Proposta di risoluzione - B7-0100/2013Proposta di risoluzione
B7-0100/2013

    PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla situazione in Egitto

    6.3.2013 - (2013/2542(RSP))

    presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
    a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

    Véronique De Keyser, Saïd El Khadraoui, Ana Gomes, María Muñiz De Urquiza, Raimon Obiols, Pier Antonio Panzeri, Kristian Vigenin, Corina Creţu, Pino Arlacchi a nome del gruppo S&D

    Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0095/2013

    Procedura : 2013/2542(RSP)
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    B7-0100/2013
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    B7-0100/2013
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    B7‑0100/2013

    Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Egitto

    (2013/2542(RSP))

    Il Parlamento europeo,

    –   viste le sue precedenti risoluzioni sull'Egitto, in particolare la risoluzione del 16 febbraio 2012 sull'Egitto: ultimi sviluppi,

    –   viste le conclusioni del Consiglio europeo dell'8 febbraio 2013 sulla Primavera araba,

    –   viste le conclusioni dei copresidenti della task force UE-Egitto del 14 novembre 2012,

    –   viste le dichiarazioni rilasciate dal Presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy in seguito ai suoi incontri con il Presidente egiziano Mohamed Morsi il 13 gennaio 2013 e il 13 settembre 2012,

    –   viste le dichiarazioni dell'alto rappresentante Catherine Ashton del 25 dicembre 2012 sul referendum in Egitto e del 5 dicembre 2012 sulla situazione in Egitto, e la dichiarazione del suo portavoce del 25 gennaio 2013 sulle uccisioni a Port Said,

    –   visto il regolamento (UE) n. 1099/2012 del Consiglio, del 26 novembre 2012, che modifica il regolamento (UE) n. 270/2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Egitto,

    –   visto l'accordo di associazione UE-Egitto concluso nel 2004 e il piano d'azione adottato nel 2007,

    –   vista la comunicazione congiunta della Commissione e dell'alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni, del 25 maggio 2011, dal titolo "Una risposta nuova ad un vicinato in mutamento",

    –   visto il Patto internazionale sui diritti civili e politici (ICCPR) del 1966, di cui l'Egitto è firmatario,

    –   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

    A. considerando che l'Egitto è un partner fondamentale dell'Unione europea nel Mediterraneo meridionale; considerando che gli sviluppi politici, economici e sociali in Egitto hanno implicazioni significative per l'intera regione e oltre;

    B.  considerando che l'Egitto ha attuato importanti riforme negli ultimi due anni di rivoluzione e transizione; considerando che le elezioni presidenziali libere ed eque svoltesi nel 2012 hanno rappresentato una pietra miliare nel processo di transizione democratica; considerando, tuttavia, che la società egiziana continua ad essere confrontata a difficoltà e a sfide importanti sulla strada verso una democrazia profondamente radicata e sostenibile, basata sui valori fondamentali della giustizia sociale, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, dello Stato di diritto e del buon governo;

    C. considerando che a seguito del referendum tenutosi nel dicembre 2012, che ha registrato un'affluenza alle urne del 32,9%, è stata adottata una nuova Costituzione per l'Egitto; considerando che il processo costituzionale e l'adozione anticipata della nuova Costituzione invece di creare consenso hanno ulteriormente aggravato le divisioni interne alla società egiziana; considerando che molte persone in Egitto e al di fuori del paese hanno espresso preoccupazione in merito a vari articoli della nuova Costituzione, in particolare per quanto riguarda lo status della Sharia nella legislazione nazionale, l'indipendenza del potere giudiziario e il ruolo dei tribunali militari, le libertà fondamentali e i diritti delle donne;

    D. considerando che le elezioni parlamentari per rinnovare la Camera dei rappresentanti dovrebbero svolgersi in quattro fasi a partire dal 22 aprile fino al giugno 2013; considerando che il 19 gennaio 2013 il Consiglio della Shura ha adottato una nuova legge elettorale che ha suscitato critiche e controversie; considerando che il 18 febbraio 2013 la Suprema Corte costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità di vari articoli di tale legge, dando adito a ulteriori controversie; considerando che le forze di opposizione guidate dal Fronte di salvezza nazionale, per protesta contro la mancanza di garanzie giuridiche per lo svolgimento di elezioni libere ed eque, hanno annunciato l'intenzione di boicottare le prossime elezioni parlamentari;

    E.  considerando che le crescenti tensioni politiche hanno ulteriormente aggravato la polarizzazione della società egiziana e stanno causando continue manifestazioni di protesta in strada e scontri violenti; considerando che i casi di uso eccessivo della forza e della violenza nei confronti di manifestanti pacifici da parte delle forze di sicurezza e di gruppi non identificati rimangono spesso impuniti;

    F.  considerando che un processo politico inclusivo, basato sul consenso e sulla titolarità condivisa, e un vero e proprio dialogo nazionale con una partecipazione significativa di tutte le forze politiche democratiche rappresentano l'unico modo per superare le attuali divisioni e le tensioni politiche e sociali, con lo scopo di creare una democrazia solida e sostenibile in Egitto; considerando che le forze di opposizione hanno chiesto la formazione di un governo di unità nazionale, richiesta che è stata respinta dal Presidente Morsi; considerando che il 26 febbraio 2013 il Presidente Morsi ha dato avvio a un dialogo nazionale che è stato boicottato dalle principali forze di opposizione;

    G. considerando che la giustizia sociale e un più elevato tenore di vita per i cittadini costituiscono dimensioni cruciali della transizione verso una società egiziana aperta, stabile, democratica, libera e prospera; considerando che l'Egitto continua ad essere confrontato a preoccupanti difficoltà economiche, aggravate dalla perdita degli introiti derivanti dal turismo e dagli investimenti diretti esteri; considerando che il consolidamento fiscale, il ripristino della fiducia economica e degli investitori, che implica la stabilità politica, nonché la lotta alla corruzione sono indispensabili per creare un'economia forte in Egitto; considerando che l'economia egiziana necessita di un ulteriore sostegno da parte della comunità internazionale, inclusa l'Unione europea, per far fronte a queste sfide;

    H. considerando che le istituzioni giudiziarie e i giudici sono costantemente soggetti a pressioni, attacchi, intimidazioni e ingerenze da parte di vari attori e forze politiche in Egitto; considerando che nel novembre 2012 la Corte costituzionale ha sospeso le sue attività in quanto la sua sede era stata posta sotto assedio dai sostenitori del Presidente e dai loro alleati; considerando che l'allontanamento del Procuratore generale nell'ottobre 2012 e la nomina del suo successore hanno provocato forti critiche e proteste da parte di giudici, funzionari della magistratura e altre persone; considerando che questa ingerenza nel potere giudiziario pregiudica la fiducia della popolazione egiziana nell'equità e nell'imparzialità del sistema giudiziario;

    I.   considerando che le donne egiziane si trovano in una situazione di particolare vulnerabilità nell'attuale periodo di transizione; considerando che, secondo quanto riferito dalle organizzazioni per i diritti umani egiziane e internazionali, le donne manifestanti sono spesso sottoposte a violenze, aggressioni sessuali, test di verginità e ad altre forme di trattamento degradante da parte delle forze di sicurezza, e che gli attivisti per i diritti delle donne sono vittime di minacce e vessazioni; considerando che la partecipazione politica delle donne registra un grave regresso; considerando che le donne che lavorano nel settore informale, in particolare nel settore dell'agricoltura e dei lavori domestici, operano spesso in condizioni pericolose e degradanti, senza beneficiare di alcuna assicurazione sanitaria e protezione contro gli infortuni;

    J.   considerando che la società civile egiziana e le ONG internazionali sono soggette a crescenti pressioni in Egitto; considerando che i progetti di legge sulle associazioni civili e le fondazioni e sulle manifestazioni pubbliche rappresentano una grave minaccia per il loro funzionamento e le loro attività, nonché per il diritto di riunione pubblica pacifica; considerando che i sindacati indipendenti riferiscono delle crescenti pressioni subite dalle loro organizzazioni e dai loro membri; considerando che le violenze fisiche e le vessazioni nei confronti di giornalisti sono notevolmente aumentate;

    K. considerando che il 26 gennaio 2013 un tribunale del Cairo ha condannato alla pena di morte 21 persone in seguito agli scontri scoppiati allo stadio di Port Said che hanno causato 74 vittime all'inizio del 2012; considerando che, nella sua risoluzione del 16 febbraio 2012, il Parlamento europeo ha chiesto che venisse condotta un'indagine indipendente sui fatti che hanno causato la tragedia e che i responsabili fossero consegnati alla giustizia; considerando che l'Unione europea mantiene una forte posizione di principio contro la pena di morte e che la sua abolizione è un obiettivo fondamentale della politica europea in materia di diritti umani;

    L.  considerando che la riunione della task force UE-Egitto del 13 e 14 novembre 2012 si è svolta al Cairo con oltre 500 partecipanti – inclusi leader politici, parlamentari, più di 300 dirigenti di imprese e rappresentanti della società civile di entrambe le parti – che hanno discusso una serie di temi estremamente ampia, tra cui la cooperazione politica ed economica, la governance e i diritti umani, il recupero dei beni, il commercio, il turismo, le infrastrutture, le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e la scienza;

    M. considerando che l'Unione europea è il più importante partner economico dell'Egitto e la principale fonte di investimenti esteri e di cooperazione allo sviluppo; considerando che durante la riunione della task force l'Unione europea e le istituzioni finanziarie associate hanno offerto all'Egitto sovvenzioni, prestiti agevolati e prestiti per un importo totale di oltre 5 miliardi di EUR per il periodo 2012-2013; considerando che la task force ha altresì annunciato che la partecipazione dell'Egitto ai programmi Erasmus Mundus e Tempus sarà raddoppiata, allo scopo di portare in Europa gli studenti e i ricercatori egiziani; considerando che il rispetto di tali impegni e l'accelerazione dei tempi per la concessione del sostegno dell'Unione europea sono di fondamentale importanza per l'Egitto;

    N. considerando che la task force ha sottolineato il suo impegno a favore della promozione e del rispetto dei diritti umani, inclusi i diritti delle donne e l'uguaglianza di genere al fine di promuovere l'emancipazione femminile in tutti i settori, delle libertà di espressione e di associazione e della libertà di religione o di credo, e ha condannato tutte le forme di incitamento all'odio religioso, all'intolleranza, all'ostilità e alla violenza;

    O. considerando che l'Unione europea si è offerta di inviare una missione di osservazione elettorale alle prossime elezioni parlamentati della Camera dei rappresentanti, se invitata dall'Egitto; considerando che la commissione elettorale suprema dell'Egitto ha recentemente deciso di invitare e di accettare vari attori internazionali, tra cui l'Unione europea, a monitorare queste elezioni;

    P.  considerando che la restituzione dei beni sottratti dal precedente regime, al di là della sua rilevanza economica, può contribuire a dare un senso di giustizia e di responsabilità al popolo egiziano e costituisce pertanto una questione politica di attualità e di grande importanza simbolica nelle relazioni tra l'Unione europea e l'Egitto; considerando che, dal marzo 2011, i beni posseduti nell'Unione europea da 19 persone responsabili di appropriazione indebita di fondi pubblici egiziani, incluso l'ex Presidente Mubarak, sono stati congelati; considerando che il 26 novembre 2012 il Consiglio ha adottato un nuovo regolamento inteso a facilitare la restituzione dei fondi oggetto di appropriazione indebita; considerando che la task force ha deciso di mettere a punto, entro tre mesi, una tabella di marcia che potrebbe includere la costituzione di un gruppo per il recupero dei beni, coordinato dal SEAE;

    Q. considerando che il principio "more for more" (maggiori aiuti a fronte di un maggiore impegno) e il principio di partenariato con le società sono elementi essenziali della politica europea di vicinato riveduta dell'Unione europea;

    1.  ribadisce la sua solidarietà e il suo sostegno al popolo egiziano in questo periodo difficile e critico di transizione politica, economica e sociale nel paese;

    2.  sottolinea l'importanza delle prossime elezioni parlamentari della Camera dei rappresentanti, che costituiranno un'altra pietra miliare nel processo di transizione democratica e dovrebbero rappresentare per il governo egiziano l'occasione di instaurare un processo politico inclusivo, basato sul consenso e sulla titolarità condivisa, attraverso un vero e proprio dialogo nazionale con una partecipazione significativa di tutte le forze politiche democratiche; invita tutte le forze politiche in Egitto a collaborare in questa direzione;

    3.  accoglie con favore la decisione della commissione elettorale suprema dell'Egitto di invitare l'Unione europea a monitorare le prossime elezioni parlamentari della Camera dei rappresentanti;

    4.  esprime profonda preoccupazione per la crescente polarizzazione nella società egiziana e per i continui episodi di violenza; rammenta alle autorità pubbliche e alle forze di sicurezza egiziane il loro dovere di ripristinare e di garantire la sicurezza e l'ordine pubblico nel paese; esorta tutti gli attori politici a dar prova di moderazione allo scopo di evitare ulteriori violenze nell'interesse del paese; chiede inoltre che vengano avviate indagini serie, imparziali e trasparenti sulle uccisioni, le torture, i trattamenti degradanti e le vessazioni nei confronti di manifestati pacifici, in particolare nei confronti delle donne, e che i responsabili siano consegnati alla giustizia;

    5.  rinnova l'invito al governo e alle autorità egiziani a garantire il pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, inclusi i diritti delle donne, la libertà di religione, di coscienza e di pensiero, la protezione delle minoranze e il divieto della discriminazione fondata sull'orientamento sessuale, la libertà di associazione e di riunione pacifica, la libertà di espressione e di parola, nonché la libertà di stampa e dei mezzi di comunicazione, in quanto tali diritti sono componenti essenziali di una democrazia profondamente radicata e sostenibile;

    6.  sottolinea le difficoltà e le sfide alle quali è attualmente confrontata l'economia egiziana; incoraggia il governo egiziano a proseguire sulla strada delle riforme economiche; esorta la comunità internazionale, compresa l'Unione europea, a rispettare pienamente gli impegni assunti nei confronti dell'Egitto e ad accelerare i tempi per la concessione dei sostegno finanziario al paese; sottolinea, tuttavia, l'importanza di mettere in pratica il principio "more for more", che costituisce un elemento essenziale della politica europea di vicinato riveduta, nelle relazioni dell'Unione europea con il governo egiziano, senza avere ripercussioni negative sulle condizioni di vita della popolazione del paese;

    7.  è preoccupato per la situazione del sistema giudiziario in Egitto; invita il governo egiziano e le forze politiche del paese a rispettare, sostenere e promuovere pienamente l'indipendenza e l'integrità delle istituzioni giudiziarie in Egitto;

    8.  chiede che si ponga immediatamente fine a tutti gli atti di violenza e aggressione sessuale, ai test di verginità e alle altre forme di trattamento degradante nei confronti delle donne manifestanti e degli attivisti per i diritti delle donne, che si proceda a indagini serie e imparziali su tutti questi casi e che i responsabili siano consegnati alla giustizia; esorta il governo a promuovere e a sostenere la partecipazione politica delle donne invertendo l'attuale tendenza negativa in questo campo;

    9.  esorta il governo egiziano a ritirare i suoi progetti di legge sulle associazioni civili e le fondazioni e sulle manifestazioni pubbliche e a proporre una legislazione, tenendo conto del progetto di legge presentato da 60 organizzazioni della società civile nel 2011, che protegga, sostenga e promuova le attività delle organizzazioni della società civile egiziane e delle ONG internazionali nel paese; chiede che si ponga immediatamente fine a tutte le pressioni, le intimidazioni e le vessazioni nei confronti dei sindacati e dei giornalisti;

    10. ribadisce la forte posizione di principio dell'Unione europea contro la pena di morte e chiede una moratoria totale sull'esecuzione di tutte le sentenze di condanna a morte pronunciate in Egitto; esorta l'Egitto a ratificare il secondo protocollo facoltativo al Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966, che mira all'abolizione della pena di morte;

    11. esorta l'Unione europea e i suoi Stati membri a compiere ulteriori sforzi significativi per facilitare la restituzione dei beni oggetto di appropriazione indebita sottratti dal precedente regime al popolo egiziano; chiede, a tale riguardo, che l'Unione europea istituisca un gruppo di investigatori, avvocati e procuratori provenienti dai suoi Stati membri e da altri paesi europei per prestare assistenza giuridica alle autorità egiziane in questo processo;

    12. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, nonché al Presidente, al governo e al Consiglio della Shura dell'Egitto.