Procedura : 2014/2713(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0053/2014

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B8-0053/2014

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PV 17/07/2014 - 10.6
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P8_TA(2014)0010

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0027/2014
15.7.2014
PE536.954v01-00
 
B8-0053/2014

presentata a seguito di una dichiarazione della Commissione

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sull'occupazione giovanile (2014/2713(RSP))


Jutta Steinruck, Maria João Rodrigues, Agnes Jongerius, Javier López Fernández, Sion Simon, Brando Maria Benifei, Sergio Gutiérrez Prieto, Maria Arena, Marita Ulvskog a nome del gruppo S&D

Risoluzione del Parlamento europeo sull'occupazione giovanile (2014/2713(RSP))  
B8‑0053/2014

Il Parlamento europeo,

–       vista la sua risoluzione dell'11 settembre 2013 sulla lotta alla disoccupazione giovanile: possibili vie d'uscita(1),

–       vista la sua risoluzione del 6 luglio 2010 sulla promozione dell'accesso dei giovani al mercato del lavoro, rafforzamento dello statuto dei tirocinanti e degli apprendisti (2),

–       vista la sua risoluzione del 13 marzo 2014 su aspetti occupazionali e sociali del ruolo e delle attività della troika (BCE, Commissione e FMI) relativamente ai paesi dell'area dell'euro oggetto di un programma(3),

–       vista la sua risoluzione del 25 febbraio 2014 sul semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche: aspetti occupazionali e sociali nell'analisi annuale della crescita 2014(4),

–       vista la comunicazione della Commissione sull'attuazione dell'iniziativa "Opportunità per i giovani" (COM(2012)0727),

–       viste le conclusioni del Consiglio europeo del 7 febbraio 2013 su un'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile,

–       vista la comunicazione della Commissione, del 5 dicembre 2012, dal titolo "Verso un quadro di qualità per i tirocini – Seconda fase della consultazione delle parti sociali a livello europeo a norma dell'articolo 154 del TFUE" (COM(2012)0728),

–       vista la proposta di raccomandazione del Consiglio sull'istituzione di una garanzia per i giovani, presentata dalla Commissione il 5 dicembre 2012 (COM(2012)0729),

–       vista la sua risoluzione del 16 gennaio 2013 su una garanzia per i giovani(5),

–       visto l'accordo politico raggiunto al Consiglio, il 28 febbraio 2013, su una raccomandazione del Consiglio relativa all'istituzione di una garanzia per i giovani,

–       vista la comunicazione della Commissione, del 27 aprile 2009, dal titolo "Una strategia dell'Unione europea per investire nei giovani e conferire loro maggiori responsabilità. Un metodo aperto di coordinamento rinnovato per affrontare le sfide e le prospettive della gioventù" (COM(2009)0200),

–       vista la dichiarazione dei membri del Consiglio europeo, del 30 gennaio 2012, dal titolo "Verso un risanamento favorevole alla crescita e una crescita favorevole alla creazione di posti di lavoro",

–       vista la sua risoluzione del 25 ottobre 2011 sulla mobilità e l'inclusione delle persone con disabilità e la strategia europea in materia di disabilità 2010-2020(6),

–       vista la Carta europea della qualità per i tirocini e gli apprendistati elaborata dal Forum europeo della gioventù insieme alle parti sociali e ad altre parti interessate,

–       vista la relazione Eurofound del 22 ottobre 2012 dal titolo "NEET – Giovani che non studiano e non lavorano: caratteristiche, costi e risposte politiche in Europa",

–       vista la relazione Eurofound del 21 dicembre 2012 dal titolo "Efficacia delle misure politiche per aumentare la partecipazione dei giovani al mercato del lavoro",

–       vista la relazione Eurofound del 29 aprile 2011 dal titolo "Aiutare i giovani lavoratori durante la crisi: i contributi delle parti sociali e delle autorità pubbliche",

–       vista la sua relazione sull'integrazione dei migranti, gli effetti sul mercato del lavoro e la dimensione esterna del coordinamento in materia di sicurezza sociale nell'Unione europea (2012/2131(INI)),

–       vista la relazione Eurofound del 7 febbraio 2012 dal titolo "Recenti sviluppi politici relativi a coloro che non sono né occupati né iscritti a un corso di istruzione o formazione (NEET)",

–       vista la relazione Eurofound del 15 gennaio 2013 dal titolo "Il coinvolgimento attivo dei giovani con problemi di salute o disabilità",

–       vista la raccomandazione della Commissione (C(2013) 778 final), del 20 febbraio 2013, dal titolo "Investire nell'infanzia per spezzare il circolo vizioso dello svantaggio sociale",

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che la disoccupazione rappresenta una delle principali cause di disuguaglianza, che i tassi di disoccupazione giovanile hanno raggiunto livelli senza precedenti, attestandosi in media al 23% nell'intera UE, e che la disoccupazione giovanile colpisce in modo disuguale l'Unione, dato che in taluni Stati membri il tasso di disoccupazione tra i giovani di età compresa fra i 16 e i 25 anni è superiore al 50%;

B.     considerando che la situazione del mercato del lavoro è particolarmente critica per i giovani, indipendentemente dal loro livello di istruzione, dal momento che si ritrovano spesso disoccupati o con contratti di lavoro molto precari, ricevono retribuzioni più basse e beneficiano di un livello di protezione sociale inferiore oppure sono costretti ad accettare contratti di lavoro precari o tirocini non retribuiti; che tale situazione sta provocando una migrazione forzata che aggrava ulteriormente gli effetti di una incessante fuga di cervelli e inasprisce le divergenze persistenti tra gli Stati membri che offrono occupazione e quelli che forniscono forza lavoro a basso costo;

C.     considerando che i giovani entrano nel mercato del lavoro principalmente tramite forme di occupazione atipiche, altamente flessibili, non stabili e precarie (tempo parziale marginale, impiego temporaneo o contratto "zero ore", ecc.), e che le probabilità che tali forme possano essere un trampolino per l'accesso ad un lavoro stabile sono basse,

D.     considerando che la disoccupazione giovanile può anche essere legata al problema della dispersione scolastica, a sistemi di istruzione e formazione inadeguati e alla mancanza di programmi di formazione tecnica e specialistica o ai loro scarsi rapporti con il mercato del lavoro;

E.     considerando che la disoccupazione giovanile che colpisce ragazzi e ragazze e la precarietà del lavoro hanno caratteristiche specifiche da tenere in conto;

F.     considerando che la Commissione ha riconosciuto che le politiche di austerità hanno avuto un impatto negativo che ha accresciuto le disuguaglianze, la povertà e la povertà lavorativa(7), richiesto tagli nel settore dell'istruzione, a livello di servizi sociali, posti di lavoro nel pubblico impiego e politiche attive del mercato del lavoro, e diminuito le possibilità per i giovani di riprendere il percorso scolastico;

G.     considerando che 7,5 milioni di giovani europei tra i 15 e i 24 anni non hanno un'occupazione, né seguono un corso di studi o una formazione (i cosiddetti NEET) e che nell'UE a 28 il 29,7% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, nel 2012, era a rischio di povertà o di esclusione sociale(8);

H.     considerando che l'attuale limite di età della garanzia per i giovani, fissato a 25 anni, è insufficiente in quanto non tiene conto dei 6,8 milioni di NEET (disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione) che hanno tra i 25 e i 30 anni;

I.      considerando che oltre la metà dei giovani europei pensa che i giovani nel rispettivo paese siano stati emarginati ed esclusi dalla vita sociale ed economica(9); che, di conseguenza, l'Europa si trova ad affrontare la perdita di una generazione di giovani che, a causa di un accesso insufficiente e lavori temporanei e precari, non beneficeranno di una formazione adeguata per occupare una posizione sul mercato del lavoro a lungo termine;

J.      considerando che solo 7,5 milioni di persone, ovvero il 3,1% della forza lavoro nell'Unione europea, sono attualmente impiegati in un altro Stato membro, e che i giovani rappresentano il gruppo con maggiori possibilità di essere mobile;

K.     considerando che le cause della disoccupazione giovanile non possono essere ridotte allo squilibrio tra domanda e offerta di competenze, dal momento che sono legate a questioni come la mancanza di nuovi posti di lavoro dovuta al processo di deindustrializzazione dell'Europa, all'esternalizzazione e alla speculazione, e che tale situazione è stata aggravata dalla crisi e dalle politiche di austerità; che l'istruzione e la formazione da sole non bastano a risolvere il problema della disoccupazione giovanile;

L.     considerando che eventuali misure o programmi volti ad incentivare l'occupazione giovanile dovrebbero prevedere la consultazione e/o la collaborazione di tutte le parti interessate ai rispettivi livelli, in particolare delle parti sociali e delle organizzazioni giovanili;

M.    considerando che nel 2012 il 42% dei giovani lavoratori nell'UE erano assunti con un contratto a tempo determinato o precario, rispetto al 13% dei lavoratori adulti(10), e che un giovane su cinque teme di perdere il proprio posto di lavoro(11);

N.     considerando che in un sondaggio del 2014 il 51% dei giovani ha affermato che la priorità assoluta del Parlamento europeo dovrebbe essere la difesa dei diritti umani(12), compresi i diritti economici e sociali;

O.     considerando che la Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro (Eurofound) ha stimato che i costi annuali della disoccupazione giovanile sono pari a 153 miliardi di EUR;

P.     considerando che la situazione relativa alla disoccupazione e alla disoccupazione giovanile dipende anche dall'assenza di politiche economiche comuni a livello europeo intese alla creazione di posti di lavoro; che il programma di spesa a lungo termine dell'UE non tiene conto in modo adeguato della necessità di moderni investimenti economici e infrastrutturali, anche in ragione dell'eccessiva rigidità del quadro finanziario pluriennale dell'UE (QFP) e delle risorse finanziarie insufficienti del bilancio UE;

1.      avverte che nell'Unione non vi sarà una forte crescita economica sostenibile a meno che non vengano ridotte le disuguaglianze, e rammenta che il primo passo in tal senso consiste nella riduzione della disoccupazione, soprattutto quella giovanile, e della povertà;

2.      è preoccupato riguardo al fatto che oltre 20 Stati membri abbiano ridotto la spesa per l'istruzione in termini relativi (in percentuale rispetto al PIL), mettendo pertanto a repentaglio il loro potenziale in termini di crescita e creazione di posti di lavoro e la loro competitività; sottolinea che la riduzione di tali investimenti accrescerà le debolezze strutturali dell'UE in considerazione dello squilibrio tra la crescente esigenza di lavoratori altamente qualificati e il fatto che in molti Stati membri una percentuale elevata della forza lavoro è attualmente scarsamente qualificata;

3.      prende atto dell'adozione, da parte del Consiglio, di una risoluzione sul piano di lavoro dell'UE per la gioventù in data 20 maggio 2014, eppure si rammarica che quest'ultima non promuova una vera e propria cooperazione intersettoriale sulle tematiche giovanili e non coinvolga i giovani nel processo;

4.      deplora il fatto che la risoluzione del Consiglio del 20 maggio 2014 sul dialogo strutturato e l'inclusione sociale dei giovani non abbia rispecchiato i messaggi principali e i contributi dei giovani, tra cui la necessità di posti di lavoro di qualità, un migliore accesso a prestazioni sociali, benessere e solidarietà, come pure il fatto che la risoluzione non presenti politiche concrete da perseguire per una migliore inclusione sociale dei giovani;

5.      si rammarica per il fatto che le priorità del Consiglio, pubblicate dal Consiglio europeo il 27 giugno 2014 sotto forma di calendario strategico per l'UE e per la nuova Commissione europea, non includano misure o investimenti mirati per facilitare la creazione di posti di lavoro di qualità per i giovani;

6.      sottolinea che, date le incidenze della crisi sui giovani, gli Stati membri devono garantire un monitoraggio regolare e dar prova di un impegno costante per migliorare la situazione dei giovani; invita la Commissione ad adottare una serie di indicatori specifici per monitorare il grado di competenze dei giovani nel quadro del semestre UE, tenendo altresì presenti le cause alla radice di uno sviluppo di scarse competenze, tra cui le disuguaglianze a livello di apprendimento e percorsi di sviluppo a partire dall'infanzia insieme ai fattori "ereditati" che determinano le opportunità;

7.      avverte che i tirocini, potenzialmente utili per acquisire esperienza lavorativa, devono essere disciplinati in modo adeguato in quanto sono spesso mal retribuiti oppure non retribuiti affatto, e in molti casi vengono utilizzati per sostituire posti di lavoro, il che porta a un mercato del lavoro a due classi nonché a un ulteriore peggioramento della posizione di svantaggio in cui versano i giovani sul mercato del lavoro;

8.      avverte che gli effetti della disoccupazione giovanile sono particolarmente duri per le donne, le persone con disabilità e i gruppi svantaggiati della società, come i migranti e le minoranze; osserva che, sebbene le giovani siano sottopagate nel mondo del lavoro pur disponendo solitamente di un migliore livello di istruzione, la disoccupazione nella fase iniziale della loro carriera può alimentare il perpetuarsi della disuguaglianza retributiva nel futuro; sottolinea che i giovani provenienti da un contesto migratorio o di una certa origine etnica, a causa della scarsità di pari opportunità sul fronte dell'apprendimento e di frequenti discriminazioni da parte dei servizi di collocamento, hanno meno possibilità di trovare un lavoro o di beneficiare di un'adeguata istruzione o formazione;

9.      sottolinea che gli Stati membri dovrebbero tenere presente la situazione dei lavoratori più anziani in sede di attuazione delle politiche intese a combattere la disoccupazione giovanile, nonché sostenere programmi di lavoro condiviso e programmi "formatore/apprendista" che coinvolgano i lavoratori più anziani e quelli giovani;

10.    si rammarica per l'annullamento del vertice di capi di Stato e di governo previsto l'11 luglio 2014 a Torino; invita gli Stati membri a dare priorità, in occasione della prossima riunione informale del Consiglio EPSCO del 17 e 18 luglio 2014, al problema della lenta attuazione della garanzia giovani;

Approccio allo sviluppo fondato sui diritti

11.    esorta la Commissione e gli Stati membri ad adottare un approccio alla gioventù e all'occupazione fondato sui diritti; sottolinea che, soprattutto in periodi di crisi, non deve essere compromesso l'aspetto qualitativo del lavoro per i giovani e che le norme fondamentali del lavoro, così come altri parametri inerenti alla qualità del lavoro, quali l'orario di lavoro, il salario minimo, la previdenza sociale e la sicurezza e la salute sul lavoro, devono essere al centro degli sforzi intrapresi;

12.    invita gli Stati membri a garantire che i giovani possano accedere a posti di lavoro di qualità che rispettino i loro diritti, tra cui il diritto alla stabilità e alla sicurezza, grazie a un'occupazione che garantisca una retribuzione decorosa e protezione sociale, e che permettano una vita dignitosa e autonoma; insiste, al fine di tutelare i giovani lavoratori dalla discriminazione e dallo sfruttamento, sull'adozione di una direttiva sulle condizioni di vita dignitose, che definisca i diritti lavorativi fondamentali per tutti i lavoratori e introduca norme minime comuni;

13.    sottolinea la necessità di una politica per il mercato del lavoro attiva, globale e integrata, con provvedimenti specifici per i giovani;

14.    sottolinea che, date le previste mutazioni rapide del mercato del lavoro, occorrono oggi più che mai ingenti investimenti nell'istruzione e nella formazione; rileva che le politiche in materia di competenze non devono essere considerate semplici strumenti per rispondere alle necessità del mercato del lavoro ma devono anche riconoscere le competenze acquisite attraverso l'istruzione non formale, promuovere l'attuazione di politiche di apprendimento continuo e rientrare, in ultima analisi, in un approccio olistico all'istruzione; chiede l'adozione di norme qualitative comuni vincolanti, a livello europeo e per tutti i cittadini, in materia di istruzione, formazione e apprendimento continuo;

15.    esorta la Commissione ad affrontare la questione del lavoro precario e a disciplinare gli accordi contrattuali mediante l'esame di diverse opzioni mirate al problema della polarizzazione del mercato del lavoro imputabile alle pessime condizioni offerte ai lavoratori meno qualificati, nonché a tutelare i giovani dalla precarietà e dalla povertà lavorative;

16.    sottolinea la necessità di eliminare la discriminazione per motivi di età ai fini della fruizione di prestazioni sociali e occupazionali, tra cui l'accesso condizionato ai sussidi di disoccupazione; evidenzia che l'imposizione di una retribuzione minima inferiore per i giovani, a prescindere dall'esperienza lavorativa o dalle capacità, equivale non solo a ignorare i soggetti più vulnerabili sul mercato del lavoro ma costituisce altresì un chiaro esempio di discriminazione per motivi di età;

17.    rammenta che a causa della crisi e della diversità delle condizioni economiche negli Stati membri dell'UE, la mobilità dei giovani è una realtà sempre più tangibile; esorta gli Stati membri a garantire che non sia limitato il diritto fondamentale alla libertà di circolazione né che sia limitato o negato ai giovani studenti e lavoratori mobili l'accesso ai servizi pubblici; invita in tal senso la Commissione a formulare proposte intese ad agevolare la mobilità volontaria dei giovani in tutta l'Unione europea, anche ai fini del completamento del suo mercato interno;

Garanzia per i giovani, iniziativa a favore dell'occupazione giovanile e quadro di qualità per i tirocini

18.    chiede un monitoraggio efficace dell'attuazione della garanzia per i giovani; invita la Commissione a seguire attentamente le sfide individuate nelle raccomandazioni specifiche per paese del 2014 per quanto riguarda la qualità delle offerte e la mancanza di azioni attive di coinvolgimento dei giovani disoccupati e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione, nonché la capacità amministrativa dei servizi pubblici di collocamento e l'assenza di un'interazione efficace con tutti le parti interessate, individuando nel contempo prassi eccellenti che potrebbero fungere da riferimento per il miglioramento dei programmi;

19.    chiede che la riduzione della disoccupazione giovanile sia dichiarata un obiettivo a sé stante nel quadro del semestre europeo; chiede altresì l'inclusione di provvedimenti obbligatori destinati a combattere la disoccupazione giovanile nelle raccomandazioni specifiche per paese e nei programmi nazionali di riforma; invita la Commissione a seguire e a riesaminare attentamente l'introduzione di simili misure e chiede il pieno coinvolgimento del Parlamento europeo al riguardo nell'ambito del processo del semestre europeo;

20.    ricorda che i 6 miliardi di EUR destinati all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile non sono sufficienti per contrastare durevolmente la disoccupazione dei giovani e che dovrebbero pertanto costituire soltanto una prima tranche; sottolinea che, stando ai calcoli dell'Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), l'importo necessario per realizzare, nella sola zona euro, un programma efficace di lotta alla disoccupazione giovanile ammonta a 21 miliardi di EUR; ritiene che tale investimento più cospicuo sia necessario e ragionevole, dal momento che la mancata partecipazione dei giovani al mercato del lavoro comporta negli Stati membri una perdita economica annuale di 153 miliardi di EUR, pari all'1,2% del PIL dell'UE(13); sottolinea inoltre che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile non sarà più finanziata a partire dal bilancio 2016; invita la Commissione a presentare a tempo debito una proposta intesa a garantire la prosecuzione del finanziamento dell'iniziativa in questione a partire dal bilancio 2016, avvalendosi di tutti gli strumenti disponibili nell'ambito del regolamento sul QFP 2014-2020; invita inoltre la Commissione e gli Stati membri ad annettere priorità alla garanzia per i giovani e a incrementarne la dotazione finanziaria per l'intero periodo 2014-2020 nel contesto della revisione postelettorale obbligatoria del QFP 2014-2020, prevista al più tardi entro la fine del 2016;

21.    chiede un intervento volto a evitare che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile sia manipolata e utilizzata per aggravare i processi nazionali di svalutazione interna delle retribuzioni; avverte che l'uso scorretto dei finanziamenti destinati all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile per finanziare i costi di lavoro senza esigere sufficienti garanzie, può comportare il licenziamento dei lavoratori più anziani semplicemente perché risulterebbero meno convenienti dei lavoratori giovani assunti tramite un programma nell'ambito dell'iniziativa in questione;

22.    invita la Commissione a proporre un quadro normativo europeo che preveda l'introduzione di norme minime vincolanti per l'attuazione delle garanzie per i giovani, anche in relazione alla qualità dei tirocini, una retribuzione dignitosa per i giovani e l'accesso ai servizi per l'occupazione, in cui rientrino anche i giovani di età compresa tra i 25 e i 30 anni, in caso di mancata osservanza delle attuali raccomandazioni sulle garanzie per i giovani da parte degli Stati membri;

23.    invita la Commissione e gli Stati membri ad adoperarsi affinché le formalità burocratiche non impediscano l'impiego efficiente dei 6 miliardi fi EUR destinati all'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile, in modo che la garanzia per i giovani sia attuata con la massima urgenza; deplora le recenti indicazioni secondo cui alcuni Stati membri non intendono avvalersi pienamente dei finanziamenti loro destinati nell'ambito dell'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile; sottolinea una volta di più a tale riguardo l'importanza di utilizzare pienamente ed efficientemente tali risorse e ritiene indispensabile evitare di trascurare qualsiasi possibilità di finanziare le tanto necessarie misure attive per il mercato del lavoro allo scopo di ridurre la disoccupazione giovanile; invita la Commissione e gli Stati membri a mettere a disposizione finanziamenti tramite la BEI per iniziative del settore privato intese a creare posti di lavoro e opportunità di lavoro/formazione;

24.    esorta gli Stati membri a spingersi oltre la raccomandazione del Consiglio relativa a una quadro di qualità per i tirocini del marzo 2014, onde prevenire la discriminazione dei giovani lavoratori e il loro sfruttamento; chiede l'adozione di una direttiva sulle condizioni dignitose e norme minime per i tirocini, che garantiscano ai tirocinanti diritti chiaramente definiti, tra cui l'accesso alla previdenza sociale, contratti scritti e vincolanti e una retribuzione equa e limiti il ricorso a tirocinanti nelle imprese onde evitare abusi;

25.    chiede agli Stati membri di porre in essere sistemi di istruzione e formazione professionale o a migliorarli; sottolinea che, per agevolare il passaggio della scuola al mondo del lavoro, è opportuno creare un quadro europeo per l'istruzione duale basato sulle migliori prassi del settore; propone inoltre il ricorso a sistemi di inserimento in tutta l'Unione europea, che permettano ai neolaureati e a chi ha già seguito corsi di formazione professionale di acquisire esperienza lavorativa e di farsi assumere dalle aziende per un periodo di 6-12 mesi allo scopo di risolvere un problema specifico incentrato sull'innovazione e sullo sviluppo;

26.    richiamata l'attenzione sulle esperienze positive dei paesi con sistemi di istruzione e formazione professionale e sistemi di istruzione duali nel miglioramento del passaggio dalla scuola al mondo del lavoro, in quanto viene colmato il divario tra le competenze formative e le necessità del mercato del lavoro; sottolinea che il compito della Commissione consiste nel prestare assistenza attiva agli Stati membri in tale ambito e la invita a riferire periodicamente sui loro sforzi di riforma dei rispettivi sistemi di formazione professionale; evidenzia la necessità di prestare particolare attenzione ai gruppi vulnerabili a elevato rischio di esclusione sociale, tra cui le persone disoccupate e al di fuori di ogni ciclo di istruzione e formazione; invita la Commissione a elaborare una relazione annuale sulla riforma dei sistemi di formazione professionale degli Stati membri, apportando in tal modo un contributo strutturale a lungo termine alla capacità dei giovani di trovare un lavoro dignitoso;

27.    insiste, soprattutto nell'ambito della formazione professionale e dei sistemi di formazione duali, sul coinvolgimento di tutti gli interessati, segnatamente le parti sociali e gli istituti di istruzione; sottolinea, in tale contesto, la responsabilità delle imprese e degli istituti di istruzione nel garantire a scolari e studenti una formazione incentrata sull'esperienza pratica;

28.    sottolinea che l'iniziativa a favore dell'occupazione giovanile non dovrebbe impedire agli Stati membri di avvalersi di altri programmi dell'UE, anche ad esempio nell'ambito del Fondo sociale europeo o di Erasmus+, per finanziare progetti di più ampia portata nel settore della gioventù, in particolare per quanto riguarda la povertà e l'inclusione sociale; sottolinea l'importanza che gli Stati membri provvedano al necessario cofinanziamento a tal fine; invita la Commissione a monitorare l'impiego dei fondi del FES a favore di progetti nel settore della gioventù;

29.    sottolinea la necessità di garantire un'assistenza finanziaria e amministrativa ai giovani imprenditori, in particolare nei paesi colpiti dalla crisi; invita pertanto la Commissione e gli Stati membri a porre in essere appositi meccanismi di assistenza per i giovani imprenditori di età inferiore ai trent'anni, tra cui ad esempio microcrediti a favore delle start-up, come previsto dal programma europeo per l'occupazione e l'innovazione sociale (EaSI);

30.    sottolinea il ruolo importante delle parti sociali nella lotta alla disoccupazione giovanile; ritiene che il sostegno dei sindacati nazionali e il pieno rispetto delle prassi e dei regimi nazionali di relazioni industriali rappresentino una premessa indispensabile per qualsiasi misura intesa a stabilire e migliorare le condizioni di lavoro e il trattamento economico dei giovani;

Investimenti e dimensione macroeconomica

31.    sottolinea che, sebbene le misure sul versante dell'offerta – come ad esempio la normativa in materia di sviluppo delle competenze e di mercato del lavoro – possano contribuire alla lotta alla disoccupazione giovanile, è opportuno tenere in maggiore considerazione i fattori macroeconomici e quelli sul versante della domanda;

32.    invita la Commissione e gli Stati membri a predisporre misure per ridurre le disuguaglianze e creare posti di lavoro, potenziando la domanda tramite politiche incentrate sull'innalzamento della retribuzione e l'introduzione di una retribuzione minima (stabilita per legge o mediante contrattazione collettiva, a livello settoriale o transettoriale), incrementando i trasferimenti diretti mediante una fiscalità più equa e regimi di reddito minimo, nonché garantendo un'efficace protezione sociale e migliori servizi pubblici e sociali, in particolare nei settori della sanità e dell'istruzione;

33.    esorta la Commissione e gli Stati membri a elaborare quanto prima un piano d'azione per la creazione di posti di lavoro, privilegiando le regioni con un tasso di disoccupazione giovanile superiore al 25%, investendo nelle industrie sostenibili, in particolare le PMI, nonché nei servizi, nella formazione e nell'istruzione, nella ricerca e nello sviluppo, in infrastrutture di trasporto moderne, nella reindustrializzazione dell'UE, in servizi privati efficienti e servizi pubblici di qualità, come pure nella "transizione verde", allo scopo di progredire verso un'economia innovativa basata su sapere, prestando nel contempo attenzione alla creazione di posti di lavoro per le generazioni future; sottolinea la necessità di considerare tali investimenti essenziali per il futuro dell'Europa;

34.    invita la Commissione a trovare soluzioni specifiche per i paesi con tassi di disoccupazione molto elevati, che non saranno in grado di utilizzare pienamente i fondi dell'UE a causa di problemi di cofinanziamento; chiede a tal fine alla Commissione di esaminare, per gli Stati membri in difficoltà, la possibilità di ridurre o abolire il cofinanziamento per i fondi o programmi dell'UE destinati a combattere la disoccupazione giovanile (rubrica 1 – Crescita sostenibile – del QFP); chiede altresì alla Commissione e agli Stati membri di prendere in considerazione la possibilità di escludere dal calcolo del deficit eccessivo il cofinanziamento, da parte degli Stati membri, delle misure destinate a combattere la disoccupazione giovanile;

35.    plaude all'intenzione della Presidenza italiana di avviare una discussione sull'introduzione di un regime di sussidi di disoccupazione comune all'intera Unione economica e monetaria, che funga da ammortizzatore asimmetrico a livello centrale, nonché di esaminare con particolare attenzione la questione degli stabilizzatori automatici nell'ambito della discussione sulla dimensione sociale dell'Unione economica e monetaria;

Privilegiare i diritti dei giovani

36.    chiede al Consiglio di garantire che sia data attuazione al piano di lavoro dell'UE per la gioventù e che assicuri un'effettiva collaborazione a livello transettoriale e il coinvolgimento dei giovani;

37.    invita la Commissione a presentare al Consiglio e al Parlamento europeo misure intese a incoraggiare la partecipazione dei giovani alla vita democratica in Europa, conformemente all'articolo 165 del TFUE;

38.    esorta il Consiglio ad adottare una volta per tutte la direttiva sulla parità di trattamento originariamente proposta dalla Commissione nel 2008, che permetterebbe di vietare la discriminazione per motivi di età e per diverse altre ragioni.

(1)

Testi approvati, P7_TA(2013)0365.

(2)

GU C 351 E del 2.12.2011, pag. 29.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2014)0240.

(4)

Testi approvati, P7_TA(2014)0129.

(5)

Testi approvati, P7_TA(2013)0016.

(6)

P7_TA(2011)0453.

(7)

COM (2013)0801 - Progetto di relazione comune sull'occupazione.

Documento di lavoro della Commissione europea 1/2013 Bantout e Lokajickova: Dotazioni finanziarie destinate alla protezione sociale durante la crisi nell'UE.

(8)

Eurostat: http://appsso.eurostat.ec.europa.eu/nui/show.do?dataset=yth_incl_010&lang=en

(9)

Indagine Eurobarometro sulla gioventù europea dell'aprile 2014.

(10)

Commissione europea, 2013 – rivista trimestrale dell’UE sull’occupazione e la situazione sociale.

(11)

Commissione europea, 2013 – rivista trimestrale dell’UE sull’occupazione e la situazione sociale.

(12)

Parlamento europeo, Flash Eurobarometro: "Gioventù europea nel 2014", aprile 2014.

(13)

Cfr. Eurofound (2012), NEETs – Young people not in employment, education, or training: Characteristics, costs and policy responses in Europe. Ufficio delle pubblicazioni dell'Unione europea, Lussemburgo.

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