Proposta di risoluzione - B7-0584/2013Proposta di risoluzione
B7-0584/2013

PROPOSTA DI RISOLUZIONE sui preparativi per la riunione del Consiglio europeo (19-20 dicembre 2013)

9.12.2013 - (2013/2626(RSP))

presentata a seguito di dichiarazioni del Consiglio e della Commissione
a norma dell'articolo 110, paragrafo 2, del regolamento

Martin Callanan a nome del gruppo ECR

Procedura : 2013/2626(RSP)
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B7-0584/2013
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B7-0584/2013
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B7‑0584/2013

Risoluzione del Parlamento europeo sui preparativi per la riunione del Consiglio europeo (19-20 dicembre 2013)

(2013/2626(RSP))

Il Parlamento europeo,

–   visto l'articolo 110, paragrafo 2, del suo regolamento,

A. considerando che la politica di difesa è di competenza degli Stati membri;

B.  considerando che occorre rafforzare la legittimità democratica della proposta della Commissione concernente "un'Unione economica e monetaria autentica e approfondita", come sottolineato nel relativo piano, associando strettamente, attraverso la procedura giuridica appropriata, sia i parlamenti nazionali, specialmente quelli della zona euro, sia il Parlamento europeo al processo legislativo in corso e all'elaborazione di qualsiasi futura modica dei trattati;

C. considerando che il progresso verso un'Unione economica e monetaria (UEM) autentica e approfondita deve rispettare la volontà degli Stati membri che si avvalgono della clausola di esclusione (opt-out) dall'introduzione dell'euro per mantenere le rispettive valute nazionali;

D. considerando che l'Europa è impegnata in una gara a livello mondiale in cui solo le economie competitive saranno in grado di creare posti di lavoro e innalzare il tenore di vita dei loro cittadini;

E.  considerando che l'Unione europea si trova ad affrontare una crisi profonda a livello di competitività in un'economia globale che pone sfide sempre maggiori;

POLITICA DI SICUREZZA E DI DIFESA COMUNE

1.  sottolinea che la politica di difesa dovrebbe restare principalmente di competenza degli Stati membri ed essere spinta da un consenso tra i governi e non da un'istituzione dell'UE; ricorda che l'Unione europea non ha né istituisce forze militari supplementari;

2.  esorta l'Unione europea a concentrarsi sullo sviluppo delle sue capacità civili, le quali potrebbero integrare le capacità militari della NATO e delle coalizioni dei volontari, piuttosto che realizzare strutture militari, istituzioni e strategie costose e già esistenti nel quadro della PSDC;

3.  è convinto che gli alleati europei dovrebbero avere a loro disposizione migliori capacità militari, dispiegabili e interoperabili, quale contributo, in primo luogo, alle capacità della NATO; ritiene che la messa in comune e la condivisione costituiscano un'utile soluzione per coloro che sono privi di tali capacità; ritiene che i "gruppi tattici dell'UE", denominati impropriamente in tal modo, potrebbero essere sviluppati per diventare uno strumento utile per la formazione e l'interoperabilità;

4.  sottolinea l'importanza di sostenere una forte base industriale e tecnologica di difesa tra i paesi europei, dal momento che ciò costituisce un elemento fondamentale per la capacità delle nazioni europee di garantire la sicurezza dei loro cittadini e di adempiere agli obblighi internazionali;

5.  rileva che la crisi economica e del debito ha avuto un impatto sui bilanci della difesa e ha fornito un ulteriore pretesto per ridurre le capacità nazionali; pone pertanto l'accento sulla crescente necessità che l'UE eviti costosi e inutili doppioni di capacità che già esistono in seno alla NATO; invita tutti gli alleati europei a rispettare il requisito della NATO di spendere almeno il 2% del PIL a favore della difesa;

6.  prende atto con rammarico dei notevoli ritardi nel recepimento della direttiva del 2009 e chiede alla Commissione di prestare particolare attenzione alle barriere di mercato che ancora esistono in materia di appalti pubblici non strategici; elogia gli Stati membri che hanno già preso provvedimenti in tal senso e accoglie con favore gli sviluppi già conseguiti;

UNIONE ECONOMICA E MONETARIA

7.  prende atto dei progressi continui raggiunti lo scorso anno in sede di attuazione delle riforme necessarie per migliorare il funzionamento dell'UEM, e invita gli Stati membri ad adoperarsi per dotare le loro finanze pubbliche di una base più sostenibile;

8.  rileva che la crisi economica non si è ancora placata; sottolinea che è estremamente importante proseguire con un consolidamento della finanze pubbliche che sia favorevole alla crescita; sottolinea che occorre continuare il processo di riforme strutturali profonde e sostenibili, incentrate sulla flessibilità del mercato del lavoro, sull'efficacia dei sistemi sociali e della pubblica amministrazione, su un sistema bancario sano e su mercati finanziari stabili;

9.  riconosce la necessità di migliorare il funzionamento dell'UEM, soprattutto per quanto riguarda il rafforzamento della responsabilità democratica e l'interruzione del legame tra emittenti sovrani e banche, impedendo così che i contribuenti europei debbano pagare le conseguenze di future crisi nel settore finanziario; avverte tuttavia che la regolamentazione finanziaria presenta ripercussioni profonde e inattese sulle imprese in quanto utenti finali, sui fondi pensionistici e su altri fattori dell'economia reale; sollecita maggiore vigilanza al fine di garantire una regolamentazione finanziaria efficace e mirata, tale da ridurre al minimo le conseguenze in termini di costi per coloro che si affidano al settore dei servizi finanziari, piuttosto che tenere a freno la competitività delle imprese e delle istituzioni finanziarie;

10. ribadisce che la governance dell'UEM non deve violare le prerogative dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo, specialmente quando è previsto un trasferimento di sovranità; sottolinea che una legittimità e una responsabilità autentiche richiedono decisioni democratiche e devono essere garantite al livello nazionale e unionale opportuno, rispettivamente da parte dei parlamenti nazionali e del Parlamento europeo; promuove il ricorso ai referendum negli Stati membri, ove consentito dalle disposizioni costituzionali, per accrescere la legittimità democratica;

11. invita a configurare in maniera diligente il processo di coordinamento della politica economica dell'UEM, per mezzo del quale la Commissione dovrebbe presentare il suo parere sulle grandi riforme di politica economica al parlamento dello Stato membro interessato, su richiesta di quest'ultimo, e giustificare tutte le sue raccomandazioni per gli adeguamenti delle riforme proposte, prima che il parlamento dello Stato membro interessato decida a maggioranza semplice se adottare o respingere il parere;

12. sottolinea che la partecipazione a qualsiasi strumento di convergenza basato sul finanziamento condizionato delle attività di riforma dovrebbe avvenire su base strettamente volontaria, sia per la zona euro che per gli Stati membri che non vi appartengono; suggerisce di adottare l'articolo 352 del TFUE quale base giuridica per un eventuale meccanismo di sostegno finanziario a favore di tale strumento;

13. sottolinea che occorre dare la precedenza all'attuazione di misure già approvate rispetto a qualsiasi nuova proposta; esorta la Commissione a giustificare, sulla base di una valutazione di impatto esterna e indipendente, il valore aggiunto di eventuali nuove proposte nel settore della governance economica, specialmente laddove sia previsto un trasferimento di sovranità;

14. ritiene che l'UE e l'UEM non possano essere democraticamente sostenibili senza un decentramento dei poteri verso i parlamenti nazionali; suggerisce la creazione, accanto al sistema del "cartellino giallo", di un sistema del "cartellino rosso" per i parlamenti nazionali al fine di imporre alla Commissione di ritirare le proposte legislative non volute;

15. invita la Commissione a stilare un elenco degli sviluppi istituzionali che ritiene necessari nei prossimi dodici mesi al fine di rafforzare l'architettura dell'UEM e ad informarne senza indugio i legislatori, onde permettere ai parlamenti nazionali di esercitare il relativo diritto rafforzato di controllo relativamente alla conformità di tali proposte ai principi di sussidiarietà e proporzionalità;

POLITICA ECONOMICA E SOCIALE

16. è a favore di una strategia di crescita che miri a garantire la presenza di un quadro politico atto a consentire alle imprese e agli imprenditori di prosperare creando posti di lavoro, generando ricchezza e innalzando il tenore di vita; osserva che la strategia Europa 2020 ha stabilito un percorso per il futuro, ma si rammarica del fatto che sia mancata la volontà politica per dare slancio sufficiente a garantirne la piena attuazione; sottolinea l'importanza di creare un quadro che incoraggi tutti i settori dell'economia a riprendersi e a prosperare, ponendo in particolare l'accento sull'attività industriale e sui servizi;

17. esprime profonda preoccupazione per i livelli elevati (e in aumento) di disoccupazione nell'UE a 28, che raggiungono un tasso record tra i giovani; chiede il lancio di politiche volte a incoraggiare chi cerca lavoro a rientrare nel mercato del lavoro come pure riforme strutturali al fine di rafforzare la concorrenza, ridurre i costi del lavoro, accrescere la produttività e promuovere la mobilità del lavoro, nell'ottica di rafforzare la crescita e creare maggiori posti di lavoro in tutta l'UE;

18. invita la Commissione, nel quadro dei controlli di idoneità, a individuare i settori caratterizzati da oneri eccessivi, incongruenze e misure inefficaci, specialmente nell'ambito della legislazione in materia di occupazione, salute e sicurezza sul lavoro, che ostacolano le opportunità di crescita per le imprese, in modo particolare per le PMI;

19. accoglie con favore l'accordo con il Consiglio concernente una riforma di primaria importanza degli appalti pubblici, che il Parlamento approverà nel mese di gennaio; insiste sul fatto che gli Stati membri dovrebbero avviare senza indugio il processo di recepimento di queste importanti riforme al fine di massimizzare i benefici che si possono trarre aprendo il mercato alle PMI, introducendo strumenti per l'aggiudicazione di appalti elettronici, allineando maggiormente gli appalti pubblici e promuovendo soluzioni innovative; richiama l'attenzione, in particolare, sul potenziale dei appalti pubblici innovativi rappresentato dalla rapida inclusione del nuovo strumento per partenariati innovativi;

20. concorda con la valutazione della Commissione, secondo la quale il mercato unico dispone di un notevole potenziale non sfruttato; invita pertanto gli Stati membri a dare rapida attuazione alla legislazione già concordata; richiama l'attenzione, in particolare, sulle potenzialità di crescita del mercato dei servizi, cosa che il Parlamento ha costantemente sottolineato in una serie di relazioni; invita il Consiglio e la Commissione a compiere maggiori sforzi in questo ambito;

21. osserva che le barriere superflue e restrittive restano anche nel mercato unico dei beni poiché l'obbligo di riconoscimento reciproco contenuto nel pacchetto merci viene abitualmente ignorato dalle autorità degli Stati membri; si compiace dell'azione mirata attualmente adottata dalla Commissione al fine di affrontare queste infrazioni, in particolare per quanto concerne i prodotti da costruzione; rileva inoltre che gli organismi di normazione sono tenuti a rispettare le regole del mercato unico e non dovrebbero erigere nuove barriere al mercato unico dei beni attraverso la definizione di nuove norme nazionali restrittive;

22. elogia il Consiglio europeo per le sue raccomandazioni dettagliate sul completamento del mercato unico digitale e si rammarica del fatto che la Commissione non abbia abbinato a questo impegno un piano d'azione mirato, come chiesto dal Parlamento; richiama l'attenzione sulla risoluzione del Parlamento europeo, del 4 luglio 2013, sul completamento del mercato unico digitale[1], nella quale si esprime a favore della banda larga, dell'identificazione elettronica e delle firme elettroniche, e conferma che occorre elaborare un ampio piano di azione che comprenda obiettivi adeguati per gli Stati membri;

23. condivide la posizione della Commissione secondo cui la regolamentazione europea dovrebbe essere concepita con cura nell'ottica di ottenere la massima efficacia e garantire oneri minimi per le imprese, in particolare per quelle di piccole dimensioni; esprime preoccupazione per il fatto che la Commissione abbia presentato di recente al Parlamento europeo e al Consiglio proposte corredate di valutazioni d'impatto assai deboli e di scarse giustificazioni, come confermato dalle valutazioni pubbliche svolte dal comitato per la valutazione d'impatto della Commissione stessa; ritiene che la Commissione sia diventata eccessivamente compiacente rispetto al suo sistema di valutazione dell'impatto e chiede che si proceda a una revisione approfondita dell'efficacia del sistema in vista del suo prossimo mandato, tenendo conto della necessità di rafforzare il processo prelegislativo e di sviluppo delle politiche, come raccomandato dalla Corte dei conti nella relazione sul funzionamento delle valutazioni d'impatto; chiede inoltre che la Commissione riconosca come priorità la crescita e la competitività e che aggiorni regolarmente i propri obiettivi di riduzione degli oneri normativi; sostiene risolutamente l'azione del Programma di controllo dell'adeguatezza e dell'efficacia della regolamentazione (REFIT) e della tabella di valutazione delle PMI; chiede un primo aggiornamento da parte della Commissione sui progressi compiuti nell'affrontare la questione relativa alle dieci regolamentazioni europee più onerose individuate nella sua recente comunicazione;

24. apprezza gli sforzi profusi dalla Commissione per semplificare e migliorare la conformità della legislazione fiscale negli Stati membri dell'UE mediante l'introduzione di un modello di dichiarazione IVA standard che dovrebbe ridurre gli oneri amministrativi di un importo massimo di 15 miliardi di EUR all'anno, e invita gli Stati membri a recepire senza indugio la direttiva nella propria legislazione nazionale;

25. accoglie con favore l'occazione di riesaminare la direttiva sulle società madri e figlie per evitare la pianificazione fiscale aggressiva nell'UE;

26. invita gli Stati membri e la Commissione a unire i loro sforzi a quelli dei paesi e delle istituzioni partner al fine di aggiornare regolarmente, perfezionare e far applicare la definizione dell'OCSE di paradisi fiscali, per assicurare condizioni di parità e il rispetto universale di una norma globale comune;

27. invita la Commissione a presentare ogni anno al Parlamento e al Consiglio una relazione sui progressi compiuti nell'UE e a livello mondiale per quanto riguarda la lotta contro la frode e l'evasione fiscali e la pianificazione fiscale aggressiva, nonché a pubblicare sul suo sito Internet esempi concreti delle migliori pratiche in questo ambito;

ALTRI PUNTI

Task force per il Mediterraneo

28. esprime profonda preoccupazione per la crisi umanitaria e i disordini politici in corso in Africa settentrionale, che esercitano forti pressioni sui paesi vicini e alimentano la richiesta di asilo nell'Unione europea da parte di un gran numero di rifugiati;

29. accoglie con favore l'istituzione della task force per il Mediterraneo; invita inoltre i partecipanti a cooperare per fornire soluzioni pratiche e realizzabili che godano di un ampio sostegno tra gli Stati membri, al fine di evitare che si ripetano le recenti tragedie in mare, di contribuire a costruire la democrazia e la stabilità nella regione del Nord Africa e di diminuire le pressioni sull'UE da parte dei richiedenti asilo;

30. invita il commissario per gli Affari interni a descrivere a grandi linee le misure che sta adottando per promuovere maggiori sforzi nella lotta al contrabbando e alla tratta di esseri umani nel Nord Africa, in altri paesi di transito e nei principali paesi d'origine;

31. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio europeo e alla Commissione.