PROPOSTA DI RISOLUZIONE sulle relazioni commerciali UE-Taiwan
1.10.2013 - (2013/2675(RSP))
a norma dell'articolo 115, paragrafo 5, del regolamento
Vital Moreira, Franck Proust a nome della commissione per il commercio internazionale
B7‑0435/2013
Risoluzione del Parlamento europeo sulle relazioni commerciali UE-Taiwan
Il Parlamento europeo,
– vista la sua risoluzione del 17 febbraio 2011 su Europa 2020[1],
– visti l'articolo 3, paragrafo 5, del trattato sull'Unione europea e l'articolo 7 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea che stabiliscono rispettivamente che "nelle relazioni con il resto del mondo l'Unione […] contribuisce […] alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale" e che "l'Unione assicura la coerenza tra le sue varie politiche e azioni",
– vista la sua risoluzione dell'11 maggio 2011 sulla relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sugli aspetti principali e le scelte di base della politica estera e di sicurezza comune (PESC)[2],
– vista la sua risoluzione de 12 settembre 2012 sulla relazione annuale del Consiglio al Parlamento europeo sulla politica di sicurezza e di difesa comune[3],
– vista la sua risoluzione del 14 marzo 2013 sulle relazioni UE-Cina[4],
– vista la sua risoluzione del 25 novembre 2010 sui diritti umani e le norme sociali e ambientali negli accordi commerciali internazionali[5],
– vista la sua risoluzione del 5 febbraio 2009 sul rafforzamento del ruolo delle PMI europee nel commercio internazionale[6],
– vista la sua risoluzione del 18 dicembre 2008 sull'impatto della contraffazione sul commercio internazionale[7],
– vista la sua risoluzione del 4 settembre 2008 sugli scambi di servizi[8],
– vista la sua risoluzione del 20 maggio 2008 sul commercio di materie prime e prodotti di base[9],
– vista la sua risoluzione del 19 febbraio 2008 sulla strategia UE per assicurare alle imprese europee l’accesso ai mercati [10],
– vista la sua risoluzione del 22 maggio 2007 sull’Europa globale - aspetti esterni della competitività[11],
– vista la sua risoluzione del 7 luglio 2005 sulle relazioni tra l'Unione europea, la Cina e Taiwan e la sicurezza in Estremo Oriente[12],
– vista la comunicazione della Commissione intitolata "Commercio, crescita e affari mondiali – La politica commerciale quale componente essenziale della strategia 2020 dell'UE" COM(2010)0612,
– vista la comunicazione della Commissione da titolo "Europa globale: Competere nel mondo - Un contributo alla strategia per la crescita e l'occupazione dell'UE (COM(2006)0567),
– vista la relazione 2013 della Commissione sugli ostacoli agli scambi e agli investimenti, pubblicata il 28 febbraio 2013 (COM(2013)0103),
– vista l'interrogazione alla Commissione sulle relazioni commerciali UE-Taiwan (O-000093/2013 – B7-0509/2013),
– visti l'articolo 115, paragrafo 5, e l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,
A. considerando che il sistema commerciale multilaterale regolamentato, istituito attraverso l'Organizzazione mondiale del commercio (OMC), costituisce il quadro più idoneo per conseguire un commercio aperto ed equo a livello mondiale; considerando che è indispensabile, tuttavia, capire che gli accordi bilaterali sono anche parte di una stessa serie comune di strumenti di affari internazionali;
B. considerando che l'UE resta pienamente impegnata a raggiungere un risultato equilibrato ed equo per l'agenda di Doha per lo sviluppo come suo approccio preferito e che anche il procedere parallelamente con accordi commerciali bilaterali con gli altri paesi industrializzati costituisce un'opzione valida;
C. considerando che l'importo totale degli scambi bilaterali tra l'UE e Taiwan è aumentato di più di dodici volte negli ultimi due decenni, superando i 40 miliardi di euro nel 2011;
D. considerando che Taiwan è il 7° principale partner commerciale dell'UE in Asia e il 23° partner commerciale nel mondo;
E. considerando che, nel 2010, all'UE facevano capo il 31,5% di tutti i flussi di investimenti esteri diretti (IED) e il 21% degli stock di IED a Taiwan e che ciò la rendeva il più grande investitore estero nel paese;
F. considerando che le relazioni commerciali globali tra UE e Taiwan ottengono attualmente risultati ben al di sotto del loro potenziale;
G. considerando che il commercio aperto ed equo è un potente mezzo per creare più crescita e benessere, sfruttando i vantaggi comparativi di ciascuna economia e le potenziali sinergie derivanti da una maggiore integrazione economica e nuovi input nelle economie basate sulla conoscenza;
H. considerando che i dazi sono ancora a livelli generalmente bassi tra i due partner commerciali; che l'UE e Taiwan intrattengono un regolare dialogo strutturale volto ad affrontare questioni relative a commercio e investimenti di interesse comune; che, nel quadro di tale dialogo, sono stati istituiti quattro gruppi di lavoro tecnici per trattare questioni relative a DPI, TBT e SPS e al settore farmaceutico;
I. considerando che, nonostante le tariffe relativamente basse, i volumi commerciali bilaterali tra l'UE e Taiwan restano indietro rispetto alla grande massa degli scambi commerciali dell'UE con gli altri suoi principali partner commerciali;
J. considerando che quello delle TIC è un settore ad alto valore aggiunto e una fonte di crescita, sia nell'UE che a Taiwan, soprattutto per quanto riguarda l'ulteriore sviluppo di prodotti e servizi intelligenti,
K. considerando che l'UE e Taiwan possono ulteriormente approfondire le loro relazioni economiche in modo concretamente vantaggioso per le due parti, anche al fine di affrontare le sfide comuni per la società;
L. considerando che Taiwan è membro a pieno titolo dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) dal 2002, nonché membro a pieno titolo della cooperazione economica Asia-Pacifico (APEC) e della Banca asiatica di sviluppo;
M. considerando che l'adesione di Taiwan all'accordo sugli appalti pubblici (AAP) dell'OMC nel luglio 2009 ha costituito un passo importante e positivo che consentirà a Taiwan non solo di beneficiare della reciproca apertura dei mercati AAP, ma anche di migliorare l'efficienza sul proprio mercato nazionale;
N. considerando che Taiwan e la Repubblica popolare cinese (PRC) hanno adottato un approccio costruttivo finalizzato alla conclusione di 19 accordi firmati tra la Straits Exchange Foundation, per Taiwan, e la Association for Relations Across the Taiwan Straits, per la PRC; che tali accordi includono l'accordo quadro di cooperazione economica Cross-Straits (AQCE) e l'accordo sui diritti di proprietà intellettuale (DPI), firmato il 29 giugno 2010, nonché l'accordo di investimento e l'accordo di cooperazione doganale firmato il 9 agosto 2012;
O. considerando che altre alternative costruttive hanno condotto Taiwan a concludere 31 accordi bilaterali di investimento (ABI) con paesi terzi, tra cui con il Giappone il 22 settembre 2011, e un accordo di cooperazione economica con la Nuova Zelanda il 10 luglio 2013, a riprendere i suoi colloqui in merito all'accordo quadro sul commercio e gli investimenti (AQCI) con gli Stati Uniti il 10 marzo 2013 e a negoziare attualmente un accordo di investimento con la Repubblica di Corea e un accordo di libero scambio con Singapore (ASTEP);
P. considerando che l'Ufficio di rappresentanza economica e culturale di Taipei negli Stati Uniti e l'American Institute di Taiwan hanno concordato dichiarazioni comuni concernenti i principi per gli investimenti internazionali e i servizi TIC; considerando che, analogamente, Taiwan ha concluso accordi fiscali globali con 25 paesi, tra cui 9 Stati membri dell'UE;
Q. considerando che rapporti economici più stretti con Taiwan non contraddicono in alcun modo la politica dell'UE "una sola Cina", visto che la Cina e Taiwan rispettivamente hanno aderito all'APEC nel 1991 e all'OMC nel 2002;
1. è dell'avviso che il sistema commerciale multilaterale rappresentato dall'OMC rimanga di gran lunga il quadro più efficace per pervenire in tutto il mondo a un commercio aperto ed equo; ritiene che l'UE e Taiwan debbano contribuire al progresso dei negoziati commerciali multilaterali;
2. ritiene che, mentre l'UE si sta adoperando per migliorare le sue relazioni economiche con la Cina, occorra considerare la possibilità di fare altrettanto con Taiwan, al fine di provvedere coerentemente a sostenere il sistema democratico, il pluralismo sociale e i buoni precedenti nel rispetto dei diritti umani e dello Stato di diritto di Taiwan;
3. ritiene, quindi, che l'UE debba rispondere positivamente alla volontà di Taiwan di avviare negoziati paralleli per accordi bilaterali sulla protezione degli investimenti e l'accesso al mercato, al fine di rafforzare ulteriormente la certezza giuridica degli investimenti e di aumentare il volume e la qualità dei flussi di investimento;
4. ritiene che la decisione di avviare detti negoziati con Taiwan debba fondarsi su motivazioni economiche e non essere collegata alla valutazione delle relazioni tra l'UE e la Repubblica popolare cinese;
5. sottolinea il fatto che il Parlamento è a favore di accordi sulla protezione degli investimenti e l'accesso al mercato con Taiwan, che porterebbero ad approfondire le relazioni economiche esistenti tra l'UE e Taiwan;
6. ritiene che gli accordi UE-Taiwan in materia di protezione degli investimenti e accesso al mercato abbiano il vero potenziale per determinare una situazione win-win, che sarà vantaggiosa per entrambe le economie;
7. osserva che eventuali accordi devono tenere debitamente conto delle PMI e migliorarne la capacità di investimento all'estero;
8. rammenta altresì che l'UE e Taiwan hanno già una relazione economica ben integrata, dazi doganali generalmente bassi per entrambe le parti e un dialogo ben strutturato, che comprende incontri regolari per risolvere le questioni bilaterali relative a commercio e investimenti;
9. sottolinea che l'accordo deve includere un risoluto impegno delle parti a favore dello sviluppo sostenibile e inclusivo in termini economici, sociali e ambientali in relazione agli investimenti;
10. sottolinea che gli accordi di investimento conclusi dall'UE devono rispettare la capacità d'intervento pubblico, in particolare nel perseguire obiettivi di interesse generale come le norme sociali e ambientali, diritti umani, sicurezza, dei diritti dei lavoratori e dei consumatori, salute e sicurezza pubblica, politica industriale e diversità culturale; chiede l'inserimento nell'accordo di clausole specifiche su questi obiettivi;
11. raccomanda che in merito all'accesso al mercato ad entrambe le parti sia permesso di escludere determinati settori dagli impegni di liberalizzazione al fine di proteggere gli interessi strategici nazionali;
12. rinnova la sua richiesta di introdurre una efficace clausola sulla responsabilità sociale delle imprese nonché clausole efficaci in materia sociale e ambientale;
13. sottolinea che l'accordo deve obbligare gli investitori esteri nell'Unione europea ad attenersi alle norme sociali e alle prescrizioni in materia di dialogo sociale europee;
14. chiede alla Commissione di avviare i colloqui per tali accordi tra UE e Taiwan;
15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri nonché al governo e al Legislative Yuan (parlamento) taiwanesi.
- [1] GU C 188 E del 28.6.2012, pag. 42.
- [2] GU C 377 E del 7.12.2012, pag. 35.
- [3] Testi approvati, P7_TA(2012)0334.
- [4] Testi approvati, P7_TA(2013)0097.
- [5] GU C 99 E del 3.4.2012, pag. 31.
- [6] GU C 67 E del 18.3.2010, pag. 101.
- [7] GU C 45 E del 23.2.2010, pag. 47.
- [8] GU C 295 E del 4.12.2009, pag. 67.
- [9] GU C 279 E del 19.11.2009, pag. 5.
- [10] GU C 184 E del 6.8.2009, pag. 16.
- [11] GU C 102 E del 24.4.2008, pag. 128.
- [12] GU C 157 E del 6.7.2006, pag. 471.