Proposta di risoluzione - B7-0408/2012Proposta di risoluzione
B7-0408/2012

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulle conclusioni del Consiglio europeo (28 e 29 giugno 2012)

3.7.2012 - (2011/2923(RSP))

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Nigel Farage, Mara Bizzotto, Mario Borghezio a nome del gruppo EFD

Procedura : 2011/2923(RSP)
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B7-0408/2012
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B7‑0408/2012

Risoluzione del Parlamento europeo sulle conclusioni del Consiglio europeo (28 e 29 giugno 2012)

(2011/2923(RSP))

Il Parlamento europeo,

–   vista la riunione informale del Consiglio europeo del 23 maggio,

–   visto il Consiglio europeo del 28 e 29 giugno 2012,

–   visto l'articolo 50, paragrafo 1, del TUE,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che la crisi dell'euro ha avuto inizio già nel 2008 e che i piani annunciati dal Consiglio europeo in occasione della riunione del 28 e 29 giugno 2012 non sono altro che gli ultimi di una serie avviata quasi quattro anni fa;

B.  considerando che i governi della Finlandia e dei Paesi Bassi nelle loro dichiarazioni hanno già espresso dubbi in merito a tali piani;

C. considerando che probabilmente il trattato sul meccanismo europeo di stabilità dovrà essere modificato e successivamente ratificato dagli Stati membri partecipanti, conformemente ai loro rispettivi ordinamenti costituzionali;

1.  ritiene che il vertice non rappresenti alcuna svolta significativa nella politica del Consiglio europeo né indichi un cambiamento di approccio alle sfide che l'Europa deve affrontare;

2.  rileva con grave preoccupazione che il patto per l'occupazione e la crescita invita a un maggiore ricorso alla pressione di gruppo nell'esercizio dei nuovi poteri della governance economica e fiscale;

3.  ritiene che ciò non equivalga ad altro che a un invito estremamente deplorevole e inutile affinché gli Stati membri economicamente più forti della zona euro continuino le proprie vessazioni nei confronti dei governi e delle popolazioni degli Stati membri che si trovano ad affrontare gravi problemi economici dettati dall'attuale crisi;

4.  ritiene che le proposte presentate in merito alla governance economica e fiscale equivalgano a un cambiamento fondamentale nel rapporto tra gli Stati membri e l'Unione europea, che sfocerà nell'istituzione di un'unione bancaria per quanto riguarda gli Stati membri partecipanti; ritiene altresì che tale cambiamento possa avvenire soltanto a scapito della democrazia negli Stati membri partecipanti e dei loro cittadini;

5.  è del parere che tali cambiamenti non possano e non debbano essere introdotti senza un nuovo trattato e che quest'ultimo, date le implicazioni del paragrafo 4, debba entrare in vigore solo dopo aver ricevuto, mediante un referendum, il pieno consenso dei cittadini di ciascuno Stato membro il cui governo accetti di partecipare;

6.  reputa che rimanga ancora molto da fare al fine dare alla crisi una risposta globale, strutturale e completa, prevenendo in particolare le conseguenze non volute e gli effetti incentivanti perversi causati da quanto proposto; osserva con preoccupazione la completa assenza di un piano alternativo a quello attualmente seguito;

7.  ricorda che spetta esclusivamente ai cittadini di uno Stato membro determinare quali politiche economiche e fiscali attuare nell'interesse del proprio paese e del proprio popolo per cercare di far fronte ai problemi specifici di tale Stato membro;

8.  ribadisce che ogni Stato sovrano ha il diritto di determinare la propria valuta;

9.  rammenta che ogni Stato membro può decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall'Unione, come sancito all'articolo 50, paragrafo 1, del trattato sull'Unione europea;

10. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo, al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti nazionali degli Stati membri e dei paesi candidati.