Procedura : 2012/2659(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento : B7-0287/2012

Testi presentati :

B7-0287/2012

Discussioni :

Votazioni :

PV 13/06/2012 - 9.4

Testi approvati :

P7_TA(2012)0248

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
PDF 115kWORD 80k
Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0281/2012
6.6.2012
PE489.317v01-00
 
B7-0287/2012

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione tra il Sudan e il Sud Sudan (2012/2659(RSP))


Charles Tannock, Nirj Deva, Ryszard Antoni Legutko, Tomasz Piotr Poręba, Ryszard Czarnecki, Jan Zahradil a nome del gruppo ECR

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione tra il Sudan e il Sud Sudan (2012/2659(RSP))  
B7‑0287/2012

Il Parlamento europeo,

–   visto l'accordo globale di pace firmato il 9 gennaio 2005 tra il Movimento di liberazione del popolo sudanese e il governo del Sudan,

–   visto il memorandum d'intesa sulla non aggressione e la cooperazione firmato il 10 febbraio 2012 fra il Sudan e il Sud Sudan,

–   viste le dichiarazioni sugli scontri armati alla frontiera fra Sudan e Sud Sudan rese il 28 marzo e l'11 aprile 2012 dal portavoce dell'alto rappresentante dell'UE Catherine Ashton,

–   vista la dichiarazione con cui l'Unione africana (UA), il 17 aprile 2012, ha invitato il Sudan e il Sud Sudan ad agire responsabilmente e a raccogliere gli appelli lanciati dall'UA e dalla comunità internazionale per la fine immediata del conflitto in corso tra i due paesi,

–   vista la dichiarazione sulla situazione in Sudan e Sud Sudan con cui il portavoce del Segretario generale dell'ONU, il 16 aprile 2012, ha espresso profonda preoccupazione per le continue ostilità tra i due paesi e per le loro ripercussioni sulla popolazione civile innocente,

–   vista la dichiarazione con cui il Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon, il 19 aprile 2012, ha esortato il Sudan e il Sud Sudan a porre fine alle loro ostilità, evitando di riaccendere un conflitto che è già costato milioni di vite nell'arco di due decenni,

–   viste le conclusioni del Consiglio dell'UE sul Sudan e il Sud Sudan del 23 aprile 2012 (3159esima riunione del Consiglio Affari esteri),

–   vista la tabella di marcia per il Sudan e il Sud Sudan tracciata nel comunicato emesso il 24 aprile dal Consiglio per la pace e la sicurezza dell'UA,

–   vista la risoluzione sulla tabella di marcia per il Sudan e il Sud Sudan adottata all'unanimità dal Consiglio di sicurezza dell'ONU il 2 maggio 2012,

–   vista la dichiarazione con cui il 12 maggio 2012 Ban Ki-moon ha espresso soddisfazione per il ritiro delle forze di polizia del Sud Sudan dalla regione di Abyei, esortando il governo del Sudan a fare altrettanto con le proprie forze presenti nella zona e invitando i due paesi a riprendere i negoziati sotto gli auspici del Gruppo ad alto livello dell'UA,

–   vista la dichiarazione sul Sudan e il Sud Sudan dei Copresidenti dell'Assemblea parlamentare paritetica ACP-UE, approvata da detta Assemblea il 30 maggio 2012,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del proprio regolamento,

A. considerando che la situazione tra Sudan e Sud Sudan ha raggiunto una fase critica con la presa e l'occupazione da parte del Sud Sudan dei giacimenti petroliferi della regione di Heglig e i continui bombardamenti aerei della zona da parte del Sudan;

B.  considerando che vi sono notizie di ripetuti episodi di violenza transfrontaliera - prese di territori, sostegno a forze sussidiarie, bombardamenti aerei - che sono i più gravi da quando il Sud Sudan ha ottenuto l'indipendenza;

C. considerando che una questione chiave tuttora aperta è la persistente presenza di forze di sicurezza sudanesi e sud-sudanesi ad Abyei, in violazione dell'accordo tra le parti del 20 giugno 2011 sulle disposizioni temporanee amministrative e di sicurezza per Abyei;

D. considerando che la presenza di queste forze di sicurezza crea un potenziale di conflitto con gli sfollati che ritornano ad Abyei e i nomadi che migrano all'interno della zona;

E.  considerando che i ripetuti conflitti lungo il contestato confine tra Sudan e Sud Sudan, così come la sospensione in corso della produzione di petrolio del Sud Sudan nonostante le gravissime ripercussioni sulla sua economia, continuano a minare la fiducia e la cooperazione tra i due paesi;

F.  considerando che il Sudan ha ordinato una mobilitazione militare generale e ha giurato di contrastare l'attacco con ogni mezzo, abbandonando i negoziati con il Sud Sudan sotto la guida dell'Unione africana per la soluzione delle questioni legate alla separazione, tra cui la demarcazione delle frontiere, la definizione dello status dei cittadini di uno Stato che si trovano nel territorio dell'altro, la ripartizione del debito e delle entrate legate al petrolio e l'utilizzo degli oleodotti;

G. considerando che il Presidente del Sud Sudan, Salva Kiir, aveva inizialmente affermato di non avere intenzione di ritirare le sue truppe dal giacimento petrolifero di Heglig, situato alla frontiera contesa con il Sudan, ma che tuttavia il 20 aprile il ministro dell'Informazione sud-sudanese ha fatto sapere che l'ordinato ritiro delle truppe sarebbe iniziato immediatamente per essere completato nel giro di tre giorni;

H. considerando che i risultati raggiunti il 4 aprile 2012 dal Gruppo di attuazione ad alto livello dell'Unione africana offrono una solida base per l'instaurazione della sicurezza reciproca lungo la frontiera comune tra Sudan e Sud Sudan;

I.   considerando che, sebbene il Sud Sudan sia ricco di risorse naturali come petrolio, rame e ferro, nonché foreste e terre fertili, la grande maggioranza della popolazione del paese vive in povertà, con un tasso di mortalità infantile tra più elevati e gli indicatori di istruzione più bassi al mondo; che tutto ciò contribuisce ad inasprire i problemi socioeconomici, umanitari e di sicurezza;

J.   considerando che il 2 maggio, con una risoluzione adottata all'unanimità, il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha approvato una tabella di marcia che prevede che il Sudan e il Sud Sudan pongano fine delle ostilità e risolvano nell'arco dei prossimi tre mesi le questioni post-secessione ancora in sospeso tra i due paesi;

K. considerando che Sudan e Sud Sudan hanno entrambi accolto con favore la tabella di marcia, confermando il loro impegno per un'immediata cessazione delle ostilità, ma che la tensione rimane alta;

L.  considerando che il 4 giugno il Sudan e il Sud Sudan hanno iniziato i loro primi colloqui ad alto livello sulla sicurezza della frontiera dal momento che una serie di scontri di frontiera ha minacciato di ritrasformare la ex guerra civile in un conflitto aperto;

M. considerando che il Consiglio di sicurezza dell'ONU ha espresso preoccupazione per il mancato accesso degli aiuti agli stati sudanesi di frontiera del Kordofan Meridionale e del Nilo Azzurro, dove infuriano i combattimenti tra l'esercito sudanese e ribelli;

1.  ricorda il suo pieno rispetto per l'esito del referendum quale espressione della volontà democratica della popolazione del Sud Sudan; invita le due parti a impegnarsi attivamente per la promozione della governance democratica e per l'instaurazione di condizioni durature di pace, sicurezza e prosperità per entrambi i paesi;

2.  plaude al ritiro delle forze del Sud Sudan dalla regione contesa di Abyei e invita il governo del Sudan a fare altrettanto;

3.  pone l'accento sul fatto che l'uso della forza non risolverà nessuna delle questioni in sospeso tra i due paesi, e li esorta entrambi a rinnovare i loro sforzi in buona fede per raggiungere un accordo attraverso un dialogo pacifico;

4.  sottolinea il ruolo del Gruppo dell'Unione africana che ha condotto colloqui di mediazione volti a risolvere le dispute sulle frontiere e ad aprire la strada a un accordo sul petrolio tra i due paesi;

5.  esorta l'Iniziativa per la cooperazione regionale dell'UA a intensificare gli sforzi a livello regionale per combattere l'Esercito di resistenza del Signore (noto come LRA, Lords Resistance Army), e valuta positivamente la disponibilità dell'UE a fornire aiuto finanziario all'Ufficio dell'inviato speciale dell'UA per le questioni legate all'LRA nonché l'istituzione di un centro operativo comune per consentire alla task force regionale formata da Uganda, Repubblica democratica del Congo, Repubblica centrafricana e Sud Sudan di agire rapidamente ed efficacemente contro l'LRA;

6.  sottolinea che ogni ulteriore deterioramento delle relazioni tra le due parti aumenta il rischio che le questioni degli aiuti umanitari e dell'accesso umanitario vengano strumentalizzate ai fini del conflitto; invita tutte le organizzazioni umanitarie ad evitare azioni che non rispettino il diritto internazionale e rischino di compromettere i principi di neutralità e indipendenza;

7.  invita il Sudan e il Sud Sudan ad avvalersi dei servizi messi a disposizione dall'UA nell'ambito del suo Programma per le frontiere, che possono aiutare le parti a risolvere le questioni di definizione e demarcazione dei confini nonché quelle riguardanti le regioni contese, sulla base delle migliori prassi africane e dei principi internazionali;

8.  ribadisce che fra i presupposti per raggiungere la pace e la stabilità nella regione vi sono la soluzione delle questioni di demarcazione dei confini e il raggiungimento di un accordo sulle modalità di ripartizione delle entrate del petrolio e dei pagamenti;

9.  invita la comunità internazionale a proseguire gli sforzi per premere su entrambe le parti affinché attuino la tabella di marcia dell'UA, procedendo, fra le altre cose, al ritiro di tutte le forze dalle zone di confine, all'attivazione di meccanismi di sicurezza delle frontiere e alla cessazione del sostegno a gruppi ribelli;

10. plaude alla decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di prorogare il mandato dell'UNMIS e di inviare in Sudan altre forze di mantenimento della pace; ritiene che la presenza continua delle Nazioni Unite sia estremamente importante per lo sviluppo pacifico di due Stati autosufficienti; invita il Sudan e il Sud Sudan ad accogliere con favore la presenza dell'ONU e a garantirne la sicurezza;

11. invita la Commissione, gli Stati membri dell'UE e la comunità internazionale a onorare gli impegni di finanziamento a favore della regione, in particolare per affrontare la grave carenza di aiuti alimentari, ripari di emergenza e protezione; invita a seguire da vicino la situazione della sicurezza alimentare e ad apprestare le misure da mettere in atto in caso di peggioramento della situazione;

12. esorta tutte le parti a promuovere e proteggere i diritti umani, tra cui quelli delle donne e dei bambini, e ad adempiere gli obblighi che loro incombono in forza del diritto internazionale, e chiede che i responsabili di violazioni gravi, compresa la violenza sessuale, siano chiamati a rispondere dei propri atti;

13. incarica i suoi Copresidenti di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio ACP-UE e alla Commissione europea, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, al Consiglio di sicurezza e al Segretario generale delle Nazioni Unite, al rappresentante speciale dell'UE in Sud Sudan, al governo del Sudan, al governo del Sud Sudan, alle istituzioni dell'Unione africana e al presidente del Gruppo ad alto livello per il Sudan dell'Unione africana, nonché ai governi degli Stati membri dell'UE.

Note legali - Informativa sulla privacy