Proposta di risoluzione - B7-0018/2013Proposta di risoluzione
B7-0018/2013

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sui negoziati commerciali tra l'UE e il Mercosur

9.1.2013 - (2012/2924(RSP))

presentata a seguito dell'interrogazione con richiesta di risposta orale B7‑0553/2012
a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento

Helmut Scholz a nome del gruppo GUE/NGL

Procedura : 2012/2924(RSP)
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B7-0018/2013
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B7‑0018/2013

Risoluzione del Parlamento europeo sui negoziati commerciali tra l'UE e il Mercosur

(2012/2924(RSP))

Il Parlamento europeo,

–   visto l'accordo di associazione UE-Mercosur del 1995,

–   vista la risoluzione del 21 ottobre 2010 sulle relazioni commerciali dell'UE con l'America latina[1],

–   vista la risoluzione Eurolat del 19 maggio 2011 sulle prospettive per le relazioni commerciali tra l'Unione europea e l'America latina,

–   vista la risoluzione dell'8 marzo 2011 sull'agricoltura dell'UE e il commercio internazionale[2],

–   viste le precedenti risoluzioni sulle relazioni UE-Mercosur,

–    vista la comunicazione congiunta della 14a riunione del comitato congiunto UE-Brasile del giugno 2012,

–   vista l'interrogazione alla Commissione sulla situazione dei negoziati commerciali tra l'UE e il Mercosur (O-000218/2012 – B7‑0553/2012),

–   visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che i negoziati per la conclusione di un accordo di associazione tra l'UE e quattro paesi del Mercosur sono stati lanciati nel 1999, hanno attraversato una fase di stallo nel 2004 e sono stati ufficialmente riaperti in occasione del vertice UE-Mercosur del 2010;

B.  considerando che, da allora, si sono svolti nove cicli negoziali, incentrati fino a oggi sull'aspetto normativo dell'accordo; che non è stata ancora fissata una data per lo scambio delle offerte di accesso ai mercati;

C. considerando che il Mercosur sta conoscendo importanti sviluppi e cambiamenti con l'ammissione del Venezuela quale nuovo paese membro, la sospensione temporanea in atto per il Paraguay a seguito del colpo di Stato del giugno 2012 e il rafforzamento delle relazioni con la Bolivia e l'Ecuador, in qualità di possibili paesi membri a pieno titolo in futuro, volte a ampliare la zona di integrazione del Mercosur;

D. considerando che il processo di integrazione nella regione dell'America latina ha registrato un ulteriore sviluppo e approfondimento grazie alla creazione di strutture di integrazione nel continente, le cui principali istituzioni sono UNASUR, CELAC e ALBA, alla creazione della Banca del Sud e a varie altre iniziative che hanno permesso di compiere nuovi passi verso l'integrazione, ad esempio nel settore della cooperazione energetica, delle materie prime e delle dogane, nonché grazie alle elezioni dirette al Parlasur;

E.  considerando che l'UE, il Brasile e altri paesi membri del Mercosur hanno ribadito il loro impegno a favore del conseguimento di un accordo di associazione ambizioso, equilibrato e globale, sottolineato l'importanza centrale dell'OMC e del sistema commerciale multilaterale per la prosperità mondiale e sono convenuti sull'importanza della cooperazione ai fini di un buon funzionamento e del rafforzamento del sistema;

F.  considerando che nel dicembre 2012, l'UE, gli Stati Uniti e il Giappone hanno preso provvedimenti contro l'Argentina a livello di OMC chiedendo che fosse istituito un gruppo speciale in seno all'organo di conciliazione in relazione alle misure adottate dall'Argentina e aventi un impatto negativo sulle importazioni di merci;

G. considerando che l'Argentina ha chiesto che fosse istituito un gruppo speciale contro l'UE a livello di OMC in relazione alle restrizioni alle importazioni di biodiesel;

H. considerando che l'Argentina ha attraversato una crisi economica estremamente grave che ha portato al fallimento dello Stato a causa delle politiche di liberalizzazione e deregolamentazione imposte dal FMI; che è infine riuscita a risolvere il problema del debito, prendendo le distanze dalle raccomandazioni del FMI e dell'UE;

I.   considerando che molte società europee hanno approfittato della liberalizzazione argentina; che negli ultimi 10 anni l'Argentina ha generato una crescita media del 7%, senza tuttavia imporre misure di austerità alla popolazione e ricorrendo a varie soluzioni economiche sui generis non ortodosse; che il paese in parola sta cercando di ripristinare il controllo sul settore energetico per mezzo di una nuova nazionalizzazione della compagnia tradizionale YPF;

J.   considerando che l'UE sta attraversando la crisi economica più grave della sua storia e cerca di porre rimedio al problema del debito imponendo un regime di austerità sulla popolazione; che il mondo si trova attualmente ad affrontare molteplici crisi (ambientale, alimentare, economica, ecc.) alle quali non è stata ancora data una risposta adeguata; che i negoziati commerciali, a seconda del loro contenuto, possono influire positivamente o negativamente sulla risoluzione di dette crisi;

K. considerando che l'UE ha delocalizzato nei paesi del Mercosur una parte considerevole della produzione di proteine per i mangimi animali e sta facendo lo stesso per la produzione delle colture energetiche, con un impatto estremamente negativo sulla biodiversità, le foreste, l'acqua, il cambiamento climatico, la sicurezza alimentare, l'utilizzazione del suolo e la proprietà, la violenza e i conflitti sociali, l'abbandono delle campagne e la nascita di baraccopoli nelle grandi aree urbane;

L.  considerando che la politica del Brasile in materia di diritti di proprietà intellettuale tiene conto delle nuove sfide, in particolare per quanto riguarda i medicinali generici, il che comporta un effetto positivo sulla prevenzione e la cura delle malattie;

M. considerando che dalle valutazioni d'impatto e dalle valutazioni d'impatto sulla sostenibilità effettuate nel 2011 relativamente a un possibile accordo commerciale UE-Mercosur si evince che l'UE non ne trarrebbe alcun guadagno considerevole in termini di benessere economico e che ne potrebbe derivare un forte impatto negativo sulla biodiversità globale e il cambiamento climatico;

1.  ritiene che il Mercosur rappresenti un importante partner commerciale ma è del parere che i negoziati commerciali debbano prefiggersi prioritariamente lo sviluppo sostenibile, la creazione di occupazione, la giustizia sociale, l'ambiente e la diversità culturale in entrambe le regioni; invita pertanto la Commissione a non restare ancorata al modello classico di accordo di libero scambio e a concepire piuttosto nuove forme di accordi commerciali adattate alle necessità delle sue relazione con i singoli partner;

2.  prende atto dell'impegno dell'UE, del Brasile e di altri paesi membri del Mercosur per il buon esito del ciclo negoziale di Doha sullo sviluppo dell'OMC, e della loro volontà di continuare ad adoperarsi per una conclusione ambiziosa, globale ed equilibrata di detti negoziati;

3.  esorta la Commissione a rivedere i suoi schemi negoziali per garantire che i risultati dei negoziati non pregiudichino la lotta contro l'evasione e l'elusione fiscali e il riciclaggio di denaro sporco, bensì la rafforzino;

4.  invita la Commissione a proporre al Consiglio di adattare le attuali direttive negoziali in funzione delle nuove sfide che l'UE e la regione del Mercosur stanno affrontando;

5.  invita la Commissione a sostenere il processo di integrazione dell'America latina e ad astenersi da qualsiasi intervento che possa sfociare nella scissione del blocco del Mercosur;

6.  accoglie con favore la reazione democratica comune dei paesi del Mercosur e di UNASUR all'interruzione del processo di democratizzazione del Paraguay dopo tre decenni di dittatura; chiede alla Commissione di rispettare pienamente e sostenere detta decisione e di astenersi da qualsiasi forma di riconoscimento del governo de facto del Paraguay;

7.  è del parere che nelle relazioni con l'Argentina la Commissione deve tenere conto della crisi attraversata dal paese e dell'influenza negativa che vi hanno esercitato gli attori internazionali; reputa che le misure adottate dall'Argentina durante gli ultimi 10 anni dimostrino come sia possibile uscire da una crisi economica e finanziaria grazie a soluzioni alternative rispetto all'austerità e ai sacrifici imposti alla popolazione che raccomandano gli istituti finanziari internazionali;

8.  invita la Commissione a rispettare il processo di nazionalizzazione del settore energetico portato avanti dall'Argentina (simile ai processi messi in atto dai paesi europei in passato) e a non prendere provvedimenti contro il paese in materia;

9.  riconosce il diritto dell'Argentina di adottare misure volte a proteggere il livello di industrializzazione del paese;

10. invita la Commissione a sostenere gli sforzi profusi dal Brasile, relativi tra l'altro ai diritti di proprietà intellettuale e alla produzione e commercializzazione dei medicinali generici, e ad adottare disposizioni analoghe nei futuri accordi commerciali;

11. esorta la Commissione a creare meccanismi efficaci di consultazione della società civile di entrambe le regioni durante tutte le fasi negoziali;

12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché al SEAE, ai governi degli Stati membri, ai governi e ai parlamenti dei paesi del Mercosur e al Parlamento del Mercosur (Parlasur).