Procedura : 2011/2911(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0146/2012

Testi presentati :

B7-0146/2012

Discussioni :

PV 13/03/2012 - 16
CRE 13/03/2012 - 16

Votazioni :

PV 14/03/2012 - 9.9
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Testi approvati :

P7_TA(2012)0082

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0145/2012
7.3.2012
PE483.198v01-00
 
B7-0146/2012

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla lotta al dilagare del diabete nell'Unione europea (2011/2911 (RSP))


Sarah Ludford, Antonyia Parvanova, Frédérique Ries, Giommaria Uggias a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla lotta al dilagare del diabete nell'Unione europea (2011/2911 (RSP))  
B7‑0146/2012

Il Parlamento europeo,

–       visto l'articolo 168 del trattato di Lisbona,

–       vista la dichiarazione di Saint Vincent sulla ricerca sul diabete e il suo trattamento in Europa, adottata in occasione del primo incontro del programma d'azione della dichiarazione di Saint Vincent, svoltosi nella località omonima dal 10 al 12 ottobre 1989,

–       vista la piattaforma d'azione europea per l'alimentazione, l'attività fisica e la salute varata dalla Commissione il 15 marzo 2005,

–       visto il Libro verde della Commissione dell'8 dicembre 2005 intitolato "Promuovere le diete sane e l’attività fisica: una dimensione europea nella prevenzione di sovrappeso, obesità e malattie croniche", che affronta i principali fattori alla base dell'insorgere del diabete di tipo 2,

–       viste le conclusioni della conferenza organizzata dalla Presidenza austriaca sulla prevenzione del diabete di tipo 2, svoltasi a Vienna il 15 e 16 febbraio 2006,

–       vista la sua dichiarazione scritta sul diabete, del 27 aprile 2006,

–       viste le conclusioni del Consiglio del 1° giugno 2006 sulla promozione di stili di vita sani e la prevenzione del diabete di tipo 2,

–       vista la risoluzione dell'Organizzazione mondiale della sanità dell'11 settembre 2006 sulla prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili nella regione europea dell'OMS,

–       vista la risoluzione delle Nazioni Unite del 18 gennaio 2007 sulla giornata mondiale del diabete,

–       viste la decisione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 ottobre 2007, che stabilisce un secondo programma d'azione comunitaria in materia di salute (2008-2013) e la successiva decisione della Commissione, del 22 febbraio 2011, che stabilisce i criteri per i contributi finanziari alle azioni di tale programma,

–       visto il Libro bianco della Commissione, del 23 ottobre 2007, dal titolo "Un impegno comune per la salute: Approccio strategico dell'UE per il periodo 2008-2013",

–       visti il settimo programma quadro per le attività di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione (2007-2013) e il programma quadro di ricerca e innovazione "Orizzonte 2020" (2014-2020),

–       vista la comunicazione della Commissione del 20 ottobre 2009 dal titolo "Solidarietà in materia di salute: riduzione delle diseguaglianze sanitarie nell'UE",

–       vista la risoluzione delle Nazioni Unite del 20 maggio 2010 sulla prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili,

–       visti i risultati e le raccomandazioni principali del progetto del settimo programma quadro/ Salute 200701 DIAMAP – una tabella di marcia per la ricerca sul diabete in Europa,

–       visti la comunicazione della Commissione del 6 ottobre 2010 dal titolo "Iniziativa faro Europa 2020 – L'Unione dell'innovazione" e il relativo partenariato pilota nel campo dell'invecchiamento attivo e in buona salute,

–       viste le conclusioni del Consiglio del 7 dicembre 2010 su approcci innovativi alle malattie croniche nella sanità pubblica e nei sistemi di assistenza sanitaria,

–       vista la risoluzione delle Nazioni Unite sulle modalità, del 13 dicembre 2010,

–       vista la dichiarazione di Mosca adottata in occasione della prima conferenza ministeriale globale sugli stili di vita sani e il controllo delle malattie non trasmissibili, svoltasi a Mosca il 28 e 29 aprile 2011,

–       visto il vertice della Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili svoltosi nel settembre 2011,

–       vista la sua risoluzione del 15 settembre 2011 sulla posizione dell'UE e il suo impegno in vista della riunione di alto livello delle Nazioni Unite dedicata alla prevenzione e al controllo delle malattie non trasmissibili,

–       visto l’articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che il diabete è una delle malattie non trasmissibili più comuni, che in base alle stime colpisce oltre 32 milioni di cittadini dell'Unione, pari a circa il 10% della sua popolazione totale, mentre altri 32 milioni di cittadini soffrono di alterata tolleranza al glucosio e hanno una probabilità elevata che la loro intolleranza evolva verso il diabete clinico manifesto;

B.     considerando che il diabete di tipo 2 riduce la speranza di vita di 5-10 anni, mentre il diabete di tipo 1 la riduce di circa 20 anni; che, ogni anno, i decessi riconducibili al diabete nell'Unione europea sono 325.000, ossia uno ogni due minuti;

C.     considerando che è sempre più diffusa la consapevolezza che la riduzione dei fattori di rischio noti, in particolare le abitudini connesse allo stile di vita, rappresenta una strategia preventiva fondamentale atta a ridurre l'incidenza, la prevalenza e le complicazioni del diabete sia di tipo 1 che di tipo 2;

D.     considerando che sono necessarie ulteriori ricerche per identificare chiaramente i fattori di rischio per il diabete di tipo 1, che si sta studiando la predisposizione genetica e che l'età in cui viene contratto il diabete di tipo 1 si sta abbassando sempre più;

E.     considerando che il diabete di tipo 2 è una malattia che è possibile prevenire, i cui fattori di rischio – fra i quali rientrano un'alimentazione scadente e non equilibrata, l'obesità, la scarsa attività fisica e il consumo di alcol – sono stati chiaramente identificati e possono essere contrastati attraverso efficaci strategie di prevenzione;

F.     considerando che attualmente il diabete non può essere curato;

G.     considerando che è possibile prevenire le complicazioni legate al diabete di tipo 2 promuovendo stili di vita sani e la diagnosi precoce, ma che spesso esso viene diagnosticato troppo tardi e che addirittura il 50% delle persone affette da diabete ignora la propria condizione;

H.     considerando che i pazienti affetti da diabete che non controllano adeguatamente la propria condizione sono addirittura il 75% del totale, il che aumenta il rischio di complicazioni e causa perdite di produttività oltre che enormi costi per la società;

I.      considerando che si prevede che il numero di persone affette da diabete in Europa aumenterà del 16,6% di qui al 2030 a causa del dilagare dell'obesità, dell'invecchiamento della popolazione europea e di altri fattori ancora da determinare;

J.      considerando che nella maggior parte degli Stati membri è imputabile al diabete oltre il 10% della spesa sanitaria e che, in alcuni casi, tale percentuale arriva addirittura al 18,5%; che il costo dell'assistenza sanitaria complessiva per un cittadino europeo affetto da diabete è in media di 2.100 EUR l'anno; che tali costi sono inevitabilmente destinati a salire, dati il numero crescente di persone affette da diabete, l'invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento di comorbilità multiple;

K.     considerando che il diabete è una delle principali cause di infarti cardiaci, ictus, cecità, amputazione di arti e insufficienza renale se trattato in maniera inadeguata o diagnosticato troppo tardi;

L.     considerando che promuovendo stili di vita sani e affrontando i quattro principali fattori di rischio per la salute – tabagismo, alimentazione scadente, scarsa attività fisica e alcol – in tutti gli ambiti è possibile fornire un notevole contribuito alla prevenzione del diabete, delle sue complicazioni e dei cuoi costi socio-economici;

M.    considerando che le persone affette da diabete devono farsi carico del 95% della propria assistenza, che l'onere che il diabete comporta per le persone affette e le loro famiglie non è solo di ordine finanziario, ma comporta anche aspetti psicosociali e determina una riduzione della qualità della vita;

N.     considerando che solo quattordici Stati membri su ventisette dispongono di un quadro di riferimento o di un programma nazionale sul diabete; che non esistono criteri chiari per definire in cosa consista un programma valido o quali siano i paesi che dispongono di prassi d'eccellenza; che esistono notevoli differenze e disparità per quanto riguarda la qualità del trattamento del diabete all'interno dell'Unione europea;

O.     considerando che non esiste un quadro giuridico dell'Unione europea relativo alle discriminazioni di cui sono vittime le persone affette da diabete o da altre patologie croniche e che in tutta l'Unione i pregiudizi nei confronti dei malati hanno ancora un peso rilevante nelle scuole, nelle assunzioni, sul posto di lavoro, per la stipula di polizze di assicurazione e nelle valutazioni di idoneità per il rilascio della patente di guida;

P.     considerando che mancano i fondi e le infrastrutture per coordinare la ricerca sul diabete in Europa, il che si ripercuote negativamente sulla competitività della ricerca stessa e impedisce alle persone affette da diabete di beneficiare pienamente delle attività di ricerca condotte in Europa;

Q.     considerando che attualmente non esiste una strategia europea sul diabete, malgrado le conclusioni della Presidenza austriaca del Consiglio relative alla promozione di stili di vita sani e alla prevenzione del diabete di tipo 2, il lungo elenco di risoluzioni delle Nazioni Unite e la dichiarazione scritta del Parlamento europeo sul diabete;

1.      valuta positivamente le conclusioni del Consiglio su approcci innovativi alle malattie croniche nella sanità pubblica e nei sistemi di assistenza sanitaria e l'invito in esse rivolto agli Stati membri e alla Commissione ad avviare un processo di riflessione volto a rispondere in modo ottimale alle sfide poste dalle malattie croniche;

2.      si compiace della sua risoluzione sulla posizione dell'Unione europea e il suo impegno in vista della riunione di alto livello delle Nazioni Unite dedicata alla prevenzione e al controllo delle malattie non trasmissibili, che si concentra sul diabete in quanto una delle quattro principali malattie non trasmissibili;

3.      invita la Commissione a elaborare e mettere in atto una strategia mirata dell'Unione europea per il diabete, sotto forma di una raccomandazione del Consiglio dell'Unione europea sulla prevenzione, la diagnosi e la gestione del diabete nonché sull'informazione e la ricerca in proposito;

4.      invita gli Stati membri a sviluppare, attuare e monitorare programmi nazionali sul diabete finalizzati alla promozione della salute, alla riduzione dei fattori di rischio, alla previsione, prevenzione, diagnosi precoce e trattamento del diabete, destinati alla popolazione in generale e alle categorie ad alto rischio in particolare, e finalizzati inoltre a ridurre le disparità e ottimizzare le risorse sanitarie, seguendo un approccio personalizzato ove necessario;

5.      invita gli Stati membri a includere programmi di controllo sanitario nei loro programmi nazionali sul diabete, promuovendo la prevenzione e la diagnosi precoce del diabete quali settori d'azione prioritari;

6.      raccomanda di mettere in atto strategie di prevenzione del diabete sin dalla più giovane età; sottolinea la necessità di intensificare l'azione educativa nelle scuole per quanto riguarda abitudini salutari sul piano alimentare e dell'attività fisica;

7.      sottolinea la necessità che la Commissione segua costantemente i progressi realizzati nell'intera Unione europea per quanto riguarda l'attuazione, da parte degli Stati membri, di programmi nazionali per il diabete, compresi gli aspetti della prevenzione e della diagnosi precoce, e presenti ogni due anni i risultati in una sua relazione;

8.      invita la Commissione a sostenere gli Stati membri fornendo a scadenze regolari una panoramica delle migliori prassi relative a ciò che costituisce un valido piano nazionale per il diabete;

9.      invita gli Stati membri a elaborare strategie che intervengano sullo stile di vita, che includano approcci dietetici e attività fisica, al fine di prevenire il diabete di tipo 2 e l'obesità; a questo proposito, sottolinea la necessità di allineare le politiche in materia alimentare con l'obiettivo di promuovere un'alimentazione sana e di consentire ai consumatori di fare scelte informate e salutari;

10.    invita gli Stati membri a collegare la diagnosi precoce a campagne di prevenzione basate sull'educazione destinate alle scuole primarie e secondarie, ai lavoratori e ai professionisti del settore sanitario;

11.    invita gli Stati membri a mettere a punto programmi per la gestione delle malattie basati sulle prassi di eccellenza e su orientamenti terapeutici basati su dati certi, da convertire nella definizione di priorità personali, mutuamente convenute, per ciascuna persona che vive con il diabete;

12.    invita gli Stati membri a garantire che i pazienti abbiano costantemente accesso, nelle cure primarie e secondarie, a equipe interdisciplinari altamente qualificate e a terapie e tecnologie legate al diabete, incluse applicazioni di sanità elettronica (e-health), nonché ad aiutare i pazienti a ottenere e mantenere le capacità e le conoscenze necessarie per essere in grado di gestire quotidianamente la malattia in modo competente e autonomo;

13.    invita la Commissione e gli Stati membri a coordinare, raccogliere, registrare, controllare e gestire regolarmente dati epidemiologici esaustivi sul diabete basati su criteri di misurazione comuni, così come dati economici sui costi diretti e indiretti della prevenzione e della cura di tale patologia;

14.    invita la Commissione e gli Stati membri a migliorare il coordinamento delle attività di ricerca europee sul diabete, incoraggiando la collaborazione tra gli istituti accademici europei e le industrie del settore e gli enti di finanziamento pubblici e privati e creando infrastrutture comuni atte ad agevolare la ricerca europea sul diabete, anche nel campo dell'identificazione dei fattori di rischio e della prevenzione;

15.    invita la Commissione e gli Stati membri a garantire un sostegno costante al finanziamento della ricerca sul diabete nel contesto dell'attuale e del futuro programma quadro dell'Unione europea in materia di ricerca e sviluppo, considerando il diabete di tipo 1 e di tipo 2 come due malattie distinte;

16.    invita la Commissione e gli Stati membri a garantire un seguito opportuno e adeguato ai risultati del vertice delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili svoltosi nel settembre 2011;

17.    sottolinea che, al fine di raggiungere gli obiettivi relativi alle malattie non trasmissibili e di far fronte ai problemi di salute pubblica e alle sfide sociali ed economiche, è importante che l'Unione europea e gli Stati membri integrino ulteriormente la prevenzione e la riduzione dei fattori di rischio in tutti i pertinenti settori legislativi e politici, in particolare nelle loro politiche in materia di ambiente, prodotti alimentari e consumatori;

18.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai parlamenti degli Stati membri.

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