Proposta di risoluzione - B7-0072/2012Proposta di risoluzione
B7-0072/2012

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla Siria (2012/2543(RSP))

13.2.2012

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Daniel Cohn-Bendit, Hélène Flautre, Franziska Katharina Brantner, Reinhard Bütikofer, Malika Benarab-Attou, Margrete Auken, Catherine Grèze, Raül Romeva i Rueda, Judith Sargentini, Ulrike Lunacek, Rui Tavares a nome del gruppo Verts/ALE

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0068/2012

Procedura : 2012/2543(RSP)
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B7-0072/2012
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B7‑0072/2012

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Siria (2012/2543(RSP))

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Siria, in particolare quella del 15 dicembre 2011 sulla situazione in Siria, del 27 ottobre sulla situazione in Egitto e in Siria, in particolare per quanto riguarda le comunità cristiane e il caso di Rafah Nashed, del 15 settembre 2011 sulla situazione in Siria e del 7 luglio 2011 sulla situazione in Siria, Yemen e Bahrein nel contesto della situazione nel mondo arabo e in Nord Africa,

­­­­–   viste le conclusioni sulla Siria del Consiglio "Affari esteri" del 23 gennaio 2012 e le conclusioni del Consiglio europeo del 23 ottobre e del 9 dicembre 2011,

–   vista la decisione 2011/782/PESC del Consiglio del 1° dicembre 2011 relativa a misure restrittive nei confronti della Siria e che abroga la decisione 2011/273/PESC e la sua decisione in seguito al Consiglio "Affari esteri" del 23 gennaio 2012 intesa a rafforzare le misure restrittive dell'UE contro il regime siriano,

–  viste le dichiarazioni del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza (VP/AR) sulla Siria del 2001, del 23 gennaio 2012 e del 4 febbraio 2012 in seguito al veto sulla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria,

–  vista la missione di monitoraggio della Lega araba in Siria guidata dall'ambasciatore Adnan el Khodeir, che è stata sospesa il 28 gennaio 2012,

–  visti le dichiarazioni della Lega araba sulla situazione in Siria del 2011 e del 22 gennaio 2012, la sua iniziativa volta a cercare il sostegno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per una soluzione politica, il suo piano d'azione del 2 novembre 2011 e le sanzioni adottate dalla Lega araba contro la Siria il 27 novembre 2011,

–   vista la decisione della Turchia, del 1° dicembre 2011, di adottare sanzioni contro la Siria,

–   viste le risoluzioni del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sulle gravi violazioni dei diritti umani nella Repubblica araba siriana del 2 dicembre 2011 e del 22 agosto 2011,

–   vista la relazione della commissione d'inchiesta internazionale indipendente sulla Repubblica araba siriana, del 23 novembre 2011,

–   vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sui diritti umani in Siria, del 22 novembre 2011,

–   vista la risoluzione della terza commissione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nella Repubblica araba siriana, del 22 novembre 2011,

 

–   vista la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, del 1948,

–   visti il Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, il Patto internazionale relativo ai diritti economici, sociali e culturali, la Convenzione contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti, la Convenzione sui diritti del fanciullo e il protocollo opzionale concernente il coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati e la Convenzione per la prevenzione e la repressione del delitto di genocidio, di cui la Siria è parte firmataria,

–   visti l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che le Nazioni Unite stimano che, nel corso delle rivolte che durano da undici mesi, il numero di vittime in Siria abbia superato le 5 400 persone, sottolineando nel contempo la difficoltà di aggiornare tali stime a causa della chiusura totale di talune aree tra cui alcune zone di Homs; considerando che molte altre migliaia di persone sono state ferite, che almeno 69 000 sono state arrestate, di cui circa 32 000 sono state liberate e altre 12 400 sono fuggite nei paesi confinanti; considerando che, secondo le stime del Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia centinaia di bambini sono stati uccisi e altre centinaia sono stati arbitrariamente arrestati, torturati e sottoposti ad abusi sessuali mentre erano detenuti;

B.  considerando che, dall'inizio di febbraio, le truppe siriane hanno ulteriormente intensificato gli attacchi contro civili disarmati ed hanno bombardato quartieri residenziali di Homs, della provincia settentrionale di Idlib, della regione meridionale di Daraa e della città montana di Zabadani provocando numerose vittime e determinando una situazione allarmante sul piano umanitario, specie per quanto riguarda il rifornimento di medicinali e l'accesso al cibo;

C. considerando che i residenti della città assediata di Homs sono sottoposti a bombardamenti continui e massicci e temono che il regime si prepari a sferrare un assalto di terra finale e devastante; considerando che il 12 febbraio 2012 i mezzi di comunicazione arabi hanno riferito che i carri armati e l'artiglieria siriana hanno iniziato a bombardare pesantemente la città di Hama, oltre a continuare l'assalto alla città di Homs; considerando che, allo stesso tempo, le autorità siriane continuano ad affermare di far fronte a "gruppi terroristici" e che continueranno a farlo finché "l'ordine" non sarà stato ristabilito;

D. considerando che la Lega araba ha concordato, il 22 gennaio 2012, un piano che prevede di chiedere a Bashar al-Assad di delegare i poteri al suo vicepresidente in seguito alla formazione di un governo di unità nazionale, avviando nel contempo un dialogo con l'opposizione; considerando che il regime siriano ha respinto il piano della Lega araba, giudicandolo un palese tentativo di interferire nei suoi affari interni;

E.  considerando che la Lega araba ha deciso di chiedere il sostegno del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per conseguire una soluzione politica in Siria; che il 4 febbraio 2012 la Federazione russa e la Cina hanno posto il loro veto ad una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che appoggiava la richiesta della Lega araba di un processo politico inclusivo e pacifico guidato dalla Siria; che il 28 gennaio 2012 la missione di monitoraggio della Lega araba in Siria è stata sospesa a causa del critico deteriorarsi della situazione;

F.  considerando che il giorno successivo alla decisione della Federazione russa e della Cina di porre il loro veto per la seconda volta ad una risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite in Siria, vi sarebbero state operazioni di sicurezza intensificate in tutto il paese e in particolare nei quartieri di Homs; considerando che l'opposizione siriana ha dichiarato che il nuovo veto incoraggerà il governo ad agire senza restrizioni; che la recente visita in Siria del ministro degli Esteri russo e del capo dei servizi segreti, i quali hanno spinto per una soluzione che preveda riforme da parte del regime e un dialogo con l'opposizione, è stata seguita da attacchi massicci da parte delle forze militari contro le forze di opposizione al governo;

G. considerando che, l'11 gennaio 2012, una dimostrazione pro-Assad nella città di Homs è stata colpita da una granata a razzo che ha causato la morte del giornalista televisivo di France 2 Gilles Jacquier ed il ferimento di molti civili; considerando che si presume che l'attacco sia stato ordinato dal regime, dal momento che l'episodio si è verificato in un periodo in cui la Francia, insieme con la Turchia, gli Stati Uniti ed altri paesi, accusava il governo siriano di intensificare gli attacchi contro la popolazione ed interveniva a sostegno delle forze ribelli; che alla maggior parte dei giornalisti internazionali viene negato l'accesso in Siria per impedire loro di svolgere il proprio compito di fornire informazioni indipendenti sulla situazione in Siria;

H. considerando che il Consiglio "Affari esteri" del 23 gennaio 2012 ha incoraggiato l'opposizione siriana a compiere tutti gli sforzi per rafforzare il coordinamento sulle azioni future per dar luogo ad una transizione ordinata verso una Siria democratica, stabile, inclusiva e che garantisca i diritti delle minoranze;

I.   considerando che, in risposta al perdurare e al deteriorarsi della grave situazione dei diritti umani, il Consiglio ha nuovamente rafforzato le misure restrittive dell'UE contro il regime siriano, aggiungendo 22 persone responsabili di violazioni dei diritti umani ed otto enti che sostengono finanziariamente il regime all'elenco di coloro che sono soggetti al congelamento dei beni e al divieto di ingresso nell'UE; considerando che il 27 febbraio 2012 l'Unione europea dovrebbe imporre sanzioni ancora più severe contro la Siria;

J.   considerando che, in risposta all'aumento della violenza ed alle gravi preoccupazioni per la sicurezza, gli Stati Uniti hanno chiuso la loro ambasciata in Siria; considerando che Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna, Regno Unito, Germania e Belgio hanno richiamato i propri ambasciatori; che il Consiglio di cooperazione del Golfo e la Tunisia hanno richiamato i propri ambasciatori e hanno deciso di espellere gli ambasciatori siriani dalla propria capitale;

K. considerando che il Commissario per i diritti umani dell'ONU ha chiesto il deferimento della Siria dinanzi alla Corte penale internazionale con l'accusa di crimini contro l'umanità, in seguito alla sessione speciale di dicembre dell'UNHRC sulla Siria basata sulle conclusioni della relazione della commissione di inchiesta indipendente delle Nazioni Unite, e che il Segretario generale dell'ONU ha dichiarato, il 15 gennaio 2012, che la via della repressione è un vicolo cieco; considerando che solo il Consiglio di sicurezza dell'ONU può deferire il caso dinanzi alla CPI, come avvenuto per la Libia, poiché la Siria non è uno Stato partecipante allo Statuto di Roma;

L.  considerando che dal marzo 2011 decine di migliaia di profughi siriani hanno cercato rifugio in Turchia; che il 7 febbraio 2010 il primo ministro turco, rivolgendosi al proprio gruppo parlamentare, ha dichiarato che la Turchia sta collaborando alla preparazione di un una nuova iniziativa con gli alleati occidentali per sostenere le forze di opposizione al regime siriano; considerando che la Turchia ospita diversi leader dell'opposizione siriana, inclusi alcuni membri del Libero esercito siriano, in gran parte disertori delle forze armate siriane per proteggere la popolazione dagli attacchi delle truppe siriane;

1.  esprime la sua più ferma disapprovazione per l'escalation degli attacchi violenti e brutali perpetrati dal regime siriano contro la popolazione, in particolare ad Homs, terza principale città della Siria, soggetta a continui e pesanti bombardamenti dall'inizio di febbraio; sollecita il regime siriano a porre immediatamente fine alle uccisioni di civili, a ritirare le truppe siriane dalle città assediate ed a liberare tutti i dimostranti, prigionieri politici, difensori dei diritti umani, blogger e giornalisti detenuti;

2.  porge le sue condoglianze alle famiglie delle vittime; ribadisce la sua solidarietà con il popolo siriano nella sua lotta non violenta per la libertà, la dignità e la democrazia e plaude alla sua determinazione ed alla sua capacità di organizzarsi da solo come forza di opposizione, con particolare riferimento alle donne, che svolgono un ruolo cruciale in questa lotta;

3.  chiede le dimissioni di Bashar al Assad, il cui regime non ha saputo adempiere al suo compito di proteggere la popolazione ai sensi del diritti internazionale ed ha perso ogni legittimità; rammenta le principali conclusioni della relazione della commissione d'inchiesta indipendente dell'ONU sulla Siria, secondo cui è possibile che nel paese siano stati commessi crimini contro l'umanità; reputa che l'azione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite volta a porre fine alla crisi in Siria debba fondarsi su meccanismi chiari di responsabilità e ribadisce il suo sostegno alla richiesta del Commissario per i diritti umani dell'ONU di deferire la Siria dinanzi alla CPI, al fine di condurre indagini indipendenti e imparziali sugli avvenimenti verificatisi in Siria, tradurre dinanzi alla giustizia i responsabili delle violazioni dei diritti umani ed evitare ulteriori vittime; sollecita nel contempo il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad imporre un embargo sulle armi nei confronti del regime siriano;

4.  condanna con forza la decisione adottata dalla Federazione russa e dalla Cina relativa alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria, che sosteneva il piano della Lega araba in cui si chiedeva alla Siria di fermare lo spargimento di sangue, ritirare le truppe dalle città, liberare i detenuti, fornire accesso agli osservatori e ai mezzi di comunicazione ed avviare il dialogo con l'opposizione; chiede alla Federazione russa di fermare immediatamente la vendita di armi e di materiale militare e le consegne di aerei al regime siriano, poiché potrebbero essere utilizzati contro i civili; deplora la decisione adottata il 10 gennaio 2012 dalle autorità cipriote di non fermare una nave russa nel porto di Limisso, la quale trasportava armi e munizioni per le forze di sicurezza siriane, benché Cipro sia tenuta ad attuare l'embargo dell'UE sulle armi; invita il VP/AR a condannare con fermezza il loro veto del tutto irresponsabile e ad indicare chiaramente ad entrambi i paesi le gravi conseguenze che vi sarebbero qualora il sostegno ad Assad dovesse continuare; chiede altresì al VP/AR di lavorare per intensificare il dialogo con la Federazione russa e la Cina, sottolineando la necessità che i due paesi adempiano alle loro responsabilità a livello globale per quanto riguarda le gravi violazioni dei diritti umani in corso;

5.  sostiene con decisione gli sforzi degli Stati della Lega araba di porre fine alle violenze, promuovere una soluzione politica per la Sira e fornire qualsiasi forma di sostegno politico e materiale all'opposizione siriana; accoglie con favore la richiesta rivolta dalla Lega araba al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 12 febbraio 2012 di inviare una missione di mantenimento della pace comune ONU-paesi arabi in Siria al fine di sostituire la missione di monitoraggio della Lega araba; invita il VP/AR e gli Stati membri dell'UE a fare tutto il possibile per aprire la strada al sostegno della Federazione russa all'iniziativa di mantenimento della pace della Lega araba; incoraggia fortemente il VP/AR, il Consiglio e gli Stati membri dell'UE a continuare a cooperare strettamente con la Turchia e con i paesi confinanti della Siria, con la Lega araba e con gli altri attori internazionali e ad impegnarsi nel lancio di un gruppo di contatto al fine di conseguire una posizione comune per la soluzione della crisi, aiutare le forze di opposizione nella loro lotta fornendo loro supporto materiale e tecnico, incluse immagini satellitari e strumenti di comunicazione, aumentando nel contempo le pressioni sul regime siriano affinché ponga termine all'escalation militare contro la popolazione; sostiene con decisione la proposta della Tunisia di ospitare la riunione del gruppo di contatto "Amici della Siria" il 24 febbraio 2012, un piano avviato dalla Francia e dagli Stati Uniti in seguito al blocco della risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU da parte di Russia e Cina; chiede in tale spirito l'istituzione immediata di un inviato speciale dell'UE in Siria;

6.  prende atto della richiesta del Consiglio nazionale siriano di istituire corridoi umanitari sicuri al fine di mettere in sicurezza la popolazione più vulnerabile e garantire il libero accesso agli aiuti umanitari e alle cure mediche nonché ai servizi di informazione e comunicazione; chiede al VP/AR, al Consiglio e agli Stati membri dell'UE di esaminare la possibilità di costituire tali corridoi umanitari sicuri, nel quadro del Consiglio di sicurezza dell'ONU ed ai sensi del dovere di fornire protezione, in stretta cooperazione con la Turchia e la Lega araba, al fine di offrire un rifugio al popolo siriano e migliorare la sua situazione; chiede in particolare al VP/AR di fornire un adeguato sostegno finanziario UE alle organizzazioni emergenti che sostengono i mezzi di comunicazione liberi in Siria quali l'associazione francese "association de soutien aux médias libres" (ASML);

7.  sostiene con forza l'iniziativa avanzata dal ministro degli Esteri turco, con il sostegno della maggior parte dei membri della Lega araba, intesa ad organizzare una conferenza delle "nazioni amiche della Siria", volta a riconoscere le forze di opposizione della Siria come l'unica forza che rappresenta il paese e come un'alternativa al regime di Assad; plaude al deciso sostegno offerto dalla Turchia alla popolazione siriana, ad esempio accogliendo i rifugiati lungo il confine turco-siriano e consentendo all'opposizione siriana di organizzarsi ed invita la Turchia a continuare su questa strada;

8.  accoglie con favore tutti gli sforzi di unificazione attuati finora dall'opposizione siriana all'esterno e all'interno del paese; chiede una transizione pacifica ed effettiva verso la democrazia, che risponda a tutte le richieste della popolazione siriana e si basi su un dialogo globale che coinvolga tutte le forze democratiche e le componenti della società siriana, al fine di avviare un processo di riforme democratiche profonde; invita l'UE a sostenere tutti i tentativi dell'opposizione siriana intesi a conseguire l'unità e ad elaborare un programma chiaro per una Siria democratica;

9.  invita il Consiglio e gli Stati membri dell'UE a continuare a sollecitare una più forte pressione internazionale sul regime siriano; chiede agli Stati membri dell'UE di limitare le relazioni diplomatiche con la Siria e di espellere gli ambasciatori siriani nonché di adottare misure adeguate in relazione ai diplomatici siriani presenti nell'Unione europea in caso di molestie o minacce contro persone nell'UE;

10. appoggia la decisione del Consiglio "Affari esteri" del 23 gennaio 2012 di adottare nuove misure restrittive e chiede che il 27 febbraio 2012 siano adottate sanzioni più severe nei confronti del regime siriano, alla luce delle recenti notizie secondo cui il regime siriano avrebbe intenzione di rispondere alle misure restrittive in particolare attraverso la cooperazione con l'Iran;

11. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento della Federazione russa, al governo e al parlamento della Repubblica popolare cinese, al governo e al parlamento della Repubblica araba siriana e al governo e al parlamento della Repubblica di Turchia.