Procedura : 2012/2711(RSP)
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B7-0462/2012

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PV 23/10/2012 - 18
CRE 23/10/2012 - 18

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PV 25/10/2012 - 14.10
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P7_TA(2012)0398

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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17.10.2012
PE493.635v01-00
 
B7-0462/2012

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento


sui negoziati commerciali dell’UE con il Giappone (2012/2711 (RSP))


Vital Moreira, Metin Kazak a nome della commissione per il commercio internazionale

Risoluzione del Parlamento europeo sui negoziati commerciali dell’UE con il Giappone (2012/2711 (RSP))  
B7‑0462/2012

Il Parlamento europeo,

–   vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sui diritti umani e le norme sociali e ambientali negli accordi commerciali internazionali,

–   vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sulle politiche commerciali internazionali nel quadro degli imperativi dettati dai cambiamenti climatici,

–   vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sulla responsabilità sociale delle imprese negli accordi commerciali internazionali,

–   vista la sua risoluzione del 6 aprile 2011 sulla futura politica europea in materia di investimenti internazionali,

–   vista la sua risoluzione del 27 settembre 2011 sulla nuova politica commerciale per l'Europa nel quadro della strategia Europa 2020,

–   vista la sua risoluzione del 13 dicembre 2011 sugli ostacoli agli scambi e agli investimenti,

–   vista la comunicazione della Commissione intitolata "Commercio, crescita e affari mondiali – La politica commerciale quale componente essenziale della strategia 2020 dell'UE" (COM(2010)0612/3),

–   vista la relazione della Commissione sugli ostacoli agli scambi e agli investimenti, pubblicata il 21 febbraio 2012,

–   visto l’accordo sul reciproco riconoscimento tra l’UE e il Giappone concluso nel 2001,

–   visto l’accordo per la cooperazione in materia di atti anticoncorrenziali concluso tra l’UE e il Giappone nel 2003,

–   visto l’accordo di cooperazione e di assistenza amministrativa reciproca in materia doganale tra la Comunità europea e il governo del Giappone concluso nel 2008,

–   vista la relazione della Copenhagen Economics dal titolo "Assessment of barriers to trade and investment between the EU and Japan" (Valutazione degli ostacoli agli scambi e agli investimenti tra l'UE e il Giappone), pubblicata il 30 novembre 2009,

–   visti i risultati della consultazione pubblica della Commissione sulle relazioni commerciali UE-Giappone, pubblicati il 21 febbraio 2011,

–   viste le conclusioni del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2011,

–   vista la dichiarazione congiunta adottata in occasione del 20° vertice UE-Giappone, svoltosi a Bruxelles il 28 maggio 2011,

–   vista la sua risoluzione dell'11 maggio 2011 sulle relazioni commerciali UE-Giappone,

–   visti l'articolo 90, paragrafo 2, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

–   vista la sua risoluzione del 19 febbraio 2009 sull'azione comunitaria riguardante la caccia alle balene (2008/2101(INI)),

–   visto il trattato di Amsterdam del 1997, che modifica il trattato sull'Unione europea e il protocollo sulla protezione ed il benessere degli animali,

–   visto l'accordo tra la Comunità europea e il governo del Giappone in materia di cooperazione scientifica e tecnologica, firmato il 2 luglio 2012,

–   vista la sua risoluzione del 13 giugno 2012 sulle relazioni commerciali dell'Unione europea con il Giappone,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'UE e il Giappone rappresentano insieme oltre un terzo del PIL mondiale e più del 20% del commercio mondiale;

B.  considerando che nel 2011 il volume totale degli scambi bilaterali di merci tra l'UE e il Giappone è ammontato soltanto a 116,4 miliardi di EUR rispetto ai 444,7 miliardi di EUR per UE-USA, ai 428,3 miliardi di EUR per UE-Cina e ai 306,6 miliardi di EUR per UE-Russia;

C. considerando che, nel 2011, il saldo commerciale attivo del Giappone rispetto all'Unione ammontava a 18,5 miliardi di EUR, dei quali il 30% solo in prodotti automobilistici,

D. considerando che, tra le nazioni, il Giappone occupa il 16° posto nella classifica "Scambi transfrontalieri" nello studio della Banca mondiale intitolato "Ease of Doing Business" (Facilità di fare affari) 2012, posizionandosi davanti a 18 Stati membri dell'UE;

E.  considerando che il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno constatato che la capacità del Giappone di eliminare le barriere non tariffarie e gli ostacoli all'accesso al mercato degli appalti pubblici è una condizione preliminare per avviare i negoziati per un accordo di libero scambio (ALS) UE-Giappone;

F.  considerando che lo studio di Copenhagen Economics del novembre 2009 stima un aumento potenziale del 71% per le esportazioni dell'UE in Giappone e un aumento del 61% per le esportazioni del Giappone nell'UE se le tariffe e le barriere non tariffarie sono ridotte al massimo possibile;

G. considerando che l'Unione europea e il Giappone hanno convenuto, in occasione del vertice congiunto del 28 maggio 2011, di avviare un esercizio esplorativo per valutare la fattibilità e l'ambizione comune di avviare negoziati su un accordo di libero scambio; che l'esercizio esplorativo è concluso;

H. considerando che la Commissione, il Consiglio e il Parlamento europeo appoggiano il mantenimento della moratoria globale sulla caccia commerciale alle balene e la messa al bando del commercio internazionale di prodotti balenieri, si impegnano a porre fine alla "caccia a fini scientifici" e sostengono la designazione di vaste aree negli oceani e nei mari adibite a santuari marini, nelle quali la caccia alle balene, sotto qualsiasi forma, sia vietata a tempo indeterminato;

I.   considerando che esiste un esercizio esplorativo politico parallelo relativo a un accordo quadro politico, che si è anche concluso con successo;

Contesto politico ed economico

1.  ritiene che, dinanzi alle nuove sfide poste da un mondo globalizzato, sia necessario tenere in considerazione l'importanza del Giappone quale alleato politico con un approccio simile a quello dell'Unione europea;

2.  è convinto che sia essenziale che l’UE approfondisca in modo esauriente le sue relazioni economiche e commerciali con le principali economie mondiali, come il Giappone, al fine di sfruttare al massimo il potenziale di occupazione e crescita nel quadro della strategia UE 2020; ritiene che ciò sia particolarmente urgente alla luce dell'attuale crisi economica, degli alti tassi di disoccupazione e delle previsioni di crescita negative dell'UE;

3.  esprime la propria preoccupazione, a tale riguardo, per il fatto che il volume del commercio bilaterale tra l'UE e il Giappone sia considerevolmente inferiore al commercio dell'UE con altri partner come gli USA, la Cina e la Russia; conclude che l'enorme potenziale delle relazioni commerciali tra l'UE e il Giappone non è ancora stato realizzato a beneficio delle imprese, dei lavoratori e dei consumatori dell'UE, soprattutto a causa dell’impatto delle barriere non tariffarie poste dal Giappone sulle possibilità di accesso al mercato per le imprese europee;

4.  osserva che il Giappone sta perseguendo i propri interessi nel quadro di altri importanti accordi di libero scambio, quali il possibile accordo di libero scambio Giappone-Cina-Corea del Sud e il partenariato transpacifico, e negoziando vari altri accordi bilaterali; è convinto che l’UE debba trarre insegnamento dall’esperienza acquisita grazie all’accordo di libero scambio con la Corea del Sud per raggiungere una penetrazione comparabile di accesso al mercato nei negoziati con il Giappone;

Esercizio esplorativo

5.  prende atto della fine dell'esercizio esplorativo UE-Giappone conclusosi con soddisfazione reciproca della Commissione e del governo giapponese;

6.  accoglie positivamente l'accento posto, nel quadro dei negoziati relativi all’esercizio esplorativo, sull’eliminazione delle barriere non tariffarie e degli ostacoli all'accesso del mercato degli appalti pubblici, come richiesto dal Parlamento;

7.  avverte che, benché le tabelle di marcia rappresentino un passo in avanti parziale, alcune mancano di precisione e lasciano un margine di interpretazione (per esempio per quanto riguarda le disposizioni relative agli appalti nel settore ferroviario); ritiene, pertanto, che il Giappone debba dar prova di maggiore ambizione sin dall’inizio di futuri negoziati; sottolinea che l'attuazione di tali impegni è fondamentale e chiede, pertanto, che siano conseguiti quanto prima risultati concreti, auspicabilmente prima delle date prefissate;

8.  invita il governo del Giappone a riconfermare, all'avvio di negoziati ufficiali su un accordo di libero scambio tra l'Unione europea e il Giappone, l'impegno che ha assunto durante l'esercizio esplorativo, soprattutto per quanto riguarda lo smantellamento delle barriere non tariffarie agli scambi commerciali;

9.  chiede, di conseguenza, quale condizione per l’adozione di direttive negoziali su un ALS con il Giappone, che il Consiglio insista su una clausola di revisione vincolante, che dovrà essere attivata entro un anno dall'avvio dei negoziati, per valutare se il Giappone ha ottenuto risultati chiari nell'eliminazione delle barriere non tariffarie, in particolare quelle che riguardano il settore automobilistico dell’UE, come pure degli ostacoli agli appalti pubblici nel settore dei trasporti ferroviari e urbani, conformemente a quanto stabilito nell’esercizio esplorativo;

Mandato negoziale

10. chiede al Consiglio di autorizzare la Commissione ad avviare negoziati su un accordo di libero scambio con il Giappone basato sui risultati dell'esercizio esplorativo e su chiari obiettivi;

11. chiede alla Commissione di dedicare una delle tornate iniziali dei negoziati dell’ALS allo smantellamento delle barriere non tariffarie e, pertanto, di garantire la possibilità di svolgere una valutazione di impatto indipendente come parte della clausola di revisione, un anno dopo l'inizio dei negoziati, al fine di valutare obiettivamente i progressi compiuti riguardo a tale questione chiave per il Parlamento europeo;

12. sottolinea che tale accordo di libero scambio deve essere esauriente, ambizioso e pienamente vincolante in tutte le sue disposizioni commerciali; sottolinea che un accordo di libero scambio deve condurre ad un’autentica apertura del mercato e facilitazione del commercio sul terreno, e non soltanto a un'apertura ipotetica e giuridica; invita la Commissione ad aggiornare ufficialmente e su base periodica il Parlamento europeo e il Consiglio sullo stato di avanzamento dei negoziati e sui progressi realizzati nello smantellamento delle barriere non tariffarie; ritiene che, se durante i negoziati il Giappone non dà prova di sufficiente ambizione nel compiere le richieste prioritarie dell’UE, la Commissione debba sospendere i negoziati previa consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio;

13. osserva che l'eliminazione delle barriere non tariffarie è notevolmente più difficile da monitorare e attuare rispetto all'eliminazione dei dazi sulle importazioni; sollecita la Commissione a tenere pienamente conto delle raccomandazioni formulate dal Parlamento nella sua risoluzione del 13 dicembre 2011 sugli ostacoli agli scambi e agli investimenti e a trarre conclusioni dagli impegni in materia di barriere non tariffarie contenuti nell'accordo di libero scambio UE-Corea del Sud per sviluppare migliori pratiche in ordine ai meccanismi di attuazione e di monitoraggio;

14. sottolinea che, affinché un accordo di libero scambio sia realmente vantaggioso per l'economia dell'UE, è opportuno che il Consiglio stabilisca un calendario chiaro e includa nelle direttive di negoziato della Commissione i seguenti aspetti:

–   risultati concreti e misurabili da parte del governo giapponese sulle barriere non tariffarie, nell'ottica di eliminare la maggior parte degli ostacoli agli scambi commerciali tra l'UE e il Giappone; sottolinea che tali impegni dovrebbero spingersi ben oltre le tabelle di marcia già concordate nell'ambito dell'esercizio esplorativo; la Commissione deve informare regolarmente il Consiglio e il Parlamento sui progressi realizzati in tale ambito;

–   eliminazione delle barriere non tariffarie esistenti nel settore automobilistico come le "norme urbanistiche", altre restrizioni anticoncorrenziali e il trattamento di veicoli elettrici e ibridi; il trattamento preferenziale riservato alle "vetture Keicar" dovrebbe anche essere trattato per garantire una concorrenza leale in questo importante segmento;

–   concessioni significative in materia di appalti pubblici che garantiscano alle imprese europee di accedere ai settori strategici del Giappone, tra cui le ferrovie e i trasporti urbani, con il medesimo grado di apertura garantito nell'ambito dei mercati degli appalti pubblici dell'UE;

–   un meccanismo di risoluzione delle controversie rigoroso ed efficace che comporti una consultazione obbligatoria tra le parti fin dalle prime fasi per contrastare le nuove barriere non tariffarie e i nuovi ostacoli all'accesso al mercato degli appalti pubblici in Giappone successivamente all'entrata in vigore dell'accordo;

–   un programma graduale di riduzione delle tariffe sensibili nell'UE per dare all'industria dell'UE tempo sufficiente per adattarsi alla concorrenza crescente; ritiene che l’eliminazione di tali tariffe debba essere inestricabilmente collegata, mediante una "clausola di salvaguardia", ai progressi nell’eliminazione degli ostacoli all’accesso al mercato degli appalti pubblici e delle barriere non tariffarie in Giappone in modo che le tariffe sensibili dell’UE non siano ridotte senza la corrispondente eliminazione di barriere non tariffarie e ostacoli in materia di appalti pubblici in Giappone;

–   efficaci misure di salvaguardia bilaterali per evitare un aumento improvviso delle importazioni che causerebbe, o potrebbe causare, gravi danni alle imprese dell'UE e del Giappone, in particolare in settori sensibili quali l'industria automobilistica e dell'elettronica;

–   rimozione di un numero sostanziale delle barriere di maggior impedimento all’accesso delle PMI europee al mercato;

–   riferimento alle norme e alle discipline vigenti a livello internazionale in ambito sanitario e fitosanitario, nella fattispecie quelle del Codex Alimentarius, dell’Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) e della direttiva sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento (IPPC);

–   misure obbligatorie per tutelare le indicazioni geografiche per prodotti agricoli e alimentari, compresi vini e alcolici;

–   alla luce della catastrofe del marzo 2011, un accento particolare sulla cooperazione energetica e sul rafforzamento dell’accesso al mercato di beni e servizi ambientali;

–   un capitolo solido e ambizioso sullo sviluppo sostenibile con norme fondamentali in materia di lavoro, che comprendano le quattro convenzioni prioritarie dell’OIL per i paesi industrializzati; il capitolo dovrebbe altresì prevedere l’istituzione di un forum della società civile che vigili e formuli osservazioni sulla sua attuazione e l’attuazione efficace degli accordi multilaterali sull’ambiente, sul benessere degli animali e sulla conservazione della biodiversità;

–   reali opportunità di accesso al mercato per entrambi le parti nei rispettivi mercati dei servizi mediante l'eliminazione degli ostacoli normativi, in particolare per quanto riguarda gli investimenti, gli appalti a tutti i livelli dell’amministrazione pubblica e impegni significativi relativamente alle norme in materia di concorrenza, tra l’altro per far fronte ai vantaggi ingiusti nel settore dei servizi postali;

–   potenziamento e ampliamento dei dialoghi sulla cooperazione in ambito normativo con la previsione di disposizioni vincolanti in vista di un maggiore rispetto delle norme internazionali e di un’armonizzazione delle norme, in particolare mediante l’adozione e l'attuazione delle norme della Commissione economica per l’Europa delle Nazioni Unite (UNECE);

–   un capitolo completo sugli investimenti che si incentri sulla protezione degli investimenti e l’accesso al mercato;

15. ribadisce che, se le condizioni sono rispettate, un accordo di libero scambio tra l'UE e il Giappone ha il potenziale di condurre a una situazione reciprocamente vantaggiosa, a beneficio di entrambe le economie, e che un maggior livello di integrazione grazie a un accordo di integrazione economica incrementerebbe considerevolmente i benefici per le economie stesse;

16. prende atto della persistenza di gravi divergenze tra l’UE e il Giappone in merito alle questioni legate alla gestione della pesca e della caccia alle balene, in particolare della caccia alle balene condotta dal Giappone adducendo presunti scopi scientifici, e invita ad ampliare le discussioni sull'abolizione della caccia alle balene nonché del commercio di prodotti balenieri;

Dopo i negoziati

17. chiede che, in caso di negoziati coronati dal successo, la Commissione avvii una seconda valutazione di impatto per esaminare i vantaggi e gli svantaggi attesi dall'accordo in termini di posti di lavoro e crescita nell'UE, compresa un'analisi dell'impatto su settori sensibili come quelli dell'automobile e dell’elettronica, e i benefici per gli interessi offensivi dell’UE;

18. ricorda che al Parlamento sarà chiesto di dare la propria approvazione all'eventuale accordo di libero scambio UE-Giappone, come stabilito dal trattato di Lisbona;

19. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e al governo e al parlamento del Giappone.

 

 

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