Procedura : 2014/2717(RSP)
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Ciclo del documento : B8-0057/2014

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B8-0057/2014

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PV 17/07/2014 - 10.5
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P8_TA(2014)0009

PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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Vedasi anche la proposta di risoluzione comune RC-B8-0025/2014
15.7.2014
PE536.958v01-00
 
B8-0057/2014

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Ucraina (2014/2717(RSP))


Johannes Cornelis van Baalen, Guy Verhofstadt, Petras Auštrevičius, Annemie Neyts-Uyttebroeck, Marielle de Sarnez, Marietje Schaake, Louis Michel, Alexander Graf Lambsdorff, Fernando Maura Barandiarán, Jean-Marie Cavada, Antanas Guoga, Charles Goerens, Nathalie Griesbeck, Gerben-Jan Gerbrandy a nome del gruppo ALDE

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Ucraina (2014/2717(RSP))  
B8‑0057/2014

Il Parlamento europeo,

–       viste le sue precedenti risoluzioni sulla politica europea di vicinato, sul partenariato orientale (PO) e sull'Ucraina, con particolare riferimento alle risoluzioni del 27 febbraio 2014 sulla situazione in Ucraina(1), del 13 marzo 2014 sull'invasione dell'Ucraina da parte della Russia(2) e del 17 aprile 2014 sulla pressione esercitata dalla Russia sui paesi del partenariato orientale, in particolare la destabilizzazione dell'Ucraina orientale(3),

–       visti il risultato delle elezioni presidenziali che hanno avuto luogo il 25 maggio 2014 in Ucraina e le conclusioni preliminari della missione di osservazione dell'OSCE, secondo cui le elezioni presidenziali erano ben organizzate e sono state caratterizzate da un'elevata affluenza alle urne e dalla ferma determinazione delle autorità di tenere vere e proprie elezioni ampiamente conformi agli impegni internazionali nel rispetto delle libertà fondamentali nella maggior parte del paese, nonostante le tensioni nella regione orientale dell'Ucraina,

–       viste le iniziative e le azioni intraprese dal presidente Porošenko per ripristinare la pace e l'ordine in tutto il paese, sulla base in particolare del suo piano di pace in 14 punti,

–       vista la firma delle parti finali dell'accordo di associazione UE-Ucraina e dell'accordo di libero scambio globale e approfondito il 27 maggio 2014,

–       viste le conclusioni della riunione del Consiglio "Affari esteri "del 23 giugno 2014 e le conclusioni del Consiglio europeo sull'Ucraina del 27 giugno 2014,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che l'occupazione russa e l'annessione illegale della Crimea nonché il persistere dei disordini e della violenza, sostenuti dalla Russia, costituiscono una sfida importante per l'unità dell'Ucraina, una tragedia umana per le vittime e per le persone interessate e una grave crisi di sicurezza per l'intero continente europeo;

B.     considerando che l'occupazione e l'annessione della Crimea da parte della Russia violano il diritto internazionale e gli obblighi internazionali che incombono alla Russia in virtù della Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto finale di Helsinki, dello Statuto del Consiglio d'Europa e del memorandum di Budapest del 1994 sulle garanzie in materia di sicurezza, nonché gli obblighi bilaterali derivanti dal trattato bilaterale di amicizia, cooperazione e partenariato del 1997;

C.     considerando che l'Unione europea, così come la stragrande maggioranza della comunità internazionale, non ha riconosciuto né riconoscerà l'illegittima annessione della Crimea da parte della Russia, realizzata per via militare;

D.     considerando che i disordini e le violenze ad opera dei separatisti nei territori orientali dell'Ucraina, in particolare nelle regioni di Luhans'k, Donec'k e Charkiv, dipendono in parte da divisioni interne al paese, ma sono tuttavia fomentati dall'esterno attraverso una deliberata strategia della Russia volta a scalfire l'autorità del governo ucraino e ad aiutare e sostenere – direttamente e indirettamente – i separatisti, non da ultimo mediante una retorica aggressiva, dichiarazioni ostili e una copertura mediatica distorta;

E.     considerando che la recente ripresa di colloqui diretti tra il governo ucraino e i leader russi fa sperare nella possibilità di trovare una soluzione diplomatica per porre fine alle violenze in atto e impedire l'intensificarsi del conflitto, le cui conseguenze sarebbero disastrose non solo per l'Ucraina ma anche per l'Unione europea e la Federazione russa;

F.     considerando che il cessate il fuoco dichiarato unilateralmente dal governo ucraino non è stato sostenuto dai separatisti;

1.      ribadisce la ferma condanna dell'invasione e dell'annessione della Crimea da parte della Russia in quanto azioni che violano palesemente la Carta delle Nazioni Unite, l'Atto finale di Helsinki dell'OSCE, lo Statuto del Consiglio d'Europa, il memorandum di Budapest sulle garanzie in materia di sicurezza del 1994, il trattato bilaterale di amicizia, cooperazione e partenariato del 1997 e l'accordo sullo status e le condizioni di permanenza della flotta russa del Mar Nero sul territorio dell'Ucraina del 1997; ritiene che le azioni intraprese dalla Russia rappresentino una minaccia per la sicurezza e la stabilità dell'intero continente europeo;

2.      si compiace del piano di pace in 14 punti presentato dal presidente Porošenko e della sua idea di una forma di governo più decentralizzata per l'Ucraina come base per superare la divisione interna del paese e porre fine alla violenza separatista nella regione orientale dell'Ucraina;

3.      osserva che l'esercito e le forze di sicurezza ucraine hanno recentemente compiuto progressi per quanto riguarda il ripristino della legge e dell'ordine in diverse città chiave dell'Ucraina orientale; deplora vivamente la perdita di vite umane che ciò ha comportato, ma sottolinea che le autorità ucraine hanno pieni diritti e responsabilità di intervento sul piano giuridico; invita tutte le parti a fare tutto il possibile per proteggere la popolazione civile;

4.      esprime il suo fermo sostegno alla ripresa di negoziati a pieno titolo tra tutte le parti, che dovrebbero basarsi sul piano di pace presidenziale e condurre a un accordo di cessate il fuoco pienamente rispettato da tutte le parti; si compiace dell'impegno attivo dei ministri degli Esteri francese e tedesco nei recenti sforzi diplomatici per la ricerca di una soluzione, ma si rammarica dell'evidente assenza dell'alto rappresentante dell'UE;

5.      si compiace altresì della dichiarazione del presidente russo a sostegno, in linea di principio, del piano di pace e della decisione del Consiglio federale di revocare l'autorizzazione a utilizzare forze russe per intervenire militarmente in Ucraina; auspica che tale decisione sarà seguita da ulteriori misure da parte della Russia volte ad attenuare il conflitto, in particolare e in via prioritaria, arrestando il flusso di combattenti, armi e attrezzature illegali verso l'Ucraina, nonché usando attivamente la propria influenza sui gruppi armati illegali nell'Ucraina orientale affinché fermino la violenza e depongano le armi; si attende quanto prima progressi concreti in relazione alle quattro misure identificate nelle conclusioni del Consiglio europeo del 27 giugno 2014;

6.      si aspetta che la Verchovna Rada adotti tempestivamente le modifiche costituzionali previste nel piano di pace presidenziale, in particolare per quanto riguarda un rafforzamento della governance locale e una nuova legge sull'uso delle lingue; sottolinea che la nuova legge sull'uso delle lingue dovrebbe essere in linea con le più rigorose norme internazionali ed europee;

7.      esorta il governo ucraino a mantenere la sua promessa e a vietare esplicitamente ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale nell'ambito della futura riforma del codice del lavoro;

8.      si rammarica per il ritardo registratosi nell'invio di una missione di polizia PSDC per il mantenimento dell'ordine in Ucraina, proposta inizialmente in aprile e discussa ulteriormente in occasione del Consiglio "Affari esteri" del 23 giugno 2014; auspica che la missione possa essere inviata senza indebito ritardo nell'estate;

9.      chiede il rilascio di tutte le persone detenute illegalmente dai separatisti e sottolinea che la missione di monitoraggio speciale dell'OSCE deve avere libero accesso a tutte le regioni dell'Ucraina per poter contribuire al cessate il fuoco e a una soluzione politica del conflitto;

10.    sottolinea che tutte le parti devono evitare dichiarazioni e discorsi che possano aggravare ulteriormente il conflitto; sottolinea che i problemi cui l'Ucraina deve far fronte non possono essere risolti unicamente per via militare;

11.    osserva con soddisfazione che il Consiglio europeo del 27 giugno 2014 ha sottolineato la sua disponibilità a "riunirsi nuovamente in qualsiasi momento per stabilire ulteriori misure restrittive significative", e sottolinea che, per il momento, le relazioni UE-Russia non possono essere gestite secondo le prassi abituali; si aspetta che il Consiglio estenda l'ambito di applicazione delle sanzioni, se e quando necessario, e che proroghi quelle esistenti; rileva con preoccupazione che il programma della presidenza italiana fa riferimento alla Russia solo quale "partner strategico", ma non menziona la crisi attuale nelle relazioni tra l'UE e la Russia;

12.    sostiene pienamente l'erogazione di un aiuto UE di 750 milioni di euro all'Ucraina e gli sforzi profusi per garantire ulteriore assistenza finanziaria in occasione dell'incontro di coordinamento ad alto livello tra i donatori che ha avuto luogo l'8 luglio 2014 a Bruxelles;

13.    ricorda al governo ucraino e a tutti i partiti e le personalità politiche l'urgente necessità di riforme economiche e politiche a livello nazionale; sottolinea che le riforme interne non dovrebbero essere avviate unicamente sulla spinta della pressione dei donatori esterni, ma dovrebbero basarsi su un solido sostegno popolare per la creazione di opportunità economiche e sociali sostenibili mediante la modernizzazione del paese;

14.    plaude alla decisione di vietare l'importazione dalla Crimea e da Sebastopoli di merci sprovviste di certificato ucraino e incoraggia gli altri paesi a introdurre misure analoghe;

15.    invita la Commissione a proseguire i suoi sforzi per negoziare un accordo tra Gazprom e il governo ucraino riguardo ai prezzi del gas; sottolinea che la strumentalizzazione delle risorse energetiche nel quadro della politica estera compromette la credibilità a lungo termine della Russia quale partner commerciale affidabile per l'UE e che occorre adottare in via prioritaria nuove misure per ridurre la dipendenza dell'Unione dal gas russo;

16.    sottolinea che le preoccupazioni russe riguardo al processo di associazione dell'Ucraina e di altri partner orientali all'Unione devono essere adeguatamente chiarite, in modo da dissipare ingiustificati timori relativi a nuove divisioni geopolitiche sul continente europeo; precisa che ogni paese è pienamente legittimato a effettuare le proprie scelte politiche, ma che l'impegno dell'UE nei confronti dei partner orientali è volto a diffondere la prosperità e ad accrescere la stabilità politica in quanto aspetti di cui, in ultima istanza, anche la Federazione russa beneficerà;

17.    invita gli Stati membri dell'UE a procedere rapidamente al processo di ratifica dell'accordo di associazione con l'Ucraina e sottolinea l'importanza della sua completa applicazione;

18.    chiede alla futura Commissione di attribuire la massima priorità alla revisione completa della politica di vicinato, che dovrebbe concentrarsi su risultati concreti e tangibili in materia di commercio, contatti interpersonali e stabilità politica;

19.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri, al presidente facente funzione, al governo e al parlamento dell'Ucraina, al Consiglio d'Europa e al presidente, al governo e al parlamento della Federazione russa.

 

(1)

Testi approvati, P7_TA(2014)0170.

(2)

Testi approvati, P7_TA(2014)0248.

(3)

Testi approvati, P7_TA(2014)0457.

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