Procedura : 2014/2713(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0051/2014

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B8-0051/2014

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PV 17/07/2014 - 10.6
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P8_TA(2014)0010

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0027/2014
15.7.2014
PE534.975v01-00
 
B8-0051/2014

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sull'occupazione giovanile (2014/2713(RSP))


David Casa, Ivo Belet, José Manuel Fernandes, Verónica Lope Fontagné, Agnieszka Kozłowska-Rajewicz, Elisabeth Morin-Chartier, Siegfried Mureşan, Anne Sander, Davor Ivo Stier, Renate Weber, Heinz K. Becker, Sofia Ribeiro a nome del gruppo PPE

Risoluzione del Parlamento europeo sull'occupazione giovanile (2014/2713(RSP))  
B8‑0051/2014

Il Parlamento europeo,

–       vista la sua relazione sulla proposta di decisione del Consiglio sugli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell'occupazione – Parte II degli orientamenti integrati di Europa 2020 (COM(2010)0193 – C7-0111/2010 – 2010/0115(NLE)),

–       vista la comunicazione della Commissione, del 20 dicembre 2011, sull'iniziativa "Opportunità per i giovani" (Youth Opportunities Initiative) – (COM(2011)0933),

–       viste le conclusioni adottate dal Consiglio il 17 giugno 2011 a Lussemburgo sulla promozione dell'occupazione giovanile ai fini della realizzazione degli obiettivi di Europa 2020,

–       vista la comunicazione della Commissione sull'attuazione dell'iniziativa "Opportunità per i giovani"(COM(2012)0727),

–       vista la proposta di raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per i giovani, presentata dalla Commissione il 5 dicembre 2012 (COM(2012)0729),

–       viste le conclusioni del Consiglio europeo del 7 febbraio 2013 su un'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile,

–       vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2013 su una garanzia per i giovani(1),

–       vista la raccomandazione del Consiglio del 22 aprile 2013 sull'istituzione di una garanzia per i giovani,

–       vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2013 sulla lotta alla disoccupazione giovanile: possibili vie d'uscita(2),

–       vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2014 sul rispetto del diritto fondamentale alla libera circolazione all'interno dell'UE(3),

–       vista la sua relazione sulla proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio su una cooperazione rafforzata tra i servizi pubblici per l'impiego (SPI) (COM(2013)0430 – C7-0177/2013 – 2013/0202(COD)),

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che l'Unione europea si trova ad affrontare grandi sfide, con un tasso di disoccupazione che nell'aprile 2014 era ben del 10,4% per l'UE a 28, mentre nello stesso periodo il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto il 22,5% e in alcuni paesi ha superato il 50%;

B.     considerando che, nel marzo 2014, nell'UE a 28 i giovani (al di sotto dei 25 anni) disoccupati erano 5,340 milioni, di cui 3,426 milioni nell'area dell'euro;

C.     considerando che una garanzia per i giovani contribuirebbe al conseguimento di tre degli obiettivi della strategia Europa 2020, ossia che il 75% della popolazione di età compresa tra 20 e 64 anni sia occupata, che i tassi di abbandono scolastico precoce siano inferiori al 10% e che almeno 20 milioni di persone possano uscire da situazioni di povertà ed esclusione sociale;

D.     considerando che 7,5 milioni di europei al di sotto dei 25 anni non lavorano né partecipano a percorsi di istruzione o formazione (NEET − not in employment, education or training) e che il loro numero è in continuo aumento, con il rischio che la generazione in questione sia "perduta";

E.     considerando che, in virtù dell'accento posto sulle competenze pratiche, il sistema duale di formazione professionale così come i corsi di laurea che combinano formazione accademica e professionale esistenti in taluni Stati membri hanno dato prova della loro efficacia, in particolare durante la crisi, mantenendo più bassi i livelli di disoccupazione tra i giovani grazie al rafforzamento dell'occupabilità di questi ultimi;

F.     considerando che un numero crescente di giovani tra i 25 e i 30 anni continua gli studi perché non ha opportunità lavorative;

G.     considerando che le PMI hanno un potenziale significativo in termini di creazione di posti di lavoro e svolgono un ruolo cruciale nella transizione verso una nuova economia sostenibile;

H.     considerando che il numero di lavoratori che si trasferiscono da uno Stato membro all'altro è salito dai 4,7 milioni del 2005 a 8 milioni nel 2008, ma che, in termini percentuali, si tratta di un aumento dal 2,1% al 3,3% del totale della forza lavoro;

I.      considerando che gli Stati membri sono chiamati a svolgere un ruolo fondamentale nella lotta alla disoccupazione giovanile, anche mediante il sostegno economico di strumenti finanziati dall'UE quali il Fondo sociale europeo, il programma per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI) e la garanzia per i giovani per il periodo di programmazione 2014-2020;

J.      considerando che l'Unione europea ha stanziato 6 miliardi di euro per promuovere l'occupazione delle persone di età inferiore ai 25 anni;

1.      chiede un monitoraggio efficace dell'attuazione della garanzia per i giovani;

2.      invita la Commissione europea ad accelerare l'implementazione dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e a pubblicare entro la fine del 2014 una comunicazione sulle modalità seguite al riguardo;

3.      incoraggia gli Stati membri a valutare la possibilità di estendere la garanzia per i giovani ai giovani fino a 30 anni d'età;

4.      invita gli Stati membri a riformare, in particolare, gli standard in materia di istruzione e formazione dei giovani, al fine di accrescere in modo significativo le opportunità di occupazione e di vita a loro disposizione;

5.      invita gli Stati membri a concentrare l'attenzione sui settori con un elevato potenziale in termini di crescita e creazione di posti di lavoro e ad adottare provvedimenti per dare la priorità, nei rispettivi programmi di insegnamento, al settore delle scienze, della tecnologia, della tecnica e della matematica, così da rispondere ai previsti futuri sviluppi del mercato del lavoro;

6.      sottolinea la necessità che l'Europa crei un contesto favorevole alle PMI, il che include la predisposizione delle condizioni finanziarie e giuridiche più idonee per le start-up, da momento che nel 2012 i posti di lavoro nelle PMI rappresentavano complessivamente il 66,5% di tutti i posti di lavoro in Europa(4);

7.      ribadisce l'esigenza di assicurare una formazione e un accesso capillari e agevoli a internet e alle informazioni online, nonché alle competenze digitali; invita gli Stati membri, in linea con gli obiettivi dell'agenda digitale, a incoraggiare e agevolare la digitalizzazione dei servizi e delle opportunità formative per i giovani per permettere a questi ultimi di accedere alle professioni digitali;

8.      insiste sulla necessità di una reindustrializzazione dell'Europa sulla base di una strategia coerente, la cui attuazione promuoverà e agevolerà politiche favorevoli alla crescita e la creazione di nuovi posti di lavoro;

9.      sollecita gli Stati membri a porre in essere misure incisive per contrastare la disoccupazione giovanile e l'esclusione precoce dal mercato del lavoro, in particolare mediante iniziative volte a prevenire l'abbandono precoce degli studi o dei programmi di formazione e apprendistato (ad esempio istituendo un sistema di formazione duale o altre formule altrettanto efficaci);

10.    sottolinea che per realizzare gli obiettivi della garanzia per i giovani sono necessarie riforme strategiche affinché il passaggio dalla scuola al mondo del lavoro riesca più agevolmente;

11.    esorta gli Stati membri a potenziare e rispettivamente riformare le proprie agenzie di collocamento;

12.    invita gli Stati membri e la Commissione a sostenere e promuovere i meccanismi di mobilità, in particolare la rete EURES, che agevolano la ricerca di lavoro in altri Stati membri;

13.    invita gli Stati membri ad avvalersi pienamente dei servizi pubblici per l'impiego (SPI) per bilanciare tra i vari Stati membri l'offerta e la domanda di lavoro e le qualifiche richieste;

14.    invita la Commissione ad appoggiare le iniziative del settore privato e altre forme di cooperazione con lo stesso nell'ambito della lotta contro la disoccupazione giovanile;

15.    invita la Commissione ad assumere un ruolo guida con un'iniziativa per la reindustrializzazione dell'Europa che rafforzi la competitività dell'industria senza imporre alle imprese oneri normativi eccessivi e che agevoli la creazione di posti di lavoro, contrasti la disoccupazione e allarghi il ventaglio di opportunità per i giovani di avviare una propria attività o di trovare lavoro;

16.    invita gli Stati membri a eliminare gli oneri amministrativi e la formalità burocratiche superflue a carico di lavoratori autonomi, micro imprese e PMI e ad agevolare le condizioni per le start-up; osserva che le PMI rappresentano una quota significativa dell'economia europea e che esse possono essere uno dei fattori chiave per garantire una ripresa rapida e sostenibile dalla crisi economica e per creare nuovi posti di lavoro, anche per i giovani;

17.    invita gli Stati membri a migliorare la cooperazione tra le imprese e il settore dell'istruzione a tutti i livelli, allo scopo di meglio collegare i piani di studi alle esigenze del mercato del lavoro e di evitare la formazione di quelle "strozzature" di cui risentono i partecipanti al mercato del lavoro;

18.    invita gli Stati membri a prestare particolare attenzione all'alto tasso di disoccupazione fra i giovani appartenenti a categorie svantaggiate, dando priorità all'accesso e all'integrazione nel mercato del lavoro e all'inclusione delle politiche in proposito nelle altre politiche, poiché il lavoro è la chiave per un'integrazione riuscita;

19.    esorta gli Stati membri a potenziare la formazione professionale, l'orientamento, gli apprendistati e i tirocini e a eliminare le barriere esistenti al riguardo a livello transfrontaliero, al fine di coniugare meglio la domanda e l'offerta di opportunità di formazione sul lavoro per i giovani, migliorando in tal modo la mobilità e l'occupabilità, specialmente nelle regioni di confine;

20.    valuta positivamente la raccomandazione del Consiglio relativa a un quadro di qualità per i tirocini, adottata il 10 marzo 2014, invita gli Stati membri a darle attuazione senza indugi a vantaggio dei suoi destinatari e sottolinea che i programmi degli Stati membri volti a promuovere e offrire tirocini possono beneficiare del sostegno finanziario dei Fondi europei;

21.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.

 

(1)

Testi approvati, P7_TA(2013)0016.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2013)0365.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2014)0037.

(4)

http://ec.europa.eu/enterprise/policies/sme/facts-figures-analysis/performance-review/files/supporting-documents/2013/annual-report-smes-2013_en.pdf

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