Procedura : 2014/2723(RSP)
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B8-0076/2014

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PV 17/07/2014 - 10.8
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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15.7.2014
PE536.978v01-00
 
B8-0076/2014

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sull'escalation della violenza tra Israele e Palestina (2014/2723(RSP))


Martina Anderson, Neoklis Sylikiotis, Patrick Le Hyaric, Marina Albiol Guzmán, Younous Omarjee, Malin Björk, Marie-Christine Vergiat, Ángela Vallina, Paloma López, Marisa Matias, Emmanouil Glezos, Kostadinka Kuneva, Dimitrios Papadimoulis, Pablo Echenique Robba, Pablo Iglesias, Carlos Jiménez Villarejo, Tere Rodriguez-Rubio Vázquez, Lola Sánchez Caldentey, Merja Kyllönen, Helmut Scholz, Martina Michels a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sull'escalation della violenza tra Israele e Palestina (2014/2723(RSP))  
B8‑0076/2014

Il Parlamento europeo,

–       vista la Carta delle Nazioni Unite,

–       vista la quarta Convenzione di Ginevra del 1949 sulla protezione delle persone civili in tempo di guerra,

–       vista la risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite 194 (1948) e le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite 242 (1967), 252 (1968), 338 (1972), 476 (1980), 478 (1980) e 1860 (2009),

–       visto il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia, del 9 luglio 2004, intitolato "Conseguenze giuridiche della costruzione di un muro nei territori palestinesi occupati",

–       viste le conclusioni del Consiglio sul processo di pace in Medio Oriente del 16 dicembre 2013, del 14 maggio 2012, del 23 maggio e del 18 luglio 2011, nonché dell'8 dicembre 2009,

–       viste la relazione dei capimissione dell'UE su Gerusalemme Est del gennaio 2012, la relazione dei capimissione dell'UE "Area C e la costruzione dello Stato palestinese" del luglio 2011 e la relazione dei capimissione dell'UE sulla violenza da parte dei coloni dell'aprile 2011, nonché la nota di accompagnamento dei capimissione dell'UE sulla violenza da parte dei coloni del febbraio 2012,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che il 7 luglio 2014 Israele ha lanciato un'aggressione militare contro Gaza denominata "Margine protettivo" (Protective Edge); che, ad oggi, sono stati uccisi oltre 180 Palestinesi, tra cui almeno 30 bambini (secondo le stime dell'ONU il 77% delle persone uccise è costituito da civili), mentre più di 1 250 sono rimasti feriti; che 17 000 persone hanno cercato rifugio presso le strutture dell'UNRWA a seguito dell'esodo da Beit Lahia e da Attara, dopo che Israele aveva intimato ai civili di evacuare il nord di Gaza prima di una campagna di bombardamenti su vasta scala; che oltre 1 300 edifici, tra cui case, ospedali e scuole, sono stati colpiti da bombe e missili israeliani lanciati sia per via aerea che dal mare; che nel corso di queste operazioni militari sono stati utilizzati dei droni;

B.     considerando che, a seguito della riunione ministeriale della Lega araba svoltasi al Cairo il 14 luglio 2014, l'Egitto ha chiesto l'inizio di un cessate il fuoco a partire dalle 6.30 del 15 luglio; che, precedentemente, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite aveva esortato Israele ad abbandonare i suoi piani per un'offensiva di terra; che le autorità palestinesi hanno adito la Corte internazionale di giustizia contro Israele;

C.     considerando che si tratta della terza aggressione militare di questo genere su Gaza dopo le operazioni "Piombo fuso" del 2008-2009 e "Pilastro di difesa" del novembre 2012, che hanno causato la morte di circa 3 000 Palestinesi e il ferimento di altre centinaia, provocando danni materiali di grave entità e lasciando dietro di sé una catastrofe umanitaria;

D.     considerando che Israele ha sollevato le tensioni in particolare a seguito del rapimento e dell'uccisione (a metà di giugno 2014) di tre giovani israeliani nella Cisgiordania occupata, nei pressi di Hebron; che, come causa dell'attacco su Gaza, non viene più citato tale evento, quanto piuttosto gli attacchi missilistici su Israele, che sono avvenuti in risposta alla violenza usata da Israele in Cisgiordania durante la ricerca dei tre giovani; che un adolescente palestinese di Gerusalemme Est è stato sequestrato, torturato e bruciato vivo, apparentemente per ritorsione; che nello stesso periodo sono stati arrestati centinaia di Palestinesi, mentre centinaia di case sono state prese d'assalto e altre sono state demolite;

E.     considerando che, secondo le stime israeliane, sono stati lanciati 1 000 missili da Gaza, la maggior parte dei quali sono stati intercettati dal sistema antimissile israeliano "Iron Dome", causando soltanto minimi danni materiali;

F.     considerando che questi eventi si sono verificati in seguito all'annuncio del raggiungimento di un accordo tra i partiti palestinesi per la formazione di un governo di unità che mettesse fine alle divisioni esistenti dal 2007; che il conseguimento di tale accordo costituiva una delle condizioni fissate nei colloqui di pace guidati dagli Stati Uniti lo scorso anno; che il primo ministro israeliano ha risposto a questo annuncio con veementi dichiarazioni di denuncia; che Israele non ha rispettato il precedente accordo di cessate il fuoco;

G.     considerando che l'ultimo ciclo di colloqui di pace avviato un anno fa non è stato coronato da successo;

H.     considerando che il Consiglio Affari esteri dell'UE, nella sua riunione del 16 dicembre 2013, ha affermato, tra l'altro, che "l'UE mette in guardia contro azioni che compromettono i negoziati. Al riguardo, deplora la continua espansione degli insediamenti israeliani, che sono illegali secondo il diritto internazionale e costituiscono un ostacolo alla pace. Il Consiglio esprime inoltre profonda preoccupazione per l'incitamento alla violenza e gli episodi di violenza nel territorio occupato, la demolizione di case e il deterioramento della situazione umanitaria a Gaza. L'UE esprime viva preoccupazione per azioni che compromettono lo status quo dei luoghi sacri, compresa Gerusalemme. L'Unione europea continuerà a seguire da vicino la situazione e le sue più ampie implicazioni e agirà di conseguenza";

I.      considerando che il 19 luglio 2013 l'Unione ha pubblicato gli orientamenti sull'ammissibilità delle entità israeliane e relative attività nei territori occupati da Israele dal giugno 1967 alle sovvenzioni, ai premi e agli strumenti finanziari dell'UE a partire dal 2014 (2013/C 205/05);

J.      considerando che Israele continua a ignorare il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia, del 9 luglio 2004, intitolato "Conseguenze giuridiche della costruzione di un muro nei territori palestinesi occupati";

1.      denuncia con fermezza l'aggressione militare compiuta da Israele a Gaza e ne chiede la fine immediata;

2.      chiede la cessazione del lancio di razzi verso Israele;

3.      esprime il suo cordoglio alle famiglie delle centinaia di vittime palestinesi, come pure a quelle dei tre giovani israeliani;

4.      sostiene gli sforzi tesi a raggiungere un accordo su un cessate il fuoco immediato, duraturo e pienamente rispettato, che dovrebbe essere garantito da un meccanismo che sarà istituito dalla comunità internazionale, che comprenda la missione di mantenimento della pace sotto l'egida dell'ONU e la fine dell'assedio; ritiene che queste misure porranno fine alle uccisioni e alle sofferenze dell'enclave palestinese che vive nella Striscia di Gaza dal 2007; chiede la fine immediata dell'assedio di Gaza e l'accesso tempestivo agli aiuti umanitari, in particolare per far fronte ai bisogni medici urgenti;

5.      condanna la politica delle punizioni collettive perseguita da Israele nei confronti del popolo palestinese e chiede che si ponga fine all'impunità israeliana per quanto concerne le continue e massicce violazioni del diritto internazionale e umanitario, della Carta delle Nazioni Unite e delle Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;

6.      ribadisce il proprio sostegno al riconoscimento di uno Stato di Palestina capace di esistenza autonoma, indipendente e territorialmente contiguo, con capitale Gerusalemme Est e gli stessi confini definiti nel 1967, che viva in pace accanto a Israele;

7.      invita i governi di tutti gli Stati membri dell'Unione a dare attuazione agli orientamenti del 19 luglio 2013; chiede che si ponga un divieto all'importazione nell'UE di tutte le merci provenienti da Israele e prodotte negli insediamenti presenti nei territori palestinesi occupati;

8.      ritiene che sia giunto il momento che l'Unione dia attuazione all'articolo 2 dell'accordo di associazione UE-Israele, congelando l'accordo stesso finché Israele continua a violare i diritti umani;

9.      sostiene pienamente gli sforzi palestinesi volti a conseguire l'unità;

10.    estende il proprio sostegno ai partiti politici, ai movimenti e alle persone d'Israele che si sono opposti all'aggressione israeliana e che chiedono che si giunga a una soluzione pacifica; esprime particolare preoccupazione per il deterioramento della libertà di espressione in Israele; prende atto del fatto che la sera del 12 luglio 2014 a Tel Aviv una manifestazione pacifica contro l'attuale operazione militare è stata oggetto di un attacco, a seguito del quale una persona è stata ferita e ricoverata in ospedale, senza che la polizia israeliana intervenisse o procedesse ad alcun arresto;

11.    appoggia la richiesta avanzata dal presidente palestinese Mahmoud Abbas di porre la Palestina sotto la tutela internazionale;

12.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti e ai governi degli Stati membri, al Segretario generale delle Nazioni Unite, al presidente dell'Autorità palestinese, al Consiglio legislativo palestinese, al Governo israeliano e alla Knesset.

 

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