Proposta di risoluzione - B7-0282/2012Proposta di risoluzione
B7-0282/2012

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla situazione in Guinea-Bissau

    6.6.2012 - (2012/2660(RSP))

    presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
    a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

    Charles Goerens a nome del gruppo ALDE

    Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0277/2012

    Procedura : 2012/2660(RSP)
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    B7-0282/2012
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    B7-0282/2012
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    B7‑0282/2012

    Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Guinea-Bissau

    (2012/2660(RSP))

    Il Parlamento europeo,

    –   vista la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 2048 (2012),

    –   vista la dichiarazione del Consiglio dell'Unione europea del 31 maggio 2012,

    –   viste le sue precedenti risoluzioni sulla Guinea-Bissau,

    –   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento,

    A. considerando che, giovedì 12 aprile 2012, numerosi militari sono scesi nelle strade della capitale della Guinea-Bissau e hanno presso il controllo della sede dello storico partito politico al potere, il PAIGC, e della radio nazionale;

    B.  considerando che in Guinea-Bissau, dall'indipendenza del paese nel 1947, nessun presidente eletto è mai riuscito ad arrivare al termine del suo mandato ed il paese vive in un contesto di militarismo;

    C. considerando che le indagini relative agli omicidi di personalità politiche e militari avviate dal 2009 sono caratterizzate da impunità e mancanza di progressi;

    D. considerando che nel luglio 2011 migliaia di persone hanno sfilato nella capitale per protestare contro la mancanza di progressi nelle indagini relative agli omicidi politici del 2009 e per chiedere le dimissioni del primo ministro Carlos Gomes e di altri presunti responsabili degli omicidi nonché l'avvio di azioni penali contro di essi;

    E.  considerando che vi sono preoccupazioni in merito alla sicurezza di membri della società civile in Guinea-Bissau, alcuni dei quali vivono in clandestinità, dato che, dopo le elezioni presidenziali di marzo, diversi leader di organizzazioni non governative hanno ricevuto minacce anonime di morte;

    F.  considerando che le esecuzioni extragiudiziali nei mesi scorsi hanno contribuito ad accrescere il senso di insicurezza;

    G. considerando che il Consiglio ha aggiunto 15 individui alla lista delle persone alle quali è vietato l'ingresso nel territorio dell'Unione europea ed i cui beni finanziari sono congelati all'interno dell'UE;

    H. considerando che gli aiuti allo sviluppo dell'Unione europea a favore della Guinea-Bissau sono stati sospesi in seguito alla rivolta militare del 1° aprile 2010 ed alla successiva nomina dei suoi principali istigatori a capo del personale della difesa e della marina;

    I.   considerando che l'attuale crisi in Guinea-Bissau rivela chiaramente ancora una volta il tentativo da parte delle forze militari di intervenire negli affari civili e di assumere il controllo delle questioni politiche del paese;

    J.   considerando che l'Unione europea ha condannato con forza il colpo di Stato militare in Guinea-Bissau del 12 aprile 2012 ed ha chiesto il ripristino immediato del governo legittimo ed il completamento delle elezioni presidenziali ai sensi della legge;

    K. considerando che il paese rimane uno dei più poveri del mondo, controllato dal traffico di stupefacenti e che i suoi problemi colpiscono direttamente l'Europa attraverso il commercio di droga;

    1.  condanna con forza il recente colpo di Stato in Guinea-Bissau e chiede il ripristino immediato dell'ordine costituzionale; chiede alle forze armate di farsi da parte e di riprendere una posizione neutrale; chiede alle forze militari di non prendere posizione nella controversia politica presente nel paese e di procedere ad una riforma dell'esercito;

    2.  chiede all'esercito di rilasciare immediatamente tutti i leader politici e le altre persone da esso detenute e di rispettare i diritti e l'integrità fisica di tutti i detenuti;

    3.  sottolinea che i responsabili delle violazioni dei diritti umani devono rendere conto delle proprie azioni e che qualsiasi soluzione duratura per la situazione di instabilità in Guinea-Bissau dovrebbe garantire che i responsabili degli omicidi di matrice politiche e di altri gravi crimini e violazioni dell'ordine costituzionale siano condotti dinanzi alla giustizia;

    4.  chiede la definizione di una tabella di marcia generale, che includa parametri di riferimento e un calendario concordati, per il ritorno all'ordine costituzionale, l'attuazione della riforma del settore della sicurezza, la lotta contro l'impunità, la lotta contro il traffico di stupefacenti e contro qualsiasi tipo di controllo militare sul potere;

    5.  plaude alla decisione del Consiglio del 31 maggio di rafforzare le sanzioni dell'Unione europea contro le persone che costituiscono una minaccia per la pace, la sicurezza o la stabilità del paese;

    6.  sottolinea che l'Unione europea è disposta a sostenere attivamente gli sforzi di mediazione nell'ambito dell'attuale crisi tesi ad individuare un accordo transitorio complessivo;

    7.  invita l'Unione europea a monitorare gli ultimi sviluppi politici e in materia di sicurezza;

    8.  esprime preoccupazione in merito al deteriorarsi della situazione umanitaria ed al rischio costante di episodi di violenza;

    9.  è profondamente preoccupato per il fatto che la Guinea-Bissau possa sprofondare in una nuova spirale di insicurezza;

    10. incarica i suoi copresidenti di trasmettere la presente risoluzione al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, alla Commissione europea, al Consiglio ACP-UE, al rappresentante del Consiglio dell'Unione europea, alle istituzioni dell'Unione africana, all'ECOWAS, al Consiglio di sicurezza ed al Segretario generale delle Nazioni Unite, al governo della Guinea-Bissau ed ai governi degli Stati membri dell'Unione europea.