del Parlamento europeo del 21 ottobre 2010 sui diritti umani nel mondo nel 2009 e sulla politica dell'Unione europea in materia invitava il Consiglio a esaminare l'opportunità di imporre un divieto di ingresso nell'UE ai funzionari russi coinvolti nella morte di Sergej Magnitskij nonché di congelarne i beni;

M. considerando che, come membro dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e del Consiglio d'Europa, la Federazione russa si è impegnata a rispettare i principi democratici e i diritti umani, con particolare riguardo alle libertà di parola e di riunione;

N. considerando che relazioni di buon vicinato, pace e stabilità nei paesi limitrofi comuni sono nell'interesse sia della Russia che dell'UE; considerando che dovrebbe svilupparsi un dialogo aperto, franco e orientato ai risultati sulla crisi in questi paesi, in particolare per quanto riguarda i conflitti congelati, al fine di rafforzare la sicurezza e la stabilità, sostenere l'integrità territoriale dei paesi interessati e sviluppare meccanismi comuni di gestione delle crisi;

O. considerando che la sicurezza in Europa è ancora una questione molto delicata e controversa e che l'UE e la Russia dovrebbero adoperarsi al massimo per superare le differenze esistenti e le opinioni divergenti e migliorare il dialogo e la cooperazione in questo settore;

1.  ritiene che il vertice di Bruxelles potrebbe dare lo slancio per un sostanziale miglioramento della relazioni UE-Russia che corrispondano alle ambizioni di ambo le parti solo qualora lo Stato di diritto e i valori democratici siano pienamente rispettati e posti al centro di tali relazioni; sottolinea che il nuovo accordo attualmente in fase di negoziato tra le parti dovrebbe essere giuridicamente vincolante e comprendere in modo esaustivo tutti gli aspetti delle relazioni; ribadisce la propria posizione che la democrazia e i diritti umani devono essere parte integrante di questo accordo, specialmente per quanto riguarda la definizione e l'inserimento di una clausola efficace e operativa relativa ai diritti umani;

2.  condanna la repressione della polizia in occasione di manifestazioni pacifiche di protesta contro le irregolarità e le frodi elettorali, repressione di cui hanno riferito osservatori internazionali e che è stata documentata da video registrati di comuni cittadini; invita le autorità russe a rispettare pienamente la libertà di riunione e la libertà di parola e ad esaminare approfonditamente tutti i casi di illeciti elettorali, al fine di sanzionare i funzionari coinvolti e di procedere nuovamente al voto nel caso in cui siano state commesse irregolarità; chiede il rilascio immediato di tutti i manifestanti;

3.  invita il Presidente del Consiglio, il Presidente della Commissione, l'HR/VP e la Presidenza dell'UE a sollevare con fermezza la questione delle elezioni del 4 dicembre presso il vertice, sollecitando la Russia a rispettare i propri obblighi internazionali derivanti, in particolare, dalla sua partecipazione al Consiglio d'Europa e all'OSCE; chiede una revisione profonda del processo elettorale, al fine di spianare la strada verso elezioni presidenziali veramente libere ed eque nel marzo 2012;

4.  sottolinea che le sfide comuni cui si trovano confrontate sia l'UE che la Russia, come la crisi economica e finanziaria, istituzioni multilaterali efficienti, le questioni legate all'energia e alla sicurezza energetica, la transizione democratica nel mondo arabo e i conflitti congelati nel vicinato comune, richiedono un potenziamento della cooperazione e una migliore collaborazione nella gestione delle crisi; invita, a tale proposito, la Russia a ratificare lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale;

5.  ritiene che il partenariato per la modernizzazione non debba essere limitato alla cooperazione economica e all'innovazione tecnologica, ma debba invece andare avanti di pari passo con un ambizioso processo di riforme interne che comprendano il consolidamento delle istituzioni democratiche e di un sistema giuridico affidabile, il rispetto dello Stato di diritto e lo sviluppo senza ostacoli di un'autentica società civile; invita a questo proposito la Commissione e il governo russo a definire le misure necessarie da adottare per raggiungere questi obiettivi;

6.  sottolinea che il forum della società civile UE-Russia potrebbe svolgere un ruolo fondamentale nella promozione del partenariato per la modernizzazione nel settore dei diritti umani e civili, della lotta contro la corruzione e dello Stato di diritto; plaude, a tal proposito, allo spirito e al clima di lavoro costruttivi del vertice di Varsavia e alle raccomandazioni adottate;

7.  sottolinea che, attualmente, le relazioni con la Russia possono essere soltanto di carattere pragmatico; accoglie con favore l'accordo raggiunto dalla Georgia e dalla Federazione russa concernente l'adesione della Russia all'Organizzazione mondiale del commercio e si attende che la futura partecipazione della Russia all'organizzazione in parola acceleri i negoziati sul nuovo accordo di partenariato;

8.  accoglie con favore il completamento dell'elenco di misure comuni in vista dell'abolizione del visto per i viaggi di breve durata dei cittadini russi e dell'UE e auspica che l'attuazione di tali misure prepari la strada per la negoziazione di un accordo di esenzione dal visto; sottolinea, tuttavia, che la facilitazione e la liberalizzazione dei visti con la Federazione russa non dovrebbero in alcun modo privilegiare i titolari di passaporti russi che vivono nelle regioni teatro di conflitti congelati a scapito dei cittadini della Moldova e della Georgia;

9.  sottolinea che la cooperazione energetica, e in particolare il dialogo energetico, rappresenta uno degli elementi fondamentali delle relazioni UE-Russia; sottolinea la necessità che l'UE riduca la sua dipendenza dai combustibili fossili, in linea con i suoi obiettivi; mette in evidenza che i principi di interdipendenza e di trasparenza e il rispetto del diritto europeo dovrebbero costituire la base di tale cooperazione, unitamente alla parità di accesso ai mercati, alle infrastrutture, agli investimenti e a un quadro giuridico affidabile; attende con interesse la definizione di una tabella di marcia a lungo termine avente l'obiettivo di discutere il ruolo delle risorse energetiche russe per il mix energetico dell'UE fino al 2050;

10. invita il Consiglio e la Commissione a garantire che i principi enunciati nel trattato sulla Carta dell'energia e nel protocollo sul transito ad esso allegato siano inseriti in un nuovo accordo di partenariato tra l'Unione europea e la Russia;

11. sottolinea che la diversificazione delle fonti di energia e delle vie di approvvigionamento rappresenta un elemento strategico della politica dell'Unione europea in materia di sicurezza energetica; si rammarica, a tale riguardo, delle obiezioni sollevate dalla Russia ai futuri negoziati tra Unione europea, Azerbaigian e Turkmenistan sulla costruzione di un sistema di gasdotti transcaspico;

12. esorta la Federazione russa a rafforzare il suo contributo alla lotta contro i cambiamenti climatici, attraverso la riduzione delle emissioni interne di gas a effetto serra e la partecipazione ai negoziati internazionali su un quadro globale della politica climatica post-2012 nell'ambito dell'UNFCCC e del protocollo di Kyoto; sottolinea a tale proposito che, per raggiungere entro il 2020 le necessarie riduzioni rispetto alle emissioni del 1990 per i paesi dell'allegato I, tutti i paesi industrializzati devono impegnarsi ad assumere obiettivi che rappresentino una riduzione significativa delle emissioni rispetto ai livelli attuali e aumentare la cattura del carbonio nelle foreste;

13. sottolinea che l'UE dovrebbe ampliare la cooperazione con la Russia nel settore dell'energia e in altre aree reciprocamente vantaggiose quali, ad esempio, l'efficienza energetica o la ricerca in materia di tecnologie delle energie rinnovabili; ribadisce che gli accordi intergovernativi e commerciali in materia di energia tra la Russia e i soggetti europei devono essere conformi alle disposizioni legislative e regolamentari di entrambe le parti;

14. ricorda che nei pressi delle frontiere dell'UE sono tuttora situati reattori nucleari di tipo Chernobyl e altri reattori di prima generazione e chiede alla Russia la loro chiusura immediata; esorta, nel frattempo, l'UE e i suoi Stati membri a vietare le importazioni di energia nucleare che non soddisfano i più elevati standard di sicurezza nucleare;

15. esprime profonda preoccupazione per i progetti di centrali nucleari nell'enclave di Kaliningrad e a Sosnovyi Bor; esorta, a tal proposito, la Russia a ratificare e a rispettare immediatamente la convenzione dell'UNECE di Espoo e le ricorda l'impegno sottoscritto ad elaborare norme unificate per le valutazioni d'impatto ambientale dei progetti transfrontalieri;

16. si rammarica profondamente per l'ulteriore deterioramento della situazione generale dei diritti umani in Russia e per l'assenza di qualsiasi progresso nelle modalità di consultazione tra l'UE e la Russia in materia di diritti umani; esprime preoccupazione in merito a detta forma di dialogo, divenuta un processo piuttosto che uno strumento preposto a conseguire risultati misurabili e concreti; insiste nuovamente sulla necessità di includere indicatori pubblici di progresso nelle consultazioni in materia di diritti umani, di migliorare le modalità di dialogo, alternando ad esempio l'ubicazione delle consultazioni, e l'interazione tra le ONG russe e le autorità del paese in occasione di questo processo in merito alla composizione della delegazione russa, e di presentare valutazioni pubbliche dei progressi conseguiti in occasione dei vertici UE-Russia e a seguito delle riunioni del Consiglio di partenariato;

17. deplora la costante opposizione russa alla partecipazione di ministeri e agenzie diversi dal ministero degli Affari esteri (quali ad esempio il difensore civico), all'organizzazione alternata di consultazioni in Russia e nell'UE e agli incontri con le ONG russe e internazionali;

18. esorta il presidente del Consiglio e la Commissione a mettere in evidenza la preoccupazione dell'UE in merito al clima tutt'ora ostile per i diritti umani in Russia, per quanto riguarda, in particolare, la necessità che la società civile disponga dello spazio necessario per funzionare senza restrizioni indebite, che la sicurezza dei difensori dei diritti umani sia garantita e che l'impunità dilagante per le torture in atto, le sparizioni forzate e altri abusi gravi nel Caucaso settentrionale sia affrontata con urgenza; sottolinea inoltre l'importanza che la Russia attui pienamente le sentenze della Corte europea dei diritti dell'uomo quale strumento per perseguire tali abusi;

19. condanna le recenti proposte legislative di considerare come reato penale la pubblica dichiarazione del proprio orientamento sessuale e l'identità di genere a San Pietroburgo; si rammarica parimenti che disposizioni simili esistano nelle regioni di Arkanghelsk e di Ryazan e possano essere presentate in futuro a Mosca e a livello federale; esorta tutte le autorità politiche russe ad astenersi dal limitare la libertà di espressione e a cessare di equiparare l'orientamento sessuale e l'identità di genere alla pedofilia; invita il Servizio per l'azione esterna a manifestare la forte opposizione dell'UE a tali proposte;

20. ricorda alla Federazione russa gli obblighi previsti dalla convenzione europea sui diritti dell'uomo sul rispetto dei diritti umani delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali; invita la Russia a seguire la raccomandazione del Comitato dei ministri sulle misure per combattere la discriminazione fondata sull'orientamento sessuale o l'identità di genere e a tutelare i diritti alla libertà di espressione e di riunione delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali;

21. è del parere che la scarsa indipendenza delle istituzioni giudiziarie sia alla base dell'impunità in Russia ed esprime preoccupazione per le denunce relative a processi dettati da motivazioni di natura politica, procedure inique e omissioni di indagini su reati gravi quali omicidi, molestie e altre forme di violenza;

22. deplora che, a due anni dalla morte di Sergej Magnitskij, le autorità russe non abbiano portato a termine l'indagine entro la fine di novembre come promesso, prolungandola ulteriormente fino al 2012; prende atto della relazione pubblicata nel luglio 2011 dal consiglio dei diritti umani del presidente Medvedev, contenente le prove che l'arresto di Sergej Magnitskij era illegale e che, durante la sua detenzione, egli era stato sottoposto a percosse e torture per estorcergli una confessione di colpevolezza;

23. osserva che il Dipartimento di Stato americano e il ministero degli Esteri britannico hanno deciso nel 2011 di imporre un divieto di rilascio del visto a circa 60 funzionari russi che si ritiene abbiano un legame con la morte di Sergej Magnitskij risultante dal mancato intervento delle autorità russe; esorta il Consiglio ancora una volta, data l'assenza di provvedimenti positivi nell'indagine sul caso di Sergej Magnitskij, ad insistere sul fatto che le autorità russe debbano consegnare i responsabili alla giustizia e, contemporaneamente, sollecita il Consiglio a imporre in tutti gli Stati membri dell'UE divieti immediati di rilascio del visto e il congelamento dei beni per i funzionari del governo russo coinvolti nella frode fiscale e responsabili di aver partecipato all'arresto illegale, alle torture, al rifiuto di prestare cure mediche e all'assassinio di Magnitskij durante la detenzione nonché all'occultamento del crimine;

24. si rammarica del fatto che la Russia si sia rifiutata di sostenere una risoluzione in sede di Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che condanna le brutali repressioni in corso in Siria e, così facendo, abbia impedito alla comunità internazionale di esercitare le necessarie pressioni politiche ed economiche sul regime di Assad e di evitare ulteriori violenze e l'escalation militare;

25. accoglie con favore la disponibilità russa di progredire verso un accordo quadro in materia di operazioni di gestione delle crisi; esorta a tale proposito le autorità russe ad essere coerenti e, pertanto, ad autorizzare l'accesso della missione di monitoraggio dell'UE in Georgia ai territori secessionisti dell'Abkhazia e dell'Ossezia meridionale, in conformità dell'accordo per il cessato il fuoco del 2008;

26. invita le autorità russe a intensificare gli sforzi al fine di compiere progressi concreti per quanto riguarda la risoluzione del conflitto della Transnistria e, a tale proposito, plaude alla decisione di riprendere i negoziati ufficiali 5+2 miranti a pervenire a una soluzione globale nel prossimo futuro;

27. si rammarica del mancato conseguimento di progressi per la risoluzione del conflitto del Nagorno-Karabakh; esprime preoccupazione per la corsa agli armamenti in corso nella regione e sollecita il governo russo a cessare la consegna di armi alle parti belligeranti per allentare la tensione e aprire la strada a una risoluzione duratura e globale;

28. si rammarica per la recente attivazione a Kaliningrad di un radar antimissile nucleare di allarme tempestivo e per le recenti dichiarazioni della classe politica dirigente russa in merito a un possibile ritiro del paese dal trattato per la riduzione delle armi strategiche (START) in risposta al progetto statunitense di scudo antimissile; chiede un impegno costruttivo tra Stati Uniti, NATO e Russia sulle questioni di sicurezza, tra cui la condivisione dei dati e lo scambio di informazioni;

29. ricorda il ruolo fondamentale dell'OSCE nella promozione della sicurezza in Europa; sollecita la ripresa del processo di limitazione degli armamenti convenzionali e di disarmo nel quadro dell'OSCE; auspica l'avvio di negoziati su ulteriori misure per la riduzione delle truppe e degli armamenti (CFE II); sollecita il governo della Federazione russa a revocare la sospensione degli obblighi di conformità previsti nella versione originale del trattato CFE e inoltre ottemperare agli impegni di Istanbul del 1999; sollecita gli Stati della NATO a ratificare e attuare senza ulteriori ritardi il trattato CFE aggiornato;

30. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, all'OSCE, al Consiglio d'Europa nonché al Presidente, al governo e al parlamento della Federazione russa.

 

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