Procedura : 2012/2659(RSP)
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Ciclo del documento : B7-0286/2012

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B7-0286/2012

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PV 13/06/2012 - 9.4

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P7_TA(2012)0248

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0281/2012
6.6.2012
PE489.316v01-00
 
B7-0286/2012

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione tra il Sudan e il Sud Sudan (2012/2659(RSP))


Mariya Nedelcheva, Filip Kaczmarek, Gay Mitchell, Horst Schnellhardt, Rafał Trzaskowski, Cristian Dan Preda, Mario Mauro, Michèle Striffler, Michael Gahler, Joachim Zeller, Nadezhda Neynsky, Giovanni La Via, Monica Luisa Macovei, Roberta Angelilli, Frank Engel a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione tra il Sudan e il Sud Sudan (2012/2659(RSP))  
B7‑0286/2012

Il Parlamento europeo,

–   visto l'accordo globale di pace (CPA) tra il Movimento di liberazione del popolo sudanese e il governo del Sudan firmato il 9 gennaio 2005,

–   vista la dichiarazione solenne sul Sudan resa dall'Assemblea dei capi di Stato e di governo dell'Unione africana (UA) il 31 gennaio 2011,

–   viste le conclusioni del Consiglio sul Sudan, del 31 gennaio 2011, e la decisione del Consiglio n. 9953/11, del 17 maggio 2011,

–   viste le conclusioni delle consultazioni sul processo di pace nel Darfur sostenute dalle Nazioni Unite e tenutesi a Doha, Qatar, dal 27 al 31 maggio 2011,

–   vista la dichiarazione presidenziale sul Sudan resa dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 3 giugno 2011,

–   visto il memorandum d'intesa sulla non aggressione e la cooperazione firmato dal Sudan e dal Sud Sudan il 10 febbraio 2012,

–   viste le dichiarazioni sugli scontri armati avvenuti alla frontiera tra Sudan e Sud Sudan rese il 28 marzo e l'11 aprile 2012 dal portavoce dell'alto rappresentante dell'UE, Catherine Ashton,

–   vista la dichiarazione con cui l'Unione africana, il 17 aprile 2012, ha invitato il Sudan e il Sud Sudan ad agire responsabilmente e a raccogliere gli appelli lanciati dall'UA e dalla comunità internazionale affinché i due paesi pongano immediatamente fine al conflitto scoppiato tra loro,

–   vista la dichiarazione sulla situazione in Sudan e nel Sud Sudan con cui il portavoce del Segretario generale dell'ONU, il 16 aprile 2012, ha espresso profonda preoccupazione per le continue ostilità tra i due paesi e per le relative ripercussioni sulla popolazione civile innocente,

–   vista la dichiarazione con cui il Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon, il 19 aprile 2012, ha esortato il Sudan e il Sud Sudan a porre fine alle loro ostilità evitando di riaccendere un conflitto che è già costato milioni di vite nell'arco di due decenni,

–   viste le conclusioni sul Sudan e il Sud Sudan con cui il Consiglio, il 23 aprile 2012 in occasione della 3159esima riunione del Consiglio Affari esteri, ha espresso la profonda preoccupazione dell'UE per l'escalation di guerra tra i due paesi,

–   vista la tabella di marcia per il Sudan e il Sud Sudan, che gode del pieno sostegno dell'UE, illustrata nel comunicato emesso il 24 aprile dal Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana,

–   vista la dichiarazione sul sostegno dell'UE al centro operativo comune per la lotta contro l'Esercito di resistenza del Signore guidato da Joseph Kony, resa il 19 aprile 2012 dall'alto rappresentante a nome dell'Unione europea,

–   vista la dichiarazione con cui, il 26 aprile 2012, il portavoce dell'alto rappresentante, Catherine Ashton, ha espresso soddisfazione per l'adozione di una tabella di marcia per il Sudan e il Sud Sudan da parte del Consiglio per la pace e la sicurezza dell'Unione africana,

–   vista la risoluzione sulla tabella di marcia per il Sudan e il Sud Sudan adottata all'unanimità dal Consiglio di sicurezza dell'ONU il 2 maggio 2012,

–   vista la dichiarazione con cui, il 12 maggio 2012, Ban Ki-moon ha espresso soddisfazione per il ritiro delle forze di polizia del Sud Sudan dalla regione di Abyei esortando il governo del Sudan a fare altrettanto con le proprie milizie nonché invitando i due paesi a riavviare i negoziati sotto gli auspici del gruppo ad alto livello dell'UA,

–   viste le precedenti risoluzioni dell'assemblea parlamentare paritetica (APP) ACP-UE sul Sudan e il Sud Sudan, in particolare quelle del 22 giugno 2006 e del 31 marzo 2010,

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul Sudan e il Sud Sudan, in particolare quelle del 9 giugno 2011 e del 14 settembre 2011,

–   vista la dichiarazione dei copresidenti dell'assemblea parlamentare paritetica ACP-UE sul Sudan e il Sud Sudan, adottata dall'APP il 30 maggio 2012,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che il recente conflitto tra Sudan e Sud Sudan è stato innescato dalla lotta per la città di Heglig nello Stato del Kordofan meridionale, un territorio solitamente riconosciuto come sudanese a livello internazionale che tuttavia è rivendicato anche dal Sud Sudan;

B.  considerando che i recenti scontri tra Sudan e Sud Sudan avvenuti nella regione di Heglig, ricca di petrolio ma priva di confini ben definiti, sono i più gravi verificatisi da quando, lo scorso luglio, il Sud Sudan ha ottenuto l'indipendenza;

C. considerando che il Sud Sudan accusa il Sudan di aver bombardato la parte settentrionale del suo territorio in diverse occasioni nei mesi di maggio e giugno;

D. considerando che ognuna delle due parti accusa l'altra di aver causato il recente conflitto e che tale circostanza ha fomentato il timore di una nuova guerra aperta;

E.  considerando che non è tuttora definita la questione del prezzo che il Sud Sudan, paese senza sbocchi sul mare che al momento della secessione ha acquisito i tre quarti della produzione di petrolio del precedente Stato unito, dovrebbe pagare per esportare il greggio utilizzando gli oleodotti e le altre infrastrutture, ad esempio gli impianti di trasformazione, presenti in Sudan;

F.  considerando che nel gennaio 2012 il Sud Sudan, le cui entrate dipendono per il 98% dalle vendite di petrolio, ha chiuso tutti i suoi giacimenti petroliferi contemporaneamente in segno di protesta contro le tariffe richieste dal Sudan per il transito del petrolio stesso;

G. considerando che il Sudan ha ordinato una mobilitazione militare generale e ha giurato di contrastare l'attacco con ogni mezzo, abbandonando i negoziati condotti con il Sud Sudan, sotto la guida dell'Unione africana, per risolvere le questioni legate alla separazione, ad esempio la demarcazione delle frontiere, la definizione dello status dei cittadini nel territorio dell'altro Stato, la ripartizione del debito, la suddivisione delle entrate legate al petrolio e l'utilizzo degli oleodotti;

H. considerando che il presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, aveva inizialmente affermato di non avere intenzione di ritirare le sue truppe dal giacimento petrolifero di Heglig situato sulla frontiera contesa con il Sudan; che tuttavia, il 20 aprile, il ministero dell'Informazione sud-sudanese ha fatto sapere che l'ordinato ritiro delle truppe sarebbe iniziato immediatamente per essere portato completamente a termine nel giro di tre giorni;

I.   considerando che i movimenti di truppe verificatisi all'interno della regione di Abyei e intorno alla stessa costituiscono palesi violazioni dell'accordo del 20 giugno 2011 relativo a disposizioni temporanee in materia amministrativa e di sicurezza per la regione di Abyei;

J.   considerando che entrambe le parti hanno dichiarato di avere intenzione di ritirare tutte le forze di sicurezza dalla regione di Abyei;

K. considerando che alla fine di marzo 2012 le Nazioni Unite e l'Unione africana avevano già esortato i leader del Sudan e del Sud Sudan a organizzare apposite trattative per trovare una soluzione al conflitto in corso per la regione di Heglig;

L.  considerando che i progetti di decisioni del meccanismo congiunto politico e di sicurezza, proposti alle parti dal gruppo di attuazione ad alto livello dell'Unione africana il 4 aprile 2012, offrono una solida base in vista dell'instaurazione della sicurezza reciproca lungo la frontiera comune tra Sudan e Sud Sudan;

M. considerando che, nonostante la presenza in Sud Sudan di riserve di risorse naturali come petrolio, rame e ferro nonché di foreste e terre fertili, la stragrande maggioranza della popolazione del paese vive in povertà, con un tasso di mortalità infantile tra più elevati e indicatori di istruzione tra i più bassi al mondo; che detta situazione inasprirà le sfide socioeconomiche, umanitarie e di sicurezza;

N. considerando che l'UE sostiene pienamente gli sforzi internazionali tesi a porre fine alla campagna di terrore condotta ormai da lungo tempo da Joseph Kony e dall'Esercito di resistenza del Signore (LRA) nonché ad aiutare le popolazioni colpite dalla presenza dell'LRA.

O. considerando che il 2 maggio, con la risoluzione adottata all'unanimità, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha approvato una tabella di marcia per il Sudan e il Sud Sudan volta a porre fine alle ostilità e a risolvere nell'arco dei prossimi tre mesi le questioni post-secessione ancora in sospeso tra i due paesi;

P.  considerando che Sudan e Sud Sudan hanno entrambi accolto con favore la tabella di marcia confermando il loro impegno per un'immediata cessazione delle ostilità, ma che la tensione rimane alta;

Q. considerando che all'inizio di giugno i due paesi si sono riuniti ad Addis Abeba per negoziare e che le trattative tra i ministri della Difesa del Sudan e del Sud Sudan sono iniziate il 4 giugno;

R.  considerando che l'UE attribuisce particolare importanza all'immediata attivazione del meccanismo congiunto di controllo e sorveglianza delle frontiere (JBVMM) mediante l'invio di osservatori internazionali e altro personale sul campo con il compito di vigilare sulla situazione e contribuire ad assicurare il rispetto delle regole;

S.  considerando che, secondo quanto affermato dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni, il rimpatrio volontario dei sud-sudanesi (il cui numero potrebbe arrivare a 15 000) bloccati a Kosti, nello Stato del Nilo Bianco, è attualmente in corso e dovrebbe terminare entro la metà di giugno;

T.  considerando che il 3 giugno il portavoce del partito di maggioranza del Congresso nazionale sudanese, Yasser Youssef, ha espresso l'approvazione del partito stesso per la decisione di Giuba di espellere i gruppi di ribelli dal Sud Sudan in quanto precondizione necessaria per la prosecuzione del cammino verso una soluzione delle questioni di sicurezza riguardanti i due paesi;

U. considerando che il 3 giugno Malik Aggar, leader dei ribelli del Movimento di liberazione del popolo sudanese del Nord (SPLM-N), e il segretario generale dello stesso, Yasir Arman, hanno incontrato i mediatori dell'Unione africana per discutere dell'attuazione di una tabella di marcia per la pace, per la quale la loro partecipazione è indispensabile;

V. considerando che domenica scorsa il Sud Sudan ha espresso ottimismo in merito ai negoziati in corso ad Addis Abeba sotto la presidenza del gruppo di attuazione ad alto livello per il Sudan e il Sud Sudan dell'Unione africana;

1.  ribadisce il suo totale rispetto per l'esito del referendum sull'indipendenza quale espressione della volontà democratica del popolo del Sud Sudan; invita Sudan e Sud Sudan a perseguire attivamente la promozione della governance democratica e l'istituzione di una pace, di una sicurezza e di una prosperità durature per entrambi i paesi, nel rispetto dei diritti umani, sociali ed economici;

2.  sottolinea che, ai fini del rispetto della tabella di marcia per il Sudan e il Sud Sudan, sono ormai necessarie azioni sul campo, ad esempio la prosecuzione dei negoziati, in particolare attraverso riunioni del meccanismo congiunto politico e di sicurezza volte ad affrontare i problemi di sicurezza di entrambe le parti;

3.  condanna i recenti bombardamenti dei territori settentrionali del Sud Sudan da parte del Sudan;

4.  accoglie favorevolmente il ritiro delle forze del Sud Sudan dalla contesa regione di Abyei e invita il governo del Sudan a fare altrettanto;

5.  chiede a Sudan e Sud Sudan di dimostrare la volontà politica e pratica di avanzare sul cammino della pace, anziché su quello della guerra, ed esorta entrambe le parti a evitare un'esacerbazione del conflitto, a rispettare le norme umanitarie internazionali, anche per quanto concerne la protezione dei civili, dei prigionieri di guerra e dei feriti, ad attivarsi immediatamente per attenuare le tensioni nonché ad agire in modo responsabile e con spirito di collaborazione in vista dell'istituzione di due Stati autosufficienti;

6.  invita l'UE a portare avanti una stretta collaborazione con i partner internazionali, in particolare con l'UA e l'ONU, nell'intento di garantire che Sudan e Sud Sudan attuino la risoluzione sulla tabella di marcia per il Sudan e il Sud Sudan adottata dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 2 maggio 2012;

7.  sottolinea il ruolo del gruppo dell'Unione africana nell'ambito della mediazione dei negoziati volti a risolvere le dispute sulle frontiere e ad agevolare un accordo sul petrolio tra i due paesi;

8.  chiede con insistenza un rafforzamento degli sforzi profusi a livello regionale nell'ambito dell'Iniziativa per la cooperazione regionale dell'UA al fine di combattere l'LRA, e accoglie favorevolmente non solo la disponibilità dell'Unione europea a offrire sostegno finanziario all'Ufficio dell'inviato speciale dell'Unione africana per le questioni legate all'LRA ma anche l'istituzione di un centro operativo comune che consenta alla task force regionale formata da Uganda, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana e Sud Sudan di agire rapidamente ed efficacemente contro l'LRA;

9.  invita la comunità internazionale a mettere a disposizione i 3 milioni di USD di cui ha bisogno l'Organizzazione internazionale per le migrazioni per portare a termine le operazioni di rimpatrio volontario dei sud-sudanesi presenti a Kosti (il cui numero potrebbe arrivare a 15 000) a seguito dell'ordine del governatore dello Stato del Nilo Bianco in cui si afferma che i rifugiati costituiscono un rischio per la sicurezza e l'ambiente del Sudan;

10. invita il presidente Bashir e il suo omologo Kiir a onorare le responsabilità loro incombenti in materia di mantenimento della pace e della stabilità in Sudan e in Sud Sudan e li esorta a rinnovare l'impegno a risolvere tutte le questioni ancora in sospeso attraverso un dialogo pacifico;

11. invita il Sudan e il Sud Sudan ad avvalersi dei servizi messi a disposizione dall'UA nell'ambito del suo programma per le frontiere in quanto strumenti in grado di aiutare le parti, sulla base delle migliori prassi africane e dei principi internazionali, a risolvere le questioni relative alla definizione e alla demarcazione dei confini nonché quelle riguardanti le regioni contese;

12. esorta le regioni frontaliere del Sudan e del Sud Sudan ad attivarsi, impegnandosi congiuntamente, per sostenere una risoluzione pacifica del conflitto, migliorare la sicurezza delle frontiere nonché garantire una pace e una stabilità sostenibili, anche attraverso la lotta al terrorismo;

13. ribadisce che tra le precondizioni necessarie per il conseguimento della pace e della stabilità nella regione figurano la risoluzione delle questioni riguardanti la demarcazione delle frontiere e il raggiungimento di un accordo in merito alle modalità di ripartizione delle entrate legate al petrolio;

14. esorta il comitato congiunto politico e di sicurezza, presieduto dai ministri della Difesa e dell'Interno nonché dai capi dei servizi di intelligence, a riunirsi ad Addis Abeba il 4 giugno per discutere delle questioni legate alla sicurezza, ad esempio la presenza di ribelli nei due paesi, nonché dell'istituzione di una zona cuscinetto e di un meccanismo per il controllo della frontiera lunga 2 000 km;

15. invita il Movimento di liberazione del popolo del Nord ad accettare il cessate il fuoco umanitario per le regioni in mano ai ribelli nelle Montagne di Nuba (Stato del Kordofan meridionale);

16. plaude alla decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di estendere il mandato della missione ONU in Sudan (UNMIS) e di inviare nel paese ulteriori contingenti di pace; ritiene che, ai fini del pacifico sviluppo di due Stati autosufficienti, sia estremamente importante mantenere la presenza dell'ONU; invita il Sudan e il Sud Sudan ad accogliere positivamente la presenza dell'ONU e a garantirne la sicurezza;

17. invita la Commissione, gli Stati membri dell'UE e la comunità internazionale a onorare gli impegni di finanziamento a favore della regione, in particolare per affrontare la grave carenza di aiuti alimentari, rifugi di emergenza e protezione; invita a prestare particolare attenzione alla situazione della sicurezza alimentare e alle misure da attuare in caso di peggioramento;

18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio di sicurezza e al Segretario generale delle Nazioni Unite, al rappresentante speciale dell'UE in Sud Sudan, al governo del Sudan, al governo del Sud Sudan, alle istituzioni dell'Unione africana e al presidente del gruppo ad alto livello per il Sudan dell'Unione africana nonché ai governi degli Stati membri dell'UE.

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