Procedura : 2014/2841(RSP)
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B8-0125/2014

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PV 18/09/2014 - 10.4
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PROPOSTA DI RISOLUZIONE
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16.9.2014
PE537.027v01-00
 
B8-0125/2014

presentata a seguito di una dichiarazione del vicepresidente della Commissione/alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

a norma dell'articolo 123, paragrafo 2, del regolamento


sulla situazione in Ucraina e lo stato delle relazioni UE-Russia (2014/2841(RSP))


Helmut Scholz, Miloslav Ransdorf, Pablo Iglesias, Kateřina Konečná, Sofia Sakorafa, Emmanouil Glezos, Georgios Katrougkalos, Jiří Maštálka, Martina Michels a nome del gruppo GUE/NGL

Risoluzione del Parlamento europeo sulla situazione in Ucraina e lo stato delle relazioni UE-Russia (2014/2841(RSP))  
B8‑0125/2014

Il Parlamento europeo,

–       vista la relazione del 17 agosto 2014 dell'Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani sulla situazione dei diritti umani in Ucraina,

–       visto il comunicato di Amnesty International dell'8 settembre 2014 sugli abusi e i crimini di guerra commessi dal battaglione volontario Aidar nella parte settentrionale della regione di Luhansk,

–       visto l'articolo 123, paragrafo 2, del suo regolamento,

A.     considerando che la guerra nell'Ucraina orientale ha avuto pesanti ripercussioni sui diritti umani e sulla situazione umanitaria nella regione, con almeno 36 persone uccise in media ogni giorno, migliaia di feriti, centinaia di migliaia di persone in fuga dalla regione e infrastrutture chiave distrutte;

B.     considerando che i colloqui di pace a Minsk tra i rappresentanti dell'Ucraina, della Federazione russa e dei gruppi armati, sotto l'egida dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) hanno infine condotto a un cessate il fuoco e a uno scambio di prigionieri;

C.     considerando che la guerra nell'Ucraina orientale ha ulteriormente alimentato la divisione del paese; che il nuovo Presidente e il nuovo governo del paese non sono stati in grado finora di costruire un ponte tra le diverse componenti della società ucraina; che i numerosi episodi di violenza contro funzionari locali, attivisti di partiti politici, organizzazioni della società civile e giornalisti sembrano essere coordinati; che nella maggior parte delle grandi città sono aumentate le minacce di attentati dinamitardi e, per reazione, sono state rafforzate le misure di contrasto e di preparazione alle emergenze;

D.     considerando che esistono allarmanti segnali di gravi violazioni delle regole e delle libertà democratiche in Ucraina, che assottigliano ulteriormente le possibilità di superare la tesa situazione socio-economica e le ostilità politiche nel paese, come lo scioglimento del gruppo parlamentare del partito comunista ucraino, il processo mirante a condurre alla proibizione di tale partito e una nuova legge che consente alle autorità di proibire o limitare le trasmissioni televisive e radiofoniche, di limitare o bloccare le attività dei media, anche su Internet, di ridurre o vietare la produzione o la distribuzione di materiale stampato e di limitare o interrompere i servizi di telecomunicazione e l'utilizzo delle reti pubbliche di telecomunicazioni – la nuova cosiddetta legislazione anti-terrorismo, che viola gli obblighi cui è soggetta l'Ucraina in quanto membro del Consiglio d'Europa e firmataria dell'accordo di associazione con l'UE; che il nuovo governo manca di esercitare controllo sul famigerato e violento movimento Settore destro; che tali sviluppi stanno mettendo seriamente in pericolo lo svolgimento libero ed equo delle prossime elezioni parlamentari;

E.     considerando che la guerra nell'Ucraina orientale e l'agenda neoliberale del nuovo governo, che sta mettendo in atto le condizioni del prestito del Fondo monetario internazionale, stanno producendo un impatto sempre più negativo sui diritti economici, sociali e culturali dei cittadini ucraini, non solo nelle regioni di Donetsk e Luhansk ma nell'intero paese; che a partire dal luglio 2014 si rileva un ulteriore declino della situazione economica: il PIL è diminuito del 4,7% rispetto allo scorso anno, l'indice dei prezzi al consumo è salito dell'11,6% e il tasso di disoccupazione è aumentato dall'8 all'8,8%; che il 31 luglio il parlamento ha approvato emendamenti di bilancio che apportano tagli ai programmi sociali, alle pensioni, alle indennità di disoccupazione e invalidità e alle retribuzioni dei dipendenti statali; che tali tagli avranno un impatto sproporzionatamente negativo sulle donne, in quanto costituenti il 67% della popolazione sopra i 65 anni di età, il 55% dei disoccupati registrati e il 75% dei dipendenti statali; che il 12 agosto 2014 la Confederazione dei sindacati liberi di Ucraina ha riferito che su 93 miniere (che forniscono gran parte dei posti di lavoro disponibili nelle regioni orientali) solo 20 erano pienamente in funzione, 48 erano semi-operative, 6 inondate e altre chiuse e/o danneggiate;

F.     considerando che la spirale di sanzioni e contro-sanzioni imposte vicendevolmente dall'Unione europea e dalla Russia sta avendo un impatto sempre più negativo sulle economie di entrambe le parti, dimostrando al contempo di produrre un impatto esiguo a livello politico;

G.     considerando che la NATO ha strumentalizzato il conflitto in Ucraina per reinventare la propria ragion d'essere definendo la Russia un nemico e per rafforzare la propria presenza nella immediate vicinanze di quest'ultima in violazione degli accordi internazionali vigenti; che lo scontro tra la NATO e la Russia costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza in Europa;

1.      si compiace del fatto che le consultazioni tra il gruppo di contatto e i rappresentanti dei gruppi armati abbiano portato a un accordo di cessate il fuoco; accoglie con favore l'avvio delle discussioni tra i Presidenti di Ucraina e Russia, che hanno contribuito a questa svolta, e incoraggia vivamente il proseguimento di tali contatti; chiede con urgenza che i negoziati siano portati avanti al fine di trovare una soluzione politica del conflitto; appoggia il rafforzamento del ruolo dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) nella risoluzione della crisi ucraina, ivi incluso il monitoraggio del cessate il fuoco;

2.      sottolinea che la grave crisi politica in atto in Ucraina non può essere risolta per via militare, ma che invece necessita di un dibattito approfondito su scala nazionale in merito alle necessarie riforme costituzionali, politiche ed economiche e all'orientamento geopolitico del paese; ribadisce il proprio sostegno a favore di una soluzione pacifica alla guerra civile nell'Ucraina orientale; esprime profonda preoccupazione per le dichiarazioni del primo ministro ucraino Yatsenyuk, che minacciano lo stato di emergenza in vista delle prossime elezioni politiche, e per il progetto di costruzione di un muro di confine lungo la frontiera tra l'Ucraina e la Federazione russa; sottolinea che tali dichiarazioni contraddicono il piano di pace dell'eletto Presidente dell'Ucraina ed escludono la possibilità di tenere elezioni parlamentari eque, democratiche e trasparenti il 26 ottobre;

3.      invita la Russia, l'Unione europea e gli Stati Uniti a non alimentare più il conflitto attraverso il sostegno politico e materiale, nonché militare, destinato alle parti in lotta; chiede un embargo sulle armi a tutte le parti belligeranti e il ritiro dall'Ucraina di tutti i consiglieri militari stranieri e dell'altro personale militare e di intelligence; invita la Russia a controllare in modo efficace le proprie frontiere con l'Ucraina al fine di prevenire l'afflusso illegale di armi, munizioni e personale militare in Ucraina e appoggia la proposta di coinvolgere attivamente l'OSCE nella verifica della sicurezza al confine tra Ucraina e Russia e nella composizione delle relative controversie;

4.      esprime profonda preoccupazione per il numero crescente di combattenti e di strutture militari e paramilitari finanziati privatamente in Ucraina e invita la Commissione e il Consiglio a imporre sanzioni efficaci su eventuali persone fisiche e giuridiche direttamente o indirettamente coinvolte nel finanziamento di tali strutture o persone;

5.      esprime profonda preoccupazione per il rafforzamento della cooperazione tra la NATO e l'Ucraina; respinge fermamente qualsiasi allargamento della NATO, compreso un allargamento all'Ucraina; chiede un nuovo sistema di sicurezza per l'Europa, che tenga in considerazione gli interessi in materia di sicurezza di tutti i paesi e di tutti i popoli; sottolinea in questo contesto che in passato il Consiglio NATO-Russia non ha dimostrato di essere un formato adatto a questo scopo; invita l'Alto rappresentante a presentare in tempi brevi al Parlamento europeo una proposta concreta riguardante un nuovo formato atto a discussioni aperte con la Russia su interessi di sicurezza comuni e a esplorare tutte le possibilità di coinvolgimento attivo dell'OSCE in tale contesto;

6.      esprime profonda preoccupazione per le decisioni del recente vertice NATO tenutosi nel Galles; sottolinea che il nuovo scontro tra la NATO e la Russia è il risultato di politiche fallimentari della NATO e dell'UE, come l'allargamento della NATO ai confini della Russia, la violazione del diritto internazionale, ad esempio in Afghanistan, Iraq e Libia, l'assenza di considerazione da parte dell'UE per gli interessi economici e le relazioni storiche che legano la Russia ai paesi del vicinato comune e la mancata istituzione da parte dell'UE di un vero e proprio partenariato strategico con la Russia sulla base di un rinnovato accordo di partenariato e di cooperazione;

7.      è estremamente preoccupato per la guerra di propaganda tra l'UE, gli Stati Uniti, l'Ucraina e la Russia; chiede con urgenza a tutte le parti di sostituire l'inasprimento verbale con un dialogo orientato ai risultati e incentrato sulle questioni alla base dei contrasti;

8.      sottolinea che la Russia è un partner strategico per l'UE e i suoi Stati membri e chiede con urgenza la ripresa del dialogo politico al fine di trovare soluzioni alle questioni al centro delle controversie; respinge con forza l'attuazione di ulteriori misure e sanzioni contro la Russia annunciate il 12 settembre dal Consiglio e reputa inutili tali misure in un momento in cui è in atto un tentativo di attuare il cessate il fuoco concordato tra le parti in Ucraina; esorta l'UE a porre fine alle politiche di sanzioni contro la Russia, che sono risultate in una guerra commerciale tra i due partner, con conseguenze negative in particolare per le piccole e medie imprese, per gli agricoltori e per i consumatori in Russia e nell'Unione europea, e si sono dimostrate inefficaci;

9.      critica aspramente il fatto che l'UE continui a far finta di non vedere la situazione reale in Ucraina, sostenendo in modo acritico il governo ucraino, nonché il ruolo politico e militare dell'estrema destra, le forze ultranazionaliste e xenofobe presenti nel paese, la violenza esercitata da tali forze, le conseguenze delle politiche decise dal nuovo governo nel conformarsi alle condizioni stabilite dal Fondo monetario internazionale e dall'Unione europea, il peggioramento della situazione dei diritti umani e delle libertà democratiche e la situazione umanitaria della popolazione civile nella parte orientale del paese;

10.    ribadisce che l'Ucraina ha il potenziale per fungere da ponte tra l'UE, la Russia e altri paesi della regione e deplora il fatto che il nuovo governo ucraino non tenga conto di questa opzione strategica; invita il governo ucraino a lavorare per superare la contraddizione tra le aspirazioni europee dell'Ucraina e la prosecuzione di relazioni reciprocamente vantaggiose tra l'Ucraina e la Russia; ritiene che questo sarebbe un passo importante verso il superamento della crisi in corso nel paese;

11.    critica aspramente il fatto che il Parlamento europeo abbia rinunciato a esercitare il suo dovere di valutare le implicazioni politiche, economiche e sociali dell'accordo di associazione e dell'integrato accordo di libero scambio globale e approfondito tra l'UE e l'Ucraina; invita i parlamenti nazionali degli Stati membri a valutare attentamente tali implicazioni prima di dare il loro consenso;

12.    chiede che venga interrotto il processo di ratifica da parte del Parlamento europeo e della Verkhovna Rada; invita il Consiglio e la Commissione a presentare una nuova tabella di marcia che sia trasparente per tutti i cittadini dell'UE e dell'Ucraina, stabilendo ulteriori misure per organizzare le relazioni economiche tra l'UE, l'Ucraina e la Federazione russa, a seguito della presentazione il 12 settembre di un accordo tra l'UE, l'Ucraina e la Federazione russa per ritardare di altri 15 mesi, fino al 31 dicembre 2015, l'entrata in vigore del capitolo 5 dell'accordo di associazione (cioè l'accordo di libero scambio globale e approfondito UE-Ucraina) a causa della situazione economica molto difficile in Ucraina e del suo possibile impatto sulle economie di tutti i 28 Stati membri dell'Unione;

13.    esprime preoccupazione per il fatto che solo pochi giorni prima delle elezioni parlamentari il parlamento ucraino uscente ha dato il proprio consenso all'accordo di associazione con l'UE; deplora che una decisione di tale importanza strategica per il futuro del paese sia stata presa senza un'ampia consultazione della popolazione;

14.    condanna fermamente l'istigazione alla messa al bando legale del partito comunista, che vede il partito condotto dinanzi alla giustizia e lo scioglimento del suo gruppo parlamentare; denuncia le continue violenze nei confronti della dirigenza e dei membri del partito comunista e gli attacchi contro i suoi uffici; si dichiara in particolare preoccupato per il fatto che tali sviluppi abbiano luogo nel periodo pre-elettorale, il che rende palese il deterioramento delle libertà democratiche nel paese; critica fortemente il fatto che l'Unione europea stia ignorando tali sviluppi, che violano chiaramente gli obblighi che incombono all'Ucraina in virtù dell'accordo di associazione con l'UE e di altri accordi internazionali di cui il paese è parte;

15.    esprime profonda preoccupazione per il fatto che, a poche settimane dall'inizio del periodo di riscaldamento, non sia ancora risolta la controversia sul gas tra la Russia e l'Ucraina; invita con urgenza la Russia e l'Ucraina a riprendere una costruttiva cooperazione in ambito economico ed energetico, al fine di garantire che i prezzi dell'energia siano alla portata di tutti; ribadisce che l'Ucraina deve adempiere ai propri obblighi contrattuali di garantire il transito del gas tra la Russia e l'Unione europea senza alcuna restrizione; invita in tale contesto la Commissione a provvedere con qualsiasi mezzo affinché l'Ucraina si conformi a detto accordo e all'articolo 338 dell'accordo di associazione UE-Ucraina, che costituiscono un importante pilastro della sicurezza dell'approvvigionamento di gas dell'Unione europea;

16.    chiede, con riferimento all'articolo 8 dell'accordo di associazione UE-Ucraina, che il presidente ucraino incarichi le competenti autorità del paese di creare le condizioni per la ratifica e l'attuazione tempestive dello statuto di Roma della Corte penale internazionale e degli strumenti correlati; ribadisce la sua richiesta affinché tutti i reati, a prescindere da quale parte li abbia commessi, giungano a piena risoluzione alla luce della necessità di porre fine alla situazione di impunità in Ucraina; sottolinea che ciò non è avvenuto finora per quanto riguarda né le uccisioni in piazza Maidan né quelle a Odessa;

17.    ribadisce la sua preoccupazione per il livello di rappresentanza raggiunto dai politici di estrema destra, ultranazionalisti e xenofobi nel nuovo governo ucraino e per il mancato controllo da parte di quest'ultimo del movimento Settore destro; ritiene allarmante che nelle strutture di sicurezza ucraine siano state integrate forze armate irregolari di estrazione nazionalista e di estrema destra e invita il governo ucraino a modificare questa situazione; appoggia l'appello urgente rivolto da Amnesty International al governo ucraino affinché ponga fine agli abusi e ai crimini di guerra perpetrati da battaglioni di volontari che operano a fianco delle forze armate regolari ucraine;

18.    invita le autorità ucraine a garantire che le riforme legislative siano conformi alle norme e agli standard internazionali e agli obblighi dell'Ucraina ai sensi dei trattati sui diritti umani, nonché a garantire i diritti umani e le libertà democratiche nella vita quotidiana; invita la Commissione e il Parlamento europeo a monitorare attentamente questi aspetti dell'accordo di associazione e ad agire in caso di violazione di tali obblighi;

19.    incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai parlamenti e ai governi dell'Ucraina e della Russia e alle assemblee parlamentari dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e del Consiglio d'Europa.

 

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