Proposta di risoluzione - B7-0424/2013Proposta di risoluzione
B7-0424/2013

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulla situazione in Siria

10.9.2013 - (2013/2819(RSP))

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Willy Meyer, Takis Hadjigeorgiou, Kyriacos Triantaphyllides, Sabine Lösing, Younous Omarjee, Sabine Wils a nome del gruppo GUE/NGL

Procedura : 2013/2819(RSP)
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B7-0424/2013
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B7‑0424/2013

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Siria

(2013/2819(RSP))

Il Parlamento europeo,

–   vista la Carta delle Nazioni Unite,

–   vista la Convenzione sulle armi chimiche (CWC) e la Convenzione sulle armi biologiche e tossiniche (BTWC),

–   visto il diritto umanitario internazionale,

–   viste le Convenzioni di Ginevra sui rifugiati,

–   vista la dichiarazione del Consiglio Affari esteri del 6 settembre 2013,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che l'identità degli autori del presunto attacco con armi chimiche rimane non confermata; che è opportuno ricordare che le false affermazioni riguardanti l'esistenza di armi di distruzione di massa (WMD) in Iraq hanno portato il paese in uno stato di guerra e di tragedia costante e che ciò non va ripetuto;

C. considerando che un gruppo di ispettori delle Nazioni Unite incaricati di accertare l'uso di armi chimiche ha raccolto campioni presso il sito del presunto uso di armi chimiche e che è in corso il processo di analisi secondo i più elevati standard di verifica riconosciuti dall'Organizzazione per l'interdizione delle armi chimiche (OPCW); che i governi non dovrebbero prendere posizione sulla questione prima che i risultati siano resi noti;

D. considerando che l'Amministrazione degli Stati Uniti e la Francia minacciano di lanciare un attacco militare contro la Siria, nonostante l'assenza di una decisione da parte del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite;

E.  considerando che la NATO è già coinvolta nei preparativi per un attacco militare contro la Siria;

F.  considerando che la situazione intorno alle frontiere terrestri e marittime della Siria e nel Mediterraneo orientale è estremamente volatile, data la presenza di vari eserciti e flotte nella regione; che la situazione potrebbe facilmente oltrepassare le frontiere ed allargarsi in tutta quella zona turbolenta, con conseguenze imprevedibili;

G. considerando che lunedì, 9 settembre 2013, il governo del presidente siriano Bashar al Assad si è detto favorevole alla proposta russa volta ad evitare attacchi militari statunitensi grazie alla concessione del controllo sulle proprie armi chimiche ad osservatori internazionali da parte di Damasco;

H. considerando che il conflitto in Siria, iniziato nel marzo 2011 con una brutale repressione da parte del regime siriano contro la sua popolazione, è sfociato in una guerra civile e di fazioni, con l'impegno armato tra l'esercito siriano e le forze di sicurezza e vari gruppi armati sostenuti da forze e paesi esterni; che il bagno di sangue quotidiano è accompagnato da flagranti violazioni del diritto umanitario e, secondo le stime delle Nazioni Unite, ha causato oltre 100 000 morti e la fuga di 7 milioni di rifugiati e di sfollati;

I.   considerando che, nel maggio del 2013, l'UE ha revocato l'embargo sulle armi alla Siria, esacerbando in questo modo il conflitto visto che è aumentato il volume di armi e dispositivi, compresi i prodotti a duplice uso, trasferiti illegalmente attraverso le frontiere della Siria per armare i vari gruppi militari; che, mentre nel corso degli ultimi due anni l'UE ha imposto, a varie riprese, sanzioni mirate alla Siria, tra cui il divieto di viaggio, il congelamento dei beni e il divieto di esportazione di beni di lusso e a duplice uso verso il paese, queste sanzioni non hanno prodotto risultati in termini di una soluzione al conflitto;

J.   considerando che la Conferenza Ginevra II è stata rinviata; che in questi ultimi giorni molti paesi e leader hanno ribadito il proprio sostegno per una soluzione politica al conflitto siriano;

1.  denuncia con fermezza l'uso di armi chimiche contro il popolo siriano, indipendentemente dall'identità dei colpevoli; ribadisce l'esigenza di permettere al gruppo di ispettori delle Nazioni Unite incaricati di accertare l'uso di armi chimiche di completare la propria missione;

2.  accoglie con favore la dichiarazione del ministro degli esteri siriano che si dice favorevole ad una proposta russa di concedere il controllo delle armi chimiche siriane ad osservatori internazionali, e chiede l'attuazione di tale proposta;

3.  insiste sulla necessità di approfondire le accuse secondo le quali l'Arabia Saudita avrebbe fornito armi chimiche alle "forze ribelli";

4.  si oppone fermamente a qualsiasi attacco militare contro la Siria; si oppone, in modo particolare, all'attacco annunciato da Stati Uniti e Francia, senza nemmeno una decisione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; sottolinea che una tale mossa costituirebbe una violazione della Carta delle Nazioni Unite e aggraverebbe ulteriormente la situazione, con conseguenze imprevedibili per la regione del Medio Oriente nel suo complesso;

5.  ribadisce che il futuro destino della Siria deve restare saldamente nelle mani del popolo siriano; è favorevole ad una soluzione politica al conflitto, accettata dai siriani, senza alcun tipo di intervento straniero, che consentirebbe un dialogo nazionale inclusivo inteso ad affrontare in modo efficace le legittime aspirazioni e le preoccupazioni del popolo siriano in merito ai cambiamenti politici e democratici;

6.  chiede a tutte le parti interessate e ai membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di adoperarsi per la convocazione della Conferenza Ginevra II;

7.  è fortemente contrario al ricorso al "dovere di protezione" quale pretesto per giustificare l'intervento militare; sottolinea che elementi come la tutela dei diritti umani e l'uso di armi chimiche e di distruzione di massa sono stati utilizzati in passato per giustificare le guerre contro la Jugoslavia e l'Iraq, e ora una guerra contro la Siria;

8.  sottolinea il fatto che, in molti paesi, una elevata percentuale della popolazione si oppone ad un attacco contro la Siria, ed esorta i governi ad ascoltare la richiesta di una soluzione pacifica che si leva dalle loro popolazioni;

9.  si oppone con determinazione a progetti intesi a dividere il paese;

10. è favorevole a tutti gli sforzi intesi ad individuare una soluzione pacifica al conflitto siriano;

11. sottolinea che il commercio e la fornitura di armi, ma anche di dispositivi non letali, hanno esacerbato il conflitto; invita tutti i paesi ad interrompere la fornitura di tutti i tipi di armi; invita il Consiglio a reintrodurre l'embargo sulle esportazioni di armi alla Siria;

12. chiede un aumento del sostegno e dell'assistenza internazionali ai profughi, sia agli sfollati interni che a coloro che si spostano nei paesi limitrofi; lancia l'allarme per quanto riguarda l'aumento del numero di rifugiati che rischiano la vita in imbarcazioni in fuga verso l'Europa, e chiede che ad essi vengano concessi asilo e sostegno;

13. invita il Consiglio a farsi promotore per la convocazione di una conferenza internazionale sull'interdizione e la distruzione ecologicamente sostenibile di tutto l'arsenale globale di armi di distruzione di massa - nucleari, chimiche e batteriologiche;

14. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri, al governo e al parlamento della Repubblica araba siriana, al Segretario generale dell'Unione per il Mediterraneo e alla Lega araba.