Procedura : 2012/2619(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0214/2012

Testi presentati :

B7-0214/2012

Discussioni :

Votazioni :

PV 20/04/2012 - 10.6
CRE 20/04/2012 - 10.6

Testi approvati :

P7_TA(2012)0143

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0214/2012
18.4.2012
PE486.768v01-00
 
B7-0214/2012

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla certezza giuridica degli investimenti europei al di fuori dell'Unione europea


(2012/2619(RSP))

Charles Tannock, Robert Sturdy a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulla certezza giuridica degli investimenti europei al di fuori dell'Unione europea (2012/2619(RSP))  
B7‑0214/2012

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 207 del TFUE,

–   vista la sua relazione del 29 marzo 2010 sul partenariato strategico biregionale tra l'Unione europea e l'America Latina,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'articolo 207 del TFUE afferma che gli investimenti europei nei paesi terzi costituiscono un elemento fondamentale della politica commerciale comune dell'Unione europea e sono pertanto parte integrante della sua azione esterna, e che, dopo l'entrata in vigore del TFUE, rientrano nell'ambito di competenza esclusiva dell'Unione europea;

B.  considerando che il governo della Repubblica di Argentina ha annunciato la presentazione al Congresso nazionale di un decreto inteso a convalidare l'espropriazione del 51% delle azioni della compagnia petrolifera YPF, il cui capitale è detenuto in maggioranza da una società europea, le cui azioni costituiscono precisamente l'oggetto dell'espropriazione proposta;

C. considerando che l'annuncio del governo è stato immediatamente seguito dall'effettiva presa di possesso della sede della società da parte delle autorità del governo federale argentino, che hanno espulso dai locali i legittimi dirigenti e il personale della società in questione;

D. considerando che negli ultimi mesi tale società è stata oggetto di una campagna pubblica di diffamazione che, assieme a varie decisioni amministrative, potrebbe aver contribuito al crollo del valore delle sue azioni;

E.  considerando che la Commissione europea ha espresso a più riprese all'Organizzazione mondiale del commercio le proprie preoccupazioni in merito alla natura e all'applicazione delle misure restrittive alle importazioni adottate dal governo argentino, che colpiscono un crescente numero di paesi membri dell'OMC;

F.  considerando che, il 30 marzo 2012, l'Unione europea, gli Stati Uniti e altri dieci paesi dell'OMC hanno espresso in una dichiarazione scritta le loro persistenti e crescenti preoccupazioni riguardo alla natura e all'applicazione delle misure commerciali restrittive adottate dall'Argentina, che pregiudicano le importazioni nel paese provenienti da molti Stati membri dell'Unione europea e hanno ripercussioni negative sulle imprese europee; considerando che alcuni Stati membri dell'Unione europea, come il Regno Unito, sono più colpiti di altri, visto che il governo esercita una forte pressione sulle imprese nazionali affinché esse si astengano, per motivi politici, dall'intraprendere attività commerciali con tali paesi;

G. considerando che nel mese di marzo gli Stati Uniti hanno minacciato di sospendere le preferenze commerciali a favore dell'Argentina, previste dal loro sistema di preferenze generalizzate, in reazione al mancato pagamento da parte dell'Argentina di oltre 300 milioni di dollari statunitensi quale risarcimento nel quadro di due controversie che hanno visto coinvolti investitori americani;

H. considerando che la Repubblica di Argentina, in quanto membro del Mercosur, partecipa all'attuale processo di negoziazione di un accordo di associazione con l'Unione europea, tra i cui obiettivi figura la progressiva e reciproca liberalizzazione degli scambi, nel quale le proposte delle due parti in materia di agricoltura, servizi e investimenti avranno un'importanza fondamentale per il successo dei negoziati;

I.   considerando che la Repubblica di Argentina ha tradizionalmente beneficiato del sistema di preferenze generalizzato (SPG) concesso unilateralmente dall'Unione europea;

1.  deplora la decisione adottata dal governo argentino di procedere all'espropriazione della maggioranza del capitale di una società europea, in quanto ciò rappresenta una decisione contestabile, costituendo di fatto una confisca, che pregiudica l'esercizio della libera impresa e il principio della certezza giuridica degli investimenti e causa altresì il deterioramento del contesto per gli investimenti europei in Argentina;

2.  esprime viva preoccupazione per la decisione adottata, che rappresenta una violazione del diritto internazionale e degli impegni assunti dall'Argentina nel quadro dell'OMC; mette in guardia dalle conseguenze negative che questo tipo di misure unilaterali possono comportare in termini di delocalizzazione degli investimenti internazionali al di fuori dell'Argentina, laddove gli investimenti esteri e in particolare gli investimenti diretti esteri dell'Unione europea sono cruciali per lo sviluppo del paese, e dal rischio di ripercussioni negative sul commercio internazionale; ricorda, a tale riguardo, le analogie tra questo e altri casi di espropriazione degli interessi dell'Unione europea in altre parti del mondo;

3.  ricorda i tradizionali legami di amicizia tra l'Unione europea e la Repubblica di Argentina, con la quale l'Unione condivide valori e principi comuni, ed esorta le autorità argentine a ripristinare un contesto favorevole al dialogo e ai negoziati, essendo questo il modo più adeguato per risolvere le eventuali divergenze tra partner commerciali strategici;

4.  ricorda che i negoziati in corso sull'accordo di associazione tra l'Unione europea e il Mercosur mirano a creare un quadro di integrazione economica e di dialogo politico tra le due parti, al fine di raggiungere il più elevato livello di progresso e prosperità per entrambe le regioni, e sottolinea che decisioni come quella adottata dalle autorità argentine non favoriscono il clima di comprensione e di amicizia necessario per giungere a un siffatto accordo;

5.  invita il Presidente del Consiglio europeo, il Presidente della Commissione europea e l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza a intervenire presso le autorità argentine per difendere gli interessi dell'Unione e salvaguardare il principio della certezza giuridica che garantisce la presenza e gli investimenti europei nel paese;

6.  esorta la Commissione a esaminare ed eventualmente adottare le misure necessarie per tutelare gli interessi dell'Unione europea in Argentina onde evitare che si ripresentino situazioni simili in futuro; esprime, in tale contesto, la propria solidarietà alla società Repsol nella difficile fase che sta attraversando;

7.  chiede al Presidente della Commissione europea di intervenire in sede di G20 e di OMC per esprimere le preoccupazioni dell'Unione europea e indicare che queste azioni rappresentano una flagrante violazione degli obblighi internazionali di uno Stato membro nei confronti di uno dei membri di entrambe le organizzazioni;

8.  incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, al governo e al Congresso della Repubblica di Argentina, nonché ai membri del Consiglio del Mercosur.

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