Proposta di risoluzione - B7-0342/2013Proposta di risoluzione
B7-0342/2013

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sul programma di sorveglianza dell'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, sugli organi di sorveglianza in diversi Stati membri e sul loro impatto sulla vita privata dei cittadini dell'Unione europea

1.7.2013 - (2013/2682(RSP))

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Sophia in ‘t Veld, Sarah Ludford, Renate Weber, Cecilia Wikström, Nathalie Griesbeck, Leonidas Donskis, Ramon Tremosa i Balcells, Marielle de Sarnez, Andrea Zanoni, Hannu Takkula, Michael Theurer, Gianni Vattimo a nome del gruppo ALDE

Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B7-0336/2013

Procedura : 2013/2682(RSP)
Ciclo di vita in Aula
Ciclo del documento :  
B7-0342/2013

B7‑0342/2013

Risoluzione del Parlamento europeo sul programma di sorveglianza dell'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, sugli organi di sorveglianza in diversi Stati membri e sul loro impatto sulla vita privata dei cittadini dell'Unione europea

(2013/2682(RSP))

Il Parlamento europeo,

–   visti il trattato sull'Unione europea, in particolare gli articoli 2, 3, 6 e 7, e il trattato sul funzionamento dell'Unione europea, in particolare l'articolo 16,

–   viste la convenzione 108 del Consiglio d'Europa del 28 gennaio 1981 sulla protezione delle persone rispetto al trattamento automatizzato di dati di carattere personale, unitamente al suo protocollo aggiuntivo dell'8 novembre 2001, e le raccomandazioni rivolte agli Stati membri dal comitato dei ministri del Consiglio d'Europa, in particolare la raccomandazione R(87)15, relativa alla disciplina dell'uso di dati personali nell'ambito della pubblica sicurezza, e la raccomandazione CM/Rec(2010)13 sulla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento automatizzato di dati personali nel contesto di attività di profilazione,

–   viste la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, in particolare gli articoli 7 e 8, e la convenzione per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU), in particolare l'articolo 8 relativo al diritto al rispetto della vita privata e familiare e l'articolo 13 sul diritto a un ricorso effettivo,

–   vista la legislazione dell'Unione europea riguardante il diritto alla privacy e la protezione dei dati, in particolare la direttiva 95/46/CE relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla libera circolazione di tali dati, la decisione quadro 2008/977/GAI sulla protezione dei dati personali trattati nell’ambito della cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale, la direttiva 2002/58/CE relativa al trattamento dei dati personali e alla tutela della vita privata nel settore delle comunicazioni elettroniche, e il regolamento (CE) n. 45/2001 concernente la tutela delle persone fisiche in relazione al trattamento dei dati personali da parte delle istituzioni e degli organismi comunitari, nonché la libera circolazione di tali dati,

–   viste le proposte della Commissione per un regolamento e una direttiva sulla riforma del regime di protezione dei dati nell'UE,

–   visti l'accordo di reciproca assistenza giudiziaria tra l'UE e gli USA, che consente lo scambio di dati per la prevenzione e l'investigazione di attività criminali, la convenzione sulla criminalità informatica (STCE n. 185), l'accordo Safe Harbor tra l'UE e gli USA, in particolare l'articolo 3, e l'elenco dei partecipanti all'accordo, i negoziati in corso per l'accordo UE-USA per la protezione dei dati personali scambiati a fini di contrasto, e la revisione in atto del sistema Safe Harbour;

–   viste le sue precedenti risoluzioni sul diritto al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati, in particolare la risoluzione del 5 settembre 2001 sull'esistenza di un sistema d'intercettazione globale delle comunicazioni private e commerciali (sistema d'intercettazione Echelon)[1], visti gli accordi tra l'UE e gli USA sui dati del codice di prenotazione PNR (Passenger Name Record) e sul programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP),

–   viste le linee guida per la gestione degli schedari computerizzati di dati personali formulate dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1990,

–   visti le leggi statunitensi "Patriot Act" e FISA (legge sulla sorveglianza e l'intelligence straniera), compresa la sezione 702 dell'atto di modifica di quest'ultima (FISAA) del 2008,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

Programma statunitense PRISM e sorveglianza dell'UE e degli Stati membri dell'UE da parte dell'Agenzia per la sicurezza nazionale

A. considerando che, il 6 giugno 2013 i media hanno riferito in merito a PRISM, un programma di sorveglianza elettronica clandestino gestito dall'Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense (NSA) dal 2007; che PRISM rappresenta lo sviluppo di un programma di intercettazioni senza mandato rivelato da mezzi d'informazione nel 2005 e legalizzato nel 2007 mediante il "Protect America Act" e il FISAA, che autorizzano la sorveglianza di massa ¬ anche in relazione a cittadini dell'UE ¬ di e-mail, chat, video, foto, trasferimenti di file, dati tratti da reti sociali e altri dati[2]; che, stando alle autorità statunitensi, sono in corso due programmi, uno sui metadati delle comunicazioni telefoniche e l'altro su internet e la posta elettronica, i quali, non potendo avere come gruppo bersaglio intenzionale cittadini statunitensi o stranieri legalmente residenti negli Stati Uniti[3], si concentrano su altri gruppi, tra cui i cittadini dell'Unione europea;

B.  considerando che le società private che rientrano sotto la giurisdizione del governo degli Stati Uniti, come Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, YouTube, Skype, AOL, Apple e Verizon, da tempo comunicano in segreto all'Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense dati personali relativi alle comunicazioni elettroniche; che ex membri del personale di alcune di queste società private lavorano attualmente per l'Agenzia per la sicurezza nazionale;

C. considerando che le istituzioni dell'Unione europea sono state oggetto delle attività di sorveglianza e spionaggio degli Stati Uniti, anche mediante cimici spia introdotte nella rappresentanza diplomatica dell'UE presso gli Stati Uniti a Washington e presso le Nazioni Unite a New York, l'infiltrazione delle reti informatiche (e-mail e documenti interni) e l'esecuzione di attacchi informatici, provenienti da un complesso NATO utilizzato dagli esperti dell'Agenzia per la sicurezza nazionale, ai danni dell'UE a Bruxelles, in particolare del Consiglio dell'Unione europea e del Consiglio europeo[4]; che il Presidente del Parlamento ha chiesto chiarimenti in proposito[5]; che le autorità statunitensi hanno preso di mira anche le missioni francese, italiana e greca presso le Nazioni Unite[6];

D. considerando che la Commissione ha scritto alle autorità statunitensi il 10 giugno 2013, esprimendo le preoccupazioni europee e ponendo domande dettagliate sulla portata del programma e sulle leggi che lo autorizzano[7], e che la questione è stata discussa in occasione della riunione UE-USA a Dublino il 14 giugno 2013, dove è stato deciso di istituire un "gruppo transatlantico di esperti" per discutere di questioni concernenti PRISM e la privacy;

E.  considerando che il partenariato transatlantico è di primaria importanza per l'Unione europea e gli Stati Uniti e che tali relazioni dovrebbero basarsi su una cooperazione leale, fedele e paritaria tra paesi che rispettano i diritti fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto;

F.  considerando che l'amministrazione statunitense afferma che il controllo democratico e giudiziario sono stati garantiti conformemente alla costituzione degli Stati Uniti, in quanto gli organi competenti del Congresso sono informati riguardo alla sorveglianza ed esiste una corte FISA, responsabile dell'autorizzazione delle attività di sorveglianza per quanto concerne le comunicazioni elettroniche;

G. considerando che un gruppo bipartisan di 26 senatori statunitensi ha scritto al direttore dell'Agenzia per la sicurezza nazionale lamentando che una disposizione della legge "Patriot Act" è stata segretamente reinterpretata per consentire al governo di raccogliere dati privati di un gran numero di cittadini e che l'amministrazione si basa su un "corpus legislativo segreto" ai fini della raccolta di dati privati ​​di massa di cittadini, invece di usare regolari ordinanze dei tribunali o autorizzazioni di emergenza[8];

H. considerando che il sistema legale degli Stati Uniti non garantisce la tutela dei cittadini non statunitensi, come i cittadini dell'UE; che, ad esempio, la protezione fornita dal quarto emendamento si applica soltanto ai cittadini degli Stati Uniti e non ai cittadini dell'UE o altri cittadini non statunitensi;

Cooperazione degli Stati membri dell'Unione europea con gli Stati Uniti in materia di sorveglianza

I.   considerando che, secondo informazioni diramate dai media, altri Stati membri come i Paesi Bassi e il Regno Unito si sono scambiati dati su società private raccolti mediante PRISM almeno sin dal 2010;

Programmi e attività di sorveglianza degli Stati membri nei confronti di altri Stati membri, dell'UE e di paesi terzi

J.   considerando che le autorità del Regno Unito, in particolare il GCHQ (Quartier Generale Governativo per le Comunicazioni) e il servizio MI6, hanno presuntamente spiato politici e funzionari stranieri che hanno partecipato a due incontri del vertice G20 nel 2009, cui erano presenti il Presidente della Commissione, la Presidenza del Consiglio e una serie di primi ministri degli Stati membri[9], monitorando i loro computer e intercettando e mappando telefonate di delegati tra di loro e con i rispettivi governi, per garantire un esito positivo per il governo del Regno Unito e per il vertice, anche con l'ausilio di personale dell'Agenzia per la sicurezza nazionale statunitense distaccato presso il GCHQ a Menwith Hill, Regno Unito;

K. considerando che il GCHQ opera presuntamente il programma 'Tempora", attingendo dati direttamente dai cavi transatlantici sottomarini che trasportano comunicazioni elettroniche; che masse di dati vengono ispezionate in modo indiscriminato, conservate per periodi di 30 giorni, elaborate e analizzate e condivise con le autorità statunitensi;

L.  considerando che il Commissario Reding ha scritto alle autorità britanniche esprimendo preoccupazione per le notizie dei media sul programma Tempora e chiedendo chiarimenti sul suo ambito di applicazione e funzionamento+[10]; che le autorità del Regno Unito hanno difeso le attività di sorveglianza del GCHQ dichiarando di operare nel rispetto di linee guida rigorose e legali; che altri Stati membri hanno espresso preoccupazione e critica e hanno chiesto se i loro cittadini sono stati il bersaglio delle attività in questione e se il programma è stato oggetto di un qualche controllo giurisdizionale[11];

M. considerando che altri Stati membri, stando alle informazioni a disposizione, hanno accesso a comunicazioni elettroniche transnazionali in virtù di tribunali speciali, pur senza disporre di regolare mandato, condividono dati con altri paesi (Svezia) e possono potenziare le proprie capacità di sorveglianza (Paesi Bassi, Germania); che sono state espresse preoccupazioni, in altri Stati membri, in merito ai poteri di intercettazione dei servizi segreti (Polonia)[12];

N. considerando che le relazioni del Parlamento e del Consiglio d'Europa sulle consegne straordinarie e sui programmi di custodia segreta della CIA hanno messo in evidenza la partecipazione attiva e passiva di Stati membri dell'UE con gli Stati Uniti mediante la collaborazione fra servizi segreti; che, in un certo numero di paesi, i servizi segreti e i loro agenti sono stati recentemente accusati di essere stati utilizzati da coloro che detengono il potere per spiare esponenti dell'opposizione e giornalisti[13] o di condurre operazioni "deviate"[14];

Legislazione statunitense e dell'Unione, diritto dell'UE applicabile agli Stati membri e cooperazione con gli Stati Uniti

O. considerando che l'Unione europea e i suoi Stati membri hanno il dovere di proteggere il diritto fondamentale dei cittadini al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati, in virtù della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU), della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, delle convenzioni internazionali, delle costituzioni, del diritto nazionale e dell'UE e della sovranità e giurisdizione dell'Unione e degli Stati membri;

P.  considerando che la Corte europea dei diritti dell'uomo ha sviluppato una giurisprudenza restrittiva che prevede il rispetto di criteri rigorosi per quanto concerne le attività di sorveglianza dei singoli da parte dello Stato e che, in base a tale giurisprudenza, in una società democratica le interferenze con il diritto fondamentale alla vita privata dei cittadini devono essere proporzionate e necessarie, possono avvenire solo nei limiti previsti dalla legge e devono essere sottoposte a un opportuno controllo democratico e giudiziario, in mancanza del quale queste attività possono minare o persino distruggere la democrazia, con il pretesto di difenderla;

Q. considerando che, nel quadro dell'accordo di Safe Harbour, gli Stati membri e la Commissione sono incaricati di garantire la sicurezza e l'integrità dei dati personali; che, ai sensi dell'articolo 3 di tale accordo, la Commissione ha il dovere di recedere dell'accordo o di sospenderlo qualora le sue disposizioni non venissero rispettate; che tutte le società menzionate dalla stampa internazionale aderiscono all'accordo di Safe Harbour;

R.  considerando che gli Stati Uniti hanno firmato e ratificato la convenzione sulla criminalità informatica, la quale è entrata in vigore negli Stati Uniti nel 2007, e che pertanto i principi di tale convenzione fanno parte del diritto nazionale statunitense; che, secondo quanto disposto dalla convenzione, tutte le misure finalizzate alla raccolta di prove in formato elettronico concernenti reati penali (articolo 14) devono fornire un livello adeguato di protezione dei diritti umani fondamentali, in particolare i diritti sanciti dalla CEDU (articolo 8, vita privata), devono garantire la conformità al principio di proporzionalità e devono includere salvaguardie quali ad esempio il controllo giudiziario o controlli indipendenti di altra natura, nonché motivazioni che giustifichino l'applicazione e la limitazione della portata e della durata di tali procedure (articolo 15);

S.  considerando che l'accordo di reciproca assistenza giudiziaria tra l'UE e gli USA, quale ratificato dall'Unione e dal Congresso, stabilisce modalità per la raccolta e lo scambio di informazioni e per chiedere e prestare assistenza nel reperimento di prove dislocate in un paese al fine di contribuire a indagini o procedimenti penali in un altro paese;

T.  considerando che un progetto di regolamento in materia di protezione dei dati a fini di consultazione interservizi conteneva una disposizione che subordinava la divulgazione di dati personali alle autorità di paesi terzi all'esistenza di un fondamento giuridico, quale ad esempio un accordo di reciproca assistenza giudiziaria o un accordo internazionale, nonché all'autorizzazione rilasciata dall'autorità competente per la protezione dei dati[15]; che la disposizione in questione è assente nella proposta definitiva della Commissione;

1.  chiede la creazione di una commissione d'inchiesta del Parlamento europeo sui programmi di sorveglianza, a norma dell'articolo 185 del regolamento;

2.  chiede che il Presidente degli Stati Uniti sia invitato a trattare la questione in Aula;

Programma statunitense PRISM e sorveglianza degli Stati membri dell'UE da parte dell'Agenzia per la sicurezza nazionale

3.  esprime seria preoccupazione per il programma PRISM, attuato segretamente dalle autorità statunitensi in collaborazione con società private, poiché, qualora le informazioni attualmente disponibili fossero confermate, si configurerebbe una grave violazione del diritto fondamentale al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati ai danni dei cittadini dell'UE;

4.  invita le autorità statunitensi a fornire ai loro partner dell'UE, a livello sia di Unione che di Stati membri, informazioni esaustive sul programma e sulla sorveglianza cui sono sottoposte le istituzioni e gli Stati membri dell'UE e invita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a fare altrettanto; invita le società private a fornire informazioni in merito alla loro collaborazione con le agenzie per la sicurezza statunitensi;

5.  invita le autorità statunitensi a sospendere e a rivedere tutte le leggi e i programmi di sorveglianza che violano il diritto fondamentale dei cittadini dell'UE al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati, nonché la sovranità e la giurisdizione dell'Unione europea e dei suoi Stati membri e la convenzione sulla criminalità informatica; chiede alle autorità degli Stati Uniti di adottare leggi volte a garantire che i cittadini dell'Unione europea possano fruire almeno degli stessi diritti dei cittadini statunitensi in fatto di rispetto della vita privata, protezione dei dati e ricorsi effettivi;

6.  sollecita la Commissione, il Consiglio e gli Stati membri a utilizzare tutti gli strumenti a loro disposizione nel quadro delle discussioni e dei negoziati con gli Stati Uniti, sia a livello politico che a livello di esperti, al fine di raggiungere gli obiettivi sopra menzionati, ivi compreso il rifiuto di firmare l'accordo commerciale tra UE e Stati Uniti fintantoché non siano risolte le problematiche relative alla sorveglianza, nonché la sospensione degli accordi relativi ai codici di prenotazione PNR (Passenger Name Record) e al programma di controllo delle transazioni finanziarie dei terroristi (TFTP);

Cooperazione degli Stati membri dell'Unione europea con gli Stati Uniti in materia di sorveglianza

7.  esprime preoccupazione in merito alle informazioni concernenti la presunta cooperazione segreta degli Stati membri con le autorità degli Stati Uniti nel quadro del programma PRISM e di altre attività di sorveglianza;

8.  invita gli Stati membri a fornire informazioni al riguardo agli altri Stati membri e alle istituzioni dell'UE e a sospendere qualsiasi cooperazione di questo tipo con le autorità degli Stati Uniti in relazione alla sorveglianza di massa dei cittadini, poiché qualsiasi ulteriore passo equivarrebbe a una violazione del principio di leale cooperazione fra gli Stati membri e fra questi e le istituzioni dell'UE, nonché del diritto fondamentale dei cittadini al rispetto della vita privata e alla protezione dei dati;

Programmi e attività di sorveglianza degli Stati membri nei confronti di altri Stati membri, dell'UE e di paesi terzi

9.  esprime profonda preoccupazione in merito alle rivelazioni concernenti i presunti programmi di sorveglianza e le attività di spionaggio condotti dalle autorità britanniche nei confronti di leader di altri Stati membri e delle istituzioni dell'UE, segnatamente per motivi non collegati alla sicurezza nazionale, ad esempio in occasione di vertici del G20; esprime profonda preoccupazione, inoltre, per il programma Tempora e la violazione del diritto fondamentale al rispetto della vita privata dei cittadini del Regno Unito e dell'Unione europea;

10. invita le autorità britanniche a fornire informazioni ai propri cittadini, ai cittadini dell'UE, agli altri Stati membri e alle istituzioni dell'Unione sulle attività e sui programmi sopra menzionati e a sospenderli immediatamente;

11. invita tutti gli Stati membri a esaminare la compatibilità di leggi, attività e programmi nazionali relativi alla sorveglianza con la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo e con le norme internazionali ed europee in quest'ambito, al fine di garantire un adeguato controllo democratico e giudiziario e di assicurare il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini europei, come pure dei valori europei sanciti dall'articolo 2 del trattato sull'Unione europea;

12. chiede alla Commissione e al Consiglio di discutere le questioni sollevate nella presente risoluzione alla prossima riunione del Consiglio "Giustizia e affari interni"; li invita altresì a effettuare un esame delle politiche antiterroristiche e delle strategie di sicurezza interna dell'UE, come richiesto dal Parlamento nelle sue relazioni e alla luce delle recenti rivelazioni;

13. invita l'Unità responsabile della criminalità informatica dell'Europol a indagare sulle attività di spionaggio condotte dagli Stati Uniti e da altre potenze straniere nei confronti dell'UE;

14. chiede che il Centro dell'UE di analisi dell'Intelligence (INTCEN) sia integrato nell'opportuno quadro istituzionale e sia soggetto a misure di salvaguardia e controllo;

15. deplora il fatto che la Commissione abbia ritirato l'ex articolo 42 (clausola "anti-FISA") dal progetto di regolamento sulla protezione dei dati e chiede un chiarimento pubblico e dettagliato circa le ragioni di questa decisione; chiede al Consiglio di reintrodurre una disposizione analoga e si impegna a fare altrettanto; invita il Consiglio ad accelerare i lavori per quanto concerne la direttiva sulla protezione dei dati;

16. sottolinea che, negli Stati democratici e aperti fondati sullo Stato di diritto, i cittadini hanno il diritto di essere informati in caso di gravi violazioni dei loro diritti fondamentali, nonché di denunciare tali violazioni, anche contro il proprio governo; evidenzia la necessità di introdurre procedure che consentano agli informatori di rivelare gravi violazioni dei diritti fondamentali, così come la necessità di fornire a queste persone la protezione necessaria, anche a livello internazionale; esprime il suo sostegno incessante per il giornalismo investigativo e la libertà di stampa;

17. invita le istituzioni dell'UE a rivedere la prassi di negare ai cittadini il rispetto del diritto di accesso ai documenti, quale garantito dai trattati, dalla Carta dei diritti fondamentali e dal regolamento 1049/2001, sulla base del fatto che ciò potrebbe nuocere alle relazioni internazionali, concedendo così, di fatto, a paesi stranieri un veto su documenti dell'UE, come si è verificato con gli Stati Uniti nel caso della seconda relazione dell'autorità di controllo comune di Europol sull'attuazione dell'accordo TFTP tra l'UE e gli Stati Uniti;

18. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e al Consiglio d'Europa nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, alle autorità degli Stati Uniti e alle Nazioni Unite.