Procedura : 2012/2604(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0207/2012

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B7-0207/2012

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PV 20/04/2012 - 10.5

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P7_TA(2012)0142

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0202/2012
17.4.2012
PE486.761v01-00
 
B7-0207/2012

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Birmania/Myanmar


(2012/2604(RSP))

José Ignacio Salafranca Sánchez-Neyra, Elmar Brok, Ivo Belet, Werner Langen, Tokia Saïfi, Lena Kolarska-Bobińska, Monica Luisa Macovei, Roberta Angelilli, Ria Oomen-Ruijten, Eduard Kukan, Alojz Peterle, Jarosław Leszek Wałęsa, Bernd Posselt, Cristian Dan Preda, Csaba Sógor, Laima Liucija Andrikienė, Mario Mauro a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Birmania/Myanmar (2012/2604(RSP))  
B7‑0207/2012

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Birmania/Myanmar, in particolare quelle del 25 novembre 2010 e del 20 maggio 2010,

–   viste le misure restrittive previste dall'Unione europea e indicate nella posizione comune PESC (2010/232/PESC), modificate da ultimo dal regolamento (UE) n. 1083/2011 del Consiglio, del 27 ottobre 2011,

–   viste le conclusioni del Consiglio, del 12 aprile 2011, relative alla sospensione degli incontri ad alto livello e al divieto di visto applicato a membri civili del governo (decisione 2011/239/PESC del Consiglio),

–   vista la dichiarazione dell'alto rappresentante, del 28 aprile 2011,

–   vista la dichiarazione del Segretario generale delle Nazioni Unite, del 2 aprile 2012, in relazione alle elezioni in Birmania/Myanmar,

–   vista la decisione del vertice ASEAN del novembre 2011 di attribuire la presidenza dell'ASEAN alla Birmania/Myanmar nel 2014,

–   vista la dichiarazione del Presidente del Consiglio europeo, del 30 gennaio 2012, in relazione al processo di riforma in Birmania/Myanmar,

–   viste le conclusioni del Consiglio "Affari esteri" dell'UE, del 23 gennaio 2012, sulla Birmania/Myanmar,

–   viste le dichiarazioni dell'alto rappresentante, in particolare quelle del 13 novembre 2010 sulla liberazione di Aung San Suu Kyi, del 13 gennaio 2011 e del 12 ottobre 2011 sul rilascio di prigionieri politi, nonché del 2 aprile 2012 sullo svolgimento delle elezioni suppletive,

–   visti la dichiarazione rilasciata dal vertice ASEAN il 3 aprile 2012 in relazione all'esito delle elezioni suppletive del 1° aprile 2012 e l'appello a revocare le sanzioni,

–   visti i vari incontri intercorsi tra il presidente di Birmania/Myanmar, U Thein Sein, e Daw Aung San Suu Kyi dall'agosto 2011,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il Parlamento europeo segue con il massimo interesse l'importante processo di riforma politica ed economica in corso in Birmania/Myanmar sotto la guida del presidente U Thein Sein, come pure il dialogo tra il governo e gli attori politici che in precedenza non facevano parte del parlamento;

B.  considerando che la volontà del governo di Birmania/Myanmar di dare seguito al processo di riforma è dimostrata dallo svolgimento delle elezioni suppletive del 1° aprile, a cui sono stati invitati e hanno partecipato diversi osservatori stranieri, tra cui un rappresentante del Parlamento europeo;

C. considerando che il processo di riforma dovrebbe essere sostenibile e irrevocabile, e che il governo di Birmania/Myanmar ha la responsabilità di proseguire le riforme;

D. considerando che il notevole programma di riforma politica intrapreso in Birmania/Myanmar dal presidente, dal governo e dal parlamento, come pure l'impegno a favore dello sviluppo economico e sociale, potrebbero agevolare la riconciliazione nazionale;

E.  considerando che i cambiamenti in corso creano nuove e importanti possibilità per rinnovare le relazioni tra l'Unione europea e la Birmania/Myanmar;

F.  considerando che il rilascio di un cospicuo numero di prigionieri politici rappresenta un progresso fondamentale e dimostra chiaramente la determinazione del governo a continuare nelle riforme, anche se centinaia di prigionieri politici rimangono in carcere e continuano a essere detenuti in condizioni terribili, senza poter accedere a un giusto processo, e inoltre molti dei prigionieri rilasciati hanno beneficiato solo di una liberazione condizionale e nessuna delle leggi repressive invocate per incarcerarli è stata abrogata;

G. considerando che il governo si trova ad affrontare le conseguenze di decenni di guerra civile e rivolte armate, che hanno portato a una serie di accordi per il cessate il fuoco con la maggior parte dei gruppi etnici armati, fatta eccezione per la situazione del Kachin;

H. considerando che, pur riconoscendo gli sviluppi positivi recentemente riscontrati nel paese, il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo continua a esprimere preoccupazioni in merito al persistere di gravi violazioni dei diritti umani e agli incessanti conflitti armati che interessano alcune regioni etniche, in particolare gli Stati Kachin e Shan settentrionale;

I.   considerando che in occasione della prossima riunione del Consiglio del 23 aprile 2012 è prevista un'ulteriore revisione della decisione del Consiglio che impone misure restrittive, in vista della scadenza della stessa il 30 aprile 2012;

J.   considerando che a breve distanza dalla riunione del Consiglio del 23 aprile 2012 è in programma una visita in Birmania/Myanmar di Catherine Ashton, alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza;

K. considerando che il governo di Birmania/Myanmar ha confermato che affronterà in via prioritaria il problema degli sfollati interni e che l'Unione europea ha espresso la volontà di sostenere tale cambiamento politico;

L.  considerando che organizzazioni femminili di base quali Shan Women’s Action Network e Kachin Women’s Association Thailand hanno documentato decine di casi di stupro e di stupro di gruppo perpetrati da soldati dell'esercito di Birmania/Myanmar, anche a danno di ragazze e di donne disabili;

M. considerando che la presenza di una magistratura imparziale e indipendente è fondamentale per assicurare lo Stato di diritto e la giustizia in Birmania/Myanmar; che il governo di Birmania/Myanmar è chiamato ad avviare riforme giuridiche intese a garantire l'indipendenza e l'imparzialità reali della magistratura;

N. considerando che il presidente Thein Sein ha annunciato la sospensione della costruzione della diga di Myitsone nello Stato Kachin;

1.  valuta positivamente la trasparenza e la credibilità delle elezioni suppletive del 1° aprile, ma prende altresì atto delle irregolarità segnalate nella loro fase preparatoria; sostiene l'impegno delle autorità a garantire che tale processo sia sostenibile e irrevocabile;

2.  accoglie con favore le politiche di riforma intraprese dal presidente di Birmania/Myanmar U Thein Sein, illustrate il 28 febbraio 2012 a Naypyidaw nell'ambito dell'incontro con la delegazione ASEAN del Parlamento europeo;

3.  riconosce i risultati finora conseguiti, che equivalgono a una storica transizione dall'autocrazia alla democrazia, avente un'evoluzione pacifica e ordinata;

4.  invita il governo e il parlamento di Birmania/Myanmar ad apportare le modifiche costituzionali necessarie per garantire un parlamento realmente democratico e pienamente rappresentativo della volontà della popolazione;

5.  plaude in particolare all'apertura reciproca tra il presidente U Thein Sein e Daw Aung San Suu Kyi;

6.  sottolinea la necessità, evidenziata da Daw Aung San Suu Kyi, di un processo di riforma sostenibile e irrevocabile;

7.  plaude in particolare al rilascio di un cospicuo numero di prigionieri politici, tra cui i membri del gruppo Generazione-88, alla timida liberalizzazione dei mezzi di comunicazione e alla libertà di Internet, alla nuova legislazione sulla libertà di riunione e ai progressi legislativi e di fatto registrati in merito all'eliminazione del ricorso al lavoro forzato;

8.  chiede al governo della Birmania/Myanmar di indagare su tutti i casi di prigionieri politici ancora detenuti e di rilasciarli senza indugio e senza porre condizioni, e invita al contempo la commissione nazionale per i diritti umani a intensificare la propria opera di promozione e tutela dei diritti fondamentali dei cittadini;

9.  incoraggia il governo di Birmania/Myanmar a proseguire il proprio impegno attivo nei confronti dei gruppi etnici armati attraverso un processo politico inclusivo, basato sugli accordi per il cessate il fuoco esistenti, e una stretta collaborazione con le autorità locali e la comunità internazionale al fine di mettere a un punto un processo credibile e sostenibile per garantire una pace duratura e la riconciliazione nazionale;

10. invita le autorità di Birmania/Myanmar a garantire la libertà e l'indipendenza dei mezzi di comunicazione e a consentire l'accesso di emittenti indipendenti al mercato radiotelevisivo;

11. chiede al governo di Birmania/Myanmar di avviare riforme giuridiche che garantiscano l'indipendenza e l'imparzialità reali della magistratura;

12. ricorda che le prossime elezioni generali che si svolgeranno in Birmania/Myanmar nel 2015 dimostreranno se il trasferimento di potere a un governo interamente composto da civili ed eletto per libera volontà del popolo ha avuto un esito positivo;

13. ricorda che, anche se le prossime elezioni generali del 2015 saranno libere ed eque, ai militari è ancora riservato il 25% dei seggi in Parlamento, il che consente loro di bloccare la riforma costituzionale che è fondamentale per il rafforzamento della democrazia;

14. valuta positivamente l'esito della 19ª sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti dell'uomo che ha prorogato di un altro anno il mandato del relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Birmania/Myanmar;

15. esprime profonda preoccupazione per le gravi violazioni del diritto internazionale che continuano a essere perpetrate dall'esercito e invita il governo di Birmania/Myanmar a rispettare la raccomandazione del relatore speciale delle Nazioni Unite, che chiede di indagare su tali crimini e di assicurare i responsabili alla giustizia, con il sostegno delle Nazioni Unite;

16. chiede al presidente Thein Sein di intervenire senza indugio per mettere fine agli atti di violenza sessuale e stupro commessi dall'esercito di Birmania/Myanmar nonché di perseguire i militari che hanno compiuto tali gesti;

17. invita il governo di Birmania/Myanmar a concedere i pieni diritti di cittadinanza alla minoranza etnica dei Rohingya;

18. chiede al presidente Thein Sein di prendere provvedimenti immediati per fermare l'offensiva militare nello Stato Kachin e di avviare un serio processo di riconciliazione;

19. chiede al presidente Thein Sein di consultare le comunità locali interessate in merito ai progetti per la costruzione di una diga e di effettuare valutazioni d'impatto ambientale indipendenti;

20. valuta positivamente la dichiarazione dell'Unione europea in merito allo stanziamento di un pacchetto biennale di aiuti pari a 150 milioni di euro per assistere la Birmania/Myanmar nello sviluppo delle proprie strutture sanitarie ed educative, per sostenere il settore agricolo e per aiutare i soggetti vulnerabili sfollati in conseguenza del conflitto;

21. chiede al Consiglio dell'UE di stimare il valore politico delle sanzioni alla luce del nuovo contesto della Birmania/Myanmar e di incoraggiare ulteriori riforme mediante un chiaro segnale politico, che preveda un ulteriore alleggerimento sostanziale delle misure restrittive;

22. riconosce che scambi e investimenti responsabili e sostenibili, anche da e con l'Unione europea, sosterranno gli sforzi messi in atto dalla Birmania/Myanmar per combattere la povertà e aiutare fasce più ampie della popolazione, e chiede al Consiglio e alla Commissione di prendere in considerazione l'ipotesi di concedere alla Birmania/Myanmar un accesso privilegiato al mercato dell'Unione europea, garantendo al contempo che nessun prodotto importato implichi il ricorso al lavoro forzato;

23. chiede alla Commissione europea e al Consiglio di definire scadenze e parametri chiari in merito alla valutazione del processo di riforma economica e politica in corso in Birmania/Myanmar;

24. plaude all'impegno dell'Unione europea di aumentare gli aiuti destinati alle popolazioni coinvolte nel conflitto e invita il governo di Birmania/Myanmar a consentire alle agenzie umanitarie e alle Nazioni Unite l'accesso alle regioni etniche o l'erogazione degli aiuti transfrontalieri o gestiti dalla comunità locale a queste popolazioni vulnerabili;

25. incoraggia l'alto rappresentante, il servizio esterno dell'UE e la Commissione a esaminare a fondo alternative che contribuiscano ad assicurare la pace nelle regioni etniche e a sostenere lo sviluppo economico e sociale, collaborando con le autorità centrali e locali;

26. plaude all'imminente visita ufficiale di Catherine Ashton, alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza, nonché alla sua decisione di istituire una rappresentanza diplomatica nel paese e di inaugurare l'ufficio dell'UE in tale occasione;

27. chiede all'Unione europea di ripristinare e quindi di incrementare i finanziamenti destinati al Consorzio per la frontiera tra Birmania/Myanmar e Thailandia, al fine di prestare assistenza ai profughi nei campi in Thailandia;

28. ribadisce l'invito rivolto a Daw Aung San Suu Kyi, vincitrice del premio Sacharov, a visitare il Parlamento europeo per ricevere ufficialmente il premio Sacharov vinto nel 1991 per il suo impegno a promuovere la democrazia e la libertà in Birmania/Myanmar;

29. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, nonché all'alto rappresentante, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al Segretario generale dell'ASEAN e al parlamento e al governo della Birmania/Myanmar.

 

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