Procedura : 2012/2604(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0210/2012

Testi presentati :

B7-0210/2012

Discussioni :

Votazioni :

PV 20/04/2012 - 10.5

Testi approvati :

P7_TA(2012)0142

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0202/2012
17.4.2012
PE486.764v01-00
 
B7-0210/2012

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla Birmania/Myanmar


(2012/2604(RSP))

Helmut Scholz, Marie-Christine Vergiat a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sulla Birmania/Myanmar (2012/2604(RSP))  
B7‑0210/2012

Il Parlamento europeo,

–   viste le sue precedenti risoluzioni del 25 novembre 2010, 20 maggio 2010, 11 febbraio 2010, 22 ottobre 2008, 18 giugno 2008, 22 aprile 2008, 26 settembre 2007, 21 giugno 2007 e 14 dicembre 2006 sulla Birmania/Myanmar,

–   viste le decisioni del Consiglio 2010/232/CFSF, 2011/504/CFSP e 2011/239/CFSP,

–   vista la relazione del relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Birmania/Myanmar del 12 marzo 2012,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che al termine delle elezioni la Lega nazionale per la democrazia ha ottenuto 43 del 44 seggi in palio; che la dirigente dell'opposizione Auung San Suu Kyi ha conquistato un seggio parlamentare; che detto risultato è stato conseguito nonostante i continui ostruzionismi contro la campagna della Lega nazionale per la democrazia, le minacce, le intimidazioni, la compravendita di voti e le censure;

B.  considerando che per la prima volta nella storia del paese a osservatori e giornalisti stranieri è stato concesso di seguire lo scrutinio;

C. considerando che queste elezioni rappresentano un ulteriore passo nel processo di riforma avviato nel 2010, quando la giunta militare ha realizzato elezioni e trasmesso il potere, almeno tecnicamente, a un parlamento civile; che la liberazione di detenuti politici, l'avvio del dialogo tra il governo e l'opposizione, gli sforzi per conseguire un accordo di pace a lunga scadenza con le numerose minoranze etniche armate lungo i confini del paese e i primi passi per ripristinare la libertà dei mezzi di informazione rappresentano progressi positivi verso la democratizzazione del paese;

D. considerando che nonostante tali sviluppi positivi persistono gravi problemi: il partito sostenuto dai militari continua a controllare tre quarti dei seggi parlamentari; la costituzione favorisce tuttora questo partito e consente alle forze armate di rientrare nella politica in ogni momento; tale aspetto contrasta con le prassi democratiche normali e con lo Stato di diritto; la situazione dei diritti umani;

E.  considerando che occorre dare risposta preoccupanti questioni attinenti ai diritti umani, riguardanti in particolare le politiche legislative, la liberazione di detenuti, la povertà e lo sviluppo, nonché i diritti delle minoranze etniche;

F.  considerando che negli scontri in atto nello Stato di Kachin nella Birmania settentrionale continuano gravi violazioni dei diritti umani e che restano bloccati gli aiuti umanitari destinati a migliaia di civili sfollati;

1.  si compiace con il popolo della Birmania/Myanmar per lo svolgimento delle elezioni suppletive del 1° aprile; si congratula con Auung San Suu Kyi e con i membri della Lega nazionale per la democrazia per il successo conseguito; chiede al governo e al parlamento della Birmania/Myanmar di rimuovere ogni eventuale ostacolo che possa ostacolare l'inizio del proprio lavoro agli esponenti politici neoeletti;

2.  invita il governo e il parlamento della Birmania/Myanmar a continuare e accelerare la transizione verso una democrazia effettiva e lo Stato di diritto; riafferma l'importanza capitale di un autentico processo di dialogo e di riconciliazione nazionale per la transizione alla democrazia;

3.  invita il governo e il parlamento della Birmania/Myanmar ad affrontare le sfide a lungo termine in campo sociale, economico e dello sviluppo, segnatamente nelle regioni di confine in conflitto e in cui sono prevalenti le minoranze etniche;

4.  sollecita il governo della Birmania/Myanmar a scarcerare quanto prima tutti i prigionieri di coscienza, senza condizioni e con pieno ripristino del loro diritti politici e a cessare gli arresti dettati da ragioni politiche;

5.  accoglie con favore la creazione della commissione nazionale per i diritti umani; sollecita il governo della Birmania/Myanmar a predisporre un'indagine esauriente, trasparente, effettiva, imparziale e indipendente su tutte le presunte violazioni dei diritti umani e a portare dinnanzi alla giustizia i responsabili al fine di porre fine all'impunità per simili crimini;

6.  esprime profonda preoccupazione per il conflitto armato in alcune zone e chiede al governo della Birmania/Myanmar di proteggere la popolazione civile in tutte le regioni del paese; invita tutte le parti a rispettare integralmente gli accordi di cessate il fuoco;

7.  ribadisce la propria profonda preoccupazione per le continue discriminazioni, per le violazioni dei diritti umani, le deportazioni e l'emarginazione economica che colpisce numerose minoranze etniche, tra cui, ma non solo, la minoranza etnica Rohingya nello Stato settentrionale di Rakhine e invita il governo della Birmania/Myanmar intervenire immediatamente per apportare miglioramenti nella situazione in loco;

8.  sollecita energicamente il governo della Birmania/Myanmar a cessare immediatamente l'arruolamento e l'impiego di soldati bambini, a intensificare le misure per assicurare la protezione dei minori nei conflitti armati e a proseguire la sua collaborazione con il rappresentante speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per i bambini nei conflitti armati;

9.  invita l'UE a sospendere le sanzioni contro la Birmania/Myanmar; esprime l'intenzione di seguire da vicino gli sviluppi nel paese;

10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento della Birmania/Myanmar, a Auung San Suu Kyi, alla Lega nazionale per la democrazia, ai governi degli Stati membri dell'ASEAN e dell'ASEM, al segretariato ASEM, all'ASEAN Inter-Parliamentary Myanmar Caucus, al Segretario generale dell'ONU, all'Alto commissario dell'ONU per i diritti umani e al relatore speciale dell'ONU sui diritti umani in Birmania.

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